Viaggio tra i tesori nascosti del Museo Archeologico

16 Lug

Qui il video della visita al Museo –

A Ferrara l’ottanta per cento del patrimonio non è ancora accessibile al pubblico. La direttrice Desantis: «più eventi per farci conoscere anche fuori dalle mura»

generale_4Un vero e proprio museo nel museo, un deposito sterminato di reperti inventariati e conservati nei sotterranei e nel sottotetto del Museo Archeologico Nazionale, ospitato a Palazzo Costabili, detto di Ludovico il Moro, in via XX settembre a Ferrara. È una vera e propria avventura quella concessa dalla Direttrice Paola Desantis in esclusiva a la Nuova Ferrara, la possibilità di ammirare quei pezzi non esposti al pubblico, circa l’80% del patrimonio totale, un immenso museo nascosto, quasi 80.000 reperti tra vasi, anfore, oggetti di ogni tipo e ossa umane. È la stessa Desantis a usare una metafora calzante: «i depositi, non aperti al pubblico, sono come la cucina di un ristorante. Il cliente vede solo il piatto finito, non tutto il lavoro complesso che c’è dietro».

Il nostro viaggio nei luoghi segreti del Palazzo prende avvio dall’enorme sottotetto, diviso in diversi ambienti più o meno facilmente accessibili, e nei quali sono conservati gli oggetti rinvenuti nelle necropoli di Spina. Sono più di 4.000 le tombe scoperte nei due siti di Valle Trebba e Valle Pega fin dal 1922: solo i reperti appartenenti a poco più di 200 sepolcri sono esposti nelle sedici sale al piano nobile. I pezzi non esposti, conservati in armadi compattabili, sono inventariati seguendo innanzitutto una divisione per dossi (ad esempio, Valle Pega ne ha cinque), e quindi ulteriormente suddivisi per numero di tomba. Qui si possono ammirare vasi – funerari, cinerari e di altro tipo –, balsamari e anfore vinarie provenienti dall’isola di Chio. Autentici capolavori, quindi, come i vasi di ceramica a figure rosse su sfondo nero. Inoltre, negli armadi vi sono anche alcune aree speciali: le sezioni “sequestri”, pezzi confiscati ai cosiddetti tombaroli, i cui furti sono documentati fin dal ’22, e, seppur in misura minore, ancora oggi. Vi sono poi le sezioni degli “erratici” – materiali ritrovati nelle necropoli, ma non riconducibili a queste – e le sezioni “crateri”.

Nei sotterranei, invece, oltre a parti del settecentesco organo dell’adiacente ex chiesa di Sant’Apollonia, in fase di restauro, vi sono numerosi reperti provenienti da varie zone di Ferrara (ad esempio, da corso Giovecca, piazza Repubblica, via Boccacanale di Santo Stefano), oltre che da Cento, Pilastri, Argenta, Ariano Ferrarese, Comacchio (Bocca delle Menate), e dall’abitato di Spina. Infine, un accenno ai laboratori, dove è stata restaurata la maggior parte dei reperti e anche buona parte del migliaio di pezzi che, a partire dalla prossima primavera, verranno ospitati nel Museo Delta Antico dell’ex Ospedale degli Infermi a Comacchio. Nel nuovo Museo andrà, in prestito per un anno, anche un grande vaso, alto 91 cm., ritrovato a Valle Pega, ancora in fase di studio. Lo stesso verrà esposto anche nel Museo ferrarese a partire dal prossimo ferragosto.

Per concludere, la Desantis ci spiega come nei tre anni che le spettano alla guida del Museo intenda «continuare l’egregio lavoro di valorizzazione del patrimonio iniziato da chi mi ha preceduta, prima Fede Berti, poi Caterina Cornelio. Dobbiamo fare più eventi e maggiore pubblicità al museo, per attirare soprattutto più persone da fuori Ferrara». Al netto dei problemi di personale (servirebbero più tecnici e amministrativi), le idee non mancano: tra queste, una rivalorizzazione della biblioteca, i lavori sul labirinto e sul giardino, la possibilità di assegnare i loggiati per feste di matrimoni, alcune sale in appalto per servizi di caffetteria e ristorazione, la rivalorizzazione di alcuni ambienti a scopo didattico e la pulizia del cortiletto interno.


