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«Spero Ferrara torni agli antichi fasti. Ma oggi mancano i veri critici»

31 Mag

Parla Paolo Micalizzi, giornalista, critico e storico da oltre 50 anni

Paolo Micalizzi intervista Marcello Mastroianni (1971 – foto Paolo Micalizzi)

Giornalista, critico e storico del cinema, Paolo Micalizzi è un pezzo importante della storia del cinema ferrarese e italiano. Giornalista da quando aveva 20 anni, ha collaborato con diverse riviste di cinema, dagli anni ’60 col nostro Settimanale e dal ’69 col Resto del Carlino ferrarese e nazionale. Tante anche le pubblicazioni, tra cui quelle su “La donna del fiume”, Gianfranco Mingozzi, Florestano Vancini, Antonio Sturla, Carlo Rambaldi e Massimo Sani. Il suo ultimo libro è “Giorgio Ferroni/Calvin Jackson Padget: dai documentari e film di genere ai western spaghetti”. Per la FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub) organizza il Premio FEDIC (dal 1993) e il Forum FEDIC (dal 1995) nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia. Dal 2020 è Direttore artistico, insieme a Gianluca Castellini, di Italia Film Festival di Montecatini. Ha un’esperienza trentennale di Responsabile Relazioni Pubbliche e Ufficio Stampa della Montedison e dal 2015 dirige la rivista on line “Carte di Cinema”.


Da alcuni anni a Ferrara sembra esserci una volontà di risveglio nell’ambito del cinema. Cosa ne pensi? 

«Certo, c’è una volontà di risveglio, ma siamo ancora lontani da quella vitalità che c’era negli anni ’50 con la nascita di nuovi autori nella regia, nella sceneggiatura e nella critica: Vancini, Baruffi, Sani, Ragazzi, Pecora, Pittorru, Felisatti, Rambaldi, Fink, tanto per indicarne alcuni. Quella di Ferrara era una presenza importante anche a livello di Festival e Rassegne cinematografiche, cui io stesso penso – e mi è stato detto – di aver dato un contributo, grazie alla lungimiranza del Sen. Mario Roffi che diede vita al Festival “Il Cinema e la Città”, che determinò la presenza nella nostra città di critici e giornalisti da tutta Italia. Ma grazie anche a un illuminato esercente come Antonio Azzalli (Apollo, Embassy, Alexander, soprattutto) che, con l’aiuto di alcuni giornalisti ferraresi, tra cui il sottoscritto, ha dato vita ad organismi come il FAC (Film Arte e Cultura) di cui ero Presidente e Il “Cinema Scuola”, guidato da Anna Ardizzoni, i quali hanno messo in campo tante iniziative che hanno portato a Ferrara nomi illustri del cinema. Senza dimenticare le iniziative culturali di Gabriele Caveduri al Manzoni e dell’ARCI al Boldini. Io, poi, ho portato avanti la tradizione cinematografica ferrarese organizzando rassegne sul rapporto tra Ferrara e il cinema e sui suoi autori, ma anche Mostre documentarie nella ex Chiesa di S. Romano e nell’attiguo Chiostrino, che registrarono numerosissimi visitatori. Mi auguro che da iniziative come il Ferrara Film Festival, Il Ferrara Film Corto e la Scuola “F. Vancini” nasca quella vitalità che ancora tanta gente di Ferrara ricorda. Tenendo anche presente che l’attuale gestione Salustro-Protti del Cinepark Apollo è molto aperta a dar vita a eventi e iniziative di valore in campo cinematografico».  

Oggi, nell’epoca delle serie tv e del cinema su Netflix, che ruolo ha il critico cinematografico?

«Sul web si assiste a un’inflazione di critici improvvisati che genera confusione di valutazione. Le recensioni non sono supportate da una preparazione che molti di noi hanno acquisito studiando la Storia del Cinema non sui libri ma vedendo le opere che l’hanno sostanziata, andando al cinema non solo nelle sale “commerciali” ma soprattutto in quelle d’essai, formandosi nei Circoli del Cinema e, alcuni, organizzando anche Rassegne. La situazione del critico, quindi, non è per niente rosea. Gli stessi quotidiani danno poco spazio alla critica cinematografica. Una volta, invece, ogni giorno venivano recensite le prime e seconde visioni».   

È una vita, la tua, spesa nel mondo del cinema: quale regista, attore o attrice che hai conosciuto personalmente, ti ha colpito di più? 

