Archivio | 18:18

Nella “Leda perduta” c’è anche un’opera di Guttuso

21 Dic
15621641_1572946469389288_4537495148047920323_n

L’erotica opera di Renato Guttuso in mostra a Ferrara (“Leda”, 1970 ca.)

C’è anche un’opera di Renato Guttuso nella collettiva “Leda perduta. 25 artisti evocano il dipinto michelangiolesco di Ferrara”, visitabile fino al 10 gennaio nella Sala Mediolanum in via Saraceno, 24 a Ferrara. Come spiega il curatore Lucio Scardino, «ho pensato a questa esposizione stimolato dalla visione della copia del quadro esposto alla fine della mostra ariostesca [a Palazzo dei Diamanti, ndr]. Da oltre trent’anni – prosegue – colleziono opere ispirate alla “Leda e il cigno”».

Della “Leda e il cigno” di Michelangelo, databile al 1530, distrutta perché considerata troppo esplicita, permangono alcune copie, la migliore delle quali, un olio su tela di cm 105,4 x 141 è attualmente esposta a Palazzo dei Diamanti nella mostra “Orlando furioso 500 anni”, prestata dalla National Gallery di Londra.

Come anticipato, tra le opere in mostra spicca la “Leda” (1970 ca.) di Guttuso, una stampa su carta cm 15×20, la quale non fa che aumentare la spudoratezza erotica del dipinto originario. Come ci spiega ancora Scardino, «quest’opera l’ho acquisita negli anni Settanta da un collezionista privato ferrarese». Nell’opera, Leda è rappresentata dall’allora compagna del pittore, la stilista Marta Marzotto, morta lo scorso luglio. Tra gli artisti in parete c’è anche il fumettista Benito Jacovitti, e tanti ferraresi come Flavia Franceschini, Paola Bonora, Terry May, Lorenzo Montanari, Gilberto Palestrina, Claudio Gualandi, Gianni Guidi, Sergio Zanni, Gianfranco Goberti, Alfredo Filippini, Massimo Rubbi, Gianni Cestari e Maria Luisa Scaramelli, o altri come Nicola Laurenti, Giuseppe Mazzei, Roberto Giovannelli, Marzia Forteguerri e Oscar Solinas.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 dicembre 2016

Annunci

Le mille anime femminili dell’arte in mostra a Ferrara

21 Dic

“Women in Art” è il nome della collettiva inaugurata sabato scorso alle 18 nella Galleria Mazzacurati Fine Art di c.so Martiri della Libertà, e visitabile fino al prossimo 3 febbraio. L’intento è quello di mostrare il ruolo delle donne all’interno del panorama artistico del Novecento, unendo fotografia, pittura e installazioni all’interno dello spazio nel centro di Ferrara. Saranno in mostra circa 15 opere delle seguenti artiste: Cindy Sherman, Shirin Neshat, Esther Mahlangu, Dadamaino, Lady Pink, Nanda Vigo, Yasmin Sison, Nan Goldin, Tejai Shah, Betty Bee, Isabella Nazzarri, Aidan, Mara Gessi, Judith Balari, Jennifer Cleto e Fiorenza Bertelli.

Tra queste spicca Cindy Sherman, fotografa americana nata nel 1954, nota per essere solita ritrarre se stessa in serie di opere con costumi diversi. In mostra, un’opera del ciclo “Untitled film stills”. Tra le altre citiamo Esther Mahlangu, pittrice sudafricana classe 1936, artista di fama internazionale rappresentata anche al Museo Magi 900 di Pieve di Cento. Infine, Nanda Vigo, milanese classe 1936, lavora tra il capoluogo lombardo e l’Africa orientale. Tema centrale del suo lavoro è l’armonia o conflitto tra luce e spazio, concetto che usa anche nel lavoro di architetto e designer. Il nostro territorio la ricorda anche per aver curato gli interni della casa-museo Remo Brindisi a Lido di Spina.

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara il 28 dicembre 2016

Guglielmo Darbo espone a Idearte fino al 15 gennaio

21 Dic

L’artista codigorese Guglielmo Darbo torna a esporre a Ferrara, dopo tre anni, nella Idearte Gallery in via Terranuova, 41 diretta da Paolo Orsatti. Sabato alle 17 si è svolta l’inaugurazione della nuova personale, con le sue caratteristiche tele informali realizzate con tecniche differenti come il collage e il ready made. Darbo è sempre alla ricerca dell’espressione estetica libera da ogni condizionamento di forma e contenuto che solo l’arte, forse, può consentire. La mostra è visitabile, fino al prossimo 15 gennaio, da lunedì al venerdì dalle 10 alle 19.30, sabato e domenica su appuntamento.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 dicembre 2016