Tag Archives: Teatro

Due italiani in Brasile per Verdi

16 Dic

Trovatore CarboneNel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, la Galleria del Carbone di Ferrara, nell’omonima via al 18/a, sabato 14 ha inaugurato un’ulteriore mostra dopo l’omaggio collettivo conclusosi l’8 dicembre scorso. Si tratta dell’esposizione dei progetti scenici per l’opera de “Il Trovatore”, rappresentata il 28 agosto scorso in occasione del XII Festival dell’Opera al Teatro da Paz di Belem do Parà in Brasile. Sono due italiani formatasi all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, Pietro Lenzini e Giorgio Drioli, ad aver ideato e realizzato le scene attraverso bozzetti, maquette, grafici esecutivi e foto di scena. Come hanno spiegato i due autori, quest’anno ricorre anche il tricentenario della nascita di un altro grande italiano, Giuseppe Antonio Landi, architetto e pittore bolognese che ha vissuto quasi quarant’anni a Belem, dove ha progettato diversi palazzi, fino alla morte avvenuta nel 1791. È stato il prof. Flavio Nassar, Prorettore alle Relazioni Internazionali dell’Università del Parà, a contattarli per riprendere, in un certo senso, il discorso di Landi. Lenzini e Drioli hanno, dunque, colto l’occasione,  proponendo un progetto ispirato allo stile del famoso architetto bolognese. La mostra ha il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara e sarà visitabile fino al 6 Gennaio 2014 con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì 17.00-20.00; sabato e festivi 11.00-12.30 17.00-20.00 chiuso martedì.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 dicembre 2013

(Nella foto, da sx: Drioli, Lenzini e Volta)

“Il corpo poetico”, seminario della Czertok

7 Dic

Oggi e domani avrà luogo la prima delle tre tappe del seminario “Il corpo poetico”, organizzato da Natasha Czertok. Location dell’evento il Teatro Julio Cortazar in via Ricostruzione, 40 a Pontelagoscuro. Durante i seminari intensivi si esploreranno le possibilità e le risorse legate al movimento e al lavoro con il corpo, nell’ambito del training dell’attore/danzatore e con un focus sullo sviluppo del potenziale creativo individuale in relazione allo spazio, immateriale-interiore e reale-esteriore. In particolare, il “training fisico” si basa su una rivisitazione dei principi di base del teatro fisico, della danza contemporanea, del Butoh.

Natasha Czertok si è laureata con lode in “Comunicazione Pubblica della Cultura e delle arti”, indirizzo “Teatro e Spettacolo” all’Università di Ferrara e diplomata al Corso di Alta Formazione “Il Teatro come strumento per le professionalità educative” all’Università di Bologna. Tra le produzioni di cui è autrice e co-autrice vi sono “Luce nell’ombra” (2013), “In the bottle!” (2013), “Ritratto di famiglia” (2012), “Sanguelinfa” (2012), “In Khaim” (2011) e “Knot” (2006/2008). Il laboratorio si svolgerà sabato dalle 15 alle 19 e domenica dalle 10 alle 18. Per informazioni: info@teatronucleo.org, cell: 348-9655709, tel.: 0532-464091, http://www.teatronucleo.org. I prossimi appuntamenti sono in programma per l’8/9 Febbraio e 10/11 Maggio 2014.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 dicembre 2013

Lunghi applausi per “Luce nell’ombra”

29 Ott

foto Alberto Gigante 3

Un lungo applauso finale ha suggellato l’anteprima dello spettacolo “Luce nell’ombra”, svoltosi sabato sera al Teatro Cortázar di Pontelagoscuro, e ispirato ai Diari e alle Lettere, del ’41-’43, di Etty Hillesum. Natasha Czertok si è esibita nei panni di Etty, insieme a Chiara Galdiolo e Greta Marzano e accompagnate dalle musiche dal vivo di Luca Ciriegi, in omaggio a questa giovane ebrea olandese morta ad Auschwitz a soli 29 anni. Il rumore ossessivo dei timbri della burocrazia segna l’inizio di questo martirio cercato non per odio verso se stessi, ma per una profonda, spirituale necessità di testimoniare il dolore e l’Amore in prima persona. Etty spogliata e perlustrata, Etty in preda ai propri incubi, ai propri tormenti, ai dubbi della fede. Un’eroina di carne e sangue, insomma, mossa dalla convinzione che “la disperazione è il vero peccato mortale”, e che “l’indignazione morale” debba espandersi al mondo, non ridursi alla salvezza dei propri miseri corpi. E così la preghiera diventa fondamento di questo dialogo con Dio, e con se stessi: “Mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento, ne esco fuori più ‘raccolta’, concentrata e forte.” Ad accompagnarla la luce di una candela, viva anche nel buio finale, nella notte della morte. Notte alla quale, in un vortice di timore e di speranza, seguirà, per Etty, un’alba di resurrezione, apoteosi di quella vita “ricca e piena di significato”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 ottobre 2013

“Luce nell’ombra”, anteprima al Cortázar

26 Ott

etty-hillesum“Luce nell’ombra” è il nome dello spettacolo ispirato ai Diari di Etty Hillesum che stasera verrà presentato in anteprima alle 21 al Teatro Julio Cortázar, in via Ricostruzione, 40 a Pontelagoscuro.