«Nei Festival, Convegni o Rassegne da me organizzate, di personaggi famosi ne ho conosciuti tantissimi e ho vissuto con loro momenti interessanti dal punto di vista del mio arricchimento culturale e umano. Mi è rimasta impressa la generosità e la determinazione di Sophia Loren che in occasione di una cena in suo onore all’Hotel Excelsior durante la 59^ Mostra di Venezia, alla quale ero stato invitato, alla richiesta mia e di una signora di avere un suo autografo (lo faccio da anni con personaggi del cinema importanti e ne ho un centinaio) rispose con un sorriso e invitò le sue guardie del corpo, rimaste un po’ sbalordite, a farci avvicinare a lei: un gesto molto apprezzato. Ma potrei ricordare anche la simpatia di persone come Michelangelo Antonioni, Florestano Vancini, Giuliano Montaldo, Sergio Leone, Silvana Pampanini, Sandra Milo, Jeanne Moreau e Ciccio Ingrassia».


Progetti per il futuro?

«Continuare a tenere viva con articoli, libri e iniziative che intendiamo attuare come Cineclub Fedic Ferrara – di cui sono Presidente onorario – la tradizione di Ferrara e il cinema di cui mi occupo sin dalla fine degli anni ’60 e che hanno avuto un momento importante con la pubblicazione nel 1981 sulla Rivista “La Pianura” di due “Guide” dal titolo “Ferrara: Ciak su un territorio”, prima che al cinema ferrarese ed ai suoi autori dedicassi una 15ina di libri». 

Andrea Musacci

Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 4 giugno 2021

https://www.lavocediferrara.it/

Ferrara-Roma FilmCorto, Squarcia: «qualcuno vuole già imitarci»

14 Gen

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Un momento della conferenza stampa di presentazione in Sala Arengo

«Una collaborazione innovativa, che già altri festival importanti ci “invidiano”», un modo per togliere Ferrara dal «provincialismo» in ambito cinematografico. Si presenta così la rassegna “Ferrara-Roma FilmCorto”, in programma per tre giorni, fino a domani sera, nella Sala Estense in Piazza Municipale. Ieri mattina nella Sala dell’Arengo attigua al luogo che ospiterà la kemesse, si è svolta la conferenza stampa di presentazione.

Alberto Squarcia, presidente della Ferrara Film Commission e ideatore della rassegna, ha spiegato come quest’ultima sia nata grazie all’amicizia col regista romano Roberto Gneo, autore del film “Un padre”, girato lo scorso ottobre a Ferrara, che, a sua volta, ha messo in contatto la Film Commission ferrarese con Roberto Petrocchi del Roma Film Corto Festival. Squarcia ha, inoltre, anticipato come «due importanti città italiane, tra cui Montecatini, con festival di cinema storici, ci hanno già proposto rassegne cinematografiche da organizzare insieme, seguendo il modello del Ferrara-Roma FilmCorto».

Il sindaco Tiziano Tagliani ha, invece, sottolineato «la significativa storia cinematografica di Ferrara, da sempre fucina di talenti. La rassegna – ha proseguito – è importante anche per creare canali con il mondo giovanile».

«Bisogna evitare tanto il provincialismo  quanto l’idea che il buono vada cercato solo fuori dalla propria realtà territoriale», ha puntualizzato, quindi, l’Assessore alla Cultura Massimo Maisto. È poi intervenuto il Direttore Petrocchi, che ha ribadito «l’importanza del Roma Film Corto di ampliare la propria vocazione itinerante». Lo storico e critico cinematografico Paolo Micalizzi, Presidente Onorario della Ferrara Film Commission ha invece spiegato la propria «esperienza positiva» nella giuria dell’ultima edizione del Roma Film Corto Festival, svoltosi lo scorso dicembre. Micalizzi ha spiegato come in futuro Ferrara «potrebbe ospitare una o due giornate di dibattiti cinematografici, invitando anche importanti autori». Inoltre, Squarcia ha anticipato che «entro l’anno, grazie alla Ferrara Film Commission, nella nostra città dovrebbe svolgersi una rassegna dedicata al regista Andreij Tarkovskij, con proiezioni dei suoi film, e mostra fotografica e di abiti di scena, materiale prestato da Donatella Baglivo, regista, sceneggiatrice e in passato collaboratrice del regista russo». Infine, durante la tre giorni, alcuni allievi dell’Istituito L. Einaudi di Ferrara coordinati dal prof. Pietro Benedetti realizzeranno un docufilm sulla rassegna.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 gennaio 2017

Petrocchi: «Resistiamo grazie ai giovani e alle pellicole di qualità»

14 Gen

Il direttore del Roma Film Corto Festival fino a domani alla Sala Estense nell’ambito della rassegna Ferrara-Roma. Le responsabilità dei distributori

