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Meravigliose opere d’arte nel sottotetto di un granaio

11 Ago

[Qui il file della pagina de la Nuova Ferrara] – [Qui le video-interviste ai curatori]

Warhol, Guttuso e Schifano esposti nell’azienda agricola “CasadiRo”. “PinArt – Periferia in Arte” è il nome del progetto dalle mille sfumature

Ammirare nel sottotetto di un ex granaio nella campagna ferrarese, opere e stampe di alcuni tra i più importanti artisti del secolo scorso, come Warhol, Guttuso o Schifano, oltre a locandine e cataloghi di esposizioni dei gloriosi decenni di Palazzo dei Diamanti. Abbiamo visitato in esclusiva l’importante mostra allestita a Ro nell’azienda agricola “Bio-Pastoreria” (denominata anche “CasadiRo”) a Ro Ferrarese (in via Provinciale, 18), in un ex fienile del Settecento (per tutto il Novecento, la casa padronale e azienda agricola più importante del territorio roese), e dal 1994 diretta da Giovanni Dalle Molle, allievo, tra gli altri, di Giorgio Celli. Un’azienda agricola biologica (una delle prime nella nostra regione, con vendita a “Terraviva Bio”, in via delle Erbe a Ferrara), fattoria didattica, e, come la definisce lo stesso proprietario, azienda “articola”. Dalle Molle, infatti, insieme a Massimo Roncarà e Giuliana Berengan, fondatori dell’Atelier e associazione culturale ferrarese “Il Passaggio”, nel 2004 ha dato vita in questo sottotetto a “Il Granaio della CasadiRo”, uno spazio polifunzionale gestito dall’associazione “Il Cantiere delle Idee Chiare e Sfuse”.

“PinArt – Periferia in Arte” è il nome di questo progetto espositivo di opere e materiali del periodo d’oro di Palazzo dei Diamanti, del Padiglione d’Arte Contemporanea di Palazzo Massari e della Sala Polivalente (casa del Centro Video Arte diretto da Lola Bonora), che nasce un anno fa, quando, proprio nel mese di agosto, Riccarda Droghetti, impiegata della libreria Feltrinelli di Ferrara, chiama i tre curatori per far loro una proposta alquanto interessante: poter visionare e ricevere in dono lo sterminato patrimonio artistico appartenuto al padre, Donato Droghetti, morto nel 1993, Capo allestitore a Palazzo dei Diamanti dal 1960 al 1992, e quindi, in un certo senso, il “braccio destro” dell’allora Direttore Franco Farina. Si tratta di 650 cataloghi autografi delle storiche mostre a Diamanti, oltre a 156 opere (litografie, serigrafie, dipinti, disegni, prove d’artista e copie), manifesti, di artisti di fama nazionale e internazionale.

La mostra, inaugurata lo scorso novembre, vede opere di artisti del calibro di Andy Warhol, Renzo Vespignani, Tono Zancanaro, Giorgio Balboni, Sergio Vacchi, Ugo Attardi, Renato Guttuso, Mario Schifano, Egon Schiele, Giorgio Morandi, Enrico Baj, Edvardo Fioravanti, Ernesto Treccani e Mimmo Rotella. Per quanto riguarda invece i cataloghi autografati, troviamo monografie dedicate a Giorgio De Chirico, Robert Rauschenberg, Remo Brindisi, Marcel Duchamp, Mario Sironi, Antoni Tàpies, Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Antonio Ligabue, Aroldo Bonzagni, Filippo De Pisis, Alberto Sughi, Aligi Sassu, Pablo Picasso, e tanti altri. Accanto a questi, giovani artisti ferraresi di quei decenni, come Maurizio Bonora, Gianni Guidi, Sergio Zanni, Gianfranco Goberti e Maurizio Camerani, ora maestri indiscussi. Tra le opere esposte, evidenziamo la prima serigrafia realizzata a Ferrara da Andy Warhol, una “prova d’artista” (in realtà, una vera e propria opera d’arte), anteriore alla realizzazione delle opere della mostra ferrarese “Ladies and Gentleman” del 1975. La collezione comprende inoltre, anche se non esposti per motivi di spazio, numerosi cataloghi del Centro Video Arte di Ferrara.

Infine, ricordiamo come negli anni lo spazio espositivo ha ospitato originali personali di artisti come Valter Fingolo, scultore veneto una cui opera accoglie i visitatori all’ingresso dell’azienda agricola, Anselmo Perri, padre gesuita e pittore, e Marcello Carrà.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 agosto 2016

[Qui gli aneddoti sugli artisti a casa Droghetti]

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Immagini dalla mostra di Andy Warhol a Ferrara

25 Mag

[Qui la mia pagina su la Nuova Ferrara dedicata alla mostra]

Otto opere di Andy Warhol, tra le quali cinque pezzi unici, saranno in mostra fino al 02 luglio nello show-room Mazzacurati Fine Art gestito da Roberto Mazzacurati e Valentina Barotto, aperto in c.so Martiri della Libertà, 75 nel giugno scorso.

In parete vi sono lavori su tela e su carta di piccole, medie e grandi dimensioni, creati dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. I cinque pezzi unici sono un ritratto di Marilyn Monroe (1967), Beuys loundry bags (1980, olio su tela) dedicato all’artista Joseph Beuys,  un ritratto dell’architetto Carlo Scarpa (1980, caso forse unico di sua opera realizzata dopo la morte del soggetto), Shoes (1980) e un ritratto di Renèe Rauschenbusch (1979). I restanti sono un ritratto di Liz Taylor (1964), Flowers (1964) e uno dei dieci ritratti della serie Ladies and Gentlemen (1975).