Quest’anno ricorre il 70° dalla morte e il prossimo gennaio il centenario dalla nascita di questa giovane scrittrice ebrea morta ad Auschwitz a soli 29 anni.

Natasha Czerok, regista e ideatrice dello spettacolo, si esibirà insieme a Chiara Galdiolo e Greta Marzano, dopo il successo del 27 aprile scorso con lo spettacolo, sempre ispirato ai Diari, “L’ora migliore del giorno”, svoltosi alla Sala Estense in occasione della Festa del Libro Ebraico.

Per “Luce nell’ombra” ha contribuito anche Roberto Cazzola, curatore dell’edizione integrale delle “Lettere” del 1941-1943, la cui uscita è prevista il prossimo mese per Adelphi. Un ulteriore contributo per far conoscere sempre meglio la tragica e straordinaria storia di questa ragazza, autentica martire della fede e della libertà.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 ottobre 2013

Il “Performing Day” esalta l’eclettismo artistico

24 Set

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Il Giardino delle Duchesse dimostra di essere ancora una volta luogo ottimale per ospitare tra gli eventi più disparati. Sabato pomeriggio è toccato, dalle 15.30, al “Performing Day. Ferrara città di spiriti creativi”, festival artistico che fa dell’eclettismo la sua ragione d’essere. Sul palco e nei diversi spazi del giardino si sono alternate brevi performance (dal teatro alla danza popolare, dalla musica alla scultura), con, a metà pomeriggio, una merenda collettiva. I partecipanti hanno dovuto richiedere la propria adesione ad “Agire sociale. Centro servizi per il volontariato di Ferrara” entro il 30 giugno scorso. All’entrata del giardino su un pannello viene illustrato il “menù” artistico: foto, storia e ambito dei partecipanti. Erano presenti artisti di ogni età e di ogni provenienza – anche da Ancona, Ravenna e Rovigo – , dal “Laboratorio Strumencanto” allo scultore Sauro Marzioli, dal “Gruppo L.E.M.M.” di danza all’attrice Teresa Fregola, solo per citarne alcuni. Una giornata, insomma, all’insegna della convivialità e della commistione delle forme artistiche, che ha visto, in particolare l’esibizione di molti giovani e giovanissimi artisti, venuti non solo per mettersi alla prova ma anche per condividere la propria passione.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 settembre 2013

Il Teatro Cortázar riparte col workshop del maestro Rossi

1 Set

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“La danza è l’arte di agire”: questo il nome del workshop formativo sulla danza contemporanea e la performance, della durata di tre giorni, organizzato all’interno del Teatro Julio Cortázar di via Ricostruzione, 40 a Pontelagoscuro. Iniziato venerdì, si concluderà oggi, e a dirigerlo ci sarà un maestro di fama internazionale, Marcos Ariel Rossi. Alla guida dell’organizzazione, Natasha Czertok, del Teatro Nucleo, che abbiamo incontrato.

Quali obiettivi vi ponete con questo workshop, qual è il suo senso?

“Il seminario è finalizzato all’acquisizione di maggior consapevolezza del danzatore/attore nel contesto performativo: la presenza, la conoscenza, la tecnica, necessarie per la composizione di una drammaturgia interiore. Alcuni dei punti affrontati durante il seminario sono: in che modo il corpo del performer comunica con lo spettatore? Quando uno spettacolo rimane nella memoria dello spettatore? Inoltre, il rapporto tra la danza e i cinque sensi, e molti altri.”

Quante persone si sono iscritte, e quali sono le loro caratteristiche?

“Gli iscritti sono quindici e si tratta di un insieme molto eterogeneo. A Marcos piace  lavorare ‘mescolando’ le tipologie di persone, e così abbiamo richiesto l’invio del curriculum non a scopo selettivo ma per capire il tipo di gruppo che si andava formando. Oltre ad alcuni attori, performer e allievi che collaborano col Teatro Cortázar o frequentano i laboratori, ci saranno alcuni studenti. Come età i partecipanti variano dai 25 ai 50 anni. Purtroppo, però, vi sono solo due maschi!”

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Come ha conosciuto Marcos Ariel Rossi?

“L’ho conosciuto personalmente quando studiavo al Ballet Teatro del Espacio, a Città del Messico: avevo 17 anni, e lui era uno dei solisti della Compagnia. Da allora siamo rimasti in contatto. Oltre a dirigere il Foramen M. Ballet Company, tiene presso la sede della Compagnia a Cuernavaca un’intensa attività formativa: il suo metodo di insegnamento è davvero molto interessante.”

