Tag Archives: Jolanda di Savoia

Conversione ecologica integrale: prendersi cura del prossimo e dell’intero creato per salvare le future generazioni

7 Set
foto di Laura Magni

La mattina del 5 settembre nella sede di Bonifiche Ferraresi si è svolto il Convegno in occasione della 15esima Giornata Nazionale per la Custodia del Creato. “La terra è un sacramento”, ha detto l’Arcivescovo

di Andrea Musacci

L’emergenza legata alla crisi pandemica ancora in corso non ha fatto che rendere ancora più urgente l’importanza di una visione integrale dell’uomo sul creato, abbandonando un modello di sviluppo predatorio per progettare una società capace di riscoprire la sobrietà e la condivisione in
Su questo ha riflettuto la Chiesa italiana nel corso del Convegno pubblico svoltosi nella mattina di sabato 5 settembre nell’Auditorium all’interno della sede di Bonifiche Ferraresi a Jolanda di Savoia. Convegno che ha rappresentato il primo importante appuntamento della 15esima Giornata Nazionale per la Custodia del Creato (incentrata sul tema “ ‘Vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà’ (Tt 2,12). Per nuovi stili di vita”), a cui è seguita il giorno dopo, il 6, la S. Messa in diretta su Raiuno alle ore 11 dalla Concattedrale di Comacchio, presieduta dall’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio mons. Gian Carlo Perego.
E proprio mons. Perego è intervenuto a Jolanda nel Convegno moderato dal giornalista Alberto Lazzarini e che ha visto un’ampia partecipazione di pubblico: «Importante è non solo la tutela dell’ambiente ma un nuovo modo di abitare la terra, nuovi stili di vita», ha spiegato il Vescovo. La terra, come dice il Papa nel suo Messaggio per la Giornata del 1° settembre, «è la casa di Dio», «la terra è un sacramento – ha spiegato mons. Perego -, dove quindi cogliamo di continuo la Sua presenza, il luogo dove Lui abita insieme a noi e a tutto il creato». Abitare la terra casa di Dio significa quindi «assumere uno stile di vita nuovo, fondato sulla responsabilità, che abbia al centro un progetto di comunità, un progetto di bene comune che tenga uniti – in modo integrale – l’ambito sociale con quello economico, del lavoro e dell’ambiente». Solo in questo modo capiremo l’importanza di «riconsegnare la casa di Dio a ognuno dei nostri fratelli e sorelle e alle nuove generazioni».
Generazioni penalizzate da scelte scellerate attuate negli ultimi decenni, come ha riflettuto don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio Problemi Sociali Lavoro della CEI: «il modello di sviluppo degli ultimi decenni ha fallito perché centrato solo sulla quantità e non sulla qualità delle relazioni sociali e personali». Tutto ciò ha portato alla «crisi ecologica e a forti disuguaglianze globali». «Senza fraternità», perciò, «non esiste libertà»: un accenno centrale, quello alla fraternità, fatto proprio in contemporanea all’annuncio alla stampa della firma il prossimo 3 ottobre ad Assisi da parte di Papa Francesco della nuova enciclica “Fratelli tutti” sulla fraternità e l’amicizia sociale. Mentre per il consumismo, ha riflettuto ancora don Bignami, «tutto è a portata di mano, tutto è usa&getta», al contrario è «responsabilità di ognuno trasformare i propri stili di vita all’insegna della sobrietà», una sobrietà che «non può non essere fondata sulla giustizia».
Atteso era anche l’intervento di Stefano Zamagni, Docente di Economia Politica all’Università di Bologna e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali: in Italia – come fatto negli anni ’50 del secolo scorso da Adenauer in Germania – sarebbe necessario modificare la Carta Costituzionale inserendo «la responsabilità di ogni scelta del Governo come decisiva per le future generazioni, soprattutto per le conseguenze ecologiche».
Quattro sono dunque le transizioni fondamentali per rendere concreto questo sviluppo integrale: «la transizione energetica»; quella «economica, verso un modello di produzione circolare e non più lineare»; quella «culturale, per passare da un modello neo-consumista predatorio a un modello che soddisfi la condizione essenziale della sobrietà giusta e felice». È importante, infatti, ha posto l’accento Zamagni, «far capire alle persone che il risultato di questo percorso sarà una vita più felice. La felicità è uno degli obiettivi di un’esistenza autentica fondata sulla sobrietà». L’ultima transizione, decisiva per attuare le prime tre, è «la transizione antropologica»: nella Laudato si’ Papa Francesco ne parla attraverso il concetto di “pace interiore”, «possibile solo riscoprendo la centralità dell’essere umano». Il rischio, infatti, è che le prime tre transizioni acquistino – ha spiegato Zamagni – «una connotazione tecnocratica», nella quale la dignità della persona venga persa di vista come finalità principale.
Tutto ciò si potrà raggiungere, quindi, «non solo con la responsabilità delle imprese ma di ogni singolo cittadino/consumatore», basti pensare alla piaga della “fast fashion”, cioè della produzione nell’ambito dell’abbigliamento secondo il criterio dell’usa&getta. Responsabilità personale da considerarsi non solo come «imputabilità» ma soprattutto come «prendersi cura del prossimo, del creato, delle relazioni. Non dimenticando – l’ha sottolineato a più riprese Zamagni – come ognuno sia responsabile anche del bene che avrebbe potuto fare ma non ha fatto».
Una responsabilità, quella di ogni persona, che affonda le proprie radici nel ruolo affidatogli da Dio all’atto della creazione. E proprio dal libro di Genesi è partita la biblista e docente Silvia Zanconato per la propria riflessione, in particolare sull’insistenza non casuale nel testo sulle «diversità di ogni specie» (Gen 1,11-25), l’importanza quindi di «non omologare, ma di specificare le diversità una per una», riconoscendone la dignità. La crisi contemporanea – ha proseguito Zanconato – trova una delle cause proprio «nell’incapacità di molte persone di nominare le bellezze del creato, di saperle distinguere e quindi valorizzare. Spesso la natura è considerata «solamente una massa indistinta, omogenea, al massimo distinguibile in modo generico», attraverso generalizzazioni. Questa «indifferenza alla distinzione delle cose, ce le rende invisibili, mentre il saperle riconoscere nella loro specificità e quindi il saperle nominare è un dono di Dio per insegnarci a dare spazio a ogni creatura nella nostra mente e nel nostro cuore». Di questo perciò c’è bisogno: di «una nuova visione – ha proseguito -, un allargamento del nostro sguardo, di rielaborare la nostra auto-concezione di “signori del mondo”, vedendoci invece come creature fra le creature».
Un ragionamento, questo, strettamente correlato a uno dei concetti chiave della Giornata, quello di «pietà», un sentimento che ha a che fare col «riconoscimento del nostro posto e del posto degli altri», dell’intero creato, e «col rispetto». Per «conversione ecologica» dobbiamo quindi intendere «un cambiamento radicale del nostro modo di pensare, di vedere le cose», mentre l’opposto di questo atteggiamento sta nel perseverare «nell’indifferenza e con un comportamento predatorio e superbo nei confronti del creato»: è ora, insomma, di «un cambio di paradigma». Riprendendo un passo del Talmud, la Zanconato ha concluso spiegando come l’uomo deve abituarsi a non consumare senza prima aver pensato agli altri, al prossimo, alle altre specie, cioè alle conseguenze delle proprie azioni sull’intero creato.

