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Inaugura ArteFiera Bologna: Ferrara di scena con gallerie e artisti

26 Gen
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ArteFiera Bologna 2016: lo stand della MLB home gallery

La più importante rassegna di arte moderna e contemporanea dʼItalia, ArteFiera Bologna, è in programma da domani fino a lunedì nei padiglioni di BolognaFiere. La 41esima edizione, con la nuova direzione artistica di Angela Vettese, vede 178 espositori, di cui 153 gallerie e 25 fra editori, librerie, istituzioni e periodici dʼarte. Curatela e mercato le parole chiave di questa nuova edizione, con una selezione delle gallerie che punta sulla qualità, ma anche sull’attenzione alla coerenza del progetto espositivo e a nuove realtà artistiche che si affacciano sul mercato, oltre all’interesse curatoriale dei progetti presentati e uno sguardo attento alle produzioni indipendenti.

Due anche le gallerie ferraresi presenti alla kermesse internazionale. La galleria Mazzacurati Fine Art (con sede in corso Martiri della Libertà, 75) sarà presente con l’allestimento intitolato “Gutai, Michel Tapié et les artistes autres…”, con particolare attenzione al Gruppo Gutai, movimento artistico giapponese fondato a Osaka nel 1954. Di questo saranno esposte a Bologna, grazie a Mazzacurati, opere di Shōzō Shimamoto, Yasuo Sumi, Atsuko Tanaka, Kazuo Shiraga, Yozo Ukita e Hisao Domoto. Accanto a loro, in dialogo, opere di artisti occidentali come Michel Tapié, Georges Mathieu, Hans Hartung, Jean-Paul Riopelle, Paul Jenkins e Sam Francis.

La MLB home gallery diretta da Maria Livia Brunelli partecipa, invece, nel padiglione dedicato alla fotografia, sul tema della fragilità, con quattro artisti: Silvia Camporesi, che presenta la serie “Atlas Italiae” (la fragilità dei luoghi abbandonati), Mustafa Sabbagh con “Candido” (la fragilità umana), Stefano Scheda, e il fotografo siriano Omar Imam. Presenti, inoltre, opere di Giovanna Ricotta e di Anna Di Prospero.

Inoltre, ricordiamo che in occasione di ArteFiera, fino a domenica 29 gennaio il Museo Ferruccio Lamborghini di Argelato (Bo) ospiterà l’esposizione fotografica “Sheroes” di Federico Borella, dedicato al progetto Sheroes Hangout Café, locale per turisti vicino al Taj Mahal fondato dalla Ong Stop Acid Attack con lo scopo di reinserire nella società e nel mondo del lavoro le donne vittime di attacchi con l’acido.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 gennaio 2017

Workshop con il fotografo Sabbagh alla MLB home gallery

8 Ott

Workshop Sabbagh 2Un workshop di due giorni col fotografo Mustafa Sabbagh è in programma oggi e domani nella Maria Livia Brunelli home gallery in c.so Ercole I d’Este. Il laboratorio, intitolato “Il paesaggio quotidiano. Tra ritratto e landscape” ha attirato appassionati da tutta Italia, a Ferrara per seguire le lezioni del Maestro italo-palestinese Sabbagh.

Durante la mattina del primo giorno verrà affrontata la diversità di linguaggi insita nella fotografia, di come il linguaggio della costruzione di immagini, così composito, possa diventare mezzo e fine, modus e obiettivo. Nel pomeriggio verranno messe in atto le parole, attraverso la progettazione e la realizzazione di ritratti. Nel secondo giorno, verrà chiesta ai partecipanti la realizzazione estemporanea di un ritratto rappresentativo sia del proprio stile che dello stile conferito, o colto, nel soggetto; al termine di questa fase, e a partire dai ritratti realizzati, sarà domandato ai partecipanti quale sia l’interpretazione dei loro stessi scatti, e da lì verrà avviata una discussione.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’08 ottobre 2016

Immagine

Maria Livia Brunelli e i suoi artisti ad Arte Fiera Bologna

30 Gen

[Qui la mia galleria fotografica sul sito de la Nuova Ferrara con le opere di de Chirico presenti in fiera]

Al padiglione 32, stand C13 di Arte Fiera Bologna 2016 c’è una galleria ferrarese, la MLB home gallery di Maria Livia Brunelli.

Questi gli artisti e i rispettivi progetti presenti nello stand, dedicati al tema della migrazione: Stefano Scheda (“Che terra tocchi?”), Silvia Camporesi (“Le città del pensiero”), Mustafa Sabbagh (“Identità migrante”), Liuba (“With no time”), Federico Zanzi (“Le ombre migranti”).

Andrea Musacci

 

Manichini, creazioni umane e inumane cariche di oniricità

12 Nov
Da sinistra, Mustafa Sababgh, Claudio Gualandi, Linda Mazzoni, Maria Livia Brunelli e Massimo Maisto

Da sinistra, Mustafa Sabbagh, Claudio Gualandi, Linda Mazzoni, Maria Livia Brunelli e Massimo Maisto

Si può definire storica l’esposizione presentata ieri alle 18 nelle auguste sale della Palazzina Marfisa d’Este in c.so Giovecca, 170.

