Tag Archives: Michelangelo Antonioni

Le “Sinfonie urbane” e “La notte” di Antonioni

19 Mar

La_notte_(1960)_Antonioni

Il ciclo di conferenze “Sinfonie Urbane” del Piano Michelangelo Antonioni ieri pomeriggio è arrivato alla sua quinta tappa con l’incontro “Dello sguardo e della voce. Il paesaggio sonoro de “La notte” di Antonioni”. Nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, Doris Cardinali, coordinatrice del Piano, ha introdotto l’intervento di Giorgio Rimondi, titolare di un corso al Master di II livello “Filosofia come via di trasformazione” all’Università di Verona.

La relazione del docente ha preso le mosse dalla constatazione dell’uso originale del suono nei film di Antonioni e dalla sua idiosincrasia nei confronti della musica di accompagnamento, tipica del cinema hollywoodiano. Uno dei grandi compositori che collaboro’ col regista e’ Giorgio Gaslini, autore, tra l’altro, della musica di “Profondo rosso” di Dario Argento. L’intervento di Rimondi e’ proseguito con un’analisi dettagliata di alcune sequenze de “La notte”, particolarmente significative per comprendere le relazioni tra le melodie jazz presenti nel film e le diverse situazioni esistenziali magistralmente rappresentate da mostri sacri del cinema italiano e internazionale  come il grande Marcello Mastroianni e le affascinanti Jeanne Moreau e Monica Vitti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara del 19 marzo 2013

Alla Porta degli Angeli Antonioni secondo gli studenti

14 Mar

lab antonioni

La Porta degli Angeli, in Rampari di Belfiore, 1, si dimostra ancora una volta uno degli spazi artistici più attivi e originali della città. La mostra “Antonioni950”- che ha inaugurato sabato alla presenza dell’Assessore Massimo Maisto e di Girolamo Calò, presidente della Circoscrizione 1 – da alcune settimane ha visto il coinvolgimento attivo di alcuni studenti del Liceo Ariosto e del settore moda dell’IPSIA, sotto la curatela di Alessandro Tonassi e Silvana Onofri. L’esposizione fa, infatti, parte del progetto didattico “Antonioni: cinema, moda, società e la Ferrara degli anni ’50” che nasce appunto dalla collaborazione tra il Liceo Classico Statale ‘L. Ariosto’, l’IPSIA ‘Ercole I d’Este’- Settore moda, il Comune di Ferrara e Arch’è Associazione Culturale ‘Nereo Alfieri’. Obiettivo principale del progetto è quello di far rivivere il contesto storico, culturale e artistico degli anni ’50 attraverso immagini, fotografie, documenti e oggetti dell’epoca. Mentre i pannelli ripercorrono tematicamente alcuni snodi fondamentali della vita e dell’opera del regista (fin dagli anni della scuola), il resto del materiale esposto spazia da foto del fondo del museo Michelangelo Antonioni a dipinti, disegni ispirati all’universo antonioniano e a oggetti dell’epoca o appartenuti allo stesso Maestro come una copia autografa di “Quel bowling sul Tevere”. Per rendere ancora piu’ vividi gli anni ’50, alcune studentesse hanno indossato disinvoltamente bellissimi abiti dell’epoca.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara del 14 marzo 2013

Omaggio ad Antonioni alla MLB Home Gallery

12 Mar

filippini MLB

Sabato 9 alle 18 Alessandro Filippini, artista italo-belga, ha inaugurato alla MLB home gallery la sua personale “L’inizio e la fine del silenzio. Omaggio ad Antonioni”.  L’esposizione – a cura di Maria Livia Brunelli e Antonio Nardone e in collaborazione con l’Associazione Michelangelo Antonioni – ha visto l’esposizione di diverse opere, oltre che alla MLB home gallery, anche, nei prossimi giorni, in Piazza della Repubblica e nella Rotonda Foschini del Teatro Comunale, che già in passato aveva ospitato altre installazioni curate dalla stessa Maria Livia Brunelli. I temi ricorrenti sono quelli tipici del regista, come la vulnerabilita’ dei personaggi femminili tipici e l’incomunicabilita’, concetti comuni dell’esistenza quotidiana. Sono presenti anche opere di altri artisti, tra cui Arianna Fantin e Marcello Carra’. L’inaugurazione è avvenuta in contemporanea con la presentazione del grande evento “Lo sguardo di Michelangelo Antonioni e le arti” a Palazzo dei Diamanti, e a tal proposito sono utili e stimolanti i reciproci rimandi tra o due eventi. La mostra sarà aperta il sabato e la domenica dalle 15 alle 19 e gli altri giorni su appuntamento, fino al 29 giugno.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara del 12 marzo 2013

