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L’artista Cattani:«Pronto a ospitarle a casa mia»

26 Ott

giorgio-cattani_«”Portateli a casa vostra”, dicono: bene, io lo faccio, apro le porte del mio studio in via delle Vecchie per accogliere alcune donne respinte da Gorino». A parlare è Giorgio Cattani, noto artista  e gallerista ferrarese, che da pochi mesi in via del Podestà ha aperto la Galleria Fabula Fine Art, dividendosi tra questa attività e il suo ruolo di docente all’Accademia di Brera.

Ci contatta da Colonia, dove fino a domenica espone all’importante fiera artistica internazionale Art Fair, per lanciare un messaggio positivo e concreto alternativo alla reazione di parte degli abitanti di Gorino, e di altre persone, che la sera di lunedì hanno impedito a una dozzina di donne africane di trovare accoglienza in un ostello di Gorino, e che anche successivamente hanno proseguito con le barricate. «Voglio essere un piccolo, microscopico strumento per mostrare un altro punto di vista su questa vicenda, dato che sui giornali ci vanno solo i volti di quelli che non vogliono accogliere queste povere persone, e di quei politici locali che con la loro cattiveria soffiano sul fuoco, solo per avere qualche voto in più».

«Questo di accogliere alcune di quelle profughe– prosegue Cattani – sarà il più bel gesto pittorico della mia vita. Voglio dare asilo e aiutare almeno quattro donne, ospitandole dalla prossima settimana nel mio studio di via delle Vecchie, e così sensibilizzare anche altre persone, dato che non basta più solo indignarsi». Quella di Cattani, dunque, almeno nelle intenzioni, vuole essere più di una semplice provocazione, ma una vera e propria proposta, alle Istituzioni e alla cittadinanza, una dimostrazione reale e mirata su «qualcosa di possibile e di bello». Lo stesso Cattani, nei periodi che trascorre nella nostra città, risiede in un appartamento nella stessa via delle Vecchie, a pochi metri dallo studio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 ottobre 2016

 

Il Centro Palaur da ieri offre una speranza in più

23 Ago
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Un momento dell’inaugurazione di sabato

[Qui il mio servizio in anteprima su Palaur]

Uno spazio riaperto in centro che aspira a essere luogo di rinascita per chi sta intraprendendo un difficile cammino di recupero dopo essere stato vittima di una dipendenza grave. Alla presenza di un centinaio di persone, ieri nel tardo pomeriggio ha avuto luogo il battesimo del Centro Palaur che ha aperto i battenti in via Ragno, 15, fino a quasi un anno e mezzo fa casa del circolo Arci Zuni.

Un progetto ideato con passione e scrupolosità, a partire dalla stessa scelta della sede nella centralissima via Ragno. Infatti, l’idea partorita da Alice Cacchi, Paola Perboni e Aurelio Zenzaro, co-fondatori della Cooperativa sociale Palaur, è quella di portare nel cuore di Ferrara un progetto innovativo per il nostro territorio: uno spazio di sostegno e formazione finalizzato al reinserimento socio-lavorativo soprattutto di giovani ex tossicodipendenti, ma anche di persone, di ogni età, con un passato relativamente breve di dipendenza da alcool o da gioco d’azzardo.

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Il pubblico presente all’inaugurazione

Una tappa che segue quella, acuta e necessaria, di disintossicazione, e precede il ritorno effettivo nella società. Perché il reintegro avvenga al meglio, Palaur proporrà ai propri ospiti corsi di cucina con la chef Martina Marchini (autrice anche del buffet inaugurale), d’informatica e d’apicoltura (in un apiario di proprietà della Cooperativa a  Voghenza, il cui miele è stato offerto ai presenti) oltre all’organizzazione di eventi artistici e culturali (ad esempio, presentazioni di libri o piccole esposizioni) aperti alla cittadinanza periodicamente dopo le 18 nella sede stessa.

«Il primo passo – spiegano i promotori -, quello di aprire la sede, è stato fatto. Abbiamo già alcune richieste, le attività inizieranno quindi il prima possibile». In sede vi sarà, inoltre, un angolo dedicato ai colloqui psicologici e terapeutici, aperti agli stessi genitori e famigliari delle persone in fase di recupero.

 Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara il 21 agosto 2016

Si inaugura il Centro Palaur all’ex Zuni

20 Ago
Da sx, Zenzaro, Perboni e Cacchi

Aurelio Zenzaro, Paola Perboni e Alice Cacchi

[Qui il mio servizio sul Centro Palaur]

Dopo 15 mesi dalla chiusura dello storico circolo Arci Zuni, oggi alle ore 18 viene inaugurato il nuovo progetto sociale che darà vita al locale di via Ragno, 15. Si tratta del Centro Palaur, un nuovo spazio di sostegno e formazione finalizzato al reinserimento socio-lavorativo soprattutto di giovani ex tossicodipendenti, ideato dalla Cooperativa Palaur di Alice Cacchi (Presidente), Paola Perboni e Aurelio Zenzaro. Per colmare il vuoto nel quale spesso ripiombano gli ex tossicodipendenti una volta terminato il necessario periodo nelle comunità di recupero, Palaur proporrà loro corsi di cucina, informatica e apicoltura e l’organizzazione di eventi artistici e culturali aperti alla cittadinanza.