LA SEDE

Il cinquecentesco palazzo – tradizionalmente attribuito a Ludovico Sforza detto “il Moro”, ma che in realtà appartenne al suo segretario Antonio Costabili – fu ideato da Biagio Rossetti. In questa sede il Museo Archeologico Nazionale fu inaugurato, col nome di “Regio Museo di Spina”, il 20 ottobre 1935. Risale al 1922 l’eccezionale scoperta della necropoli di Valle Trebba e al 1924 l’istituzione della Soprintendenza alle Antichità dell’Emilia e della Romagna. Fu il primo soprintendente, Salvatore Aurigemma, ad impegnarsi per far nascere un Museo che accogliesse i numerosi ritrovamenti. Il Museo, riallestito nel 1970, fu chiuso alla fine degli anni ‘80 per una completa ristrutturazione del palazzo, e riaprì al pubblico nel 1997 con sei nuove sale, mentre nel 2007 sono stati inaugurati, sempre al piano nobile, altri otto ambienti.

Al piano terra del Palazzo, oltre all’abitato di Spina, si trova la Sala del Tesoro, decorata da Benvenuto Tisi, la Sala degli Stucchi (proprio in questi giorni ripulita), la Sala dei Profeti e delle Sibille, la Sala con le storie di Giuseppe e la Sala Piroghe. Al piano nobile, invece, sono conservati reperti della necropoli di Spina: quindici le sale, tra cui la suggestiva Sala degli Ori, oltre alla Sala delle Carte Geografiche, dipinta nel 1935, una sala studio, un’area didattica ed espositiva, e una cappella, piccolo gioiello cinquecentesco.

Andrea Musacci

Pubblicati su la Nuova Ferrara il 16 luglio 2016

“Le serate della balena”, alla scoperta dei magnifici cetacei

14 Lug

mustorianatu_intQuesta alle 21 al Museo di Storia Naturale di Ferrara (in via De Pisis, 24) avrà luogo il primo dei cinque appuntamenti serali per esplorare il mondo dei cetacei tra letture, musica, immagini, giochi e visite guidate. A proporli è il Museo civico che con “Le serate della balena” intende approfondire i temi della mostra “Pesci? No Grazie siamo Mammiferi” visitabile fino a giugno 2017.

Stasera si parte con “Di balene, sogni e altri abissi”, letture di Marcello Brondi e musica degli allievi del Conservatorio G. Frescobaldi. Queste le letture scelte per la serata: S. Mazzotti, da “Esploratori perduti. Storie dimenticate di naturalisti italiani di fine Ottocento”; H. Melville – Giona nel ventre della balena, Il racconto di padre Mapple, da “Moby Dick”; C. Collodi – Babbino, babbino! Pinocchio e Geppetto nella pancia della balena, da “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”; R. Kipling – Come fece la balena ad avere la gola che ha, da “Storie proprio così”; H. Selby jr – Di balene e sogni, da “Canto della neve silenziosa”; S. Benni – Matu Maloa, da “Il bar sotto il mare”. Il prossimo appuntamento si terrà giovedì 28 luglio.

La rassegna, che si concluderà il prossimo 9 settembre, è organizzata dal museo stesso in collaborazione con il Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, l’associazione Didò, Ferrara Off e l’associazione Gruppo del Tasso. Tutte le serate, tranne quella del 4 agosto, sono a ingresso libero e gratuito.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 luglio 2016

Geometrie e inquietudini: tra astratto e informale, la prima mostra del Ferrara Art Festival

13 Lug

Qui sotto le immagini della mostra.

Lunedì ha preso avvio la terza edizione del Ferrara Art Festival, rassegna di mostre, musica e letteratura ideata da Virgilio Patarini di Zamenhof Art. Nuova sede per il Festival, che non sarà più, come per le edizioni del 2014 e del 2015, ospitata nel Palazzo della Racchetta, ma nelle Grotte del Boldini in via Previati, 18.

Per quanto riguarda l’ambito espositivo, si potranno ammirare le opere di 30 artisti contemporanei suddivisi in due mostre. Fino al 21 luglio è possibile visitare la collettiva dal titolo “Tra ragione e sentimento. Dall’Astratto Geometrico all’Informale”, a cura dello stesso Patarini. Una vera boccata d’aria fresca “informale” per la città di Ferrara, purtroppo poco propensa alla valorizzazione di questo approccio pittorico.

