Tag Archives: Lucia Boni

Quelle sere d’estate insieme a Dante

17 Giu

Fino al 3 luglio nella Piazza del Carbone di Ferrara, le “Letture Dantesche”: Ruben Garbellini commenta e legge i primi cinque canti dell’Inferno della “Divina Commedia”, oltre a una serata di musica e parole sulla “Vita Nova”

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUn percorso iniziatico attraverso la forza della parola poetica. Il viaggio di un’anima in un tortuoso cammino di redenzione. L’idea di renderlo lettura viva, pubblica, parola sempre nuova nel centro di Ferrara. La sera di venerdì 14 giugno si è svolta la prima delle “Letture Dantesche”, sei appuntamenti estivi organizzati dalla Galleria del Carbone, in collaborazione con la Società Dante Alighieri, in programma fino al prossimo 3 luglio. Protagonista e ideatore è Ruben Garbellini che, proprio nella piazza del Carbone sulla quale affaccia la Galleria, commenterà e leggerà i primi cinque canti dell’Inferno della “Divina Commedia” e alcuni passi della “Vita Nova” del poeta fiorentino. E’ stato Paolo Volta, direttore artistico della Galleria, a chiedere a Garbellini, moderno “cantastorie” innamorato di Parigi, di portare queste letture in una delle piazzette più suggestive della città, tra l’altro proprio di fronte alla facciata dell’ex chiesa di San Giacomo, ora sconsacrata, costruita nell’XI secolo in stile romanico e, si narra – per rimanere nell’ambito del mistero, anche esoterico -, che accoglie le spoglie mortali di Ugo dei Pagani, fondatore dell’Ordine dei Templari. A cavallo tra le sacre rappresentazioni del passato, che si svolgevano anche sui sagrati delle chiese, e il “teatro povero” di Grotowski, questo “atto popolare” assume, poi, un’attrattiva ancor più particolare nella città degli “artisti di strada”. Le Letture Dantesche nascono in realtà nel 2015 – in occasione dell’anniversario della nascita del Sommo Poeta (1265) – in vari ambienti storici della città (Palazzo Scroffa, Palazzina di Marfisa d’Este), parallelamente alle letture per le celebrazioni ariostesche, entrambe tenute da Garbellini. Due anni dopo, nel 2017, quest’ultimo decide di proseguire il teatro della parola dantesca, poi eseguito anche in altri luoghi di Ferrara, come Palazzo Bonacossi e la Sala dell’Arengo nel Palazzo Municipale. Il “viaggio dantesco” riprenderà poi dal prossimo autunno e perlomeno fino al 2021, anniversario della morte del divino poeta, toccando, inizialmente, diverse località in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Ma perché impegnare tempo e risorse per declamare versi che oggi possono risultare scontati, rimasticati, o provocare ricordi noiosi fin da gli anni del Liceo? “Perché anche i non specialisti possono iniziare a riconsiderare Dante e la ’Divina Commedia’ ”, ha spiegato venerdì Garbellini davanti a una 40ina di persone. “C’è bisogno di un ritorno all’oralità, alla lettura ad alta voce”, ha proseguito. “Dante, in particolare, si presta molto a essere udito, la sua ‘Commedia’ è una grande messa in scena, funziona molto bene come teatro”. Parlare di Dante e della sua opera significa, per Garbellini, “parlare di tutto l’universo”: religioso, teologico e al tempo stesso del mondo greco-romano. Quest’ultimo, “Dante lo travasa, lo trasforma e lo rende vivo”, anche grazie al fatto che scrive in volgare fiorentino, una “lingua del reale”. Insomma, una scelta come questa, che può apparire bizzarra, controcorrente, per Garbellini è anzi “necessaria”: “c’è bisogno di nutrimento dell’anima contro le barbarie della nostra società, il mondo ha bisogno di poesia, di arte e di bello. La bellezza dei suoi versi è davvero salvamento”.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 21 giugno 2019

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La natura materna in mostra

17 Giu

Fino al 30 giugno nella Galleria del Carbone è visitabile la mostra “Fili di speranza” di Federica Tartari

