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Tutto il mondo in un taccuino: col Festival “Diari di Viaggio” arrivano i reporter del colore

5 Mag

Manifesto-webUn viaggio è un’esperienza personale che segna nel profondo il vissuto di chi lo compie. Ma può diventare anche un’esperienza condivisa nella sua bellezza, e in questo l’arte, in diverse sue espressioni, rappresenta il mezzo ideale per veicolare l’anima del viaggiare. Da questa filosofia cinque anni fa a Ferrara è nata l’Associazione “Autori Diari di Viaggio”, che, come sua attività principale, ma non unica, ha l’organizzazione del Festival Diari di Viaggio, in programma da venerdì a domenica prossimi tra Palazzo della Racchetta, Palazzo Crema e la Galleria del Carbone. Attraverso mostre di carnettisti (da carnet, taccuino o libretto) da tutta Europa, conferenze, workshop per le scuole e non, incontri e due maratone, la nostra città diventerà la patria degli artisti viaggiatori

La 5° edizione del Festival, in programma a Palazzo della Racchetta (via Vaspergolo, 4), Palazzo Crema (via Cairoli, 13) e Galleria del Carbone (via del Carbone, 18/a), dal 2013 richiama da tutta Europa e non solo artisti e appassionati dell’arte di raccontare il viaggio attraverso l’uso dei codici dell’immagine e della parola.

Tante le mostre visitabili nei tre giorni dalle 9 alle 19: a Palazzo Racchetta, oltre alle varie collettive di carnet di viaggio e fotografia, vi sarà “Il viaggio dal punto di vista del fotografo paesaggista” di Andrea Burla, “Couchsurfers – Vivere il mondo viaggiando” di Simone Chiesa e Anna Luciani, “Buen camino peregrino” di Michele Pianeselli, “Černobyl 30 anni dopo” di Nicola Albanese, e “Around the Wall” di Danilo Malatesta. A Palazzo Crema, invece, “Intorno al verde stupore” di Stefano Faravelli, “Il Monferrato tra colline e risaie” di Lorenzo Dotti e “Tutti i segreti del volto umano” di Silvia Cariani. Infine, alla Galleria del Carbone da venerdì è possibile visitare “Ricordi” di Kjell Ekström. In mostra anche carnet storici di Giovanni e Vittorio Biasin.

Diversi anche i workshop: “Gli alberi, poemi scritti con le lettere di foglie” di Stefano Faravelli, “Tutti i segreti del volto – il ritratto” di Silvia Cariani, “Recenti wunderkammer, laboratorio di disegno naturalistico” di Lorenzo Dotti, “Occhiogioco, macchine per disegnare” di Maurizio Pizzo, “Smartphone Photography” di Giorgio Ranù, “Ferrara Social Landascape” a cura dell’Associazione Feedback, “Giochiamo a fare la carta” di Lorenzo Santoni, “Come usare la carta colorata…l’origami” di Maurizio Pizzo, “Disegniamo la città insieme” di Cedrine Bonami e Roberto Cariani. In programma anche sei conferenze con artisti ed esperti.

Abbiamo incontrato Riccardo Martinelli, Presidente dell’Associazione e tra gli organizzatori della rassegna.

In che cosa l’arte del racconto di viaggio trova la sua originalità?

Il carnettista si distingue soprattutto per un aspetto tecnico, in quanto non usa grandi tele ma album dove raccoglie più disegni, coi quali racconta il momento che vive, accompagnandolo spesso con altre tracce del suo viaggio – come può essere il biglietto del museo visitato o dell’autobus preso – e con testimonianze scritte.

Quando e come nascono l’Associazione e il Festival?

Cinque anni fa ci siamo incontrati io, Roberto Cariani, carnettista, Ernesto Sorghi, Paolo Volta, Lidia Moro e altri: vi era la necessità di dar vita a qualcosa che potesse essere significativo per la nostra città, una piccola chicca che merita di essere conosciuta. Nella prima edizione un posto centrale ce l’avevano gli sketchcrawler.

Quali sono le novità rilevanti di questa 5° edizione?

Due su tutte: una bravissima carnettista ferrarese in mostra, Silvia Cariani, e la presenza di molti giovani tra gli artisti.

Nel programma di quest’anno spiccano due maratone…

Sì, rappresentano per Ferrara un’occasione unica per farsi conoscere: vi parteciperanno persone da tutta Europa, che avranno l’opportunità di conoscere la città e di rappresentarla, per poi veicolarla nei loro Paesi d’origine. Vi saranno una circa 70 partecipanti dall’estero, per un totale di circa 300 iscritti. La prima maratona, “La Ferrara nascosta”, la guida Paolo Volta, ed è dedicata alle piccole specificità di Ferrara. L’altra, “La Ferrara bassaniana”, è organizzata insieme a Fondazione Carife e ad Archè, con Silvana Onofri che farà da Cicerone.

