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L’art. 9 della Costituzione secondo i ragazzi del Dosso Dossi

14 Mag

2013-05-12 18.03.22

Il progetto “Giovani di sana e robusta Costituzione” e’ visitabile alla Porta degli Angeli in Rampari di Belfiore, 1 fino al 19 maggio. Gi autori sono quindici studenti della 5H del Liceo Artistico Dosso Dossi di Ferrara (indirizzo grafico-visivo), con la coordinazione delle Prof.sse Cinzia Calzolari e Simona Rondina e il contributo della Prof.ssa Adriana Di Pietro. Il tutto nasce dalla partecipazione degli studenti al Concorso nazionale “Articolo 9 della Costituzione. Cittadinanza attiva per la cultura, la ricerca, il paesaggio e il patrimonio storico e artistico”, promosso dal MIUR e dal MIBAC, che li ha visti coinvolti nella produzione di otto video e di diversi pannelli preparatori, visitabili anch’essi nella mostra.

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Obiettivo e’ la promozione dell’articolo costituzionale, spesso non degnamente valorizzato, riguardante la promozione della cultura e della ricerca e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico. Tra gli otto video, gli stessi ragazzi ne hanno scelto uno, inviato al Ministero il 30 aprile scorso. Mentre al piano terra sono esposti i pannelli e proiettati i video, nella torre un filo rosso corre lungo le vetrate a 360° riproducendo il testo dell’art.9. L’esposizione è presentata da R.T.A. Progetto Porta degli Angeli, in collaborazione con il Comune di Ferrara-Circoscrizione 1, e fa parte del progetto “Citta’/Territorio/Societa’” curato dall’Associazione Yoruba.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 maggio 2013

Alla Biblioteca Bassani gli “Scatti sparsi” di un poeta visuale

13 Mag

Ganzaroli

Gli “Scatti sparsi” di Gian Franco Ganzaroli, esposti alla Biblioteca Bassani di Barco fino al 15 giugno, al di là del titolo seguono un filo rosso, rappresentano un percorso di vita personale dell’artista, ma nel quale non è difficile rispecchiarsi. La mostra è nata quasi casualmente, “scoprendo” tra diverse fotografie fatte negli anni, in momenti diversi, le tappe mai definitive di un lungo itinerario esistenziale.

Si parte infatti da”La fede perduta” simboleggiata da un oratorio abbandonato, immagine del dubbio e dell’assenza di qualcosa di prezioso, per arrivare, mai in modo lineare, ad una sempre maggiore presa di coscienza della realtà e della propria interiorità (“Quiete”). Così si intervallano momenti difficili (“Se così non fosse…”), incerti (“Pensieri”), ad altri nei quali la consapevolezza diventa forza (“Con tutto me stesso”) e si afferma una serena saggezza riflessiva (“Solo tra un po’!”). Il tragitto è segnato più o meno velatamente da un bisogno profondo di spiritualità, di religiosità che ben denotano la personalità di questo “poeta visuale”.

Ganzaroli ha iniziato la sua attività di fotografo nell’88, e tra le prime mostre ricorda con piacere quelle nella sala mostra della Stazione di Ferrara, ora chiusa, a metà degli anni ’90. L’esposizione di fotografie è ad ingresso libero negli orari di apertura della Biblioteca Bassani, dal martedì al sabato (9-13) e dal martedì al giovedì (15-18:30).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 maggio 2013

I fiori e le piante nelle opere estemporanee

8 Mag

Gara pitturaDomenica, in occasione di “Giardini Estensi”, si è svolta la gara estemporanea di pittura sul tema “Giardini, piante e fiori a Ferrara”. L’iniziativa è stata organizzata da Idearte Gallery, Pro Loco Ferrara, ADO, ProArt, Idea Salute, col patrocinio del Comune di Ferrara. Alle 18 all’Idearte Gallery si è svolta la premiazione dei vincitori, durante la quale la giuria – composta da Valentina Barotto, Guglielmo Darbo e Luca Ferrari – ha deciso per tre ex-equo: il primo premio è andato, infatti, a Eros Pandolfi e a Renzo Piccoli, il secondo a Mhammed Ruani e a Giuliano Trombini, mentre il terzo è andato a Massimo Cavalieri e a Roberto Cariani. Alla gara hanno partecipato dodici artisti (uno dei quali si è, però, ritirato), professionisti e dilettanti, presentando ognuno stili e tecniche differenti.

