Una vera e propria scena del crimine ieri in Biblioteca Ariostea

12 Lug

IMG_20150711_111009Il nastro bianco e rosso della Polizia di Stato a delimitare uno spazio invalicabile, un manichino/cadavere riverso su alcune sedie, alcuni oggetti abbandonati sul tavolo. Così ieri mattina si presentava il palchetto della Sala Agnelli nella Biblioteca Comunale Ariostea (via Scienze, 17 a Ferrara).

Al posto delle consuete letture pubbliche o conferenze che richiamano decine di persone, la Sala è stata adibita a vera e propria scena del crimine in occasione dell’incontro con la Polizia Scientifica di Bologna, all’interno del programma del festival “Giallo Ferrara”. Attraverso la spiegazione di Alessandro Stradiotti, neo Sovrintendente Capo (è stato il Responsabile Eventi della Biblioteca, Fausto Natali, a comunicargli la promozione dopo l’incontro) e la simulazione, con tanto di tuta bianca d’ordinanza, compiuta dal Sovrintendente Andrea Tresoldi di Ferrara e dall’assistente Francesco Giardina, sono stati spiegati i retroscena, le tecniche e le curiosità di quest’arte scientifica.

ariostea 2Il “classico” delitto di una donna, il cui corpo senza vita è ritrovato sul divano all’interno della sua abitazione, è stato oggetto della simulazione. Si parte col ritrovamento del cadavere, l’arrivo della squadra mobile della Polizia, quindi della Scientifica, e l’inizio del sopralluogo giudiziario. L’osservazione, attraverso luci forensi, e la documentazione scientifica sono fondamentali per fare in modo che «chiunque, anche a distanza di molto tempo, possa comprendere la scena del crimine», che viene dunque “congelata”. Successivamente giunge sul luogo il medico legale, che constata il decesso e la tempistica, attraverso il rigor mortis, il rilevamento delle impronte digitali e di altre tracce. Vengono, dunque, eseguite l’eventuale indagine balistica, l’analisi degli oggetti e i rilievi video e fotografici delle stanze attigue a quella del delitto.

Un lavoro particolarmente interessante quello della Scientifica, dunque, ma molto delicato. Un’indagine scientifica per tentare di raggiungere, o di avvicinarsi il più possibile, all’oggettività, «senza incolpare o discolpare nessuno», cercando di dare un apporto fondamentale alla ricerca della verità.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 luglio 2015

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