“Il manichino e i suoi paesaggi. Una storia (quasi) metafisica”, curata da Linda Mazzoni, Claudio Gualandi e Maria Livia Brunelli, è infatti la prima mostra in Italia dedicata alla storia del manichino. Il progetto espositivo riprende il lungo lavoro di ricerca compiuto dai curatori e sfociato, l’anno scorso, nella pubblicazione del libro “Il manichino e i suoi paesaggi” (Editoriale Sometti, Mantova).

Alcuni manichini in mostra a Marfisa

Alcuni manichini in mostra a Marfisa

La mostra, organizzata per il centenario della nascita, nella nostra città, della Metafisica, è ideata insieme all’esposizione a Palazzo dei Diamanti, “De Chirico a Ferrara. Metafisica e avanguardie”. L’universo del padre della pittura metafisica è straniante e perturbante, avvolto in un’atmosfera carica di oniricità. E così, le oltre quaranta creazioni esposte a Marfisa inquietano per il loro sembrare, al tempo stesso, umane e inumane, reali e artificiose.

Basti pensare ad alcune opere di de Chirico nelle quali appaiono manichini: “La nostalgia del poeta” (1914), “Il viaggio senza fine” (1914), “Il vaticinatore” (1915), “Le muse inquietanti” (1917). Qui, come a Marfisa, i manichini sono simbolo di impotenza, alienazione, oppure di un incanto antico che richiama una bellezza scomparsa, o che non sappiamo più riconoscere.

L'installazione di Mustafa Sabbagh

L’installazione di Mustafa Sabbagh

Oltre alla parte storica, che va dalla moda alla religione, dalla scienza alla pubblicità, passando per l’arte, nell’arco di tre secoli (dal XVIII al XX), vi è anche una sezione contemporanea con installazioni di Mustafa Sabbagh, Milena Altini e Jolanda Spagno. Anche qui, in maniera più cosciente e disperata, dominano soggetti informi e incompleti, bozzoli e ologrammi senza storia e identità.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 novembre 2015

Workshop di fotografia con il maestro Sabbagh

31 Mag

workshop GrisùUn workshop intensivo di fotografia col maestro Mustafa Sabbagh è iniziato ieri mattina alle 10 e si concluderà oggi alle 18 nello Spazio Grisù in via M. Poledrelli, 21 a Ferrara.

Il corso di due giorni intende alternare teoria e pratica. Sabbagh ieri mattina ha illustrato ai partecipanti la diversità di linguaggi insita nella fotografia, “di come il linguaggio della costruzione di immagini, così composito, possa diventare mezzo e fine, modus e obiettivo”, mentre nel pomeriggio è passato alla progettazione e realizzazione di ritratti. Oggi saranno gli stessi partecipanti a dover realizzare in estemporanea un ritratto.

Mustafa Sabbagh, nato ad Amman (Giordania), dopo una carriera di successo come fotografo di moda in tutto il mondo, concentra la sua ricerca ridefinendo la storia dell’arte attraverso la fotografia contemporanea, “creando una sorta di contro canone estetico al cui interno il punctum è la pelle, diario dell’unicità dell’individuo”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 31 maggio 2015

Il maestro Sabbagh torna a Ferrara

30 Mag

Workshop Sabbagh 2Il celebre fotografo Mustafa Sabbagh torna a Ferrara per un workshop intensivo in programma oggi e domani dalle 10 alle 18 allo Spazio Grisù in via Mario Poledrelli, 21.

L’evento, al quale sono ammessi massimo dodici partecipanti, alternerà teoria e pratica, assoli e coro. Mustafa Sabbagh nasce ad Amman (Giordania), e ha un imprinting cosmopolita e un atteggiamento nomade. Dopo una carriera di successo come fotografo di moda, Sabbagh concentra la sua ricerca ridefinendo la storia dell’arte attraverso la fotografia contemporanea, creando una sorta di contro canone estetico al cui interno il punctum è la pelle, diario dell’unicità dell’individuo.

Andrea Musacci

Workshop fotografico col maestro Sabbagh

14 Apr

Workshop Sabbagh 2Tredici partecipanti provenienti da tutta Italia (e uno dalla Danimarca), due assistenti e due modelli. Un grande fotografo che con le sue opere d’arte sa scandalizzare e far riflettere. Sono questi gli ingredienti del workshop fotografico di Mustafa Sabbagh organizzato sabato, nel suo studio in via Giovanni XXIII, 42 a Ferrara, da Maria Livia Brunelli. Abbiamo incontrato proprio la Brunelli e Sabbagh per farci raccontare quest’intensa giornata artistica. “Sabbagh ha cercato di spiegare quanto sia importante, mentre si fotografa, lasciarsi andare, ma al tempo stesso avere un progetto in mente”. È secondo lui – ha proseguito la Brunelli – di particolare importanza la luce, “che dev’essere carezzevole, avvolgente come in un rapporto amoroso”. Diversi libri, alcuni rari di Avedon e di Helmut Newton, sono stati mostrati ai presenti per aiutarli nella comprensione della tecnica fotografica. Successivamente è iniziato il set fotografico, la fase pratica, “il momento più emozionante”: quella di Sabbagh, infatti, “è stata una vera e propria performance”, la performance di un’artista provocatorio e profondo come pochi sanno essere. I partecipanti hanno avuto la possibilità di sperimentare sul campo il linguaggio fotografico attraverso la “variazione su un unico scatto”. Gli scatti da loro realizzati saranno, infine, esposti in una mostra curata dall’artista.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 aprile 2014

(foto di Maria Livia Brunelli)