Mentre le sei opere vincitrici rimarranno in galleria per circa una settimana, le altre cinque saranno vendute e il ricavato sarà donato all’ADO. Il 18 maggio, in via Zemola, “galleria-passage” dietro Idearte, ci sarà una mostra personale del codigorese Guglielmo Darbo, curata da Luca Ferrari.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 8 maggio 2013

Idearte omaggia con una mostra la Ferrara floreale

7 Mag

Capuzzo fiori

Diciassette opere di una decina di artisti: è la proposta espositiva “Fiori nell’Arte Ferrarese del ‘900”, dell’Idearte Gallery di via Terranuova, 41, all’interno degli eventi di “Giardini Estensi. Colori, profumi ed essenze di primavera nella magica Ferrara”. La mostra mercato, conclusasi domenica, vede oltre sessanta espositori, anche dall’estero, nelle piazze attorno al Castello Estense. Tornando alla mostra all’Idearte, al suo interno spiccano le opere di Mario Capuzzo (foto). Capuzzo nasce il 2 giugno 1902 a Badia Polesine, ma è ferrarese d’adozione, in quanto fin dall’infanzia si stabilisce a Ferrara, iscrivendosi alla scuola d’arte Dosso Dossi. Fra gli eventi significativi che lo legano alla città estense, l’incarico di affrescare il grande salone del Palazzo Grosoli e di immortalare nel salone della Carife la trasvolata atlantica di Italo Balbo, oltre ad aver dipinto la grande Pala dedicata a Santa Teresa nella chiesa di San Biagio. Negli ultimi anni della sua vita, fino alla morte nel ’72, vive con la moglie, e lavora, su di una barca divenuta la sua casa, ancorata vicino al Palazzo del Vescovo, sul Po, a Codigoro. L’esposizione sarà visitabile fino a mercoledì 15 Maggio, e vede ben rappresentati diversi stili artistici di grandi pittori ferraresi – tra gli altri, Melli, Tassini, De Vincenzi, Maini, Silvan, Ferrari, Piccoli, Crociara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 7 maggio 2013

“Come nasce un quadro” sbarca anche a Ferrara

30 Apr

Archetto

“Come nasce un quadro” è un progetto ideato da Franco Casoni, che si svolgerà da mercoledì 1 maggio fino al 11 giugno, dalle 19.30, al ristorante “L’archetto” di via Bologna a Ferrara. L’idea è incentrata sulla realizzazione, da parte dell’artista Barbara Ponti, di un dipinto dal vivo, in omaggio al Palio di Ferrara e alle sue nove contrade. Le opere prodotte saranno man mano esposte nel ristorante e vendute all’asta mercoledì 26 giugno, devolvendo l’intero ricavato a Telethon Ferrara, rappresentata da Claudio Benvenuti. L’evento, patrocinato dal Comune di Ferrara, dalla Provincia di Ferrara, dall’Ente Palio di Ferrara e dal Comitato Telethon di Ferrara, vedrà anche la proposta, durante le nove serate, di piatti tipici ferraresi e amalfitani da parte de “L’archetto” di Giuseppe Croce. Giambaldo Perugini ha spiegato come l’Ente Palio, di cui è presidente, “ha strutturalmente, nella sua struttura cromosomica, un carattere benefico/sociale, soprattutto nei confronti dei giovani”. Barbara Ponti, pittrice con esperienza quasi ventennale, ha spiegato come nel passato “sia stata ritrattista”, ma da alcuni anni abbia “abbracciato il simbolismo”. La scelta è ricaduta, dunque, su alcune figure della mitologia greca: l’unicorno – simbolo della contrada di Santa Maria in Vado – e Pegaso, simbolo dell’artista che, con la sua ispirazione, “sfida la materialità, si eleva sopra la quotidianità ed il conformismo”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 aprile 2013

Numerose testimonianze donate da Gianfranco Moscati al MEIS

25 Apr

Gianfranco_Moscati

Serena Di Nepi dell’Università La Sapienza di Roma è la curatrice della mostra inaugurata ieri al MEIS, e che da’ il via all’edizione 2013 della Festa del Libro Ebraico. “Testa e cuore. La Collezione dello studioso Gianfranco Moscati: storia e storie degli ebrei italiani narrate da oggetti di arte cerimoniale, documenti rari e libri preziosi”, è questo il titolo dell’esposizione visitabile fino al 30 giugno e che ha già attirato molti visitatori, ferraresi e non. Il pubblico può ammirare parte degli oggetti donati dal collezionista Gianfranco Moscati al museo, vale a dire testi dell’ebraismo, lettere, fotografie, oggetti di arte cerimoniale, che illustrano alcuni degli snodi più importanti della storia degli ebrei in Italia tra XVI e XX secolo.