Al Museo del Risorgimento e della Resistenza l’omaggio pittorico di Isabella Guidi a “Gente del Po”, opera prima di Antonioni

4 Mar

2

Ieri alle 11 al Museo del Risorgimento e della Resistenza  ha inaugurato la mostra “Il mare è là in fondo al viaggio” di Isabella Guidi. L’esposizione è un omaggio pittorico a Michelangelo Antonioni e alla sua prima opera, “Gente del Po”, iniziato nel 1943 ma terminato solo quattro anni dopo, documentario che narra della vita sulle rive del grande fiume durante la seconda guerra mondiale, “una vita eguale, senza speranza”. Delfina Tromboni, responsabile del Museo, ha descritto quei luoghi, fatti di terra e di acqua, come quelli nei quali “il Risorgimento e soprattutto la Resistenza han preso vita, han trovato il coraggio e l’umiltà, le gambe e il cuore per mettere fine al dramma del fascismo”. Don Massimo Manservigi, direttore de “La Voce di Ferrara-Comacchio”, si è invece soffermato sull’importanza del film come di “una prova, una genesi, per Antonioni, del processo creativo successivo” e ha elogiato la pittrice sottolineando come “lo sguardo di Isabella abbia guardato dentro quello di Michelangelo, mentre questo iniziava a rendersi conto del valore della propria arte.” La mostra è visitabile fino al 7 aprile, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 (escluso il lunedì).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 marzo 2013

Incontro sul cinema. Conferenza della Dott.ssa Diletta Pavesi su L’avventura e Picnic ad Hanging Rock

21 Feb

foto (18) - Copia

Due giovani donne che scompaiono come inghiottite dalla Natura, un mistero che la ragione non può comprendere: questo il cuore della conferenza “Smarrirsi nel mistero del paesaggio: un confronto fra L’avventura e Picnic ad Hanging Rock di Peter Weir” tenuta dalla dott. Diletta Pavesi alla Biblioteca Ariostea per le “Sinfonie urbane” all’interno del “Piano Michelangelo Antonioni. La ricerca di un posto nel paesaggio”, curato da Doris Cardinali e Leonardo Delmonte. Le sparizioni sono simbolo di una drammatica rottura del rapporto fra uomo e mondo, nella quale, come spiega la Pavesi: «L’uomo scopre la sua posizione periferica, la sua irrilevanza, e in ultimo il carattere fittizio della sua identità», mentre il mondo si mostra come kaos. Ne “L’avventura” i borghesi dell’Italia del boom ben presto rimuovono il dionisiaco, con il suo fascino e la sua violenza. In “Picnic”, invece, nonostante l’alterità dell’esperienza panica rimanga, la disciplina vittoriana subisce uno scacco non sanabile. Insomma, una natura che non è regno di una “felicità perduta” ma maestoso luogo sintesi di grazia e di terrore.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 febbraio 2013

Grandi registi a confronto. Le opere di Antonioni e Weir

19 Feb

avventura-2picnic-at-hanging-rock

Il prossimo incontro del “Piano Michelangelo Antonioni. La ricerca di un posto nel paesaggio” avrà luogo oggi alle ore 17 presso la Biblioteca comunale Ariostea, con la conferenza della dottoressa Diletta Pavesi dal titolo “Smarrirsi nel mistero del paesaggio: un confronto fra l’avventura e Picnic ad Hanging Rock di Peter Weir”. Una curiosa rete di analogie sembra collegare L’avventura (1960) di Michelangelo Antonioni a Picnic ad Hanging Rock (1975) di Peter Weir, un vero e proprio capolavoro australiano. Tanto L’avventura quanto Picnic ad Hanging Rock sviluppano il loro racconto a partire da un’inspiegabile scomparsa. In entrambe le opere, lo scenario in cui si consuma l’evento misterioso è il paesaggio naturale: l’isola di Lisca Bianca ne L’avventura e l’imponente roccia vulcanica di Hanging Rock in Picnic. Si consiglia vivamente la partecipazione. Come ha rilevato la maggior parte dei commentatori, è istintivo supporre che Peter Weir, regista da sempre sensibile al cinema d’autore europeo, abbia tratto ispirazione dal celebre film di Antonioni.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 febbraio 2013