Già attivo il sito web all’indirizzo http://www.palaur.it.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 agosto 2016

Palaur, una “casa” per tornare a vivere

14 Ago

Corsi per il reinserimento di ex tossicodipendenti con la coop Palaur. Sabato 20 agosto l’apertura in via Ragno, 15 (ex sede dell’Arci Zuni)

(Sotto l’articolo, alcune mie foto dell’allestimento)

Da sx, Zenzaro, Perboni e Cacchi

Aurelio Zenzaro, Paola Perboni e Alice Cacchi

Un nuovo spazio di sostegno e formazione finalizzato al reinserimento socio-lavorativo soprattutto di giovani ex tossicodipendenti. È questo l’ambizioso progetto ideato da Alice Cacchi, Paola Perboni e Aurelio Zenzaro, co-fondatori della Cooperativa sociale Palaur che il prossimo 20 agosto alle ore 18 inaugurerà la propria sede in via Ragno, 15, fino a maggio 2015 casa del circolo Arci Zuni. Per colmare il vuoto nel quale spesso ripiombano gli ex tossicodipendenti una volta terminato il necessario periodo nelle comunità di recupero, Palaur proporrà loro corsi di cucina, informatica e apicoltura e l’organizzazione di eventi artistici e culturali aperti alla cittadinanza.

«Nel nostro territorio – ci spiegano i fondatori – esiste un forte problema legato al consumo e alla dipendenza da droghe pesanti soprattutto nei giovani tra i 18 e i 25 anni, spesso provenienti da famiglie benestanti. Sono ragazzi a cui nessuno sembra dare risposte e punti di riferimento». L’obiettivo profondo consiste nell’aiutarli a «creare un sé più forte, facendo un lavoro molto intimo sulla persona – spiega la Perboni – una ricostruzione del sé frammentato, ridando una struttura a queste che sono persone destrutturate».

L’idea inizia a prendere forma lo scorso autunno, e sfocia, a metà aprile, con la nascita della cooperativa. I tre fondatori hanno lavorato insieme nella comunità Saman di Bondeno e nella loro esperienza hanno notato come all’isolamento del soggetto nella comunità, necessario nella fase acuta della disintossicazione, debba seguire un periodo di reinserimento: qui si inserisce il Centro Sociooccupazionale diurno Palaur che accoglierà, dal lunedì mattina al sabato mattina, un massimo di 15 soggetti afflitti da dipendenze, relativamente brevi, soprattutto da droghe pesanti, ma anche leggere, o da alcool.

Diverse le attività utili a dare strumenti spendibili in ambito lavorativo e a far uscire il soggetto dal proprio egocentrismo, sviluppandone l’empatia e la relazionalità, a partire dal corso di cucina tenuto dalla chef Martina Marchini e al corso di informatica (entrambi nella sede di via Ragno), fino alla cura di un orto in via Erbe in collaborazione con l’Associazione Orto Condiviso, e alle attività in un apiario biologico di Voghenza. Nella nuova sede vi sarà inoltre un angolo dedicato al sostegno, rivolto anche ai famigliari dei soggetti coinvolti. L’idea è, poi, quando possibile, di aprire dalle 18, un’ora dopo la conclusione delle attività, la sede alla cittadinanza organizzando cene tematiche ed eventi artistici e culturali.

Infine, è già attivo il sito web del Centro all’indirizzo http://www.palaur.it.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 agosto 2016

Via Gobetti, chiusi i negozi spuntano spaccio e risse

4 Lug

Qui l’articolo sul sito de la Nuova Ferrara

Il palazzo abbandonatoLe testimonianze dei commercianti che non hanno abbassato la serranda: «Noi ci impegniamo nella riqualificazione, ma il Comune deve aiutarci»

Spaccio, risse, vetrine chiuse nel cuore di Ferrara. Ma anche la volontà di riqualificare. Abbiamo incontrato i commercianti di via Gobetti per fare il punto della situazione, tra denuncia e proposta.

IL DEGRADO

Enrico Ravegnani del Palazzo della Racchetta ci spiega come nel palazzo che accoglie Douglas (di proprietà della milanese Salleh srl, società in liquidazione), dal lato Gobetti sia rimasta solo questa profumeria: per l’abbandono i piccioni entrano dalle bocche dell’aria condizionata. «Lì nel porticato del palazzo, dove una volta c’era l’entrata, ci sono spacciatori, drogati, barboni con cani: ho trovato escrementi sia animali sia umani». Giuseppe Botti (Giuseppe Parrucchieri) ci spiega come l’entrata del palazzo sia stata sprangata «perché anni fa avevano provato a occuparlo abusivamente».

