Archivio | settembre, 2015

«Tragedia Costruttori come Mafia Capitale»

6 Set

Argenta, in piazza il Vice Presidente della Camera 

Per Di Maio (M5S) quello «tra politica e cooperative è un sistema che si autoprotegge»

Luigi Di Maio sul palco di Argenta

Luigi Di Maio sul palco di Argenta

«I politici non sono incompetenti, sono diabolici». Il Movimento 5 Stelle e uno dei suoi rappresentanti, nonché Vice Presidente della Camera, Luigi Di Maio, ci hanno ormai abituato a comizi ad alto tasso di infiammabilità. E così è stato venerdì sera, in occasione dell’incontro organizzato da Argenta 5 Stelle, dal titolo “Coopcostruttori e le tante sfumature di rosso”. Una serata iniziata con la prima parte dedicata interamente al crack della cooperativa locale, e la seconda riservata al comizio, quasi elettorale, del 29enne Di Maio.

Uno degli striscioni sul palco recita: “Restituire i prestiti non è una facoltà ma un dovere!”. Sotto il palco, invece, tra le circa trecento persone presenti, c’è anche, defilata, Ilaria Morghen, consigliere pentastellata di Ferrara. La serata inizia con la proiezione del docufilm “CoopCostruttori e le 100 sfumature di rosso”, nel quale vi sono varie interviste, tra cui quella a Giovanni Bigoni, rappresentante del Casparc 2 e presente tra il pubblico, oltre al video dell’interpellanza fatta da Di Maio alla Camera dei Deputati riguardo ai controlli statali sulle cooperative nel nostro Paese, con la risposta del Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, che ammette la mancanza dei soldi per attuare questa sorveglianza. Prendono, quindi, la parola Luca Bertaccini e Daniele Gulinelli, consiglieri comunali 5 stelle ad Argenta, oltre alla consigliera regionale Raffaella Sensoli. L’attivista Gabriella Ventura ricorda, poi, come sia partita da lei stessa la denuncia a Di Maio sul caso CoopCostruttori, che ha portato alla sopracitata interpellanza parlamentare.

Il pubblico presente

Il pubblico presente

Alle 21.40 prende avvio il comizio del giovane leader del Movimento, affermando che «voi argentani la tragedia di Mafia Capitale l’avete purtroppo conosciuta molto prima, grazie alla CoopCostruttori». E ricorda cos’è Mafia Capitale, e cos’è stato anche il caso di Cpl Concordia.

Quello tra politica e cooperative, insomma, è «un sistema che si autoprotegge, con grandi responsabilità anche del Primo Ministro Matteo Renzi e del Ministro del Lavoro Giorgio Poletti», ex presidente Lega Coop e presidente dell’Alleanza delle Cooperative, sospettato di rapporti stretti con Salvatore Buzzi, uno dei protagonisti di Mafia Capitale. Il ministro è definito da Di Maio «il boss delle cooperative in questa regione», in un crescendo di applausi dal pubblico. Spazio poi agli evergreen del Movimento, tra cui la battaglia contro Equitalia, «un’organizzazione – dice Di Maio – che non so nemmeno come definire, indegna di uno stato democratico».

Secondo il giovane deputato, «del sistema cooperativo non se n’è mai occupato nessuno, se non i diretti interessati. Bisognerebbe tornare allo spirito originario delle cooperative, mentre il partito che ancora governa qui, ormai da 50 anni, le ha usate come bancomat». Nel finale, spazio alle domande dal pubblico, grato ed estasiato, convinto d’aver trovato in Di Maio e negli attivisti pentastellati un’alternativa al sistema di potere.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 settembre 2015

«Le Poste non devono chiudere»

5 Set

Masi San Giacomo, il sindaco con la gente: ho scritto al premier Renzi e al presidente Mattarella