Testa e cuore fanno riferimento a un oggetto essenziale nella vita degli ebrei, i tefillin (filatteri, plurale di tefillah, che significa anche preghiera), due piccoli astucci quadrati, detti anche battim (casa), di cuoio nero di un animale puro, kasher, che gli Ebrei usualmente portano durante la preghiera del mattino chiamata Shachrit. Essi contengono brani della Torah (il Pentateuco) e si legano sul capo e sul braccio per simboleggiare come la preghiera debba coinvolgere appunto “testa e cuore”. Letteralmente il “legare” simboleggia proprio l’ “Unio Mystica” a Dio. Mentre Riccardo Calimani, presidente della Fondazione MEIS, ha parlato degli oggetti esposti come “meravigliosi, unici, testimonianza di una storia straordinaria”, Moscati ha raccontato alcuni aneddoti legati alla donazione di parte della sua collezoone al MEIS. Di Nepi ha invece illustrato la conformazione dello spazio espositivo, diviso in “due linee parallele e dialoganti”, una cronologica/razionale e una tematica/emotiva, che riprende appunto la dialettica testa/cuore.

La mostra sarà visitabile dal martedì al venerdì e la domenica, dalle ore 10.00 alle ore 18.00. In occasione della festa di Shavuoth, mercoledì 15 e giovedì 16 maggio chiuso. Le aperture straordinarie saranno: mercoledì 24 aprile fino alle ore 21.00, giovedì 25 aprile dalle 10.00 alle 21.00, sabato 27 aprile dalle 21.30 alle 24.00, domenica 28 aprile dalle 10.00 alle 21.00.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 aprile 2013

I film storici su Ferrara diventano quadri grazie a Jana Barisova

21 Apr

Jana

La Ferrara raccontata da Bassani, quella Ferrara cupa e amara del Ventennio è stata ripresa da Giuliano Montaldo nel film “Gli occhiali d’oro” del 1987. Venerdì sera quell’atmosfera riviveva grazie ad un altro mezzo artistico, la pittura, in particolare col dipinto che Jana Barisova ha creato dal vivo al Ristorante Las Vegas di Voghenza. La serata ha inaugurato la rassegna “Come nasce un quadro”, organizzata dall’instancabile Franco Casoni e da Telethon, che riceverà in beneficenza il ricavato della vendita all’asta delle otto opere di Jana. Opere che creerà durante altrettante serate, fino al 7 giugno, ognuna ispirata ad un film dedicato a Ferrara (la prossima sarà venerdì 26 con “Il Giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica). Jana, di origini slovacche, vive in Italia da 12 anni e dipinge da quando ne aveva sei. Sarà la sua prima opera esposta pubblicamente. Per l’occasione si è vestita ispirandosi allo stile degli anni ’40, con una lunga gonna nera, scarpe nere ed un’elegante fascia color rosa antico. I due colori della sua mise riprendono le tinte del dipinto, in particolare l’abito e il cappello nero indossati da Philippe Noiret (protagonista del film), e l’incarnato della pelle dello stesso, nonché il colore delle volte del porticato  – di p.zza Ariostea – sullo sfondo. I dipinti, man mano che verranno creati, saranno esposti da Salvatore Chindamo nel suo ristorante e alla fine delle serate verranno messe in mostra presso la sala civica del Comune di Voghiera. Solo dopo, il 28 giugno, si svolgerà l’asta benefica a favore di Telethon Ferrara, ente presieduto da Carlo Benvenuti. Il locale venerdì era al completo, soprattutto grazie alle molte famiglie con i bambini della scuola dell’infanzia di Voghenza. Ed erano proprio i bambini ad avvicinarsi a Jana, molto incuriositi nel vederla dipingere.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 aprile 2013

A Wunderkammer incontro sul (neo) realismo magico di Antonioni

19 Apr

Finiss wunder

La riflessione sul cinema di Antonioni non finisce mai di partorire sempre nuovi stimoli, nuovi punti di vista. Ciò anche grazie agli eventi inclusi nel Piano Michelangelo Antonioni. Domenica 14 aprile alle 18 presso Palazzo Savonuzzi in via Darsena 57 a Ferrara si è chiusa ‘Is Michelangelo dead?’, mostra omaggio ad Antonioni di quattro giovani artisti, Daniele Cestari, Enrico Pambianchi, Denis Riva e Silvia Forese. La mostra è stata curata dal Centro Studi Dante Bighi in collaborazione con UXA, Ufficio per l’Architettura, APS Basso Profilo e Consorzio Wunderkammer. Alle ore 18.30 è stato proiettato il  documentario “Ritorno a lisca bianca”, a cui è seguito l’incontro dal  titolo ‘Nuovi paesaggi: dal neorealismo al realismo magico’. Alessandro Scarsella (dell’Università Ca’ Foscari di Venezia) ha delineato gli aspetti fondamentali del cosiddetto (neo)realismo magico di Antonioni, nel quale “l’elemento magico non annienta la logica, ma sovrappone ad essa un’altra logica”, più immaginifica. Gianpiero Ariola (critico della rivista ‘Sensi&Dissensi’) ha interloquito col prof. Scarsella e col pubblico spiegando come in Antonioni “non sia assente né la componente empatica né quella emotiva”, in quanto nel suo cinema “non è presente un’inattività dei corpi, ma al contrario i corpi parlano, hanno un loro linguaggio” con un continuo passaggio dalla stasi alla cinetica, e dall’attrazione alla dispersione di forza, di energia. Alle 21, al piano primo  nell’Aula Magna della Scuola di Musica Moderna di Ferrara, ha infine avuto luogo il concerto di Mary Cutrufello, songwriter e chitarrista.