In esposizione opere di Giovanni Basso, Alberto Besson, Marco Bozzini, Mark Cattaneo, Liana Citerni, Raffaele De Francesco, Bruno De Santi, Claudio Fazzini, Carlo Fontanella, Michelle Hold, Ezio Mazzella, Elena Schellino, Lyudmilla Vasilieva, Rita Vitaloni. Dal 22 al 31 luglio, invece, sarà visitabile la collettiva “Trans-figurazione”.

Andrea Musacci

 

Caselli Nirmal, ecco le immagini della nuova mostra

13 Lug

“Atelier” è il nome della personale del noto fotografo ferrarese Marco Caselli Nirmal, visitabile fino al prossimo 31 luglio (dalle 9 alle 19.30, esclusa la domenica) nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45.

Qui le immagini dell’esposizione.

Andrea Musacci

Hotel San Paolo, immagini delle opere di Ganzaroli e Marescotti

13 Lug

Domenica pomeriggio nell’Hotel San Paolo di Ferrara (in via Baluardi, 9) ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra intitolata “Misteri e peccati del mare” dell’artista Marco Marescotti. L’esposizione si affianca alle opere di Maurizio Ganzaroli. Infatti, l’Hotel è la prima struttura alberghiera della città a ospitare una mostra personale permanente contemporanea, appunto di Ganzaroli, con 50 quadri e tre installazioni. Ora ha deciso di allargare i propri spazi espositivi al piano terra con altre due sale: la prima contiene altre tele di Ganzaroli, mentre l’altra accoglie opere dell’artista Marco Marescotti, ispirate appunto al tema del mare.

Le opere di Ganzaroli in mostra – un espressionismo con accenni alla Pop Art e alle avanguardie – provengono da diversi progetti: “Popsessantaquaranta”, “Terre tuttora inviolate”, “Sons of the Silent Age”, “Mozzafiato” e “Mozzafiato 2”.

Le due mostre si possono visitare, a ingresso libero e gratuito, tutti i giorni dalle ore 8 alle 22.

Andrea Musacci

Bassani e Borges uniti dal Ferrara Teatro Off

13 Lug

indexQual è il legame tra Giorgio Bassani e Jorge Luis Borges? La “Biblioteca itinerante di letteratura” organizzata da Ferrara Teatro Off prevede una serie di appuntamenti con la lettura parziale o integrale a puntate dei romanzi diffusi e pubblicati dallo scrittore ferrarese per “Botteghe Oscure” e Feltrinelli. “L’Aleph” di Borges, pubblicato in Argentina nel 1949, esce per la prima volta in Italia nel 1961 edito Feltrinelli, per cui Bassani è responsabile della collana intitolata “Biblioteca di letteratura”. Domani alle 21 nella Palazzina Marfisa d’Este in c.so Giovecca, 170 andrà in scena il noto libro di racconti dello scrittore argentino, con Stefano Detassis e Maura Pettorruso.

“L’Aleph” è un libro di racconti, pubblicato per la prima volta in Argentina nel 1949, basato su concetti cari a Borges: il dolore, il destino, la pazzia, la morte, il tempo, la personalità e il suo sdoppiamento. A dare voce alle parole di Borges saranno due attori della compagnia TrentoSpettacoli, Stefano Detassis e Maura Pettorruso. La selezione dei racconti e l’ordine di lettura è, invece, pensato da Chiara Tarabotti, musicologa, insegnante all’Università di Milano-Bicocca. In occasione dello spettacolo l’ingresso alla Palazzina Marfisa d’Este è gratuito.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 luglio 2016

Ganzaroli e Marescotti in mostra all’Hotel San Paolo

11 Lug
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Un’opera di Maurizio Ganzaroli

Ieri alle 17 presso l’Hotel San Paolo di Ferrara (in via Baluardi, 9) ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra intitolata “Misteri e peccati del mare”. L’Hotel è la prima struttura alberghiera della città a ospitare una mostra personale permanente contemporanea, dell’artista Maurizio Ganzaroli, con 50 quadri e tre installazioni. Ora ha deciso di allargare i propri spazi espositivi al piano terra con altre due sale: la prima contiene altre tele di Ganzaroli, mentre l’altra accoglie opere dell’artista Marco Marescotti, ispirate appunto al tema del mare. Le sue tele eseguite con colori acrilici sono spesso raschiate dall’uso di una spugna abrasiva che toglie colore e lucentezza ai colori, per sottolineare la loro appartenenza al passato.

