Tag Archives: Iran

Da San Nicolò a Teheran per insegnare la cucina italiana

28 Dic
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Foto di gruppo degli allievi della Chef Academy con il cuoco Chindamo

Un cuoco e pizzaiolo ferrarese (seppur d’adozione), porta la cucina del nostro territorio e quella italiana niente di meno che in Iran. Lo scorso mese Salvatore Chindamo, classe ’81 originario di Rosarno, proprietario della pizzeria-trattoria “Da Salvo” a San Nicolò, ha tenuto un corso di cucina italiana e ferrarese, Chef Academy, nel prestigioso Olympic Hotel di Teheran. Per una settimana, una ventina di chef, uomini e donne, hanno imparato a preparare, tra le varie cose, tortellini, cappellacci di zucca, tenerina, pinzini, tagliatelle, pizza e gnocchi. «Il progetto – ci spiega Chindamo – è partito più di due anni fa quando il pizzaiolo Torfehnezhad Mohammad, iraniano, che lavorava nel mio ex Ristorante-pizzeria “Las Vegas” a Voghenza, mi propose, insieme alla moglie Avin Torkpour, di fare un corso di cucina italiana nella loro terra di origine». L’anno scorso si è svolta la prima edizione, poi ripetuta, visto il successo di richieste, lo scorso aprile, e, appunto, per la 3° edizione, nella seconda metà di novembre.

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Salvatore Chindamo in Iran

La settimana del corso ha preso avvio con le lezioni di un altro ferrarese, il pasticcere Stefano Lombini, proprietario della gelateria “Ice Pop” di Portomaggiore, che, per la prima volta, ha tenuto un corso sulle prelibatezze italiane agli aspiranti pasticceri iraniani. A seguire, si è dunque svolto il corso di cucina tenuto da Chindamo, durato sei giorni. Un corso che ha visto accorrere da ogni parte dell’Iran, anche da località distanti 500 km, chef incuriositi dalla cucina nazionale e nello specifico da quella estense. Un successo insperato e considerevole, visto che alcuni di loro hanno già inserito alcuni piatti, come ad esempio la tenerina ferrarese, nei menù dei loro ristoranti. Il progetto ha visto il contributo importante anche di Amir Hossein Gnaji, rappresentante iraniano di “Gam International”, azienda di Sant’Arcangelo di Romagna che produce macchinari e attrezzature per la ristorazione, e di Kalleh, azienda iraniana di formaggi. I corsi di Chindamo hanno ricevuto anche il plauso di due famosi chef iraniani, Alapishro e Ranjbar. La 4° edizione di Chef Academy si svolgerà il prossimo aprile.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 dicembre 2016

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“Di là dai Mari”, aperitivo letterario alla Galleria Cloister

24 Mar
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Una delle opere di Sharifpour in mostra a Cloister

Secondo aperitivo letterario in programma oggi alle ore 18.30 alla Galleria d’arte Cloister in c.so Porta Reno, 45 a Ferrara. “Di là dai Mari” è il nome dell’incontro di letture legato alla mostra personale dello scultore di origini iraniane Amir Sharifpour, inaugurata nella stessa Galleria lo scorso 1 marzo e visitabile fino a martedì 29, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19.30, a ingresso libero e gratuito. In occasione dell’evento di oggi, la scrittrice e curatrice Lucia Boni, Rosalba Sandri (lettrice della Compagnia “I Racconti del Basilisco”) e Sima Shafti leggeranno poesie e rifletteranno sul tema del viaggio e dei segni nella cultura persiana, tema centrale dell’esposizione di Sharifpour.

Prossimo appuntamento nella Galleria Cloister il 5 aprile con l’inaugurazione della mostra personale dell’artista Daniela Carletti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 marzo 2016

A Cloister le sculture di Sharifpour, un viaggio per riscoprire le proprie radici

2 Mar

Si è svolta ieri alle 18.30 l’inaugurazione della personale di Amir Sharifpour, scultore di origini iraniane residente a Ferrara, dove dirige insieme alla moglie Sima Shafti l’atelier Art Melograno (www.artmelograno.com). E’ stato Gianni Cerioli, critico d’arte, a presentare la mostra alla presenza di una sessantina di persone. Luogo dell’esposizione, la Galleria Cloister (www.cloister.biz) in c.so Porta Reno, 45 a Ferrara.

La mostra, visitabile fino al 29 marzo dalle 9 alle 19.30 (esclusa domenica), a ingresso libero e gratuito, immerge il visitatore nel mare sconfinato della memoria, del viaggio, nel navigare dolce e struggente del ricordo della propria terra d’origine. Ricorrente, dunque, il rapporto del singolo con la propria storia, personale e non, attraverso un’avventura verso terre ignote, senza però mai perdere le proprie radici profonde.

I soggetti umani delle sculture di Sharifpour non vengono “schiacciati” dalle torri (che richiamano le ziggut), nè dispersi nell’immenso mare, ma riacquistano una propria identità proprio valorizzando il proprio posto nel mondo, allontanando ogni tentazione di superbia, e rimettendosi ai piedi del divino.

Andrea Musacci