Come contrastare una modernità senza Dio? Leggendo la storia «con gli occhi della fede»

1 Dic

negri-copertina il cammino della chiesaIl 25 novembre è stato presentato a Ferrara l’ultimo libro di Mons. Negri, “Il cammino della Chiesa”

Mercoledì 25 novembre alle ore 21 è stato presentato l’ultimo libro di Mons. Luigi Negri, “Il cammino della Chiesa. Fondamenti, storia & problemi”, (Ares ed.). L’incontro, organizzato dal Centro Culturale S. Massimiliano M. Kolbe, si è svolto nel Cinema S. Spirito in via Resistenza, 7 a Ferrara e ha visto gli interventi di P. Paolo M. Siano, Francescano dell’Immacolata, e Renato Cirelli di Alleanza Cattolica.

mons negri

Mons. Luigi Negri

Siano ha riflettuto sul metodo di Mons. Negri, che mette in guardia dal «neutralismo del positivismo storico», dalla “presunta storiografia neutrale e oggettiva dell’Illuminismo e del Positivismo”, com’è scritto nel testo. Invece, “nessuno può conoscersi se non attraverso l’amicizia”, come diceva Sant’Agostino. Vi è però anche il pericolo del revisionismo agnostico, ovvero di «considerare impossibile la conoscenza oggettiva della storia». Conseguenza di ciò è considerare la Chiesa «solo come gerarchia», mentre la sua è «storia della pietà e della fede di un popolo generato dal Signore». Nello specifico, Siano ha analizzato due periodi cardini: il Medioevo, definito «età della cristianitas, non nel senso che ognuno e ogni cosa fosse santo e perfetto, ma nel senso che l’orizzonte della vita personale e sociale era la fede cristiana»; e la «modernità modernistica», che «pone l’uomo come centro», in nome dell’immanentismo e dell’agnosticismo.

Foto pres. libro Vescovo

Da sinistra, P. Paolo M. Siano e Renato Cirelli

Cirelli ha proseguito parlando di «un morbo nella modernità, che viene dalla libertà presente nella Chiesa, alla quale i fedeli vengono educati, tanto che eresie e rivoluzioni sono peculiari del cattolicesimo». Per la prima volta, a cavallo del 2000, in Europa è nata «una generazione incredula, e molti non hanno più il coraggio e la convinzione di esprimere la propria fede in pubblico». «La tragedia di una modernità senza Dio – ha concluso Cirelli – è quella di un’Europa che ha eliminato il proprio senso», provocando una crisi in tutti gli ambiti. Mons. Negri invita, invece, a leggere la storia della Chiesa e i giorni nostri «con gli occhi della fede».

Andrea Musacci

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