Nell’angolo del porticato dietro Cloister c’è l’entrata dell’altro palazzo con studi di notai e avvocati: qui è installata una telecamera, perché più volte hanno cercato di sfondare la porta. Alessandro Davi ed Erika Grandi (Cloister) raccontano di aver visto spacciare nell’angolo del palazzo di Douglas anche alle 5 del pomeriggio.

Graziella Gobbetti (La Parisienne) invece ci dice di aver installato l’allarme, non telecamere, e di ricordare diverse risse. Ad alcuni anni fa risale il furto ai suoi danni, come anche il tentativo di forzare la porta di Baia (Riccardo Gavagna) su via Gobetti. C’è poi il ricordo di alcuni stranieri che appoggiavano la droga su una delle saracinesche di un negozio qui a fianco, per venderla di nascosto.

Dario Zerbinati (Pasticceria Da Dario) racconta di come due settimane fa ha visto giovani spacciare davanti il retro della pasticceria su via Gobetti. «Alcune volte è capitato che di mattino alcuni miei dipendenti venissero importunati mentre andavano a buttare la spazzatura: le bariste hanno paura quando la sera devono chiudere».

COME RIQUALIFICARE

Per Davi e Grandi (Cloister) le maggiori cause di degrado sono la presenza di vetrine oscurate, i troppi bidoni e le automobili. Oltre alla vendita di prodotti per capelli, al salone parrucchiere e alla galleria d’arte, Cloister a luglio inaugurerà l’ampliamento di quest’ultima e la prossima primavera a fianco un’enoteca. «Anche qui non metteremo serrande, non vogliamo barricarci, cedere alla paura», spiega Davi. «Ho chiesto al Comune di utilizzare il giardinetto dietro Douglas per risistemarlo con una distesa estiva».

Zerbinati e Guglielmo Trevisani (Da Dario) lo scorso 17 giugno a fianco la pasticceria hanno inaugurato una gelateria con entrata e distesa sia su c.so Porta Reno sia su via Gobetti, d’estate aperta fino a mezzanotte. «Così noi commercianti diamo il nostro contributo – dicono – ma il Comune dovrebbe mettere telecamere, giochi per bambini, e le forze dell’ordine sorvegliare di più».

Per Ravegnani (Racchetta) bisognerebbe fare un’unica corsia e un mercatino di piante e fiori, idea condivisa anche da Mauro Occhiali (Arredo 2). Poi sotterrare i bidoni, e pulire e ristrutturare i porticati. Per Marzola (Spazio Zero) il Comune dovrebbe obbligare gli esercenti ad aprire i retri su via Gobetti. Infine, per Gobbetti (La Parisienne) dovrebbe mettere delle telecamere: «noi da parte nostra – ci spiega – teniamo le luci accese fino all’una di notte».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 luglio 2016

A Portomaggiore consigli contro truffe e ladri e interventi per la sicurezza

13 Giu
Minarelli e Rapino

Il Sindaco Nicola Minarelli e il Comandante dei Carabinieri Magg. Roberto Rapino

Tanti consigli a persone anziane, e non solo, per evitare furti e truffe e un programma di interventi per la sicurezza per il Comune di Portomaggiore e l’Unione Valli e Delizie. Questi i due ambiti dell’incontro svoltosi ieri alle 15 nel Teatro parrocchiale Smeraldo. Un evento al quale han partecipato il Sindaco Nicola Minarelli, l’Assessore Giovanni Tavassi, il Comandante dei Carabinieri Roberto Rapino e Valerio Boldrini della Polizia Municipale. Dopo la proiezione di un video con una truffa simulata ai danni di un anziano, Rapino ha dato utili consigli contro i truffatori, che spesso approfittano della solitudine degli anziani e, fingendosi tecnici del gas o dell’INPS, o di chiedere indicazioni stradali, compiono truffe o furti di oggetti in oro o contanti. È importante quindi essere diffidenti, chiamare subito il 112 (che diventerà il numero unico d’emergenza europeo),  mantenere (per eventuale aiuto) buoni rapporti di vicinato, installare un sistema d’allarme ed essere riservati sul possesso di oggetti di valore. Inoltre, attenzione anche ai finti incidenti stradali e ai finti carabinieri. Infine, il Sindaco Minarelli ha elencato le iniziative in cantiere. Si va dalla Municipale, unificata a livello di Unione e disponibile anche nel terzo turno serale, a due bandi, per commercianti e residenze, con contributi per l’installazione di sistemi d’allarme. Infine, vi sarà la possibilità di stipulare un’assicurazione, a prezzi calmierati, contro furti e truffe, e l’installazione di molte telecamere nel territorio comunale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 giugno 2015

Masi Torello saluta un nuovo cittadino italiano

7 Mar

Cittadinanza a marocchinoIeri Bouselmi Faouzi ha ricevuto la cittadinanza dal sindaco Riccardo Bizzarri, che lo ha definito “onesto lavoratore e membro di una famiglia esemplare”. “Sono contento soprattutto per i miei due figli”, ha detto emozionato Faouzi, che ha ricevuto dal primo cittadino una copia della Costituzione Italiana e una bandiera dell’Italia.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 marzo 2015