Archivio | gennaio, 2017

Petrocchi: «Resistiamo grazie ai giovani e alle pellicole di qualità»

14 Gen

Il direttore del Roma Film Corto Festival fino a domani alla Sala Estense nell’ambito della rassegna Ferrara-Roma. Le responsabilità dei distributori

15965928_1603716342978967_4282334207240630136_n

Roberto Petrocchi

«Il cinema italiano è vivo, soprattutto grazie a giovani registi di corti. Spero quindi che Ferrara colga questa possibilità di poter vedere film di qualità». Non riesce a essere del tutto “pessimista” Roberto Petrocchi, regista e Direttore del Roma Film Corto Festival che, fino a domani, organizza nella Sala Estense di Piazza Municipale l’edizione zero della Rassegna Ferrara-Roma FilmCorto. La rassegna di cortometraggi, provenienti sia dal festival capitolino sia da registi ferraresi, è ideata insieme alla Ferrara Film Commission (FFC) presieduta da Alberto Squarcia.

Petrocchi, che è anche sceneggiatore, docente e presidente del “Festival del Cinema Giovanile Indipendente”, in passato è stato assistente alla regia di Valerio Zurlini. Attualmente è impegnato nella trasposizione cinematografica del best seller “Oriana Fallaci – Morirò in piedi” di Riccardo Nencini. L’ultima edizione del suo Roma Film Corto ha visto nella giuria anche un ferrarese, Paolo Micalizzi, critico e storico cinematografico, nonché Presidente onorario della FFC.

Petrocchi, qual è lo stato di salute del cinema indipendente italiano?

È migliore di quello che si pensa, negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione importante, ho avuto modo di conoscere tante realtà positive a livello locale. Anche per questo ho accettato con gioia la proposta di portare tanti corti di qualità qui a Ferrara.

Quali sono, invece, i suoi limiti?

La realtà è complessa, ma responsabilità ne hanno i distributori e gli esercenti che spesso non sostengono in modo organico il cinema indipendente.

A proposito dei cortometraggi in Italia, Lei ha parlato di universo variegatissimo: in che senso?

Il cinema italiano è vivo, ha grande prospettiva. In particolare nel mondo dei corti c’è una forte molteplicità di linguaggi, con registi anche di 25-30 anni che dimostrano profondità e capacità di osservazione, riuscendo a uscire dalla propria realtà generazionale e dall’attualità. La speranza è che nasca un nuovo movimento cinematografico italiano, come fu ad esempio il Neorealismo.

Che film vedremo nella rassegna di questi giorni?

Una selezione dal Roma Film Corto, anche dando spazio ad esempio ai film d’animazione, che, al di là di quel che si pensa, sono di qualità anche nel nostro Paese.

Come spera che Ferrara possa recepire questa novità?

Mi aspetto una risposta positiva, anche se è la prima edizione: spero possa essere anche, perché no?, l’inizio per un progetto futuro di distribuzione alternativa. Per Ferrara è un’occasione importante per vedere corti di qualità, chissà, magari anche di registi di futuro livello internazionale.

Riguardo ai corti di registi ferraresi in programma nella rassegna, cosa ci può dire?

Ho notato diversi prodotti di qualità, e ho avuto l’occasione di conoscere Ferrara come ambientazione scenografica: è davvero una città affascinante.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 gennaio 2017

Annunci

“Coccinoci”, arte, antiquariato e vintage a Ferrara

11 Gen
15726740_1594481847235750_4690622095136604497_n

Alessio e Giulia

“Coccinoci” è il nome del nuovo negozio di arte, antiquariato, vintage e design, inaugurato a dicembre in via Centoversuri, 2 a Ferrara. Proprietaria è Ilva Zagatti, aiutata dal marito Nicola Ferrari, dalla figlia Giulia e da Alessio. Una scelta di “sedentarietà” quella di aprire un negozio nel centro ferraese, oltre alla loro consueta presenza “nomade” nei mercatini di Ferrara e di altre località.

Tra gli artisti in parete, maestri del Novecento come Mario Capuzzo, Antenore Magri, Marcello Tassini, Carlo Tassi e Remo Brindisi, ma anche un contemporaneo come Federico Romero Bayter.

