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Festa del Libro Ebraico, riflessioni e idee. Ma ora si aspetta l’apertura del MEIS

3 Mag

2014-04-26 21.10.33Se la cultura ebraica ha lasciato, non solo a Ferrara ma in tutta Italia, segni forti della sua presenza, lo stesso si può dire, più in piccolo, della V edizione della Festa del Libro Ebraico. Festa ideata proprio per mantenere vive e feconde le tracce di ebraismo nel nostro tessuto culturale. Non può che essere positivo, quindi, il bilancio tracciato da Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS (Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah). “Tutti gli appuntamenti in programma sono andati benissimo. E, nonostante una leggera flessione dovuta al maltempo, molto bene anche le vendite alla libreria del Chiostro di San Paolo, che hanno raggiunto il picco nelle giornate di Sabato e Domenica”.

Nicola Zanardi, Presidente di Ferrara Fiera, organizzatore dell’evento insieme alla Fondazione MEIS, è dello stesso avviso: “Sono molto soddisfatto dell’impatto che la città ha avuto nei confronti della Festa. La mia percezione è che, quest’anno, l’abbia sentita più sua. L’obiettivo della Festa, che era quello di trasferire contenuti importanti, impegnativi, e di approfondire la conoscenza della cultura ebraica presso il pubblico più ampio, può dirsi completamente centrato”.

I numeri, d’altra parte, parlano chiaro: diciassette conversazioni e tredici incontri con gli autori, che hanno coinvolto complessivamente circa cinquanta tra scrittori, giornalisti e studiosi. Undici convegni su temi di grande interesse, tra i quali quello su conversos e marrani, quello sullo stato dell’arte del MEIS e sul dopo Shoah, con la partecipazione di figure di profilo internazionale. La mostra “Vita, colore, fiabe. Il mondo ebraico di Emanuele Luzzati”, a cura di Sergio Noberini (Museo Luzzati, Genova) e Michela Zanon (Comitato Scientifico della Fondazione MEIS), che proseguirà fino al 27 Luglio presso la sede del MEIS in via Piangipane, 81. Otto esibizioni tra concerti e spettacoli teatrali, con artisti di spicco come Miriam Meghnagi e il Ben Goldberg Trio, senza contare il cortometraggio “Nel silenzio” di Andrea Barra e Carlo Magri. Venti escursioni culturali e visite guidate nella Ferrara ebraica – dal ghetto al MEIS, dal cimitero di Via delle Vigne fino al quartiere ebraico di Cento – oltre a dieci degustazioni di piatti di ispirazione ebraico-ferrarese. Inoltre, due premi: il “Pardes”, per la valorizzazione e diffusione della conoscenza della cultura e tradizione ebraica in Italia e in Europa, assegnato a Lizzie Doron, Enrico Mentana e Gioele Dix, e quello alla memoria di Aron di Leone Leoni, studioso e autore di opere fondamentali sulla storia della diaspora sefardita. Ottimi anche i risultati in termini di accessi ‘virtuali’ al nuovo sito web del MEIS e della Festa del Libro Ebraico (www.meisweb.it) che, configurato come un portale, ha raccolto tutto quello che poteva servire per la fruizione online della manifestazione.

Conclusasi dunque questa fortunata edizione della Festa, Riccardo Calimani si proietta già nel futuro. La Festa, dice, “di sicuro andrà avanti fino a quando non verrà aperto il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. I fondi per completare il primo lotto ci sono e, una volta inaugurato il MEIS, si tratterà di ragionare sulla programmazione museale. A quel punto – prosegue –, la Festa dovrà necessariamente ‘cambiare pelle’. Non potrà più essere un evento estemporaneo, annuale, ma dovrà diventare in un certo senso permanente, in linea con il duplice carattere del Museo: in parte esposizione, in parte – soprattutto – laboratorio di idee, in cui convogliare tutte le energie che finora sono state assorbite dalla Festa”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 3 maggio 2014