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“Fili di Speranza” è il titolo della prima personale di Federica Tartari, inaugurata alla Galleria del Carbone di Ferrara il 15 giugno scorso. Visitabile fino al prossimo 30 giugno, la mostra raccoglie dodici opere in terracotta smaltata o raku di medie e piccole dimensioni dell’artista ceramista (architetto di professione). Scrive lei stessa a riguardo: “le mie figure femminili nascono dalla terra, dalla natura, dallo spirito materno racchiuso in ogni donna; loro accolgono, nutrono, guidano, accompagnano, invocano con totale abnegazione e gratuità l’umanità delusa e la natura offesa. Rappresentano per me la necessità di trovare, anche nelle situazioni più difficili e buie, un margine di speranza, un’ancora di salvezza e una spalla su cui poter piangere”. La natura, di cui l’umanità stessa è parte, è dunque, nelle opere di Tartari, sostegno e relazione, incanto primordiale: la sua è un’ecologia pura, intesa nel senso profondo del termine come discorso estetico sulla comune “casa”, su quel nido dov’è possibile l’incontro, la costruzione di un legame, la generazione e la ricerca “insieme” – come scrive Lucia Boni nel testo di presentazione – del “senso di una verità sulla vita”. La mostra – accompagnata da un testo di presentazione di Lucia Boni, e con anche un omaggio a S. Giorgio e il drago – ha il patrocinio del Comune di Ferrara ed è visitabile nei seguenti orari: dal mercoledì al venerdì dalle ore 17 alle 20; sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20; lunedì e martedì chiuso.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 21 giugno 2019

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“Compianto laico”: la nuova mostra alla Galleria del Carbone

15 Dic

3“Compianto laico”: questo il titolo della nuova proposta espositiva della Galleria del Carbone di Ferrara. La personale dello scultore Denis Raccanelli inaugura oggi, sabato 15, alle ore 18, nella sede di vicolo del Carbone, 18/a, con presentazione di Lucia Boni. L’artista torna, a distanza di un anno, nel nostro territorio: nel novembre 2017 ha, infatti, inaugurato la sua personale “Lo Specchio d’Argilla” nella Pinacoteca Civica di Bondeno.
Il titolo della mostra al Carbone richiama inevitabilmente un immaginario religioso, cristico, e, in ambito artistico, diverse opere quali il gruppo in terracotta di Niccolò dell’Arca nella chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna e il Compianto sul Cristo morto di Guido Mazzoni nella Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi a Napoli. Anche il nostro territorio ospita alcune opere di questo tipo: nella Pinacoteca Civica di Cento un legno del XV secolo, di artista ignoto, mentre a Ferrara il gruppo in terracotta del Mazzoni (1485) nella chiesa del Gesù di via Borgoleoni, e, nel Monastero di S. Antonio in Polesine, una terracotta di autore ignoto. L’intento del Raccanelli è forse simile, ma diverso l’approccio: non sceglie richiami e simboli sacri, ma “laicamente” affronta – come scrive la Boni nella presentazione – “il senso della compassione, il senso del ‘patire’ insieme, per capire l’altro. Si viene subitaneamente coinvolti da una condizione Umana”. E ancora, “i personaggi di questo teatro non hanno facce deformate, occhi spalancati, mani che coprono gli occhi, ma drappi o abiti consunti che dialogano con le figure e occupano la scena, quasi fossero individui altri.
Esistenze fatte di umori, atmosfere, tensioni tutte interiori. Un mondo che esige cordoglio, dolore collettivo. Un possibile riscatto? Il nostro ascolto”.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Nuova Ferrara” il 15 dicembre 2018