Tra le chicche in vendita, oltre a libri, cataloghi, mobili e oggetti d’arredo, abiti e cappotti vintage, un seggiolo da gondola del XVIII secolo, un vogatore degli anni ’50-’60 del secolo scorso, una culla del XIX secolo, una sedia a dondolo di circa un secolo fa.

Andrea Musacci

Fino al 31 gennaio le opere di Stevoli alle Generali di Ferrara

11 Gen

Lo scorso 16 dicembre l’artista Nando Stevoli ha inaugurato la nuova personale “Pleatings” negli ambienti della “Generali” in Corso della Giovecca, 3 a Ferrara. Opere nuove e non per quest’artista ferrarese, tipografo di professione. La mostra, presentata dal curatore Paolo Orsatti, è visitabile a ingresso libero e gratuito fino al prossimo 31 gennaio negli orari di apertura della filiale.

Andrea Musacci

 

Le “Nuvole” di Angela Pampolini in mostra a Cloister

10 Gen
pampolini-con-sue-opere-a-cloister_

Angela Pampolini con alcune sue opere a Cloister

[Sotto l’articolo, trovate una galleria fotografica della mostra e dell’inaugurazione]

Si presenta tanto ironica quanto perturbante l’esposizione di Angela Pampolini, che inaugura oggi alle 18 nella Galleria Cloister di Ferrara. In corso Porta Reno, 45 viene presentata la personale “Nuvole” dell’artista, nota insegnante di Storia dell’Arte al Liceo Classico Ariosto. Una serie di installazioni accompagnate da una decina di disegni preparatori.

La Pampolini attinge direttamente dall’opera di Aristofane, dal mondo del teatro (nel quale è impegnata) e da quello dei parrucchieri, “omaggio” al salone ospitante. Alcune file di teste ovali (volti privi di tratti, con richiami a Modigliani e de Chirico) adornate da folte capigliature femminili biondo cenere (“bioccoli di lana cardata”, in realtà, di canapa idraulica) pendenti dal soffitto, richiamano la consistenza eterea, ed effimera, delle nubi, galleggianti, per contrasto, in un’atmosfera chiusa. “Oh, straziante, meravigliosa bellezza del Creato!” pronuncia come in estasi Jago (Totò) nell’episodio “Che cosa sono le nuvole?” di Pier Paolo Pasolini. È la stessa sensazione di chi ha “la testa tra le nuvole”, del galleggiare impercettibile sospinto da un vento ignoto, trascinando, come le teste di bambole installate, un candido velo. Una sensazione di pungente e dolce leggerezza che richiama il mondo fatato dell’infanzia e quello folle del teatro. Durante l’inaugurazione, Rosalba Sandri leggerà la poesia “Passaggio di nuvole” di Giovanni Guerzoni.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 gennaio 2017

Farmacia Navarra, l’apertura nel 1738: c’era lo Stato Pontificio

10 Gen

nnSi tratta della più antica farmacia di Ferrara. Nel 1738  lo Stato Pontificio concede a Giovanni Battista Nannini il diritto di un esercizio farmaceutico al numero civico 1692 della allora piazza della Pace, oggi Corso Martiri della Libertà, 27. Il 30 gennaio 1864  l’immobile compresa la farmacia è venduta a Filippo Navarra.

Nel periodo in cui fu di proprietà della famiglia Navarra, sino al 1910, la farmacia gode di grande fama: i preparati medicinali erano, infatti, richiesti in tutto il Regno d’Italia.

Nel 1910 i Navarra cedono ai F.lli Bragliani la farmacia che passerà, in mancanza di figli, al nipote Alessandro, il quale nel 1976 cede il diritto della farmacia alla dott.ssa Caretti, e gli arredi alla Facoltà di Farmacia dell’Università di Ferrara. Dopo anni di abbandono, prima in un’aula, poi sotto il porticato che ora accoglie la biblioteca di Facoltà, tra il 1989 e il 1992 prende avvio l’intervento di recupero, grazie al Lions Club Ferrara – Poggio Renatico, e ai Lions di Macerata.

