Tag Archives: Corrado Pocaterra

I fiumi nella bassa Pianura Padana: il libro di Pocaterra

21 Nov

Si intitola “Le strade mutevoli. Appunti per una storia di Ferrara e della bassa Pianura Padana attraverso le vie d’acqua” (400 pagine, Festina Lente Edizioni, euro 24,00) il nuovo libro di Corrado Pocaterra, un saggio che è la sintesi di anni di studi e di ricerche appassionate e che cerca di ricostruire con un taglio divulgativo la storia di Ferrara e della bassa Pianura Padana in relazione al corso dei fiumi presenti sul territorio. «Ricordare il periodo delle “strade mutevoli” è il tentativo di prolungare la persistenza della memoria per aiutare a meritarci quello che abbiamo strappato alla natura», scrive l’autore nel volume.

I fiumi, e in particolare il Po, nel corso dei secoli sono stati, e continuano a esserlo tuttora, l’elemento determinante e unificatore delle sorti delle genti padane, ed è dunque nei fiumi, vie d’acqua dai percorsi mutevoli ma fortemente condizionanti, che l’autore cerca di individuare la chiave di lettura di molte delle vicende storiche, economiche e sociali proprie di queste terre. «Fino all’invenzione del motore, prima a vapore poi a scoppio – è scritto ancora nel libro -, l’essere umano si è confrontato con un ambiente idraulicamente mutevole, in cui le forze motrici da utilizzare per la propria mobilità e per la propria sicurezza idraulica erano semplicemente le proprie gambe e braccia, gli animali e il vento».

Risorsa idrica ed economica, fonte di sussistenza e di reddito, indispensabile ai lavori di tutti i giorni, necessaria alla difesa, grande via di comunicazione, l’acqua è un elemento in grado di caratterizzare e condizionare fortemente i territori che attraversa e la vita delle genti che in essi vi abitano. «La bassa Pianura Padana – scrive ancora Pocaterra – si è formata con i materiali portati dal Po e da alcuni fiumi appenninici, ma sotto la superficie attualmente pianeggiante c’è un sistema collinare roccioso, la così detta dorsale ferrarese (…), e la presenza di questi rilievi sotterranei ha influito sull’idrografia di superficie».

Studiarne i percorsi, l’evoluzione nel tempo, consente di dare un senso a mestieri, tradizioni, toponimi e di capire la fortuna o il declino di città e paesi.

Andrea Musacci

Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 25 novembre 2022

La Voce di Ferrara-Comacchio

Antenore Magri e i suoi amici in mostra al Carbone

5 Ott

antenore-magri-autoritratto-1942-olio-su-tavola

Antenore Magri, Autoritratto, 1942, olio sua tavola

Una mostra retrospettiva dedicata ad Antenore Magri (Ferrara, 1907-1978) e ai suoi amici artisti è la nuova proposta espositiva della Galleria del Carbone di Ferrara.

Oggi alle ore 18 in via del Carbone, 18/a verrà inaugurata l’esposizione dal titolo “Antenore Magri e i suoi Amici”, con una selezione di opere dagli anni ’40 fino al 1978. In parete fino al 16 ottobre, tra gli altri vi saranno Virgilio Guidi, Ernesto Treccani, Otello Ceccato, Gaetano Sgarbi, Ervardo Fioravanti, Guido Marussig, Nemesio Orsatti, Marcello Tassini, oltre a Baccanello, Bertacchini, Bonetti, De Vincenzi, Fabbri, Gasti, Lampronti, Maini, Osti, Vallieri, e tanti altri. I curatori della mostra, Corrado Pocaterra e Paolo Volta (che dirige la Galleria) vogliono così ricordare un periodo fecondo dell’arte ferrarese, grazie anche a personalità come Magri.

Antenore Magri, dopo aver studiato al Dosso Dossi, abbraccia uno stile post-impressionista, per poi passare negli anni Trenta al tardo-futurismo dell’aeropittura, entrando nel Gruppo Savarè, grazie al quale partecipò anche alla XXIII Biennale di Venezia. Del periodo della Seconda Guerra Mondiale fanno parte i primi dipinti metafisici, frutto dell’ispirazione dei visionari paesaggi invernali della Bassa ferrarese, lontana dalla solennità e dal classicismo atemporale di De Chirico.

Lui stesso scrisse una volta: “Amo ancora tutte quelle cose che pur vivendo vicine all’uomo non partecipano al suo frastuono ed ascoltano la voce del vento, gli echi che si perdono nel grande spazio, per gli ampi orizzonti senza limite in una ansietà infinita”. A partire dagli anni ’50 inizia l’attività di gallerista, che lo vede spesso impegnato come organizzatore di concorsi artistici. Dipingerà da metà degli anni ‘20 fino alla morte nel 1978.

Andrea Musacci