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“È aria, fiato che scorre”. Dialogo su male e perdono tra un uomo e una donna

22 Giu

di Andrea Musacci

Interno maledetto e buio di città o campagna, d’Occidente od Oriente.

Lei è riversa sul famigliare pavimento di casa.

Tra polveri d’infamia si spiana l’immagine della sua agonia.

Lui è già lontano ma non fugge, il rimorso è una tenaglia.

Soffoca l’aria sui suoi piedi di sangue.

Passato (Lietezza)

LEI: Le tue mani con un rosso vestito in dono

Suggello di bellezza e fedeltà che libera lieve

Davi ai miei sogni occhi, capelli, denti e mani

Mani che m’accarezzavano le mani, che segnavano. Mani che mi prendevano.

LUI: Il tuo grembo, madre

Le tue mani, amica

I tuoi occhi erano guida

Le tue cosce, amante

Le tue dita, ladre.

Presente (Morte)

LEI: Ora, mani che senza onta lontano mi trascinano

Di vermiglio ricopri le mie membra

Di un sangue senza appello

Ho visto spade e malefici serpenti, non le delicate tue dita

Non il tuo palmo fiero, ma una fiera indicibile.

LUI: Ora che il torpore domina in te

Maledice i miei rimorsi

Irride le mie deboli ammissioni

Elucubra nel ghigno sulla mia condanna

No! anche ora proietto il mio male su di te

Nessun senso di colpa:

Questa è la mia condanna.

Presente (Rimorso)

LUI: Ora perdona e redimi, ora che non sei più

E molto più puoi

Quest’istante che s’eterna

S’attorciglia torcendo il mio respiro:

Questa non può essere la mia condanna.

LEI: Ora mi afferri senza peso

Senza carne prendo corpo nei tuoi pensieri

Ora la mia pena è nel non aver implorato

Non aver pregato Te, inginocchiata e mai sola.

Avvenire (Perdono)

LUI: È già espiazione, è finalmente espiazione

Per tramite tuo respiro senza tempo

È aria, fiato che scorre

Sono carne che vibra di Te.

LEI: È ora di nuovo un giorno pieno

Tramite me lui Ti prega

In Te è mondato nella prova del mondo

È aria, fiato che scorre

Sono anima che vibra in Te.


galleria-del-carboneQuesto testo è stato letto lo scorso 6 giugno da Nerio e Daniela (de “Il Patio dei Poeti” di Bondeno) nella Galleria del Carbone (in Via del Carbone, 18/a a Ferrara) per la mostra “Mozzafiato 2. Storie di ordinaria violenza”, dedicata al tema della violenza sulle donne.

Collettiva “Mozzafiato 2”, continuano gli appuntamenti

24 Mag

Mozzafiato CarboneProseguono i molti eventi legati alla collettiva “Mozzafiato 2”, visitabile fino al 7 giugno in quattro luoghi d’arte: Galleria del Carbone (via del Carbone, 18/a), Studio Carmelino di Flavia Franceschini (via Carmelino, 15), Studio Art Melograno (via della Paglia, 35/a) e Studio d’arte di Tiberio Savonuzzi (via Borgovado, 6). Ieri alle 21 sono stati proiettati i corti “Il tarlo” di Massimiliano Mattioni (Silos Production) e  “Il risveglio di Greta” di Andrea Filippini (FilipsVision).

Oggi alle 18, invece, verrà proiettato il fotoracconto di Pino Cosentino “Impronta di donna”, con musiche di Stefano Trevisani. A seguire, Rita Marconi leggerà alcune poesie tratte dalla sua silloge “D  come donna – Figure di donna in poesia”. Ricordiamo che tre sue poesie accompagnano in parete le opere di Alberta Grilanda. Infine, domani alle 21 vi sono le “Pratiche di Abbraccio” guidate da Marco Maretti ed Elisa Mucchi, con interventi di Elisabetta Bianca.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 maggio 2015

“Storie di ordinaria violenza” in quattro spazi artistici cittadini

18 Mag

Da visitare la mostra “Mozzafiato 2” tra arte, musica e cultura

Un momento dell'inaugurazione allo Studio Art Melograno

Un momento dell’inaugurazione allo Studio Art Melograno

Sono pungoli nei nostri cuori, nelle nostre coscienze le tante opere della collettiva “Mozzafiato. Storie di ordinaria violenza”, inaugurata sabato alle 18. La mostra fa parte del progetto “Violenza di genere e rete locale” promosso dal Comune di Ferrara con Movimento Nonviolento, Centro Donna Giustizia, Centro di Ascolto per Uomini Maltrattanti e Accademia d’Arte Città di Ferrara, e vede come sedi espositive Galleria del Carbone (via del Carbone, 18/a), Studio Carmelino di Flavia Franceschini (via Carmelino, 15/17), Studio Art Melograno (via della Paglia, 35/a) e Studio d’arte di Tiberio Savonuzzi (via Borgovado, 6). “Mi hanno tagliato le labbra” è il grido che non lascia indifferenti, una maschera da indossare, le mani legate, la fragilità dei tanti volti di donna, spesso costretti a essere coperti, lacrimanti. Al Carbone alle 19.30 si è svolta la performance “Agony” di Luisa Denti e Federico Bologna, mentre alle 21.30 l’esibizione di “Re Cane e Suo Marito”. Ieri alle 18, invece, live soul e jazz di Barbara Felisatti (voce), Silvia Cariani (voce), Oleg Alessandro Andreatti (sax), Stefano Mandrioli (sax), Andrea Pieragnoli (chitarra) e Aldo De Lisio (basso).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 maggio 2015