Per far tornare il più possibile gli arredi al loro splendore, vengono anche visionati fotogrammi del film di Florestano Vancini “La lunga notte del ‘43”, che vede la Farmacia al centro delle vicende.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 gennaio 2017

[Qui il mio articolo sul sito de la Nuova Ferrara]

Farmacia Navarra, gli arredi riportati all’antico splendore

10 Gen

diapositiva04

(foto tratta da: http://sveb.unife.it/it/farmacia-navarra/farmacia-navarra-bragliani#null)

Alcuni arredi settecenteschi, appartenuti fino a quarant’anni fa alla storica Farmacia Navarra-Bragliani di Corso Martiri della Libertà, sono oggi conservati in uno degli ambienti dell’antico refettorio del Chiostro di Santa Maria delle Grazie di via Fossato di Mortara. Un piccolo gioiello restaurato e conservato come testimonianza di parte della storia della nostra città e della scienza farmaceutica italiana.

L’abbiamo visitato accompagnati dalla prof. Chiara Beatrice Vicentini, Responsabile Scientifica, nonché titolare del corso di Storia della Farmacia e del farmaco a Unife, da lei stessa istituito cinque anni fa, tutt’ora l’unico corso vero e proprio di questo tipo su tutto il territorio nazionale.

Insieme alla Vicentini, ad aiutarci nell’inquadramento storico, era presente anche l’ex farmacista (con attività in viale Po) e oggi docente alla Facoltà di Farmacia a Unife, Giorgio Forlani.

«Abbiamo cercato il più possibile di ricreare l’ambiente dell’antica farmacia – ci spiega la  Vicentini -, ponendo negli ampi mobili un corredo, completato nel 2011, con vasi provenienti dalla collezione dello stesso Giorgio Forlani e di altri farmacisti ferraresi, tra cui il Presidente dell’Ordine dei farmacisti ferraresi, Livio Luciani».

In una parete della stanza sono anche appese alcune riproduzioni di manifesti dell’Ottocento della Farmacia Navarra, i cui originali sono conservati nell’Archivio storico cittadino.

Un’epoca d’oro, quella protattasi fino alla prima metà del secolo scorso, nella quale le farmacie non si limitavano come oggi a vendere farmaci, e a fornire pochi altri servizi, ma ospitavano ambulatori medico-chirurgici, laboratori chimico-farmaceutici, gabinetti per analisi, ed erano punti di riferimento per incontri culturali.

«Secondo alcuni esperti – prosegue Forlani – gli arredi qui presenti, per la precisione potrebbero essere datati a fine Settecento, quindi circa mezzo secolo dall’apertura della farmacia in Corso Martiri. In ogni caso, è certo che di arredi di farmacie del Settecento, ottimamente conservati cone questo, in Italia ne sono rimasti pochi».

Nella Farmacia Navarra in Corso Martiri della Libertà, 27, oggi è ancora visibile il bellissimo soffitto affrescato, il campanello notturno d’epoca (oggi, naturalmente, non più utilizzato), e la storica insegna sovrastante l’entrata.

Nella sala nel Chiostro in via Fossato di Mortara, oltre al mobilio e ai corredi, sono anche conservati numerosi strumenti appartenenti alla Collezione Instrumentaria dell’istituto di Chimica Farmaceutica e alla Collezione Mario Guarneri,insigne docente che nella seconda metà del XX secolo diede grande impulso alla Chimica farmaceutica ferrarese. La ricerca e l’installazione, sempre a cura della prof. Chiara Beatrice Vicentini, ha permesso di ordinare strumenti scientifici di valore che vanno da inizio Novecento, fino agli anni ’60-’70 del secolo scorso. La collezione comprende pezzi legati alla ricerca, e alla didattica, analisi quali-quantitativa, tecnica farmaceutica. Tra i “più datati”vi sono una caldaietta, un bagnomaria, sistemi di filtrazioni a caldo (camicie in rame), una bilancia della prima metà del Novecento, una coppia di becchi Bunsen, cannelli ferruminatori, apparecchio di Kipp, mulino a palle, stampi per supposte e ovuli, pilloliere, oltre a vari tipi di pinze, ad alcune specialità farmaceutiche, vasi contenenti, ad esempio, olio di ricino e olio di paraffina, essicatori, mortai in porcellana, un Pallone di Claisen, alcune bilance, una stufa in rame.

Sul bancone principale sono presenti anche quattro riproduzioni di alcune ceramiche graffitarie ferraresi del XVI-XVII secolo.

La farmacia fa parte del SMA – Sistema Museale di Ateneo, ed è aperta a studiosi e scolaresche previo appuntamento inviando una richiesta via mail al seguente indirizzo: farmacia navarra@unife.it.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 gennaio 2017

[Qui il mio articolo sul sito de la Nuova Ferrara]