 

Il cinema di Antonioni raccontato dalle immagini

23 Gen

I documenti sono esposti nella sala Ariosto, ieri l’inaugurazione.

L’assessore Maisto:  è necessario che anche nelle biblioteche si parli di cinema

FERRARA. Nella nostra epoca è difficile concepire che il primo approccio ad un film potesse avvenire esclusivamente attraverso materiali a stampa affissi sui muri o nelle bacheche dei cinema. É questo il fascino che riesce a trasmettere l’esposizione “Antonioni movie collection”, inaugurata ieri alle 17 nella Biblioteca Ariostea alla presenza del vicesindaco Maisto, e dedicata appunto al materiale pubblicitario della produzione filmica del regista ferrarese. La mostra è curata dalla studiosa Silvia Nonnato, esperta in iconografia del cinema. Il materiale esposto proviene dalla sua collezione privata, composta da circa 25mila documenti, veri e propri cimeli della storia del cinema nazionale e internazionale dagli anni trenta fino ad oggi. L’evento è stato realizzato grazie al Circolo del cinema di Adria (Rovigo), alla sponsorizzazione di Motionpicture.it, agenzia di comunicazione con sede nello stesso comune rodigino, e in collaborazione con il Servizio biblioteche e archivi del Comune di Ferrara. All’interno della splendida sala Ariosto, posta al primo piano della Biblioteca Civica ferrarese, si possono osservare una trentina di documenti, tra i quali manifesti, locandine, fotobuste, riviste, foto di scena e programmi di sala di provenienza non solo italiana ma anche europea ed orientale. Questa tipologia di materiali viene classificata sia come non-book materials (materiale non librario) sia come materiale “effimero”, cioè documenti creati per uno scopo preciso e contingente, e dunque non pensati come duraturi; in realtà questa documentazione è ormai fondamentale per lo studio della storia del cinema, delle tecniche visive nella comunicazione di massa e rappresenta, nello specifico, un valore aggiunto nella conoscenza dell’iconografia antonioniana. Per questo come ha sottolineato Enrico Spinelli, direttore della Biblioteca, «oggi questi materiali vengono rivalorizzati come durevoli, non caduchi», mentre l’assessore Maisto ha ricordato «come – data la mancanza di barriere tipica della cultura – è necessario che anche nelle biblioteche si parli di cinema, si mostri il cinema». L’inaugurazione si è conclusa con il rituale taglio del nastro e la visita guidata alla mostra. L’esposizione sarà visitabile fino al 25 febbraio prossimo negli orari di apertura della biblioteca (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, il sabato dalle 9 alle 13, domenica e festivi chiuso).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 gennaio 2013

Le amiche con Antonioni e Pavese

17 Gen

Ricca analisi sul rapporto fra cinema e letteratura nei due autori

Venturi - Antonioni

FERRARA. “Le amiche tra Antonioni e Pavese: una dialettica tra spazio interno/esterno” era il quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Sinfonie Urbane”, inserito nel Piano Michelangelo Antonioni, svoltosi in Biblioteca Ariostea. Relatore Gianni Venturi, presidente dell’Istituto di studi rinascimentali di Ferrara e autore nel 1969 di una delle monografie più importanti sullo scrittore piemontese. Quest’ultimo negli anni ’40 scrisse il trittico di romanzi brevi de “La bella estate” (1949), del quale faceva parte “Tra donne sole”, a cui si ispirò Antonioni per la sceneggiatura e la regia de “Le amiche” (1955). Venturi ha analizzato il rapporto tra cinema e letteratura partendo dalla differenza fra titolo del romanzo e del film: quest’ultimo (le amiche) vuole evidenziare retoricamente il cinismo borghese delle protagoniste, vere e proprie “belve”. L’intervento è proseguito con l’analisi del rapporto, nella sinistra italiana, tra politica e cultura negli anni ’40 e ’50 e il tema del suicidio, dramma che unisce tanto Pavese quanto una protagonista del film, Rosetta. Infine, le relazioni tra film ed arti figurative e rapporto tra il paesaggio (in questo caso, il mare, il Po e la relazione interni/esterni) ed i protagonisti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 gennaio 2013