Andrea Musacci

La Londra di Antonioni rivive agli “Occhiali d’oro”

19 Apr

swinging city

Originale scelta del luogo per la presentazione di domenica 7 aprile del libro “Swinging City. Londra centro del mondo” di Valentina Agostinis. “Gli occhiali d’oro”, negozio di ottica in via Contrari, 7 ha ospitato, infatti, l’evento, ed è stato allestito facendo rivivere l’atmosfera degli anni ’60, attraverso testi, immagini, articoli ed oggetti dell’epoca. L’evento fa parte del “Piano Michelangelo Antonioni”, coordinato da Leonardo Delmonte e Doris Cardinali, la quale ha introdotto gli interventi dell’autrice e di Giorgio Rimondi. Proprio quest’ultimo ha elogiato la ricostruzione svolta nel saggio dello “strano intreccio tra la personalità di Antonioni, il film Blow-up e il contesto pop inglese di quegli anni”. Come in tutti i suoi film, anche in questo il regista ha svolto un lavoro puntiglioso, quasi maniacale sui luoghi e sull’immagine, come ad esempio – ha proseguito Agostinis – per riprodurre il “bisbiglio del vento tra le fronde nella scena del parco”, sensazione vissuta da Antonioni in un suo sopralluogo mattutino. Il film, secondo Rimondi, “è anche un romanzo di formazione, ma non nel senso di educazione sentimentale, ma riguardo alla formazione visiva, al potere dello sguardo, un potere tragico e straniante”. Lo stesso titolo Blow-up – ha ripreso l’autrice – significa “sia l’ingrandimento di uno scatto fotografico, sia l’esplosione, in questo caso dell’immaginario prodotto”.

Andrea Musacci

Otto quadri d’autore dipinti per Telethon sui film ferraresi

17 Apr

come nasce un quadro

Ieri mattina presso il Ristorante Las Vegas a Voghenza ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Come nasce un quadro…”, organizzata da Franco Casoni insieme a Telethon col patrocinio dei Comuni di Voghiera e di Ferrara, e della Provincia di Ferrara.

L’ inedito evento riguarda otto serate al Ristorante Las Vegas durante le quali una giovane pittrice di origine slovacca, Jana Barisova,creerà dal vivo un dipinto, ognuno ispirato ad un film riguardante Ferrara e la provincia, il tutto accompagnato da degustazioni di piatti tipici offerti dalla casa. Gli otto dipinti verranno venduti all’asta la sera del 28 giugno, e il ricavato andrà in beneficenza a Telethon. Tra i film scelti, “Gli occhiali d’oro” di Giuliano Montaldo, “Il giardino dei Finzi-Contini” di Vittorio De Sica, “La lunga notte del ‘43” di Florestano Vancini, “ET” e “King Kong”, in omaggio a Carlo Rambaldi. Franco Casoni ha chiarito come l’evento sia “un omaggio al cinema “ferrarese” dal secondo dopoguerra fino a oggi, e che la rassegna si chiuderà con una serata dedicata a Michelangelo Antonioni”. Ha inoltre spiegato come siano in corso diversi tentativi di invitare, per ogni serata, attori o collaboratori degli otto film. Ottorino Bacilieri, vicesindaco del Comune di Voghiera, ha spiegato come il Comune nelle sue tre sale espositive “esporrà volentieri anche i dipinti di Jana, per due settimane”. Ha, inoltre, ricordato la ormai consolidata collaborazione con Telethon, rappresentata dal coordinatore provinciale Claudio Benvenuti, il quale ha sottolineato come “tante iniziative e manifestazioni come questa ci diano ossigeno, siano per noi fondamentali”. Prossimamente, l’evento sarà replicato anche al Ristorante “L’archetto” a Ferrara, con la pittrice Barbara Ponti, la quale darà vita ad opere ispirate al Palio. “È una bella emozione assistere alla creazione di un’opera d’arte”, ha concluso Casoni e sarà dunque un piacere assistere alla produzione dal vivo di Jana, che vive da molti anni a Portoverrara, e che per la prima volta dipingerà in pubblico ed esporrà le sue opere.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 aprile 2013

(Nella foto, da sx: Claudio Benvenuti, Salvatore Chindamo, Jana Barisova, Franco Casoni e Ottorino Bacilieri)