Andrea Musacci

Premio Vasto, in mostra con De Chirico e Sironi anche Franceschini e Goberti

11 Lug
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(foto di Flavia Franceschini)

Le opere di due artisti ferraresi, Flavia Franceschini e Gianfranco Goberti, da sabato sono in mostra a Vasto (CH) al fianco di maestri come Giorgio De Chirico, Mario Sironi, Ugo Attardi e Sandro Chia. Alle 18.30 nelle Scuderie di Palazzo Aragona in via Aragona, 26 ha inaugurato, infatti, la XLIX edizione del Premio Vasto di Arte Contemporanea, dal titolo “Archeologie a venire. Metamorfosi dell’antico e del classico nell’arte contemporanea italiana”, a cura di Silvia Pegoraro.

La mostra intende configurarsi come un viaggio nella complessa e articolata dimensione del “classicismo” e del dialogo con l’antico che si è andata sviluppando nell’opera di artisti italiani appartenenti a generazioni successive, tra il XX e il XXI secolo, dai primi decenni del Novecento fino ai più giovani. Questi gli artisti in parete: Franco Angeli, Ugo Attardi, Massimo Campigli, Pietro Cascella, Tommaso Cascella, Massimo Catalani, Luigi Cecinelli, Mario Ceroli, Sandro Chia, Fabrizio Clerici, Giorgio De Chirico, Stefano Di Stasio, Luca Farina, Tano Festa, Flavia Franceschini, Cesare Giuliani, Gianfranco Goberti, Angela Maltoni, Marino Marini, Giuseppe Modica, Simone Pellegrini, Stefano Piali, Vettor Pisani, Eros Renzetti, Ruggero Savinio, Mario Sironi.

La mostra è sotto il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero della Pubblica Istruzione e della Regione Abruzzo, e rimarrà aperta fino al 23 ottobre a ingresso gratuito.

Andrea Musacci

Al via il Ferrara Art Festival, rassegna di arte, musica e letteratura

11 Lug
Bozzini, Attese

“Attese”, Marco Bozzini

Nuova sede e tante novità per il Ferrara Art Festival, rassegna di mostre, musica e letteratura ideata da Virgilio Patarini di Zamenhof Art, che inaugura oggi la terza edizione. Innanzitutto il luogo, che non sarà, come per le edizioni del 2014 e del 2015 il Palazzo della Racchetta, ma le Grotte del Boldini in via Previati, 18.

La prima parte del Festival, intitolata “Underground Art Festival” avrà luogo da oggi fino al 31 luglio, con anche anteprime o “appendici” a Venezia e Milano. In queste prime tre settimane si potranno ammirare le opere di 30 artisti contemporanei suddivisi in due mostre, assistere alle esibizioni di musicisti in sei serate, e alle presentazioni di quattro libri appena editi.

Per quanto riguarda le esposizioni artistiche, da oggi al 21 luglio sarà possibile visitare la collettiva dal titolo “Tra ragione e sentimento. Dall’Astratto Geometrico all’Informale”, a cura dello stesso Patarini. In esposizione opere di Giovanni Basso, Alberto Besson, Marco Bozzini, Mark Cattaneo, Liana Citerni, Raffaele De Francesco, Bruno De Santi, Claudio Fazzini, Carlo Fontanella, Michelle Hold, Ezio Mazzella, Elena Schellino, Lyudmilla Vasilieva, Rita Vitaloni. In mostra opere che vanno da una razionalità di strutture compositive di matrice geometrica a una ricchezza inquieta e fortemente emotiva di stesure cromatiche e materiche di matrice informale. Dal 22 al 31 luglio, invece, sarà visitabile la collettiva “Trans-figurazione”.

La parte letteraria, denominata “Aperitivo con l’autore”, a ingresso libero, parte venerdì 15 alle ore 19 con Matteo Bianchi e Carmelo Pistillo sui loro libri “La metà del letto” e “Perchè tu mi dici: poeta?”. Infine, per quanto riguarda i concerti (ingresso con tessera + 2 consumazioni: euro 7) si parte mercoledì 13 alle 21.30 con Davide Solfrini e “Uno e trio”. Venerdì 15, invece, stessa ora, sarà il turno di Gianni Venturi e Lucien Moreau con “Moloch”.