“Oltre lo sguardo, più in fondo, più lontano”: “Custode di dune” di Lucia Boni

25 Nov

“Custode di dune” è il nome dell’ultima fatica letteraria di Lucia Boni, edita da Campanotto editore. La poetessa lo presenta il pomeriggio di domenica 25 novembre al MAF-Centro di documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese di San Bartolomeo (via Imperiale, 263).
Ambientato su una spiaggia di fine estate – periodo di nostalgia e di attesa, di sospensione attiva, quasi orante – tra lavoratori del mare e presenze impalpabili ma reali, il “dialogo per due voci in tre scene” di Boni è anche una riflessione sulla parola e sulla poesia (seppur, in questo caso, con una veste teatrale). Nel libro, le parole sono come frutti di mare da pescare, da setacciare, da “intellegere”, letteralmente, da “leggere dentro”, nel profondo, cercando, con le emozioni della ragione e con le ragioni del cuore, di dis-velarli. Un ritmo interiore, dunque, un andamento dell’anima affiora da queste pagine, e di conseguenza l’unico “metodo” (se di metodo si può parlare) per affrontare questo testo, è di abbandonare quanto più possibile la ricerca di una “logica apparente”. “Qualora si riescano a trovare le parole più giuste, perfette, insostituibili – scrive lei stessa -, ciò che si comunica non rivela mai tutto di sé, resta comunque una parte inesprimibile e misteriosa”. E Lucia Boni sembra sfidare il lettore portando il suo ermetismo quasi all’estremo. Ma, non si dimentichi, la poesia non ha le leggi di altre forme comunicative, non deve dimostrare o convincere, ma cambiare lo sguardo dell’interlocutore, accompagnandolo nella sua stessa interiorità, spronandolo a mettere a fuoco ciò che non lo è, “oltre lo sguardo, più in fondo, più lontano”.
Il pomeriggio al MAF, col titolo “La storia siamo noi. Quinto incontro dedicato al maestro Adriano Franceschini”, vede dalle 15, con introduzione di Gian Paolo Borghi, e prima della presentazione di “Custode di dune” a cura di Corrado Pocaterra, le relazioni di Silvia Villani (“Ebrei a Ferrara, una storia lunga otto secoli”) e Laura Graziani Secchieri (“Voci di donne ebree dalle carte di archivio e dai mattoni di Ferrara”).

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Nuova Ferrara” il 25 novembre 2018

Bellezza e morte: il petrolio nelle opere di Mery Godigna Collet

24 Mar

Il petrolio come materia nuda da modellare, da trasformare in bellezza, oppure come demone che invade, esplode, inghiottendo tutto.

Nemico nefasto della natura, eppure, esso stesso, profondamente natura, risorsa vitale per l’uomo.

“In-NATURA-le” è il titolo della nuova mostra personale dell’artista Mery Godigna Collet che espone, dallo scorso 19 marzo, nella Galleria del Carbone in via del Carbone, 18/a, a Ferrara. L’artista di origini venezuelane nell’ultimo periodo ha operato ad Austin, in Texas, e dunque, non a caso, tema della sua mostra è il petrolio, per riflettere su quanto sia labile il confine tra l’uso e l’abuso della natura.In mostra opere, realizzate con petrolio e pigmenti naturali – dal caldo rosso al blu glaciale – oltre ad alcune sfere gigantesche (per riflettere sull’abnorme utilizzo del petrolio nel nostro Paese e, più in generale, nei Paesi avanzati), e ad un video.

La rassegna sarà visitabile fino al prossimo 2 aprile dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Andrea Musacci

A Cloister oggi l’aperitivo letterario

15 Set

14199766_1448791321804804_593455044839966471_nTorna oggi nella Galleria d’arte Cloister il consueto appuntamento mensile con l’aperitivo letterario. In c.so Porta Reno, 45 alle ore 18.30 Lucia Boni presenterà e leggerà le proposte di lettura e riflessioni da lei curate, legate alla mostra “Ombre” di Paola Bonora, inaugurata lo scorso 6 settembre. L’evento di oggi ha il suggestivo titolo “Insolito giardino: proiezioni di verde con manico di bricco”.

La personale della Bonora è visitabile fino al 27 settembre dalle 9 alle 19.30, chiusa la domenica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 settembre 2016

 

Aperitivo letterario nella galleria Cloister

14 Set

14225514_1448791441804792_4795385409937495428_nTorna domani nella Galleria d’arte Cloister il consueto appuntamento mensile con l’aperitivo letterario. In c.so Porta Reno, 45 alle ore 18.30 Lucia Boni presenterà e leggerà le proposte di lettura e riflessioni da lei curate, legate alla mostra “Ombre” di Paola Bonora, inaugurata lo scorso 6 settembre. L’evento di domani ha il suggestivo titolo “Insolito giardino: proiezioni di verde con manico di bricco”.

La personale della Bonora è visitabile fino al 27 settembre dalle 9 alle 19.30, chiusa la domenica.

Andrea Musacci