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Hopper, realismo metafisico alla de Chirico e Antonioni

18 Apr

Viaggio nella mostra bolognese sull’artista statunitense esposta a Palazzo Fava. Mancano alcune opere famose, ma c’è tanto dell’immaginario dei due ferraresi.

[Qui il mio articolo su la Nuova Ferrara]

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“South Carolina Morning” (1955)

Un “realismo metafisico” in dialogo con de Chirico e Antonioni, dove le figure umane sono colte nel loro smarrimento ma anche nella loro intimità. Sono circa una sessantina le opere di Edward Hopper (1882-1967) esposte fino al 26 luglio a Palazzo Fava a Bologna. La mostra – organizzata da Fondazione Carisbo, Genus Bononiae e Arthemisia Group, con Comune di Bologna e Whitney Museum of American Art di New York – presenta l’intero arco temporale della produzione dell’artista. Hopper, nato e cresciuto a Nyack, Stato di New York, ha studiato illustrazione e pittura alla New York School of Art, per poi recarsi a Parigi tre volte (1906-1907, 1909 e 1910), viaggi che influirono fortemente sul suo immaginario, dando forma a quel tratto ancora inconfondibile.

Innanzitutto, rimarrà deluso chi attendeva di ammirare tutte le sue opere più famose, a partire da Nighthawks (1942), la grande assente. Fin dall’inizio del percorso espositivo, in ogni caso, si nota quella che diventerà la sua cifra: l’assenza, a volte fisica, altre volte spirituale, del soggetto umano, un vuoto che traspira, in interni cupi, dai volti atoni. Indicativi di ciò sono Solitary Figure in a Theater (1902-1904 ca.) o Stairway at 48 rue de Lille, Paris (1906). Proprio il periodo parigino vede, poi, una serie di paesaggi ampi e luminosi, anche se la luce appare satura e artificiale. Dal senso di claustrofobia ci si avvia, dunque, verso quegli spazi urbani emblematici dell’alienante società moderna. Prima, però, un accenno a due tele: Soir bleu (1914), inquietante quadretto, con richiami a Degas, pescato dal più torbido immaginario onirico; e Summer Interior (1909), dove affiora quella tensione erotica tipica delle sue opere. Nell’ultima sala la pittura hopperiana raggiunge l’apice. Se in Cape Cod Sunset (1934) il cielo sullo sfondo assume finalmente toni caldi, tanto in questa quanto in altre – Stairway (1949) e Second Story Sunlight (1960) –, spazi boschivi ombrosi sembrano poter inghiottire l’osservatore: neppure gli avvenenti corpi femminili – South Carolina Morning (1955) – riescono a mitigare il senso di perturbante.

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Self-Portrait (1903-1906 ca.)

E proprio quest’ultima sensazione richiama, come accennato all’inizio, l’immaginario dechirichiano e quello antonioniano. Per quanto riguarda il pittore, basti pensare alle sue piazze desolate, irreali, abitate da statue e manichini carichi di tensione. E così anche nel caso del regista riaffiorano alla mente fotogrammi di film come L’eclisse (1962), dove le fredde architetture urbane scatenano un profondo senso di spaesamento. Nel pieno della modernità e della cultura di massa, dunque, Hopper predilige l’individuo atomizzato, corroso da un vuoto interiore: ogni forma di collettività, di relazione è bandita. I soggetti umani sono come assenti, la loro posa contemplativa denuncia una stanchezza esistenziale. D’altra parte, però, questo suo insistere sul singolo rivela un profondo approccio intimistico, un monito a cercare, comunque, il volto dell’uomo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 aprile 2016

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Maria Livia Brunelli e i suoi artisti ad Arte Fiera Bologna

30 Gen

[Qui la mia galleria fotografica sul sito de la Nuova Ferrara con le opere di de Chirico presenti in fiera]

Al padiglione 32, stand C13 di Arte Fiera Bologna 2016 c’è una galleria ferrarese, la MLB home gallery di Maria Livia Brunelli.

Questi gli artisti e i rispettivi progetti presenti nello stand, dedicati al tema della migrazione: Stefano Scheda (“Che terra tocchi?”), Silvia Camporesi (“Le città del pensiero”), Mustafa Sabbagh (“Identità migrante”), Liuba (“With no time”), Federico Zanzi (“Le ombre migranti”).

Andrea Musacci

 

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Arte Fiera Bologna, frammenti sparsi e suggestioni dalla 40° edizione

30 Gen

[Qui la mia galleria fotografica sul sito de la Nuova Ferrara con le opere di de Chirico presenti in fiera]

Fino a lunedì 1 febbraio, Bologna Fiere ospita la grande esposizione internazionale di arte moderna e contemporanea: 222 espositori, 190 Gallerie d’arte, 20.000 mq di esposizione, 3 Padiglioni, oltre 2.000 opere, più di 1.000 artisti rappresentati.