Tra le altre novità di questa prima parte del Festival, si segnala anche il cantautore mantovano Massimiliano Cranchi e la sua Cranchi Band, la band ferrarese dei Kozmic Floor (anche se la sua leader, Silvia Zaniboni, aveva già suonato come “guest star” nella prima edizione) e la cantautrice veneziana Maria Novella dei Carraresi. Nel corso del Festival, poi, spazio anche a Loboloto, Enrico Cipollini, Giacomo Marighelli, Eraldo Baldini e al regista Tonino Zangardi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 luglio 2016

Arcobaleno 900: la ricostruzione inizia anche dalle opere d’arte

11 Lug
L'opera di Lucio Fontana

L’opera di Lucio Fontana in mostra a Cento

Un prezioso spaccato della pittura italiana tra gli anni ’40 e ‘60 del secolo scorso, come progetto di ricostruzione attiva nel lungo periodo post sisma, grazie ad artisti del calibro di Lucio Fontana (con un suo inconfondibile taglio), Renato Guttuso, Remo Brindisi e Giuseppe Capogrossi. Inaugurata lo scorso 20 maggio alla presenza del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, e visitabile fino al 17 luglio, la mostra collettiva “Arcobaleno 900” raccoglie nella Galleria d’Arte Moderna “Aroldo Bonzagni” di Cento (riaperta lo scorso 12 dicembre), opere della collezione centese e dipinti dalle collezioni statali spostate dallo scorso dicembre nella sede dell’ex-mattatoio restaurato dal MIBACT e messo a disposizione del Museo Nazionale d’Abruzzo (MUNDA) dal Comune de L’Aquila.

Un percorso nel cuore artistico novecentesco del nostro Paese, una mostra di respiro nazionale che testimonia i fermenti e le tendenze pittoriche a metà del secolo scorso. Nel Palazzo del Governatore sono 42 le opere in parete, di trenta artisti, che vanno dal 1945 al 1968, espressioni delle più svariate interpretazioni dell’arte figurativa, astratta e informale, dagli ultimi echi futuristi e cubisti alle tensioni tra astrattismo e figurazione, a volte cocenti all’interno delle stesse ricerche personali degli artisti. A riguardo, si confrontino, ad esempio, per Bruno Saetti, il realismo espressionista de “Il pescatore” del 1949 e l’approccio astratto del “Sole sul grigio” del 1968, o l’evoluzione astrattista di Giuseppe Capogrossi, dal “Paesaggio” del 1950 alla “Superficie XXX” del 1962, o ancora le tensioni tra astrattismo e informale nella produzione di Enrico Paulucci. Oltre alla già accennata opera di Fontana, “Concetto spaziale (Attesa anno 2022)” del 1959-1960, segnaliamo la “Foresta” (1949) di Renato Guttuso e le due opere dell’unico ferrarese presente (seppur d’adozione), Remo Brindisi: il neocubismo dei “Pastori” del 1950 circa, e la “Nuova figurazione” de “L’uomo dell’abisso” (fine anni ’50-inizio ’60). Tra le opere in parete provenienti dalla collezione aquilana segnaliamo anche “Donne” di Pompeo Borra (1949), “Composizione” di Mino Maccari (1950), e “Natura morta con carote, bottiglia e rape” di Mario Mafai (1954). Tra quelle, invece, della collezione centese, “In memoria di Aroldo Bonzagni” di Mino Maccari (s.d.), “Pionieri a Pechino davanti al tempio del cielo” di Aligi Sassu (1957), “Fiori secchi” di Ennio Morlotti (1960), “Nudo” di Pietro Annigoni (1963) e “Figura femminile con toro” di Salvatore Fiume (fine anni ’50-inizio ’60).

Il catalogo raccoglie interventi dei due curatori, Fausto Gozzi, Direttore della Galleria centese, e Lucia Arbace, Direttore del Polo Museale dell’Abruzzo, oltre che di Claudia Tassinari, ex Assessore alla Cultura, dell’ex Sindaco Piero Lodi, e, per quanto riguarda L’Aquila, del Sindaco Massimo Cialente e dell’Assessore Maurizio Capri. Ricordiamo che lo scorso agosto, in occasione della 721° Perdonanza Celestiniana, le due città hanno sottoscritto un Patto di Gemellaggio, che nei prossimi mesi proseguirà con una mostra del Guercino nel MUNDA de L’Aquila, insieme a opere di Mattia Preti.

Infine, nel percorso espositivo all’interno della Galleria sono presenti anche una piccola esposizione fotografica che racconta il territorio della città abruzzese, e, ai piani superiori dell’edificio, la mostra antologica di Enzo Minarelli, “Il Peso delle Parole. Opere visuali 1974-2016”, a cura di Valerio Dehò. Le mostre rimarranno aperte venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 luglio 2016