La musica nei film di Antonioni

28 Dic

FERRARA. «Per colonna sonora intendo i suoni naturali, i rumori piuttosto che la musica»: si potrebbe partire da questa frase di Antonioni per analizzare il suo rapporto complesso con la musica nel cinema. Su questo tema si basava la conferenza che si è svolta lunedì alla Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, introdotta da Doris Cardinali e tenuta dal prof. Alberto Boschi, docente di Storia del Cinema all’Università di Ferrara. La conferenza, dal titolo “Detesto la musica per film.

Rumori e paesaggi sonori nel cinema di Michelangelo Antonioni”, è il secondo dei sei incontri del ciclo Sinfonie urbane all’interno del Piano Antonioni. Antonioni dice di odiare la musica per film e in una dichiarazione del 1959 afferma: «Se i produttori mi lasciassero fare, userei soltanto una colonna sonora di rumori». Quindi più che di musica, il regista preferisce parlare di rumori, i quali devono rappresentare il paesaggio. Nonostante ciò, il regista collaborò con un musicista del calibro di Giovanni Fusco, l’equivalente di Nino Rota per Fellini.

Nei film degli anni ’70 (Blow-up e Zabriskie Point) addirittura Antonioni arrivò ad usare musica rock e pop. A tal proposito, Doris Cardinali ha sottolineato come nel Fondo a lui dedicato vi siano molti dischi rock o di musica leggera.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 dicembre 2012

La vita dei netturbini e il loro lavoro: “N.U. Nettezza Urbana” di Antonioni

28 Dic

foto n.u.FERRARA La vita dei netturbini durante e oltre il loro lavoro, e l’importanza dei rifiuti nel definire l’identità di ognuno: sono questi alcuni dei temi affrontati nella serata di domenica a Palazzo Savonuzzi durante l’incontro “N.U. Nettezza Urbana”. Tematiche queste che han cercato di portare nuovi significati al tema più generale del Piano Antonioni all’interno del quale rientra l’iniziativa: “La ricerca di un posto nel paesaggio”. Leonardo Delmonte, co-curatore insieme a Doris Cardinali del Piano, ha introdotto e diretto la serata iniziata con la proiezione del documentario “N.U. Nettezza Urbana” del regista ferrarese, vincitore del Nastro d’Argento nel 1948 come miglior documentario. È seguita la proiezione di “Waste Land” di Lucy Walker sull’opera dell’artista Vik Muniz e sulla vita dei catadores, poverissimi spazzini di Rio de Janeiro. La prima parte della serata si è conclusa con il reading di Marco Sgarbi, attore, che ha letto passi de “Tutte le anime” di Javier Marias (1989), dove capiamo come «quello che scartiamo ci dà la misura di quello che siamo», e di Monica Pavani, che ha letto un testo della poetessa polacca Wislawa Szymborska “Un tale che osservo da un po’ di tempo”. Gli interventi, seguiti da un ricco dibattito e da un altrettanto ricco buffet, sono stati aperti dal prof. Paolo Veronesi, il quale ha sottolineato l’importanza in N.U. dell’ “eco delle cose”, piuttosto che delle azioni in sé, nonché dell’atipicità di questo documentario per quanto riguarda la quasi assenza di una voce fuori campo e l’assenza di una visione cronologica a favore di flash, di “lampi”, di micro-storie. Ha concluso il prof. Sandro Sproccati, il quale ha ribadito come N.U. sia un documentario molto avvincente nonostante sia “un racconto in assenza di storia”, senza cioè una trama specifica come invece avviene nei film fiction, e come – tema centrale del Piano – il paesaggio in N.U. e in tutti i film di Antonioni sia luogo che assorbe la psiche dei personaggi, sia riflesso di questa.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 dicembre 2012