Altrettanto netto e radicale è stato l’intervento di Atenagora Fasiolo, Archimandrita e Responsabile del Vicariato arcivescovile di Toscana e Liguria della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta: «oggi il primo obiettivo dell’umanità non è quello della qualità della vita, del suo benessere, ma della sua conservazione». Vale a dire della sua sopravvivenza. Fasiolo ha ricordato come Papa Francesco nella sua enciclica dedichi spazio alle parole e all’azione del Patriarca Ecumenico Bartolomeo (Laudato si’ 7, 8 e 9), per poi spiegare come la Chiesa Ortodossa fin dagli anni Ottanta del secolo scorso abbia prestato un’attenzione sempre maggiore al tema della cura del creato, tramite proposte concrete, diversi documenti, conferenze internazionali ed encicliche (la prima nel 1989, che istituisce anche la Giornata annuale del 1° settembre). La custodia dell’ambiente è, dunque, «un dovere umano e religioso», un tema dalla «forte valenza spirituale e teologica», e ha «la giustizia sociale come suo elemento portante». Rispettare l’ambiente – ha proseguito Fasiolo – significa «rispettare l’umanità integralmente, senza rendere le persone schiave di sistemi fondati su ideologie fondamentaliste».
«La crisi pandemica che stiamo vivendo – ha concluso – non ha fatto che dimostrare in maniera ancora più urgente il carattere antropico dell’equilibrio ecologico. Il creato non ci è stato donato da Dio per essere utilizzato e sfruttato a piacimento ma è un atto eucaristico offerto all’uomo per essere custodito».
Paolo Bruni, Presidente di CSO ITALY – Centro Servizi Ortofrutticoli ha fatto gli onori di casa al posto di Federico Vecchioni, Amministratore delegato di Bonifiche ferraresi (BF), che non ha potuto essere presente. Bruni ha spiegato come in particolare negli ultimi anni BF abbia deciso di unire ambiti come quello agricolo, industriale e della distribuzione, «prima in conflitto tra loro», senza dimenticare che «il bene centrale rimane l’uomo», in particolare i giovani: «da noi – ha spiegato -, sono 100 su 500 dipendenti totali».
In rappresentanza del territorio, oltre al Sindaco di Jolanda Paolo Pezzolato e al Presidente regionale Nicola Bertinelli, che hanno portato i saluti rispettivamente del Comune e di Coldiretti, è intervenuto Carlo Ragazzi, Presidente del Consorzio Uomini di Massenzatica: «siamo uno dei rari casi – ha spiegato quest’ultimo – in cui una comunità è proprietaria di un bene condiviso», una forma né privata né pubblica, ma una terza via originale. «Anche per questo consideriamo centrale il concetto di responsabilità intergenerazionale», frutto di «una visione di insieme, di comunità appunto».
Una Comunità, invece, quella specificatamente cristiana, che continuerà a ritrovarsi su questi temi anche a ottobre, con gli altri appuntamenti del Tempo del Creato – aperti a tutta la cittadinanza -, di cui daremo notizia prossimamente. Per ora è confermato il momento di preghiera ecumenico il 1° ottobre.

Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” dell’11 settembre 2020

https://www.lavocediferrara.it/

Savonuzzi, a Jolanda prosegue la mostra

3 Set

Palazzo_municipale_Jolanda_di_Savoia_(Fe)

All’interno delle ormai tradizionali Giornate del Riso, in programma a Jolanda di Savoia dal 22 al 30 agosto, un ottimo successo ha riscontrato anche la mostra d’arte Acqua Aria Terra Fuoco del Maestro Tiberio Savonuzzi, pittore classe ’69, esposta al primo piano del Centro Culturale Walter Matteucci in Corso Matteotti, 20 a Jolanda. Visto il riscontro del pubblico, si è dunque deciso di prorogarla fino a giovedì 10 settembre.

In questa mostra Savonuzzi interpreta i quattro elementi con quindici opere. Una novità, quindi, per l’artista, che solitamente predilige i volti e le figure, ma che per l’occasione ha scelto di dedicare l’attenzione al territorio, con l’utilizzo di uno stile non più figurativo, ma astratto. Inoltre, in occasione della preparazione della mostra, Savonuzzi ha donato una propria opera all’AVIS di Jolanda di Savoia.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 settembre 2015

Savonuzzi interpreta i quattro elementi alle Giornate del Riso di Jolanda

20 Ago

Palazzo_municipale_Jolanda_di_Savoia_(Fe)Si rinnova anche quest’anno l’atteso appuntamento con le Giornate del Riso, in programma a Jolanda di Savoia dal 22 al 30 agosto. La fiera dà il giusto risalto a una delle diciassette perle dell’agroalimentare della provincia estense. Ma l’evento è poi l’occasione utile per un intero territorio di festeggiare e organizzare iniziative di segno diverso.

Sabato alle 10, per l’apertura dell’evento, inaugura un’importante mostra d’arte. Acqua Aria Terra Fuoco è il titolo dell’esposizione del Maestro Tiberio Savonuzzi, pittore classe ’69, esposta al primo piano del Centro Culturale Walter Matteucci in Corso Matteotti, 20 a Jolanda. In questa mostra Savonuzzi interpreta i quattro elementi con quindici opere. Una novità, quindi, per l’artista, che solitamente predilige i volti e le figure, ma che per l’occasione ha scelto di dedicare l’attenzione al territorio, con l’utilizzo di uno stile non più figurativo, ma astratto. Inoltre, in occasione della preparazione della mostra, Savonuzzi ha donato una propria opera all’AVIS di Jolanda di Savoia.

