
Si intitola “Geometrie dell’Assoluto” la mostra personale dell’artista Domenico Fatigati in parete fino al 28 giugno all’Hotel Annunziata (piazza della Repubblica, Ferrara). L’esposizione – visitabile tutti i giorni a ingresso libero e curata da Alberto Squarcia (Archeo900) -, presenta una selezione di opere nelle quali l’artista campano impiega materiali diversi, fra cui legno, forex, plexiglass.
La sua è ricerca della perfezione, non perfezionismo. «E invece no», mi ha detto lui stesso: «mi considero un perfezionista, non potrei che essere così…». In ogni caso, questa sua felice ossessione per la perfezione, per il rigore assoluto, forse negli anni l’ha in parte perduta. Come a dire che l’aspetto razionale-geometrico dell’essere artista non può annientarne la creatività, che è di per sé imperfezione, fragilità, movimento. L’inutilità dell’arte – per dirla in altri termini – non pretende la meccanica applicazione di regole rigide, di gesti millimetrici. Così, negli anni, nelle opere di Fatigati l’aspetto materico, dunque tridimensionale, emerge con sempre maggiore forza; e questo, già di per sé, è elemento meno dominabile, a differenza del disegno lineare e delle sue leggi.
Dice bene Squarcia nel catalogo della mostra ferrarese: nelle opere in parete «la simmetria non è mai statica, ma vibra di una tensione sotterranea». Tensione che anima questi campi schematici, composti dalla ripetizione di un’intuizione ripetuta x (ics) volte ma come se lo fosse all’infinito. Come se l’opera, quindi, non fosse che la rappresentazione esemplificata della struttura dell’Essere. Ma l’artista, con le sue mani di uomo, non può che realizzare l’opera quasi perfetta; e noi, con i nostri poveri occhi carnali non possiamo che ammirarla proprio lì, a un passo dalla impeccabilità che è solo di Dio. Pensiero, questo, che invece di darci un’infinita sisifea frustrazione, dovrebbe confortarci: al di qua dell’Assoluto vi è un’illimitata sequenza senza regole prefissate, uno spazio da disegnare, e da abitare. Ognuno con la propria – a volte impercettibile – imperfezione.
CHI È DOMENICO FATIGATI
Domenico Fatigati, architetto di formazione, per tanti anni docente alle superiori, è originario di Acerra (Napoli), dove vive, e a Ferrara ha già esposto nel 2017 al Liceo Dosso Dossi, nel 2019 all’Alkimia smart rooms e nel 2023 alla Galleria del Carbone.
Per la precisione, ha insegnato Geometria Descrittiva in alcuni Istituti d’Arte e Licei Artistici. Nel 1989 è stato fondatore dell’Istituto d’Arte di Acerra, ricoprendo il ruolo di Responsabile. Nel 2011 è stato cofondatore del gruppo nazionale “Astractura” e nel 2015 cofondatore del gruppo nazionale “Linearismo Cromatico”.
Andrea Musacci
Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 5 giugno 2026
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