Tag Archives: Antonella Guarnieri

La Resistenza tra memoria e attualità

9 Apr

ResistenzaUn’occasione – in vista del 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo – per riflettere sul significato del termine “resistenza” ai giorni nostri. Oggi alle 17, nell’aula 3 della Facoltà di Giurisprudenza in C.so Ercole I° d’Este, 37 vi sarà l’incontro “Segnali dal territorio. Ferrara e la Resistenza – Memoria, cultura e attualità”. Introdurranno Daniele Branca, coordinatore di RUA–UDU e Jacopo Ferrara di Akademy. Seguiranno gli interventi di Antonella Guarnieri del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara e di Daniele Civolani, Presidente provinciale ANPI Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 09 aprile 2014

La storia di Darinka, donna e partigiana

30 Gen

DarinkaIn queste giornate di ricordo di quel 27 gennaio 1945, giorno della liberazione da parte sovietica del campo di Auschwitz, ci si è interrogati su come rinnovare la memoria della Shoah. Per Darinka Joijc, partigiana jugoslava, oggi come in quegli anni è “obbligatorio organizzarsi”, per combattere. All’interno della rassegna “Passaggi partigiani” e in occasione della Giornata della Memoria, lunedì alle 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea è stato presentato il libro “Darinka, una staffetta partigiana”. Il saggio è stato curato dalla stessa Darinka Joijc e da Daniele Civolani, presidente provinciale dell’ANPI, presente all’incontro insieme ad Antonella Guarnieri, responsabile Comunicazione e Didattica del Museo del Risorgimento e della Resistenza. Darinka, scomparsa nel 2012, è stata una staffetta partigiana, dalmata di nascita e ferrarese di adozione grazie al matrimonio con Mario Guzzinati. Grazie anche al reading musicato della Piccola Compagnia Giuoco del Pallone, formata da Alessia Passarelli e Giovanni Tufano, durante l’incontro si è ripercorso la vita di Darinka e le vicende di quegli anni, dal ’41 al ’45, anni della Resistenza jugoslava alla quale la Joijc partecipò attivamente, prima come staffetta, poi come partigiana e infermiera. Una donna “orgogliosa del proprio passato”, piena tanto di pietà quanto di aggresssività, che mai è riuscita a perdonare quei carnefici che ha visto in azione. La tragedia e l’orrore, comunque, in Darinka erano sempre accompagnate dall’amore, dal rispetto della dignità dell’altro e da una combattività che l’ha portata, dopo la guerra, a continuare a lottare col PCI, l’UDI e l’ANPI.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 gennaio 2014

(nella foto: Giovanni Tufano e Alessia Passarelli)

La memoria della guerra al Museo del Risorgimento e della Resistenza

26 Gen

P1020533“La valigia nascosta. Istantanee dai Balcani e quaderno del campo del S. Ten. Arnaldo Pozza, internato militare a Sandbostel Stalag XB (1941-1945)” è la nuova mostra inaugurata ieri alle 12 nella sala mostre del Museo del Risorgimento e della Resistenza, in via Ercole I d’Este, 19, alla presenza di un numeroso pubblico, tra cui la 4° G del Roiti. Stalag XB fu, durante la Seconda Guerra Mondiale, un campo di prigionia tedesco, liberato il 29 aprile ’45 da alcune truppe britanniche e successivamente distrutto il 26 maggio. All’inaugurazione sono intervenuti il Vice Prefetto Vicario Dottor Carlo Torlontano, il vice Sindaco Massimo Maisto, Antonella Guarnieri e Roberto Pozza, figlio di Arnaldo e curatore del catalogo. Arnaldo Pozza, sottotenente del Regio Esercito, fu uno degli 800.000 internati militari italiani nei territori del Terzo Reich per essersi rifiutati di combattere al fianco dei tedeschi dopo l’8 settembre del ’43. Egli “aveva deciso che la sua guerra doveva terminare”, come ha spiegato la Guarnieri, anche a costo di non poter star vicino al fratello malato. “Una scelta difficilissima ma netta e coerente” fino in fondo, come ha sottolineato Maisto. I documenti esposti riguardano una parte delle foto scattate tra il ’41 e il ’43 durante l’occupazione italiaba dei Balcani, e alcuni documenti dal campo di Stalag, tra i quali alcuni disegni dello stesso Pozza. Tutte testimonianze ritrovate dal figlio Roberto, ed esposte “in un crescendo” dalla partenza da Spoleto ai rastrellamenti e alle tragedie della guerra. L’esposizione, visitabile fino al 2 Febbraio, è visitabile dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18 da martedì a domenica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 gennaio 2014

(Nella foto, da sinistra: Massimo Maisto, Antonella Guarnieri, Roberto Pozza)

