Archivio | 07:51

In “Aliens” le diverse forme dell’alienazione

9 Giu

AliensPiù di settanta artisti da tutta Italia si incontrano a Ferrara per “ragionare” sul rapporto tra arte e alienazione nella società contemporanea. “Aliens – le forme alienanti del contemporaneo” è il nome del progetto, ideato da Sergio Curtacci della rivista “Frattura scomposta”, che ha inaugurato ieri nella “Casa Ludovico Ariosto” in via Ludovico Ariosto, 67. Una mostra collettiva, visitabile fino al 15 luglio, con opere di ventidue artisti ha aperto la rassegna insieme alla performance “EDGE | Ultimo Ritr-Atto”, con Gio Lacedra, ispirato a “Edge”, l’ultima poesia scritta da Sylvia Plath prima del suicidio avvenuto l’11 febbraio 1963. La stessa Lacedra, inoltre, è autrice di un quartetto di acquarelli sempre dedicati a “Edge” e a Sylvia Plath. Diverse sono le forme di rappresentazione del tema dell’alienazione scelte dagli artisti. L’estraniamento, il distacco da una realtà e da un presente inautentici hanno le sembianze della sconfortata nostalgia di “Still life composizione n.1” di Ketty Tagliatti o dell’evasione nel misticismo naturale di “Mystic land” di Antonio De Luca. Anche il mondo dell’infanzia, gaio e terrificante al tempo stesso, è pur sempre simbolo di una purezza – seppur orrorifica – avulsa dalla sterile contemporaneità. Infine, lo stesso mostrare la vacuità e la vanità – temi essenziali alla condizione umana – sono una boccata d’ossigeno, un urlo sincero in un mondo che non sa dire più la verità sull’uomo.

L’evento è curato da Alessio Bolognesi, Giovanna Lacedra, Vania Elettra Tam e Sergio Curtacci,  promosso dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Ferrara e dal magazine “Frattura Scomposta”, e sostenuta dal Gruppo FINMATICA.

Andrea Musacci

Un progetto per l’ex Mof

9 Giu

1Ora il sogno di un nuovo Ex MOF è un po’ più concreto. Tante sono state le idee per dare nuova vita all’edificio, con ampio parcheggio, fino al 1989 sede del Mercato Ortofrutticolo cittadino. Trentanove progetti presentati a inizio anno al concorso – bandito dall’Ordine degli Architetti di Ferrara e dal Comune di Ferrara – per inserire all’interno dell’edificio la nuova sede dell’Ordine degli Architetti e dell’Urban Center del Comune di Ferrara. Il vincitore del concorso è un ferrarese, Filippo Govoni, 29 anni, che guiderà il gruppo formato da Federico Orsini, 32 anni, Riccardo Russo, 30 anni e Fernando Russo, 60 anni. Venerdì alle 18 vi è stata la presentazione della mostra dei progetti nella via Coperta del Castello Estense. Diego Farina, presidente degli Architetti ferraresi, dopo aver indicato nel 2016 l’ipotetica data di chiusura dei lavori, ha spiegato come il progetto sia importante per “la trasversalità tra pubblico e privato di questo percorso di rigenerazione urbana” e perché questo è avvenuto “tramite concorso pubblico”. Un’area, quella dov’è inserita l’Ex MOF, “già in trasformazione”, ha ricordato l’Assessore comunale Roberta Fusari, un’ulteriore “spazio del centro da valorizzare” – ha proseguito Marcella Zappaterra, presidente della Provincia – a dimostrazione della sensibilità delle istituzioni locali su questo tema. Dopo il taglio del nastro da parte di Govoni, è dunque iniziata la visita all’esposizione.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 08 giugno 2014