Savonuzzi si dimostra un artista prolifico e apprezzato. Dal 1° aprile al 30 giugno scorsi l’artista ha esposto nella prestigiosa Galleria Le Dame di Londra, mentre sempre lo scorso aprile ha presentato altre sue opere a Solesino (PD). Infine, ha partecipato alla collettiva Mozzafiato 2 (attualmente a Felonica (MN) ), e a metà giugno ha esposto nella sede della Fondazione Federica Galli a Milano.

Non di sola arte vivono le Giornate del Riso edizione 2015. Infatti, il comacchiese Dj Mappa porta il luna park con lo spazio giovani proprio durante tutte le giornate della manifestazione. E va ricordato che sabato alle 16.30 sarà inaugurata alla presenza del Presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 agosto 2015

Oggi a Jolanda di Savoia le auto grandi protagoniste

30 Ago

marisa1Proseguono – in attesa della chiusura prevista per domani – le iniziative nell’ambito delle Giornate del Riso di Jolanda. Oggi alle 10 il programma prevede un focus sull’agricoltura dedicato in particolare al riso. Alle ore 17 un laboratorio creativo al Parco Cavazzini. Per proseguire poi alle ore 18 con il raduno di auto Tuning in Piazza Unità d’Italia.

Altre iniziative interessanti sono ovviamente in programma anche per domani, giornata conclusiva. Va peraltro ricordato che fino al 20 settembre è possibile visitare la mostra collettiva organizzata dalla Galleria del Carbone per ricordare l’artista Carolina Marisa Occari, scomparsa lo scorso 11 maggio.

Oggi alle 16, nel luogo dell’esposizione, il Centro Culturale Walter Matteucci in C.so Matteotti, 20 a Jolanda di Savoia, avrà luogo una dimostrazione di stampa dell’incisore Vito Tumiati, che stamperà alcune lastre inedite degli artisti partecipanti e di Carolina Marisa Occari.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 agosto 2014

Oggi inaugura la collettiva dedicata all’artista Occari

22 Ago

marisa1Lo scorso 11 maggio, all’età di 87 anni, è scomparsa Carolina Marisa Occari, poliedrica artista attiva nell’ambito pittorico, del disegno e dell’incisione. Gli amici della Galleria del Carbone di Ferrara hanno organizzato una mostra collettiva per ricordarla, che verrà inaugurata oggi alle 18 nel Centro Culturale Walter Matteucci in C.so Matteotti, 20 a Jolanda di Savoia. Tanti gli artisti partecipanti a questo omaggio artistico: Maurizio Bonora, Paola Bonora, Riccardo Bottazzi, Daniela Carletti, Daniele Cestari, Gianni Cestari, Massimo Cavalieri, Renzo Crociara, Maria Paola Forlani, Flavia Franceschini, Gianfranco Goberti, Gianni Guidi, Sima Shafti, Giuliano Trombini, Marco Tessaro, Vito Tumiati, Simone Turra, Paolo Volta, Sergio Zanni, Laura Zampini e Tiberio Zucchini. Inoltre, il 30 agosto alle 16 avrà luogo una dimostrazione di stampa con il torchio.

Carolina Marisa Occari Zampini, è nata a Stienta (Ro), ma ha vissuto e lavorato a Ferrara fino alla morte. Ha frequentato l’istituto d’Arte “Dosso Dossi” di Ferrara e il Liceo Artistico di Venezia, proseguendo poi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, allieva, tra gli altri di Giorgio Morandi e Giovanni Romagnoli.

Nel ‘54 riceve il premio dell’Accademia per l’incisione e il premio Tuilio Moy per il paesaggio e dall’Università di Bologna il primo premio per il bianco e nero. È dello stesso anno la sua prima esposizione, in una mostra collettiva alla Galleria Cosmé di Ferrara, mentre è del ’58 la sua prima personale, a Badia Polesine. Per il prossimo ottobre, il Comune di Ferrara sta organizzando una mostra a lei dedicata alla Casa dell’Ariosto, accompagnata da un catalogo con le sue opere.

La mostra – in programma fino al 20 settembre – è visitabile nei seguenti orari: martedì e giovedì dalle 9 alle 12, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, chiuso il lunedì. Per informazioni scrivere a biblioteca@comune.jolandadisavoia.fe.it.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 agosto 2014