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“Pentagona”, passeggiata artistica nei luoghi del sisma

3 Ott

amaducci berco

Un percorso attraverso i luoghi simboli del patrimonio storico della città colpiti dal sisma del 2012, in un connubio con le nuove forme del fare artistico. È questo il senso del progetto “Pentagona. Arte e critica dell’ultima generazione. Un percorso a Ferrara dopo il terremoto”.
Il percorso prevede cinque tappe dislocate nel centro cittadino, nel cuore pulsante di questa città ricca tanto di storia tanto di giovani potenzialità artistiche. Questi i cinque giovani artisti e le rispettive curatele e location delle opere: Andrea Amaducci, San Berco, a cura di Maria Livia Brunelli, scalinata della chiesa di San Paolo, Corso Porta Reno, 60; Ornaghi & Prestinarsi, Preoccuparsi, Cullare, Copiare, a cura di Massimo Marchetti, Palazzo Paradiso, Biblioteca Comunale Ariostea, via delle Scienze, 17; Luca Zarattini, Impalcatura, a cura di Eleonora Sole Travagli, sagrato della Chiesa di San Girolamo, Piazzetta Beato Giovanni da Tossignano; Silvia Venturi, Untitled, a cura di Maria Letizia Paiato, Palazzo Renata di Francia, Rettorato dell’Università degli studi di Ferrara, via Savonarola, 9; laCRUNA (Elisa Leonini, Silvia Sartori), Walk the Line, a cura di Elisa Leonini, Teatro Comunale, Corso Martiri della Libertà, 5.

Il progetto è stato inaugurato ieri alle 17.30 con la passeggiata storico-artistica nei cinque luoghi scelti. Prima dell’avvio, avvenuto davanti alla chiesa di San Paolo, vi è stata la presentazione dell’iniziativa e della prima installazione, di Andrea Amaducci, dedicata agli operai della Berco di Copparo.

La mostra sarà visibile dal 3 al 31 ottobre 2013, secondo gli orari di apertura dei singoli luoghi per quanto riguarda le opere in ambienti chiusi, ad eccezione dell’opera de laCRUNA al Teatro Comunale, che rimarrà esposta solo durante i giorni del festival “Internazionale a Ferrara”.

L’evento – progettato e coordinato da Gilberto Pellizzola – fa parte del progetto “Dentro le Mura”, realizzato nell’ambito di Creatività Giovanile, promosso e sostenuto dal Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 ottobre 2013

(foto di Maria Letizia Paiato – Facebook)

I simboli del sisma in centro storico

14 Apr

Ieri mattina ha destato molta curiosità tra gli avventori del centro storico l’installazione sui generis creata dalle ragazze e dai ragazzi di Art Kitchen, insieme agli studenti protagonisti del workshop “Estetica del disastro, etica del messaggio”, organizzato dall’associazione universitaria RUA. L’installazione ha riguardato la scelta di otto punti – via Mazzini, Galleria Matteotti, piazza Alberto Schiatti, via San Romano (due punti), piazza Savonarola, piazza Duomo e piazza Trento Trieste – segnati con centri concentrici e uniti tra loro con linee di gesso. Mattia Lonardi ci spiega come “abbiamo cercato alcuni punti legati ai temi del disagio odierno, e li abbiamo segnati come fossero epicentri, per  produrre dei significati tramite i quali interagire con la collettività.”. È così che ogni snodo è stato identificato con una parola chiave scritta sul selciato (“memoria”, “nudo”, ad esempio). Ad esempio il padimetro all’angolo tra Corso Martiri della Libertà e p.zza Savonarola è stato allestito con alcuni salvagente, il tema della crisi economica è stato affrontato in via Mazzini davanti al negozio “99 cent”, prossimo alla chiusura, oppure davanti alla chiesa di San Paolo su alcune macerie ancora abbandonate sono stati fatti simbolicamente fiorire alcuni fiori (“germinalità” come speranza). Alle ore 11 c’è stata invece una performance di Alessandra Paolicelli tra p.zza Trento e Trieste e p.zza Cattedrale: lei e un altro attore si sono distesi su dei “letti” per mimare il sonno, la quiete (lei stessa stanotte ha dormito, sola, in quel punto), per simboleggiare come la casa con l’evento sismico non abbia più rappresentato una sicurezza, così come la città sia spesso un luogo inospitale, dove ci si sente “vulnerabili”, “nudi”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 aprile 2013