Cos’avete in programma per i prossimi mesi?

“Come sempre, numerose attività. Ci sarà la rassegna “La Società  a Teatro”, il 26 settembre, invece, avrà luogo il primo incontro di prova di “Circoteatro”, mentre ad ottobre aprirà la Scuola di Teatro per gli Spazi Aperti, diretta da Cora Herrendorf. Mercoledì 2 ottobre riprenderà “Atlante”, laboratorio sulla costruzione del personaggio, diretto da Horacio Czertok. Ancora, si terranno due seminari artistico-tecnici, ovvero “L’arte di illuminare la scena e gli attori” e “Il Corpo poetico”. Infine, ad ottobre riprenderanno anche gli incontri della  Scuola di Formazione per Operatori Teatrali nel Sociale “L’Attore Sciamano”, sette percorsi tematici intensivi rivolti a operatori socio sanitari, educatori, attori, studenti universitari.”

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 settembre 2013

Prendono il via i laboratori del Teatro Cortázar

30 Ago

Teatro Cortazar

Riprendono i laboratori al Teatro Julio Cortázar, in via Ricostruzione, 40 a Pontelagoscuro. Oggi inizia, infatti, il workshop “La danza è l’arte di agire”, finalizzato all’acquisizione di maggior consapevolezza del danzatore/attore nel contesto performativo, per quanto riguarda la presenza, la conoscenza e la tecnica. Il seminario, organizzato da Natasha Czertok, è diretto da Marcos Ariel Rossi, nome di fama internazionale. Membro del Mexican Choreographers College, Rossi si è diplomato alla Scuola “Mudra”di Maurice Bejart. Si è esibito con la Compagnia di Montreux all’Opera di Zurigo e al teatro “La Scala” di Milano, e ha lavorato come solista al Ballet Teatro del Espacio e in numerosi eventi televisivi in Italia e Francia. Nel 1998 ha fondato il Foramen M. Ballet Company. Ha ricevuto numerosi premi come creatore e attualmente collabora con diversi progetti internazionali, in Argentina, Venezuela e Corea. Dal 2008 è Direttore Artistico del Festival Internazionale di Danza “Morelos Tierra de Encuentro”. Diverse sono le fasi di questo laboratorio, che si snoda lungo tre giorni, fino a domenica 1 settembre: l’ascolto della voce del movimento, la coreografia, l’immagine, la gestualità, la percezione dello spettatore, il rapporto tra la danza e i cinque sensi e molto altro. Due le domande fondamentali della riflessione: “Quando uno spettacolo rimane nella memoria dello spettatore? In che modo il corpo del performer comunica con lo spettatore?”
Questi gli orari: oggi ore 17-21, sabato 31 e domenica 1 ore 10-17. Per approfondimenti sui laboratori: http://www.teatronucleo.org/laboratori, e per informazioni: info@teatronucleo.org; Tel: 0532/464091.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 agosto 2013

“L’ora migliore del giorno” di Natasha Czertok in Sala Estense

29 Apr

Natasha

“E se sopravviveremo intatti a questo tempo, a questa guerra, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche noi il diritto di dire la nostra parola”. Potrebbe essere questa la frase che meglio rappresenta la spiritualità di Etty Hillesum, intellettuale ebrea olandese morta trentenne ad Auschwitz il 30 novembre 1943. Sabato sera, in occasione della Festa del Libro Ebraico, alla Sala Estense lo spettacolo “L’ora migliore del giorno” di Natasha Czertok ha omaggiato il suo coraggio, la sua femminilità. Lo spettacolo è ispirato ai suoi diari, scritti tra il ’41 e il ’43 (riediti da Adelphi nel 2012), e alle sue lettere del ’42-’43, e la recitazione della stessa Czertok e di Greta Marzano hanno ben trasmesso, col loro pathos, la tragicità di quelle pagine, di quegli anni, la solitudine e la forza di una ragazza cosciente, nel periodo delle persecuzioni antiebraiche, che “bisogna sopportare, custodire”, sopportare “il fuoco a mitraglia della burocrazia”, e gli spari veri, le urla, gli annunci di sterminio. E custodire la memoria, la cultura, distendendosi tra i libri quasi fossero un rifugio e raccoglierli, accatastarli come fossero l’ultimo appiglio. Mentre lei, il fratello Mischa e i genitori morirono ad Auschwitz, l’altro fratello, Jaap, morì a Lubben, in Germania, il 17 aprile 1945, durante il viaggio di ritorno in Olanda. Nonostante tutto, il finale è pervaso dalla speranza, “la gran corrente della vita deve continuare a scorrere”, recita Natasha/Etty, ed è una corrente con una fonte ben precisa: “Dentro di me c’è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c’è Dio”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2013