“La valigia nascosta” in mostra per la Giornata della Memoria

26 Gen

La mostra storico documentaria “La valigia nascosta. Istantanee dai Balcani e quaderno del campo del S. Ten. Arnaldo Pozza, internato militare a Sandbostel Stalag XB (1941-1945)” verrà inaugurata oggi alle 12 nella sala mostre del Museo del Risorgimento e della Resistenza. In via Ercole I d’Este, 19 a Ferrara l’esposizione sarà visitabile fino a domenica 2 Febbraio. Stalag XB fu, durante la Seconda Guerra Mondiale, un campo di prigionia tedesco, che venne liberato il 29 aprile ’45 da alcune truppe britanniche e successivamente distrutto il 26 maggio. All’inaugurazione interverranno il Vice Sindaco Massimo Maisto, il Vice Prefetto Vicario Dottor Carlo Torlontano, Delfina Tromboni e Davide Guarnieri. Il catalogo della mostra è a cura di Roberto Pozza, figlio di Arnaldo. L’esposizione è visitabile dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18 da martedì a domenica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 gennaio 2014

Un progetto sull’occupazione tedesca nel ferrarese

10 Nov

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Sabato mattina alle 11 al Museo del Risorgimento e della Resistenza, in C.so Ercole I d’Este a Ferrara, ha avuto luogo la presentazione del progetto di ricerca promosso dal Museo stesso nel 70° anniversario della occupazione tedesca del Ferrarese, “La svastica a Sabbioncello: la presenza militare tedesca in provincia di Ferrara 1943-1945”, curato da Andrea Rossi, Dottore in Storia Militare. Oltre a lui sono intervenuti Antonella Guarnieri, da poco in servizio al Museo del Risorgimento e della Resistenza, Davide Guarnieri, storico e Francesco Bertelli, Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Ferrara. Sabbioncello, vicino a Formignana, durante l’occupazione fu per sei mesi, dall’ottobre ’44 all’aprile ’45, sede dell’Alto Comando della Decima Armata tedesca. Andrea Rossi ha illustrato il progetto con slide, utilizzando mappe, immagini e biografie utili a illustrare il periodo dal ’43 al ’45 durante il quale le truppe della Decima Armata occuparono l’Italia. Alle ragazze e ai ragazzi della 4 G del Liceo Roiti di Ferrara, Rossi ha spiegato come “senza memoria non c’è storia, e senza storia non si capisce il presente, perché ci si illude di vivere in un continuo presente.” Mentre Davide Guarnieri ha parlato degli italiani deportati nei campi di sterminio nazisti, Antonella Guarnieri nella sua introduzione ha sottolineato come spesso i fascisti abbiano cercato, durante il periodo della RSI, di scaricare le colpe dei loro crimini sugli alleati tedeschi.

Andrea Musacci

(nella foto, da sx: Davide Guarnieri, Andrea Rossi, Antonella Guarnieri e Francesco Bertelli)

Gli ebrei nella Resistenza alla Festa del Libro Ebraico

29 Apr

FLE

Ieri nel Cortile d’Onore del Castello Estense si e’ svolto l’incontro sul tema “La partecipazione degli ebrei alla Resistenza”, all’interno della Festa del Libro Ebraico. Moderatore dell’incontro la giornalista Carmen Lasorella, la quale ha spiegato come questo sia un tema finora poco affrontato dalla storiografia e come la partecipazione degli ebrei alla Resistenza (una presenza di circa un migliaio) non sia stata una scelta collettiva, ma individuale. Antonella Guarnieri, ricercatrice ISCO, ha invece preso ad esempio la presenza a Ferrara di un importante movimento antifascista, interclassista e interpartitico, del quale facevan parte anche Giorgio Bassani e l’amica Matilde Bassani Finzi. La riflessione sul tema della violenza, anche partigiana, e’ stato poi introdotto da Alberto Cavaglion, dell’Universita’ di Firenze, e poi ripreso dagli altri interlocutori.

Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni, dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea di Rimini, han presentato la figura del partigiano ebreo Pino Levi Cavaglione ed in particolare il ricordo nei suoi diari della prima volta che uccise un uomo, un fascista. Dopo l’intervento di Anna Quarzi, Presidente dell’ISCO di Ferrara, Guri Schwarz, dell’Università di Pisa, ha ricordato invece le riflessioni del partigiano ebreo Emanuele Artom sulla violenza partigiana, riflessioni anche autocritiche che invece, ha aggiunto, “erano completamente assenti tra i fascisti”. Tutto cio’ rende necessario, han concluso Cavaglion e Guarnieri, una contestualizzazione da parte degli storici per evitare di assecondare il luogo comune che pone sullo stesso piano fascisti e partigiani.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2013