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Roberto Petrocchi

«Il cinema italiano è vivo, soprattutto grazie a giovani registi di corti. Spero quindi che Ferrara colga questa possibilità di poter vedere film di qualità». Non riesce a essere del tutto “pessimista” Roberto Petrocchi, regista e Direttore del Roma Film Corto Festival che, fino a domani, organizza nella Sala Estense di Piazza Municipale l’edizione zero della Rassegna Ferrara-Roma FilmCorto. La rassegna di cortometraggi, provenienti sia dal festival capitolino sia da registi ferraresi, è ideata insieme alla Ferrara Film Commission (FFC) presieduta da Alberto Squarcia.

Petrocchi, che è anche sceneggiatore, docente e presidente del “Festival del Cinema Giovanile Indipendente”, in passato è stato assistente alla regia di Valerio Zurlini. Attualmente è impegnato nella trasposizione cinematografica del best seller “Oriana Fallaci – Morirò in piedi” di Riccardo Nencini. L’ultima edizione del suo Roma Film Corto ha visto nella giuria anche un ferrarese, Paolo Micalizzi, critico e storico cinematografico, nonché Presidente onorario della FFC.

Petrocchi, qual è lo stato di salute del cinema indipendente italiano?

È migliore di quello che si pensa, negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione importante, ho avuto modo di conoscere tante realtà positive a livello locale. Anche per questo ho accettato con gioia la proposta di portare tanti corti di qualità qui a Ferrara.

Quali sono, invece, i suoi limiti?

La realtà è complessa, ma responsabilità ne hanno i distributori e gli esercenti che spesso non sostengono in modo organico il cinema indipendente.

A proposito dei cortometraggi in Italia, Lei ha parlato di universo variegatissimo: in che senso?

Il cinema italiano è vivo, ha grande prospettiva. In particolare nel mondo dei corti c’è una forte molteplicità di linguaggi, con registi anche di 25-30 anni che dimostrano profondità e capacità di osservazione, riuscendo a uscire dalla propria realtà generazionale e dall’attualità. La speranza è che nasca un nuovo movimento cinematografico italiano, come fu ad esempio il Neorealismo.

Che film vedremo nella rassegna di questi giorni?

Una selezione dal Roma Film Corto, anche dando spazio ad esempio ai film d’animazione, che, al di là di quel che si pensa, sono di qualità anche nel nostro Paese.

Come spera che Ferrara possa recepire questa novità?

Mi aspetto una risposta positiva, anche se è la prima edizione: spero possa essere anche, perché no?, l’inizio per un progetto futuro di distribuzione alternativa. Per Ferrara è un’occasione importante per vedere corti di qualità, chissà, magari anche di registi di futuro livello internazionale.

Riguardo ai corti di registi ferraresi in programma nella rassegna, cosa ci può dire?

Ho notato diversi prodotti di qualità, e ho avuto l’occasione di conoscere Ferrara come ambientazione scenografica: è davvero una città affascinante.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 gennaio 2017

Giornate all’insegna di conferenze sul regista Antonioni

28 Dic

FERRARA. Ieri pomeriggio, nella sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, si è svolta la prima conferenza del ciclo “Sinfonie urbane. Nuove strade interpretative sul tema del paesaggio,”dedicato al cinema di Michelangelo Antonioni .

L’incontro, intitolato “La porta dell’autostrada (il paesaggio costretto). Sul set di Identificazione di una donna”, è stato introdotto da Paola Lambrini e da Doris Cardinali e ha visto la partecipazione di circa cinquanta persone.

Il lungo intervento di Massimo Guglielmi, intervallato da diverse clip di sequenze dei film e da un’intervista allo stesso regista, è stato il cuore della conferenza. Il relatore, aiuto-regista di Antonioni, ha ricordato il maestro ferrarese come uomo “distinto, autorevole ma non autoritario, ed anche malinconico” e ha descritto ’Identificazione di una donna’ come «Il film che racconta la crisi di un regista alla ricerca di un personaggio femminile e di un paesaggio, anzi di un sentimento di un paesaggio».

L’incontro si è chiuso con l’intervento di Francesco Freda, noto truccatore cinematografico di dive e divi del calibro di Marcello Mastroianni, Audrey Hepburn e Ava Gardner.

Sarà curato dal critico e storico del cinema Paolo Micalizzi l’omaggio ad Antonioni in programma oggi, alle 16 e sempre all’Ariostea. La sala Agnelli ospita un incontro con il docente di storia e critica del cinema Gianni Rondolino.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 ottobre 2012