Archivio | febbraio, 2017

Christo “debutta” a Ferrara grazie a Mazzacurati

9 Feb

[Sotto l’articolo, le immagini dell’esposizione]

Chi non ricorda, l’estate scorsa, il progetto “The Floating Piers” dell’artista Christo, quella passerella sul Lago di Iseo lunga 3 km, formata da 200mila cubi galleggianti coperti da un telo giallo? Sabato 4 febbraio nella galleria Mazzacurati Fine Art in c.so Martiri della Libertà, 75 a Ferrara ha inaugurato la prima mostra di Christo nella nostra città, a cura di Vittoria Coen. Si tratta di una decina di opere a tecniche miste che vanno dagli anni ’60 agli anni 2000, tra cui due “Wrapped Reichstag”, tre “Over the River” (progetto in itinere), “Wrapped Walk Ways” per un parco in Giappone (non realizzato), “Valley Curtain”, con anche una foto dell’installazione, e “Surrounded Island” di Miami.

Christo e Jeanne-Claude (morta nel 2009), nati entrambi il 13 giugno 1935, si incontrano a Parigi nel 1958, e da lì inizia il loro rapporto affettivo e artistico. Christo e Jeanne-Claude, artisti Land Art, iniziarono a intervenire sul territorio senza modificarne le caratteristiche, e per periodi di tempo limitati. Il primo lavoro realizzato insieme risale al 1961 quando, presso il porto di Colonia, realizzarono un’installazione con carta, barili di petrolio, corda e teli, visibile al pubblico per due settimane. Dopo avere vissuto a Parigi, nel 1964 si trasferirono, con il figlio Cyril, a New York, iniziando a lavorare a progetti di ampio respiro. I due hanno sempre finanziato i loro progetti vendendo i progetti originali, come quelli in mostra a Ferrara, per far fronte alle spese.

In galleria sarà disponibile un catalogo della mostra con testo di Vittoria Coen. La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo, il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 19.30, il giovedì dalle 10 alle 13, il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30, chiuso la domenica.

Andrea Musacci

“The Giant Undertow” stasera al Clandestino

9 Feb

16508045_10154740140110210_2542096801055989222_nStasera ultima serata per l’edizione invernale di “Clandestino d’autore” organizzato da Carlo Bollani e Jazz Club. Dopo il live di lunedì con Enrico Cipollini, alle 21.45 è il turno di “The Giant Undertow”, progetto solista di Lorenzo Mazzilli, padovano trapiantato a Bologna. Già attivo in varie band, tra cui The Johnny Clash Project, ha iniziato a dare spazio al progetto nel 2014. I paesaggi nebbiosi delle sue canzoni nascono da chitarre di fortuna e da una voce calda e barcollante. Il risultato è un desert folk profondo che strizza l’occhio alla musica d’autore d’oltreoceano.

Dopo aver diviso il palco con artisti come King Dude e Cult of Youth, un tour acustico in Germania e un tour europeo come bass player del texano Daniel Payne, The Giant Undertow ha realizzato il suo disco d’esordio, The Weak, lo scorso settembre 2016.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 09 febbraio 2017

Cinema asiatico che passione: «Non è così lontano da noi»

4 Feb

cartolinaMartedì parte “Asian Extreme” con il film vincitore dell’ultimo Festival di Venezia. L’organizzatore Massimo Alì Mohammad: un movimento in ascesa, e non si tratta soltanto di opere d’essai

«Il cinema orientale è “invisibile” ma in realtà in grande fermento: proporremo maestri come Diaz e Kiarostami per farlo conoscere meglio». Dopo la rassegna di un anno fa, “Japan Extreme”, dedicata al cinema giapponese, a partire da martedì 7 febbraio nella video-biblioteca Vigor di via Previati, l’Associazione Feedback propone “Asian Extreme”, una nuova serie di nove incontri dedicati all’intero cinema orientale, dalle Filippine alla Corea del Sud, dall’Iran a Taiwan.

“La fase invernale ci riporta, come di consueto, in Oriente”, spiegano gli organizzatori. “In Asian Extreme percorreremo in nove incontri un percorso di approfondimento unico per i cinefili più appassionati. Perché Asian? Perché parleremo di cinema asiatico: Filippine, Taiwan, Sud Corea, ma senza restringere l’ambito al solo estremo oriente, tratteremo anche diversi autori iraniani, incluso un omaggio al maestro Abbas Kiarostami.
Partiremo con uno degli autori più discussi nei festival internazionali, il filippino Lav Diaz, vincitore dell’ultimo festival di Venezia e considerato uno dei massimi maestri del cinema contemporaneo, ma ancora tristemente invisibile in Italia. Perché Extreme? Perché parleremo di cinema estremo: censura politica, tematiche controverse e rottura degli stilemi cinematografici; registi che sfiorano i limiti e che abbiamo il piacere di portare alla visibilità”.

Abbiamo intervistato Massimo Alì Mohammad, organizzatore della rassegna per l’Associazione Feedback.

Dopo il Giappone, quest’anno avete deciso di parlare di tutto il cinema orientale. Perché?