Questi i numeri. Il resto è solo da ammirare.

Andrea Musacci

 

Dante Bighi sbarca ad Artefiera

27 Gen

Nella mostra MemoBox la collezione di libri-oggetto dell’artista

foto_copertina_bigDante Bighi sbarca nel cuore di Bologna, nello specifico al civico 7 di via Rizzoli, sede dell’Atelier Corradi. Qui, venerdì alle ore 18.30 verrà inaugurata la mostra MemoBox, con esposta la collezione integrale dei libri oggetto appartenuti all’artista copparese. L’evento, organizzato dal Centro Studi Dante Bighi di Copparo, rientra nel circuito degli eventi off di Artefiera 2016.

L’ex Atelier Corradi è stato progettato all’inizio degli anni Cinquanta dall’architetto Enrico De Angeli (1900-1979) per il sarto Remo Corradi. In questo luogo, spazi e arredi risultano integralmente conservati nella loro forma e funzionalità di origine, tratto questo in comune con la copparese Villa Bighi.

Questo dialogo tra i due luoghi sarà espresso, durante la mostra, dalle fotografie di Oscar Ferrari, autore di una ricognizione fotografica a Villa Bighi, appositamente realizzata per questo evento. Oggetti, fotografia, dunque, ma anche musica, in quanto l’esposizione sarà accompagnata da un ambiente sonoro realizzato con una sequenza di brani musicali legati alla sperimentazione digitale ed elettronica.

La mostra, curata da Camere Sonore, sarà visitabile gratuitamente fino al 31 gennaio prossimo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 gennaio 2016

La Ferrara cinematografica sbarca a Bologna

26 Giu

La mostra “Emilia-Romagna terra di cineasti” inaugurata mercoledì a Palazzo d’Accursio

Alberto Ronchi e Gianluca Farinelli

Alberto Ronchi e Gianluca Farinelli durante l’inaugurazione

Alla Ferrara cinematografica di Antonioni e Vancini è dedicata parte della mostra “Emilia-Romagna terra di cineasti” inaugurata mercoledì a Palazzo d’Accursio a Bologna e visitabile fino al 6 settembre. Un percorso in cui è mostrato il ruolo fondamentale dei due registi, citati dallo stesso Gianluca Farinelli, Direttore della Fondazione Cineteca di Bologna, che ha inaugurato l’evento insieme all’Assessore alla Cultura di Bologna Alberto Ronchi, e ha curato l’esposizione insieme ad Antonio Bigini e Rosaria Gioia.

La mostra prende avvio proprio da un film “ferrarese”, “Ossessione” (1943) di Luchino Visconti, e nella tappa espositiva dedicata al cinema d’autore così recita il  pannello esplicativo: dopo gli anni ’50 “si afferma il cinema d’autore. Rimini, Ferrara e Bologna sono le culle degli autori più rappresentativi del cinema italiano: Antonioni, Fellini, Pasolini”. Nelle installazioni video scorrono le immagini di “Michelangelo Antonioni. Storia di un autore” (1966) di Gianfranco Mingozzi, di “Cronaca di un amore” (1960) e “Al di là delle nuvole” (1995), immagini del Duomo e di Piazza Municipale di Ferrara.

L'installazione video dedicata ad Antonioni e a Ferrara

L’installazione video dedicata ad Antonioni e a Ferrara

Inoltre, nell’ultima sezione vengono citati come importanti documentaristi Gianfranco Mingozzi, Folco Quilici e Gianni Celati. Nell’area tematica dedicata al “Paesaggio padano”, infine, non poteva mancare la nebbia ferrarese, con immagini da “La lunga notte del ‘43” (1960) di Florestano Vancini, “Il grido” (1957) e “Al di là delle nuvole” (1995), e riflessioni dello stesso Antonioni sulla “forza e il mistero” del paesaggio padano.

L’esposizione è divisa in due percorsi. Il primo, cronologico, inizia con una citazione di Renzo Renzi e prosegue con il neorealismo, la commedia italiana (Don Camillo, I vitelloni), il cinema d’autore, la nouvelle vague italiana (Liliana Cavani, Marco Bellocchio e Bernardo Bertolucci), gli anni ’70 (Amarcord, Novecento) e alcuni registi degli ultimi decenni, tra cui Giorgio Diritti, presente all’evento. Il secondo percorso è diviso, invece, in quattro aree tematiche: “Il paesaggio padano”, “Una regione popolare”, “Lo spettacolo totale” e “L’arte padana”.