Andrea Musacci

Andy Warhol, ieri l’inaugurazione

22 Mag

Andy WarholIeri nello spazio artistico Mazzacurati Fine Art in c.so Martiri della Libertà, 75 a Ferrara si è svolta l’attesa inaugurazione della mostra retrospettiva di Andy Warhol. In parete vi sono otto sue opere, tra le quali cinque pezzi unici, lavori su tela e su carta di piccole, medie e grandi dimensioni create dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, tra cui un ritratto di Marilyn Monroe (1967), Beuys loundry bags (1980, olio su tela) dedicato all’artista Joseph Beuys, e un ritratto dell’architetto Carlo Scarpa (1980, caso forse unico di sua opera realizzata dopo la morte del soggetto). I restanti sono un ritratto di Liz Taylor (1964), Flowers (1964) e uno dei dieci ritratti della serie Ladies and Gentlemen (1975), mostra che Warhol presentò a Palazzo dei Diamanti nel 1975. La mostra è visitabile fino al 2 luglio tutti i giorni (escluso giovedì) dalle 16.30 alle 19.30, sabato e domenica anche dalle 10 alle 12.30. In galleria è disponibile il catalogo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 maggio 2016

Andy Warhol “ritorna” a Ferrara

11 Mag

[Qui il mio articolo sul sito de la Nuova Ferrara]

Mazzacurati Fine Art ospiterà otto opere del celebre artista, ci sarà anche Marilyn

Andy Warhol, Beuys loundry bags (1980)

Andy Warhol, Beuys loundry bags (1980)

Andy Warhol ritorna a Ferrara quasi a sorpresa, in un piccolo ma importante spazio artistico, quarant’anni dopo la storica mostra a Palazzo dei Diamanti. Otto sue opere, tra le quali cinque pezzi unici, saranno infatti in mostra da sabato 21 maggio nello show-room Mazzacurati Fine Art gestito da Roberto Mazzacurati – da sempre estimatore di Warhol – insieme a Valentina Barotto, aperto in c.so Martiri della Libertà, 75 nel giugno scorso. L’esposizione sarà anche l’occasione per ricordare la personale Ladies and Gentleman esposta ai Diamanti nell’autunno del 1975, della quale ne parla il critico Lucio Scardino nel testo Senza ombra di dramma: Andy a Ferrara, uno dei due presenti nel catalogo bilingue (con traduzioni di Gabriella Garofalo) insieme a Andy Warhol – Mito moderno di Vittoria Coen.

 

Ma partiamo dalle otto opere in parete, lavori su tela e su carta di piccole, medie e grandi dimensioni create dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. Tra i cinque pezzi unici in parete vi sono un ritratto di Marilyn Monroe (1967), Beuys loundry bags (1980, olio su tela) dedicato all’artista Joseph Beuys, e un ritratto dell’architetto Carlo Scarpa (1980, caso forse unico di sua opera realizzata dopo la morte del soggetto). I restanti sono un ritratto di Liz Taylor (1964), Flowers (1964) e uno dei dieci ritratti della serie Ladies and Gentlemen (1975).

Proprio la mostra ferrarese fu fondamentale per affermare in Italia Warhol come protagonista indiscusso della Pop Art. Scardino nel sopracitato testo ripercorre quel mitico soggiorno nella nostra città, sin dall’arrivo a Bologna con un jet privato appartenente, pare, a “l’Avvocato” Gianni Agnelli. Warhol alloggiò nell’Hotel Astra di viale Cavour, e inizialmente colpì il suo scarso appetito, che gli ritornò appena Franco Farina li fece conoscere il “fritto misto all’italiana” del ristorante “La Provvidenza” di c.so Ercole I d’Este e del quale Warhol “ne divenne un ghiotto consumatore, mangiandone in continuazione”. Tanti gli aneddoti da scoprire, come quando, due giorni dopo l’inaugurazione, lo raggiunse a Ferrara la cantante Liza Minnelli, per visitare la mostra e rimanere qualche giorno. Oppure, la conferenza stampa durante la quale, ricorda Scardino, “più che impegnarsi in esaurienti risposte Warhol fotografava tutto e tutti con una macchinetta polaroid. E con un registratore fissava le voci di chiunque”. L’allora responsabile del Centro Video Arte di Diamanti, Lola Bonora, insieme a Carlo Ansaloni, di quella conferenza fece un cortometraggio, conservato negli archivi comunali cittadini. Inoltre, Warhol rimase affascinato dalle architetture ferraresi e volle visitare l’allora neonato museo dedicato a Giovanni Boldini, i cui ritratti femminili lo conquistarono subito, tanto che, scrive ancora Scardino, “volle sedersi, per un gioco di sottile emulazione, sul suo letto in stile Impero (che era stato trasportato da Parigi a Ferrara)” per farsi fotografare da Dino Pedriali. Non omaggiò però mai Boldini in una sua opera, deludendo così molte persone certe che l’avrebbe fatto.

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Marilyn Monroe (1967) in mostra da Mazzacurati

Tra le opere di Warhol conservate nel nostro territorio ne ricordiamo due in particolare: una Marilyn del 1964 conservata nel Torrione di Copparo (collezione Dante Bighi) e un ritratto di Leo Castelli nel Museo Remo Brindisi di Lido di Spina.

La mostra da Mazzacurati Fine Art ha dunque il merito di proporre opere di assoluto valore artistico e di rinfrescare la memoria su un evento così importante per la nostra città, a sua volta omaggiata da Warhol nelle opere Disquieting Muses e Hector and Andromache (After De Chirico) del 1982.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 maggio 2016