
PIAZZA ARIOSTEA. Il TAR non sospende i concerti nonostante le irregolarità e i disturbi. Inoltre, vi raccontiamo l’ipocrisia degli organizzatori su decoro e inquinamento acustico, vi riportiamo la testimonianza di una residente di 94 anni e vi spieghiamo le speculazioni su cibo e acqua
di Andrea Musacci
Lo scorso 13 giugno ha preso avvio il Ferrara Summer Festival (FSF) ma non si arrestano le polemiche e le azioni legali da parte di decine di residenti, delle quali abbiamo parlato nei precedenti numeri. Il 15 giugno è arrivata, però, dal TAR una doccia fredda: il Tribunale regionale ha respinto la loro richiesta di sospensiva urgente, rimandando la discussione all’udienza collegiale fissata per l’8 luglio. Ricordiamo che il Festival prevede lo svolgimento di ben 21 concerti, l’ultimo il 26 luglio, senza contare i periodi (non brevi) di preparazione, prima, e di smontaggio, poi, delle strutture.
«TROPPI SOLDI IN BALLO, NON POSSIAMO BLOCCARE»
Nel documento il TAR ignora tutte le irregolarità formali e sostanziali da parte degli organizzatori – l’Associazione Butterfly – e del Comune di Ferrara, “giustificandole” così: «considerato che l’amministrazione comunale ha avviato già da tempo la programmazione e l’organizzazione del “Ferrara Summer Festival 2026”, manifestazione che, peraltro, si ripete annualmente, ed ha già a tal fine assunto rilevanti impegni, non solo economici, per la realizzazione del programma»…si decide di non bloccare la manifestazione.
Leggi l’intero articolo qui.