Infine, varie stazioni ferroviarie della regione, tra cui quella di Ferrara, ospiteranno esposizioni fotografiche sulle storie di cinema nel proprio territorio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 giugno 2015

L’artista Maurizio Camerani presenta una retrospettiva a Bologna

10 Mag

Mostra Camerani a BolognaMercoledì alle 18 l’artista ferrarese Maurizio Camerani inaugura a Bologna la sua retrospettiva dal titolo “Maurizio Camerani 1979/89. Video, disegni, sculture”. Luogo dell’esposizione la Galleria de’ Foscherari in via Castiglione, 2/b.

L’evento rientra nella rassegna “Il cinema d’artista italiano dall’Avanguardia alla Videoarte (1969-89)”, promossa e realizzata dalla Galleria con la Cineteca di Bologna. Tra i protagonisti dell’esperienza del Centro Video Arte di Ferrara, Camerani ha sviluppato una ricerca in cui il problema della rappresentazione del corpo e dei flussi di energia si è risolto nella costruzione di sculture di carattere minimalista che, grazie a un uso basilare del linguaggio video, immagazzinano tracce di pura vitalità in compatte macchine visive. In questa occasione verranno proposte due video-sculture storiche – “Segnale” del ‘79, tutt’ora inedita, e “Vista dal basso” dell’89 – oltre a una serie di disegni e ad alcuni video.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 maggio 2015

Due italiani in Brasile per Verdi

16 Dic

Trovatore CarboneNel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, la Galleria del Carbone di Ferrara, nell’omonima via al 18/a, sabato 14 ha inaugurato un’ulteriore mostra dopo l’omaggio collettivo conclusosi l’8 dicembre scorso. Si tratta dell’esposizione dei progetti scenici per l’opera de “Il Trovatore”, rappresentata il 28 agosto scorso in occasione del XII Festival dell’Opera al Teatro da Paz di Belem do Parà in Brasile. Sono due italiani formatasi all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, Pietro Lenzini e Giorgio Drioli, ad aver ideato e realizzato le scene attraverso bozzetti, maquette, grafici esecutivi e foto di scena. Come hanno spiegato i due autori, quest’anno ricorre anche il tricentenario della nascita di un altro grande italiano, Giuseppe Antonio Landi, architetto e pittore bolognese che ha vissuto quasi quarant’anni a Belem, dove ha progettato diversi palazzi, fino alla morte avvenuta nel 1791. È stato il prof. Flavio Nassar, Prorettore alle Relazioni Internazionali dell’Università del Parà, a contattarli per riprendere, in un certo senso, il discorso di Landi. Lenzini e Drioli hanno, dunque, colto l’occasione,  proponendo un progetto ispirato allo stile del famoso architetto bolognese. La mostra ha il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara e sarà visitabile fino al 6 Gennaio 2014 con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì 17.00-20.00; sabato e festivi 11.00-12.30 17.00-20.00 chiuso martedì.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 dicembre 2013

(Nella foto, da sx: Drioli, Lenzini e Volta)

I volti della libertà. Mostra “Differenti” di Matilde Morselli a Bologna

25 Mar

Matilde Morselli

L’importanza di diffondere la memoria di certi periodi della nostra storia non può essere un dovere relegato a determinate giornate dell’anno. È con questo spirito che agisce Matilde Morselli, giovane e impegnata fotografa che con la sua mostra fotografica “Differenti. Volti e sguardi della Resistenza” è sbarcata a Bologna al Dipartimento di Storia dell’Università di Bologna in via Zamboni, nell’edificio di San Giovanni in Monte, sede durante la R.S.I. del carcere in cui venivano rinchiusi antifascisti, partigiani, oppositori politici destinati alla fucilazione o alla deportazione. “È stato il mio editore, Stefano Travasoni (della Tresogni, ndr), a propormi questo luogo, e l’idea mi ha entusiasmato, è uno spazio ideale per la conservazione della memoria.” Il ricordo di Darinka Jioic – staffetta jugoslava scomparsa lo scorso dicembre – è forse uno di quelli più dolci. “Mi lasciò un grande insegnamento: mi disse che l’onestà è la prima cosa per poter pensare di vivere in un paese libero. Sono uscita da casa sua portandomi addosso la sensazione di essere davvero privilegiata ad aver avuto l’opportunità di conoscerla.” “Differenti”è stata allestita a Ferrara (al Museo del Risorgimento e della Resistenza), a Bondeno, a Capua il Giorno della Memoria, e a breve verrà allestita a Cento e il 25 aprile a Copparo e in altri posti della Regione, tra i quali il Museo Cervi a Gattatico (RE). “Non dimenticare  – conclude – e ricercare modi alternativi per portare avanti la memoria, diventa un dovere e una necessità.”

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 marzo 2013