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Le mani e i volti di La Rocca, resistenze al consumismo

18 Apr

Mio articolo uscito su “la Nuova Ferrara” del 18 aprile, dedicato alla retrospettiva di Ketty La Rocca ospitata nel Padiglione di Arte Contemporanea di Ferrara fino al 3 giugno 2018 per la Biennale Donna.

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Silencio Vivo, ovvero volti, sangue e suoni di donne dal Sud America

18 Apr

[Qui le mie foto della mostra sul sito de la Nuova Ferrara]

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Teresa Margolles, Pesquisas (part.), 2016

Il sangue della vita, il sangue della morte. La bocca impossibilitata a parlare, a urlare. La terra vergine, l’asfalto sporco, e poi il fuoco, le uova, l’odore e il suono del silenzio, dell’omertà e dell’eterno dolore.

Una grande esposizione dove regna il silenzio di una terra sterminata e sterile, dove l’essere umano, con la propria essenziale corruzione, con la propria connaturata violenza, domina incontrastato, senza alcun timore di Dio.

Silencio Vivo. Artiste dall’America Latina è la mini-collettiva inaugurata sabato nel Padiglione d’Arte Contemporanea riaperto per l’occasione su c.so Porta Mare, dietro Palazzo Massari. La mostra, curata da Lola Bonora e Silvia Cirelli e organizzata da UDI Ferrara e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, è anche il ritorno della Biennale Donna, per la sua XVI edizione, dopo la pausa imposta, nel 2014, dal terremoto.

Quattro artiste sud americane – Ana Mendieta (Cuba), Anna Maria Maiolino (Brasile), Teresa Margolles (Messico) e Amalia Pica (Argentina) – lanciano un grido al Cielo e a ogni uomo, sul troppo sangue femminile innocente versato nelle loro terre martoriate.

Ana Mendieta (L’Avana, Cuba, 1948 – New York, USA, 1985):

  • Untitled (Volcano Series #2, 1979-1999): la terra madre, generatrice di vita e di morte, con la sua forma al tempo stesso vaginale e tombale.
  • Anima, Silueta de Cohetes (Firework Piece, 1976): l’anima che brucia fino a esaurirsi.
  • Untitled (Body Tracks, 1974-2012): le mani sporche di sangue, la violenza consumata.
  • Moffitt Building Piece (1973): una chiazza di sangue davanti a un uscio, l’indifferenza dei passanti. L’opera si ispira alla tragica morte della studentessa Sarah Ann Ottens, compagna della Mendieta all’università, morta in seguito a un violentissimo stupro.

Anna Maria Maiolino (Scalea, Italia, 1942):

  • Entrevidas (Between Lives, 1981-2010): le uova, una tensione continua, la fragilità essenziale dell’uomo, non solo in rapporto al Potere.
  • E’ o que Sobra (What Is Left, 1974-2010).
  • In-Out (Antropofagia, 1973-2000): bocche impossibilitate a parlare.
  • Untitled (2014-2015), tre sculture e un’installazione.

Teresa Margolles (Culiacan, Messico, 1963):

  • Pesquisas (Investigations, 2016): i tanti volti di giovani scomparse.
  • Aire (Air, 2003): l’odore della morte.
  • Installazione: con un telo stato assorbito il sangue del corpo di una donna assassinata, e poi questo telo è stato mondato nelle acque di Ferrara.
  • Sonidos de la muerte (Sounds of Death, 2008): registrazione dei suoni del silenzio, dell’indifferenza verso la violenza subita da molte donne.

Amalia Pica (Neuquén, Argentina, 1978):

  • On Education (2008): menzogna e verità.
  • Palliative for Chronic Listeners #1 (2012): chiusi all’ascolto, chiusi all’altro.
  • Switchboard (2011-2012).
  • The Wireless Way in Low Visibility (Recreation of the First System for non Cable Transmission, as seen on TV, 2013).

Andrea Musacci

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Anna Maria Maiolino, Entrevidas, 1981-2010

Collettiva di quattro giovani artiste under 35

12 Ott

now!

Quattro artiste, quattro donne in esposizione nel Chiostro di San Paolo. Venerdì 4 ottobre ha inaugurato “Now! giovani artiste italiane”, la mostra visitabile fino al 27 ottobre prossimo, organizzata dall’Udi Ferrara e dal Comitato Biennale Donna. L’ex refettorio del complesso ospita questa collettiva – ad ingresso gratuito – inserita nel progetto “Dentro le Mura”. Le quattro donne, tutte under 35, sono Ludovica Carbotta, Silvia Giambrone, Laurina Paperina e  Elisa Strinna, sotto la curatela di Lola G. Bonora e Silvia Cirelli. L’arte di Laurina Paperina spazia dalle installazioni video ai fumetti, ai collage. Un grande viso di topo, alto circa 3 m, “inghiotte” questi piccoli fumetti dedicati ad animali e ad artisti famosi, tra i quali Dalì e Bacon. Molti altri personaggi famosi sono riprodotti nei post it. Il tutto all’insegna dell’irriverenza e del sarcasmo. Le sculture della Giambrone e le altre installazioni completano il quadro di questa mostra sui generis, che ben contrasta con l’austera e spoglia sala che l’accoglie. Il Comitato Biennale Donna dell’Udi organizzatore dell’evento è composto da Lola G. Bonora, Anna Maria Fioravanti Baraldi, Anna Quarzi, Ansalda Siroli, Dida Spano, Antonia Trasforini e Liviana Zagagnoni. La mostra sarà aperta nei seguenti orari: sabato 5 ottobre: 10.30 – 12.30, 16.30 – 22.00, domenica 6 ottobre: 10.30 – 12.30, 16.30 – 19.30, da Martedì a Domenica: 16.30 – 19.30, lunedì chiuso.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 ottobre 2013