Ogni anno tentiamo di presentare cinematografie “invisibili”. Ho molto a cuore il cinema orientale, erroneamente considerato come “lontano da noi”. In realtà una delle sue tematiche ricorrenti è proprio il rapporto con l’Occidente e la ricezione della sua cultura, quindi indirettamente è anche un modo di conoscere meglio noi stessi.

Qual è lo stato della cinematografia orientale?

È da diverso tempo in fermento. Grazie a direttori di festival come Marco Muller, autori come Kim Ki-Duk sono arrivati nel vecchio continente. In particolare, possiamo considerare la cinematografia filippina come quella più in ascesa.

Nel nostro Paese questo cinema ha ancora un pubblico di nicchia, nonostante il festival Asiatica di Roma e il Far East Film Festival di Udine…

Purtroppo ancora sì. Bisogna, innanzitutto, sfatare alcuni pregiudizi e ricordare che il cinema orientale non è solo opere d’essai, ma anche grande cinema popolare di intrattenimento.

Voi iniziate con Lav Diaz, vincitore dell’ultimo Festival di Venezia ma ancora poco noto in Italia.

Il suo riconoscimento a Venezia ha generato una serie di polemiche davvero imbarazzanti, ma in realtà si tratta di un autore unico. La serata sarà a cura di Giampiero Raganelli, critico della rivista Quinlan.it e co-autore di un recente saggio sul regista.

Ci sarà anche un omaggio ad Abbas Kiarostami, morto lo scorso luglio. Un atto “dovuto”?

Sì, l’omaggio al maestro è doveroso, di lui si vedrà il capolavoro “Dov’è la casa del mio amico?”. Imperdibile anche l’intervento di Mara Petrosino, studiosa di cinema iraniano, che approfondirà il difficile rapporto tra cinema e società iraniana.

Quali sono, nel dettaglio, i temi “estremi” affrontati dalla rassegna?

L’uso del termine “estremo” è provocatorio, in parte l’intento è anche quello di smuovere l’interesse sopito del pubblico, sia verso i contenuti sia verso lo stile, spesso in antitesi rispetto alle scelte del cinema di più larga distribuzione. Ogni regista che toccheremo lo sarà a suo modo, a voi scoprirlo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 febbraio 2017

Mercato, vecchi maestri, giovani talenti: viaggio nel mondo artistico ferrarese

3 Feb

Gli articoli delle mie due pagine uscite su la Nuova Ferrara del 03 febbraio 2017 si possono leggere più facilmente cliccando su questi due link:

Andrea Musacci

“Clandestino d’autore”, ancora musica in via Ragno

2 Feb

cover-carloTornano stasera nel locale Clandestino di via Ragno, 50 i concerti di “Clandestino d’autore” organizzati da Carlo Bollani e Downtown Tower del Jazz Club cittadino. Si inizia alle 19.30 col dj set, a seguire, alle 20.30 live di debutto dei “Decomposizioni”, affiancati da Sebastiano Zuccatelli che eseguirà una performance di live painting sotto le parole e i suoni di Stefano Marcolini e Cristian Altieri. Infine, dalle ore 22 vi sarà il concerto dei ferraresi “Re cane e suo marito”, trio post punk-acustico formato da Elena Massari, Alessio Bettoli e Mattia Chiavina.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 febbraio 2017

Giornalisti in festa per il patrono

1 Feb

pubbIeri pomeriggio in Cattedrale si è svolta la tradizionale messa annuale, organizzata dall’Unione Stampa Cattolica di Ferrara (presieduta da Alberto Lazzarini) insieme all’Associazione Stampa Ferrara, per festeggiare San Francesco di Sales patrono dei giornalisti, la cui festività ricorre il 24 gennaio. La Santa Messa, che ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone, è stata celebrata dall’Arcivescovo mons. Luigi Negri insieme al Vicario generale mons. Massimo Manservigi, assistente ecclesiale Ucsi Ferrara, e a Mons. Enrico d’Urso.

Nel corso dell’omelia, Mons. Negri ha spiegato come «Cristo abbia scelto di avvicinarsi all’uomo nell’ambito della comunicazione non in modo astratto, intellettualistico, ma attraverso la vita di una persona», il santo di Sales.

Quest’ultimo aveva infatti ricevuto «una chiamata straordinaria, che lo faceva bruciare di amore per Cristo, e che nel suo tempo, con fede e carità, gli permise di annunciare il Vangelo. Perciò per possedere il cuore della comunicazione, per comunicare la verità di Gesù Cristo, bisogna imitare la profondità della fede del patrono».

Dopo la funzione, ha avuto luogo un momento di riflessione tra i giornalisti presenti, insieme all’Arcivescovo e ad alcuni rappresentanti dell’Ucsi e dell’Ordine dei Giornalisti regionale. Nel corso dell’incontro, Mons. Negri ha riflettuto sul ruolo dell’informazione in occasione di casi di gravità assoluta come il duplice omicidio di Pontelangorino, nel quale «è emersa la necessità di una rinnovata educazione, a fronte di una realtà che dice del vuoto di valori presente anche nella nostra provincia».

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara l’01 febbraio 2017