
(foto di Andrea Tosini)
Ieri la cerimonia con il vescovo Negri, aperta una delle chiese terremotate. E’ stata inaugurata anche una sala alla memoria di Marco Ruscetta
Il giorno in cui riapre una chiesa dopo la chiusura forzata del terremoto è sempre un giorno di festa per tutta la comunità. Così è stato anche ieri pomeriggio con l’ inaugurazione ufficiale della Chiesa di Santo Stefano Protomartire in via Boccacanale di Santo Stefano. Un giorno lieto anche per un altro motivo: l’apertura, proprio negli spazi della parrocchia, degli ambienti dell’Ufficio Comunicazioni Sociali diocesano intitolato a Marco Ruscetta, giovane giornalista de “la Voce di Ferrara-Comacchio” morto prematuramente a 29 anni nel gennaio 2014. Protagonista della giornata è stato Mons. Massimo Manservigi, neoparroco di Santo Stefano e Direttore del rinnovato UCS.
La prima messa nella chiesa riaperta si era svolta lo scorso 26 dicembre, per la festività del Santo. Ieri alle 17 una nuova messa ha aperto la giornata di festa, con la funzione concelebrata da Mons. Manservigi, l’Arcivescovo Luigi Negri, don Stefano Zanella, responsabile dell’Ufficio Tecnico diocesano, don Andrea Zerbini e Michele Scaringella, nominato diacono di Santo Stefano e responsabile dell’ Ufficio Stampa della diocesi.
Don Manservigi ha spiegato come la riapertura della chiesa e degli uffici sia importante per «ricostruire un tessuto tra le persone». Il Vescovo Negri nella sua omelia, rivolgendosi al neo parroco, ha spiegato come «il tuo compito è di servire con fede la tua parrocchia, essendo testimone del Vangelo».

Laura Magni e Giuliano Laurenti, ideatori della mostra allestita nei nuovi spazi dell’UCS e responsabili comunicazione grafica dello stesso UCS
Sia durante la funzione sia durante l’ inaugurazione degli spazi erano presenti i genitori di Marco Ruscetta: è stato proprio il padre Roberto a scoprire la targa dell’ Ufficio intitolato al figlio. Al termine della messa don Zerbini ha anche presentato il libro, da lui curato, “Comunicare infinito presente”, un omaggio a Ruscetta contenente la sua produzione giornalistica, e le sue numerose attività nell’ ambito del volontariato, in campo politico e con l’ASCOM.
È stato lo stesso don Zerbini a ricordare Ruscetta, un giovane che «ha percorso il territorio fisico e spirituale della nostra chiesa in punta di piedi, ma lasciando orme profondissime». Orme che in un certo senso proseguiranno nelle tre sale a lui intitolate dove si svolgeranno anche mostre, convegni, riunioni, per incrementare la conoscenza della Diocesi, della chiesa di Santo Stefano, e per coordinare le attività con gli altri uffici diocesani.
Andrea Musacci
Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 giugno 2016
“Koinè 2016. Per un linguaggio comune dell’arte contemporanea” è il nome del nuovo progetto espositivo collettivo che è stato presentato ieri pomeriggio nella storica Galleria d’arte “Il Rivellino” in via Baruffaldi, 6 a Ferrara. La mostra, a cura di Virgilio Patarini (Responsabile di Zamenhof Art, in passato collaboratore del Palazzo della Racchetta) e a ingresso libero, vede in esposizione quadri e sculture di una trentina di artisti.
Ieri ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra “Quando l’arte si rifiuta”, personale di Claudio “Cinquino” Centin nell’Idearte Gallery in via Terranuova, 41 a Ferrara. In parete, una serie di opere realizzate con la tecnica del ready-made, in quella che Centin definisce “Gospel Art”. Legata alla sua identità cristiano-evangelica, l’idea che ne sta alla base è quella del riciclo non solo per l’equità sociale e la sostenibilità ambientale ma come metafora di un’azione redentiva tanto universale quanto individuale.
Martedì alle ore 18.30 nella Galleria d’arte Cloister (con doppia entrata da c.so Porta Reno, 45 e da via Gobetti) inaugura il nuovo progetto espositivo, visitabile fino al 2 luglio. Si tratta della personale di Paolo Volta dal titolo “La mia Marilyn”, incentrata sulle sue tipiche architetture dal sapore “metafisico”, icone con le quali dialogare attraverso le forme, i colori e la materia di cui uno spazio, o meglio un campo architettonico, è a volte saturo, altre privo. Un dialogo quotidiano totale, dunque, con spazi reinterpretati. In parete vi saranno una ventina di lavori rappresentativi di circa un decennio di attività. Nello specifico, si potranno ammirare quattro lavori ad acrilico, a formare un grande quadrato di 2×2 m. che rappresenta esso stesso una costruzione fortemente geometrica. Inoltre, un acrilico e olio su carta, che rappresenta lo sviluppo dei fronti di via del Carbone fino a via Scienze partendo da via Ragno, e altre tele.
“Nel labirinto del fauno” è il nome della nuova personale di Gianfranco Vanni inaugurata ieri nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a). Visitabile fino al prossimo 19 giugno, l’esposizione presenta l’ultima produzione artistica del pittore e disegnatore argentano. I lavori di Vanni sono un “giroscopio” di storie e situazioni rigorosamente dipinte ad olio su tela o tavola di medie e grandi dimensioni. La mostra non è una semplice riproposizione di elementi classici, che rimane una delle letture possibili, ma anche un progetto espositivo fortemente in chiave ironica.
“Nel labirinto del fauno” è il nome della nuova personale di Gianfranco Vanni che inaugura oggi alle 18 nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a). Visitabile fino al prossimo 19 giugno, l’esposizione presenta l’ultima produzione artistica del pittore e disegnatore argentano. I lavori di Vanni sono un “giroscopio” di storie e situazioni rigorosamente dipinte ad olio su tela o tavola di medie e grandi dimensioni. La mostra non è una semplice riproposizione di elementi classici, che rimane una delle letture possibili, ma anche un progetto espositivo fortemente in chiave ironica.
Oggi alle 17 avrà luogo l’inaugurazione della mostra “Quando l’arte si rifiuta”, personale di Claudio “Cinquino” Centin nell’Idearte Gallery in via Terranuova, 41 a Ferrara. In parete, una serie di opere realizzate con la tecnica del ready-made, in quella che Centin definisce “Gospel Art”. Legata alla sua identità cristiano-evangelica, l’idea che ne sta alla base è quella del riciclo non solo per l’equità sociale e la sostenibilità ambientale ma come metafora di un’azione redentiva tanto universale quanto individuale.