Sindaco e vicesindaco insieme agli abitanti di Masi San Giacomo

Sindaco e vicesindaco insieme agli abitanti di Masi San Giacomo

Fra due giorni, dopo 48 anni di attività, il piccolo ufficio postale di Masi San Giacomo chiuderà, in quanto ritenuto “disfunzionale e antieconomico” da Poste Italiane. Ieri mattina, davanti alla filiale di via Ariosto, 24 più di cinquanta persone, perlopiù anziani, si sono radunate per il presidio organizzato dall’Amministrazione Comunale, rappresentata dal Sindaco Riccardo Bizzarri e dalla vice Serena Poltronieri. Il triste destino delle poste di Masi è condiviso anche dalle frazioni di Reno Centese, Montesanto, Marozzo, Ruina e Alberone di Ro, poche rispetto alle 101 della Provincia, ma vitali per i numerosi anziani impossibilitati a muoversi in modo autonomo. Qui, come altrove, sono state fatte raccolte firme, ricorsi al TAR, inviate lettere di diffida, organizzate assemblee. Tutto, però, è risultato inutile: salvo sorprese, fra 48 ore queste sei frazioni non avranno più le loro Poste.

Il sindaco Bizzarri con i cittadini davanti alle Poste

Il sindaco Bizzarri con i cittadini davanti alle Poste

Il sindaco Bizzarri ha esordito leggendo la lettera inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Oggi – ha poi aggiunto – siamo come Davide contro Golia, ma ci proviamo comunque». Un intervento, quello di Bizzarri, passionale, senza troppi giri di parole. «O lottiamo fino alla fine o non valeva nemmeno la pena provarci. Io mi sono messo in una situazione di grande responsabilità personale, mi sono esposto, altri non hanno avuto lo stesso coraggio». Poste Italiane, ha poi ricordato, riceve 270 milioni di euro all’anno per il funzionamento degli uffici frazionali, «soldi di noi cittadini!», aggiunge un signore dal pubblico. «Pensavamo che le Poste fossero una garanzia, una sicurezza, – rincara Bizzarri – ma evidentemente ci siamo sbagliati».

Il triste cartello che annuncia la chiusura

Il triste cartello che annuncia la chiusura

Un paese piccolo ma combattivo, quindi, guidato da un sindaco vulcanico. Un paese orgoglioso, seppur amareggiato. «Molta gente è senza patente, o troppo anziana per guidare» – ci spiegano alcuni pensionati presenti -, «e non riuscirebbero nemmeno a farsi accompagnare all’ufficio di Masi Torello». Il disagio è aggravato dall’assenza nel paese di una filiale bancaria e dalla scomodità degli orari del trasporto pubblico. Per questo, alcune persone automunite stanno pensando di mettere a disposizione le proprie auto per consentire a chi ne ha necessità di spostarsi fino all’ufficio postale del paese vicino. E l’Amministrazione comunale, ci spiega Bizzarri, «cercherà di ragionare sulla possibilità di attivare il prima possibile un servizio navetta».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 settembre 2015

Savonuzzi, a Jolanda prosegue la mostra

3 Set

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All’interno delle ormai tradizionali Giornate del Riso, in programma a Jolanda di Savoia dal 22 al 30 agosto, un ottimo successo ha riscontrato anche la mostra d’arte Acqua Aria Terra Fuoco del Maestro Tiberio Savonuzzi, pittore classe ’69, esposta al primo piano del Centro Culturale Walter Matteucci in Corso Matteotti, 20 a Jolanda. Visto il riscontro del pubblico, si è dunque deciso di prorogarla fino a giovedì 10 settembre.

In questa mostra Savonuzzi interpreta i quattro elementi con quindici opere. Una novità, quindi, per l’artista, che solitamente predilige i volti e le figure, ma che per l’occasione ha scelto di dedicare l’attenzione al territorio, con l’utilizzo di uno stile non più figurativo, ma astratto. Inoltre, in occasione della preparazione della mostra, Savonuzzi ha donato una propria opera all’AVIS di Jolanda di Savoia.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 settembre 2015