Un’attenzione particolare il Festival la rivolge agli studenti…

Quest’anno abbiamo lavorato tantissimo per le scuole, nei percorsi guidati, e con i worskhop, come quello di Maurizio Pozzi dedicato all’origami.

Perché la scelta di omaggiare Iliprandi attraverso il Festival?

Iliprandi, morto lo scorso settembre a 91 anni, è stato un importante designer, e il nostro ispiratore per il nostro Festival fin dalla 1° edizione. Lo ricordiamo inserendo un suo disegno sull’Africa nel manifesto della manifestazione, e allestendo una sua personale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 maggio 2017

 

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Musica e cinema, miei articoli sul sito de la Nuova Ferrara (21, 22 e 23 marzo 2017)

23 Mar

Via Gobetti, chiusi i negozi spuntano spaccio e risse

4 Lug

Qui l’articolo sul sito de la Nuova Ferrara

Il palazzo abbandonatoLe testimonianze dei commercianti che non hanno abbassato la serranda: «Noi ci impegniamo nella riqualificazione, ma il Comune deve aiutarci»

Spaccio, risse, vetrine chiuse nel cuore di Ferrara. Ma anche la volontà di riqualificare. Abbiamo incontrato i commercianti di via Gobetti per fare il punto della situazione, tra denuncia e proposta.

IL DEGRADO

Enrico Ravegnani del Palazzo della Racchetta ci spiega come nel palazzo che accoglie Douglas (di proprietà della milanese Salleh srl, società in liquidazione), dal lato Gobetti sia rimasta solo questa profumeria: per l’abbandono i piccioni entrano dalle bocche dell’aria condizionata. «Lì nel porticato del palazzo, dove una volta c’era l’entrata, ci sono spacciatori, drogati, barboni con cani: ho trovato escrementi sia animali sia umani». Giuseppe Botti (Giuseppe Parrucchieri) ci spiega come l’entrata del palazzo sia stata sprangata «perché anni fa avevano provato a occuparlo abusivamente».

Nell’angolo del porticato dietro Cloister c’è l’entrata dell’altro palazzo con studi di notai e avvocati: qui è installata una telecamera, perché più volte hanno cercato di sfondare la porta. Alessandro Davi ed Erika Grandi (Cloister) raccontano di aver visto spacciare nell’angolo del palazzo di Douglas anche alle 5 del pomeriggio.

Graziella Gobbetti (La Parisienne) invece ci dice di aver installato l’allarme, non telecamere, e di ricordare diverse risse. Ad alcuni anni fa risale il furto ai suoi danni, come anche il tentativo di forzare la porta di Baia (Riccardo Gavagna) su via Gobetti. C’è poi il ricordo di alcuni stranieri che appoggiavano la droga su una delle saracinesche di un negozio qui a fianco, per venderla di nascosto.

Dario Zerbinati (Pasticceria Da Dario) racconta di come due settimane fa ha visto giovani spacciare davanti il retro della pasticceria su via Gobetti. «Alcune volte è capitato che di mattino alcuni miei dipendenti venissero importunati mentre andavano a buttare la spazzatura: le bariste hanno paura quando la sera devono chiudere».

COME RIQUALIFICARE

Per Davi e Grandi (Cloister) le maggiori cause di degrado sono la presenza di vetrine oscurate, i troppi bidoni e le automobili. Oltre alla vendita di prodotti per capelli, al salone parrucchiere e alla galleria d’arte, Cloister a luglio inaugurerà l’ampliamento di quest’ultima e la prossima primavera a fianco un’enoteca. «Anche qui non metteremo serrande, non vogliamo barricarci, cedere alla paura», spiega Davi. «Ho chiesto al Comune di utilizzare il giardinetto dietro Douglas per risistemarlo con una distesa estiva».

Zerbinati e Guglielmo Trevisani (Da Dario) lo scorso 17 giugno a fianco la pasticceria hanno inaugurato una gelateria con entrata e distesa sia su c.so Porta Reno sia su via Gobetti, d’estate aperta fino a mezzanotte. «Così noi commercianti diamo il nostro contributo – dicono – ma il Comune dovrebbe mettere telecamere, giochi per bambini, e le forze dell’ordine sorvegliare di più».

Per Ravegnani (Racchetta) bisognerebbe fare un’unica corsia e un mercatino di piante e fiori, idea condivisa anche da Mauro Occhiali (Arredo 2). Poi sotterrare i bidoni, e pulire e ristrutturare i porticati. Per Marzola (Spazio Zero) il Comune dovrebbe obbligare gli esercenti ad aprire i retri su via Gobetti. Infine, per Gobbetti (La Parisienne) dovrebbe mettere delle telecamere: «noi da parte nostra – ci spiega – teniamo le luci accese fino all’una di notte».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 luglio 2016

«Valorizzare i giovani talenti». Michele Placido a Ferrara

5 Giu
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Da sinistra, Luca Severi, Michele Placido, Giovanni Labadessa, Maximilian Law e Alizè Latini

«Sono rimasto affascinato dal progetto di questo film, ispirato a quel personaggio straordinariamente contemporaneo che è Ulisse». Con queste parole Michele Placido ieri a Ferrara ha presentato il nuovo progetto cinematografico da lui co-prodotto e le cui riprese inizieranno fra tre settimane nella desolata area di Salton Sea, in California, un tempo luogo prediletto della Hollywood classica.

