Documenti e fotografie inedite per far luce sulle violenze perpetrate nella nostra città dalla Brigata partigiana “Bruno Rizzieri”. Oggi alle 17 nella Biblioteca Ariostea, Fausto Bassini della Faust edizioni presenterà la nuova edizione del libro di Lara Foletti, “Il sasso che alza il cielo”, contenente ottanta nuove pagine che faranno scalpore. Al centro delle nuove rivelazioni uno dei luoghi simbolo della nostra città: la casa che fu di Giorgio Bassani, in via Cisterna del Follo, 1, angolo via Ugo Bassi. Qui, subito dopo la Liberazione si era installato il comando della 35° Brigata Garibaldi “Bruno Rizzieri”, guidata da Gino Lambertini “il Monco” e Sesto Rizzati “Sergio”. Qui i prigionieri furono “vittime di sequestri di persona e furti, di rapine e stupri, di torture orribili e massacri spaventosi inflitti senza uno straccio di processo”.
Tra i documenti pubblicati, un verbale d’interrogatorio della Questura, datato 30 dicembre 1945, del partigiano della “Rizzieri” Glauco Soncini, che dichiara: «tutte le sere elementi della Romagna si portavano in Brigata e prelevati i fermati e caricatili su un camion partivano per ignota destinazione».
Oppure il memoriale di Serse Benasciutti, ex segretario del Partito Fascista di Gaibana il quale dichiarò: «[…] Fui condotto alla caserma di Cisterna del Follo in Ferrara, mi fecero scendere, mi accompagnarono al piano superiore e mi frugarono in tasca, levandomi il portafogli […] Intanto un’altra persona si sedeva a me vicino e con un’asta, non di legno, mi diede diverse botte sulla schiena. […] Prese la rivoltella per la canna picchiandomela in testa. Il veicolo prese la corsa mentre la ferita alla testa grondava sangue». Condotto dai suoi carnefici sull’argine del Po, tra Ro e Guarda, Serse Benasciutti si salvò per un grilletto inceppato, dandosela a gambe tra i campi.
Infine, le dichiarazioni rilasciate al Tribunale di Ferrara il 18 aprile 1946 da Giorgina Boccaleoni, compagna di Gaetano Dalla Benetta detto “Moraro”, un partigiano della “Rizzieri”: «Con me il Moraro si confidava poco. […] in un’altra occasione, con un altro amico che neppure conosco lo sentii parlare di una persona che era stata da lui e da altri della sua squadra seppellita che era ancora viva e che lui con dei colpi di badile l’aveva finita».
Andrea Musacci
Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara l’08 giugno 2016


“Koinè 2016. Per un linguaggio comune dell’arte contemporanea” è il nome del nuovo progetto espositivo collettivo che è stato presentato ieri pomeriggio nella storica Galleria d’arte “Il Rivellino” in via Baruffaldi, 6 a Ferrara. La mostra, a cura di Virgilio Patarini (Responsabile di Zamenhof Art, in passato collaboratore del Palazzo della Racchetta) e a ingresso libero, vede in esposizione quadri e sculture di una trentina di artisti.
Ieri ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra “Quando l’arte si rifiuta”, personale di Claudio “Cinquino” Centin nell’Idearte Gallery in via Terranuova, 41 a Ferrara. In parete, una serie di opere realizzate con la tecnica del ready-made, in quella che Centin definisce “Gospel Art”. Legata alla sua identità cristiano-evangelica, l’idea che ne sta alla base è quella del riciclo non solo per l’equità sociale e la sostenibilità ambientale ma come metafora di un’azione redentiva tanto universale quanto individuale.
Martedì alle ore 18.30 nella Galleria d’arte Cloister (con doppia entrata da c.so Porta Reno, 45 e da via Gobetti) inaugura il nuovo progetto espositivo, visitabile fino al 2 luglio. Si tratta della personale di Paolo Volta dal titolo “La mia Marilyn”, incentrata sulle sue tipiche architetture dal sapore “metafisico”, icone con le quali dialogare attraverso le forme, i colori e la materia di cui uno spazio, o meglio un campo architettonico, è a volte saturo, altre privo. Un dialogo quotidiano totale, dunque, con spazi reinterpretati. In parete vi saranno una ventina di lavori rappresentativi di circa un decennio di attività. Nello specifico, si potranno ammirare quattro lavori ad acrilico, a formare un grande quadrato di 2×2 m. che rappresenta esso stesso una costruzione fortemente geometrica. Inoltre, un acrilico e olio su carta, che rappresenta lo sviluppo dei fronti di via del Carbone fino a via Scienze partendo da via Ragno, e altre tele.
“Nel labirinto del fauno” è il nome della nuova personale di Gianfranco Vanni inaugurata ieri nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a). Visitabile fino al prossimo 19 giugno, l’esposizione presenta l’ultima produzione artistica del pittore e disegnatore argentano. I lavori di Vanni sono un “giroscopio” di storie e situazioni rigorosamente dipinte ad olio su tela o tavola di medie e grandi dimensioni. La mostra non è una semplice riproposizione di elementi classici, che rimane una delle letture possibili, ma anche un progetto espositivo fortemente in chiave ironica.
“Nel labirinto del fauno” è il nome della nuova personale di Gianfranco Vanni che inaugura oggi alle 18 nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a). Visitabile fino al prossimo 19 giugno, l’esposizione presenta l’ultima produzione artistica del pittore e disegnatore argentano. I lavori di Vanni sono un “giroscopio” di storie e situazioni rigorosamente dipinte ad olio su tela o tavola di medie e grandi dimensioni. La mostra non è una semplice riproposizione di elementi classici, che rimane una delle letture possibili, ma anche un progetto espositivo fortemente in chiave ironica.
Oggi alle 17 avrà luogo l’inaugurazione della mostra “Quando l’arte si rifiuta”, personale di Claudio “Cinquino” Centin nell’Idearte Gallery in via Terranuova, 41 a Ferrara. In parete, una serie di opere realizzate con la tecnica del ready-made, in quella che Centin definisce “Gospel Art”. Legata alla sua identità cristiano-evangelica, l’idea che ne sta alla base è quella del riciclo non solo per l’equità sociale e la sostenibilità ambientale ma come metafora di un’azione redentiva tanto universale quanto individuale.