Via Romea Germanica, un percorso tra fede e turismo

19 Set

Ieri la tappa a Ospital Monacale, lunedì a Ravenna e il 14 ottobre l’arrivo a Roma

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L'arrivo a Ospital Monacale dei sei pellegrini

L’arrivo a Ospital Monacale dei sei pellegrini

Ieri poco dopo le 11 sei pellegrini sono arrivati nel complesso di Villa Lervini a Ospital Monacale (in via Zenzalino, 80), provenienti da Ferrara. Quali le caratteristiche e il motivo di questo pellegrinaggio? I viandanti – tre italiani (Flavio Foietta, Rodolfo Valentini e Gianluca Bambi), due tedeschi e una canadese (di 82 anni) – fanno parte dell’Associazione Romea Germanica, nata nel 2012, che con Pilgrims Crossing Borders è impegnata in questo pellegrinaggio partito lo scorso 22 aprile da Trondheim/Nidaros, in Norvegia, e diretta nelle due capitali mondiali della cristianità, Roma (qui l’arrivo è previsto per il 14 ottobre, dopo 3.200 km) e Gerusalemme. Il tragitto ripercorre, escludendo la parte in Norvegia, l’antica Via Romea Germanica, percorsa e documentata dal monaco Alberto, abate del Monastero Benedettino della Santa Vergine Maria di Stade (in Germania), il quale nel 1236 decise di recarsi a Roma per ottenere da Papa Gregorio IX un permesso riguardante la disciplina nel suo monastero.

Dopo il tradizionale taglio del nastro, si è svolta la conferenza stampa nella quale sono intervenuti, innanzitutto, Andrea Baldini, vicesindaco di Argenta e Massimo Maisto, vicesindaco di Ferrara. Quest’ultimo ha elogiato questo «progetto culturale e turistico che può rafforzare l’identità del nostro territorio, facendo anche riscoprire il valore delle zone agricole». Dopo il saluto di Lorenzo Lervini, sono quindi intervenuti due pellegrini, Rodolfo Valentini (Presidente Associazione Romea Germanica) e Gianluca Bambi. Il primo ha sottolineato come «il pellegrino giri il mondo per conoscerlo, e di com’è bella l’idea di fermarci in un paese piccolo come questo». Bambi, docente di Ingegneria Agraria all’Università di Firenze, ha invece spiegato come «si attraversino diversi territori rurali, sempre più transitati da pellegrini, e ciò aiuta queste aree agricole a superare la marginalizzazione, permettendo di essere riscoperte» per la loro storia e i loro paesaggi.

Il taglio del nastro

Il taglio del nastro

Oggi i pellegrini faranno tappa a Sant’Alberto, vicino Anita, per poi arrivare a Ravenna nella giornata di lunedì. Alcuni di loro sono partiti dalla Germania, mentre altri hanno continuato la staffetta dal Brennero. Un viaggio straordinario nel cuore dell’Europa, quindi, per riscoprire le sue radici cristiane, a contatto con popoli diversi e all’insegna della fede e della fratellanza.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 settembre 2015

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