Per un evento come il Ferrara Film Festival, ideato e diretto da due giovani – Maximilian Law e Alizè Latini – si è scelto di chiamare una grande figura come Michele Placido per presentare un film, “Calipso”, ideato, scritto, girato e co-prodotto da alcuni giovani: Michelangelo Placido, figlio di Michele, con la casa di produzione Charlot srl, insieme allo sceneggiatore Giovanni Labadessa, e  Luca Severi, regista e co-produttore con la casa Ibiscus media  di cui è socio, quest’ultimi due al fianco di Placido ieri per la presentazione pubblica.  ll 26 giugno prenderanno avvio le riprese di questo film autofinanziato, ispirato alla storia immortale di Ulisse e Calipso, reinterpretata in chiave moderna, immaginando in particolare il periodo del rapporto non raccontato da Omero.

«Ero a Los Angeles con mio figlio Michelangelo – ha raccontato Placido – il quale mi ha parlato dell’idea di questo progetto, ideato con Severi e Labadessa. In un luogo ora abbandonato, ma che è stata zona privilegiata della Hollywood anni ’50, quindi in un’ambientazione del nuovo mondo verrà girata una storia del vecchissimo mondo». La riflessione di Michele Placido si è poi allargata al tema più generale, di fondo, della valorizzazione dei giovani talenti italiani del cinema. «Io mi farò da parte, perché rischierei di diventare ingombrante. Lascerò quindi la necessaria indipendenza artistica a questi ragazzi. Purtroppo in Italia la burocrazia uccide tante iniziative cinematografiche, soprattutto di giovani. Io invece mi auguro che questo film sia l’inizio  di un lungo viaggio, come quello di Ulisse, perché in giro vedo molte proposte come questa che vanno aiutate».

Un progetto «folle e molto ambizioso», come l’ha definito Labadessa, dunque, che nasce dalla sinergia di personalità differenti a cavallo tra l’Italia e la California, dall’esperienza e dalla passione di Placido (e, naturalmente, in parte dai suoi finanziamenti), e dal talento e l’intraprendenza di giovani registi, produttori e sceneggiatori italiani, emigrati negli Stati Uniti, che vogliono gettare ponti tra gli Usa e il nostro Paese, che è poi, anche, l’obiettivo del Ferrara Film Festival.

Luca Severi da sette anni vive e lavora proprio in California, a Los Angeles, come Giovanni Labadessa, Maximilian Law e Alizè Latini. Nel 2013 Severi ha girato un cortometraggio di poco più di un minuto, facente parte del film collettivo “Venice 70: Future Reloaded”, per i 70 anni della Biennale di Venezia, nel quale Placido parlava proprio del futuro del cinema italiano, spiegando la necessità e l’urgenza di dare futuro ai talenti italiani, soprattutto giovani. Una promessa mantenuta, dunque, la sua.

Placido è arrivato a Ferrara nella mattinata di ieri, ha pranzato al ristorante “Max” in Piazza della Repubblica. Nel pomeriggio, prima dell’dell’incontro pubblico, ha assistito al Cinema Apollo alla proiezione del corto “Scarner” dello stesso Severi. Stamattina ripartirà.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 giugno 2016

I dipinti di Natalia Lobes in mostra per il Ferrara Film Festival

2 Giu

Natalia Lobes è la talentuosa pittrice russa protagonista della mostra “I volti del cinema” esposta in occasione del Ferrara Film Festival fino a domenica 5 giugno.

L’esposizione, a cura di Enrico Ravegnani, è visitabile a Palazzo della Racchetta in via Vaspergolo dalle ore 10 alle 19, ingresso euro 3.

Andrea Musacci

I volti del cinema nelle tele di Miria Malandri

2 Giu

Il cinema di Antonioni (e non solo) rivive al Ferrara Film Festival grazie ai dipinti di Miria Malandri, nella personale “Gli occhi di Michelangelo Antonioni” esposta a Palazzo della Racchetta in via Vaspergolo in occasione del Ferrara Film Festival.

La mostra, curata da Archeo 900, è visitabile fino a domenica 5 dalle 10 alle 19, ingresso euro 3.

Andrea Musacci

Cinema e musica nelle opere pop di Possanza (in omaggio a Mimmo Rotella)

2 Giu

“Pop decollages” è il nome dell’esposizione delle opere di Fabio Possanza, in parete nel Palazzo della Racchetta di via Vaspergolo, fino a domenica 5 per il Ferrara Film Festival.

La mostra, organizzata da Archeo 900, è visitabile dalle ore 10 alle 19, ingresso euro 3.

Andrea Musacci