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La lunga tradizione dei medici ebrei nella nostra città

1 Mag

P1000121Ieri in un’affollatissima Sala della Musica del Chiostro di S. Paolo ha avuto luogo la tavola rotonda “I medici ebrei e la cultura ebraica a Ferrara”, libro appena uscito per Faust edizioni. Ha moderato l’incontro Massimo Masotti (Presidente Associazione de Humanitate Sanctae Annae, Ferrara) e sono intervenuti Stefano Arieti (Università di Bologna), Fausto Braccioni (Azienda USL Ospedale del Delta – Lagosanto, Ferrara), Mauro Martini (Università di Ferrara), Riccardo Modestino (Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Anna, Ferrara), Andrea Finzi (Past Presidente Associazione Medica Ebraica – AME, Milano), Carlo Magri (Dirigente delle Professioni Sanitarie dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara), Andrea Nascimbeni (Giornalista freelance, Ferrara) e Germano Salvatorelli (Università di Ferrara). Nascimbeni ha evidenziato il “profondo legame tra la visione integrale dell’uomo tipica dell’ebraismo e i medici ebrei”. Da non dimenticare, ha aggiunto, che nell’ebraismo il medico cura ma – com’è scritto nell’Esodo – solo Dio è “colui che ti guarisce”. Mentre Arieti ha parlato della figura del medico Amato Lusitano e Salvatorelli di quella di Isacco Lampronti e di alcuni suoi discendenti, Modestino ha posto l’accento sull’importanza della comunità ebraica “nella costruzione dell’identità culturale ferrarese”. Ciò è stato possibile grazie alla “strettissima e peculiare interdipendenza tra gli ebrei e altre culture”. La figura del medico Elia Rossi Bey, morto nel 1891, è stata invece al centro della relazione di Martini, mentre la seconda relazione di Modestino ha riguardato Alberto Michelangelo Luzzato, vissuto a cavallo tra Otto e Novecento. Infine, negli ultimi due interventi, Braccioni e Magri hanno rispettivamente affrontato la straordinaria figura del medico Fernando Rietti – uomo di profonda “onestà intellettuale, di grande cultura e con un forte senso religioso”, scomparso sessant’anni fa – e quella di Maria Zamorani, una delle poche donne mediche a Ferrara dopo la Grande Guerra e tra queste forse l’unica ebrea.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 1 maggio 2014

Il programma della giornata conclusiva della Festa del Libro Ebraico

1 Mag

logo FestaEcco gli eventi della giornata conclusiva. Alle 9.30 al Chiostro di San Paolo George Tabori presenta il suo “Le Variazioni Goldberg”, con  Laura Forti e Marco Castellari. Alle 10.30 (in caso di maltempo Sala della Musica) vi sarà l’incontro “Helena Rubinstein: la donna che inventò la bellezza” con Nicola Zanardi (Presidente Ferrara Fiere), Michèle Fitoussi (Giornalista e scrittrice) e Vincenza Maugeri (Vicedirettore Museo Ebraico di Bologna). Alle 11.30 appuntamento con “Riflettendo sull’antigiudaismo e sull’antisemitismo cattolico: un dialogo”, con Riccardo Calimani (Presidente Fondazione MEIS), Francesco Margiotta Broglio (Università di Firenze), Giorgio Fabre (Storico e giornalista culturale). Dopo la pausa delle 12.30 con “Sapori di un aperitivo di ispirazione ebraico-ferrarese”, alle 14 Leo Neppi Modona presenta il suo “Barbari nel secolo XX. Cronaca familiare (settembre 1938 – febbraio 1944)” insieme a Caterina Del Vivo, Lionella Neppi Modona Viterbo e Simonetta Savino. In Sala Estense alle 15 chiusura con “Io odio i talent show” con Mario Luzzatto Fegiz. Infine dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17 al Chiostro visite guidate “Nella Ferrara ebraica: dall’antico ghetto al MEIS”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 1 maggio 2014