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Gad Lerner, “la verità è nell’inappropriabilità della terra”

30 Apr

Lerner 3Ieri pomeriggio nella Sala della Musica del Chiostro di S. Paolo nell’ambito della Festa del Libro Ebraico Donatella Di Cesare ha presentato il suo “Israele. Terra, ritorno, anarchia”, da poco uscito per Bollati Boringhieri. Insieme all’autrice era presente Gad Lerner, giornalista, scrittore e conduttore televisivo e Shulim Vogelmann il quale nella sua breve introduzione ha accennato alla speranza che “Israele in futuro diventi teatro di pace”. Gad Lerner nel corso del proprio intervento ha riflettuto, con rara acutezza, sui temi centrali del libro. “La relazione con la terra, l’esservi, l’abitarla da forestieri” è tratto distintivo dell’ebraismo, della Promessa essenziale “al senso, all’aspirazione messianica di Redenzione” di questo popolo. È, potremmo dire, condizione universale dell’essere umano su questa terra, per sua essenza mortale, “provvisorio”. “L’inappropriabilità” della terra, dunque, come antidoto alla sua “idolatria, a una degenerazione statolatrica del sionismo dal quale questo libro ci mette in guardia”. Idolatria che, anche oggi, porta a una “militarizzazione delle coscienze”, a “un’autoghettizzazione”, una “sacralizzazione della proprietà” antitetica all’idea di terra come dono divino, come tappa verso l’aldilà.  Di Cesare ha ripreso il filo del discorso parlando della “tragicità” del sionismo, un non-nazionalismo affetto appunto da “statolatria”, e dello Stato d’Israele nato, paradossalmente – come diceva Hannah Arendt – nel periodo di declino degli Stati-nazione. La terra, ogni terra, al contrario “appartiene sempre all’altro”, a chi ce l’ha donata e a chi la doneremo. Per questo Israele può diventare – riprendendo il pensiero di Vogelmann – un futuro “laboratorio di globalizzazione”, una comunità – non uno stato, nè due stati – di pace e di dialogo.

DorflesUn’ora prima, alle 16.15,  Piero Dorfles, ha presentato il suo “I cento libri”. Ne ha discusso con l’autore Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS e Shulim Vogelmann. Dorfles, noto per il suo ruolo di divulgatore letterario in radio e televisione, ha iniziato ricordando i suoi antenati, originari della Bassa Sassonia e ha spiegato il titolo del suo libro, che raccoglie testi che hanno in qualche modo influenzato le espressioni del linguaggio comune e l’immaginario collettivo. “Il libro mette in moto una capacità analitica, decretativa” estranea a qualsiasi altra opera d’arte o medium. Per questo, “la lettura anche di un solo libro comporta un’astrazione assoluta” e dunque “un lavoro, un processo complesso”, comunque “antinaturale”, ma ineguagliabile. I libri che sopravvivono nel tempo sono quelli ricchi di “archetipi di comportamento umano ancor’oggi universali e vivi”, come ad esempio “Pinocchio” di Carlo Collodi e “Delitto e castigo” di Fedor Dostoevskij. La forza della letteratura deriva dal suo essere fondata “sull’immaginazione intesa come fantasia creatrice” e molta della forza dello stesso ebraismo risiede nel fatto che da oltre duemila anni questa cultura continua a  produrre letteratura. Tra Grazia Deledda e Alberto Moravia, Franz Kafka e Romain Rolland, la relazione di Dorfles è stata un utile stimolo non solo a leggere autori d’origine ebraica, ma un incentivo a riconoscere nella lettura una fonte inesauribile di conoscenza, un piacere alla portata di tutti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 aprile 2014

(Nelle foto: Donatella Di Cesare e Gad Lerner;

Riccardo Calimani, Piero Dorfles e Shulim Vogelmann)

Gli eventi del penultimo giorno della Festa

30 Apr

logo FestaOggi per l’intera giornata al Chiostro di San Paolo verrà proiettato il cortometraggio “Nel silenzio” di Andrea Barra e Carlo Magri. Alle 10 (in caso di maltempo Sala della Musica) vi sarà “Il secondo atto di ‘Ebrei a Ferrara – Ebrei di Ferrara’. Presentazione degli atti del convegno internazionale di studi, 3-4 ottobre 2013”. Alle 12 Corrado Israel De Benedetti presenta il suo “Un amore impossibile nella bufera” uscito nel 2013 per Claudiana, del quale parlerà con Anna Quarzi, Presidente ISCO Ferrara. Dopo la pausa alle 12.30 (con replica alle 19) con i “Sapori di un aperitivo di ispirazione ebraico-ferrarese”, alle 15 vi sarà “Giacomo Castelbolognesi (1844-1918) e la finanza internazionale tra Italia liberale ed età giolittiana” e alle 17 alla libreria Sognalibro in via Saraceno “Sefer umatkon – ‘Libri e ricette’ ” con Rav Luciano Caro, Rabbino Capo di Ferrara. Alla stessa ora al Chiostro Valentina Pisanty presenta il suo “L’irritante questione delle camere a gas. Logica del negazionismo” mentre alle 17.30 ci sarà l’incontro “I medici ebrei e la cultura ebraica a Ferrara”. Dalle 19 alle 21 verrà proiettato il video messaggio di Herbie Hancock per celebrare il Giorno Internazionale del Jazz, e  alle 21 (in caso di maltempo Sala Estense) il concerto del “Ben Goldberg Trio”. Infine, alle 16 e alle 17 sempre al Chiostro proseguono le visite guidate di “Itinerario nella Ferrara ebraica: dall’antico ghetto al MEIS”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 aprile 2014

Questa volta Gioele Dix si fa serio

29 Apr

3Dnn+9_2C_pic_9788804634119-quando-tutto-questo-sara-finito_originalPer la Festa del Libro Ebraico ieri alle 18 nella Sala della Musica del Chiostro di San Paolo l’attore Gioele Dix ha presentato il suo libro “Quando tutto questo sarà finito. Storia della mia famiglia perseguitata dalle leggi razziali”, da poco uscito per Mondadori.  Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS, ha dialogato col comico milanese che, con ironica malinconia, ha affrontato un ambito delicato come quello delle proprie radici. David Ottolenghi, questo il suo vero nome, classe ’56, ha condiviso col numeroso pubblico presente le vicende della propria famiglia, di origini ebraiche, durante gli anni delle leggi razziali fasciste. Una spinta profonda a voler “riscoprire le mie radici”, interrogando il proprio padre del quale “avevo bisogno della complicità assoluta per scrivere questo libro”. Figura centrale è stata anche la figura del nonno paterno, “simpatizzante fascista” e che quindi con le leggi razziali ricevette “una doppia stangata, come italiano e come ebreo”. Il giorno dopo andò a consegnare la tessera del PFN, ma “non l’accettarono e non seppi mai perchè”. Gioele Dix ha dunque proseguito tentando di spiegare come “la mia famiglia recepì la discriminazione antiebraica, soprattutto con gli occhi di mio padre, che nel ’38 aveva dieci anni”. Scopo dell’opera è “di infilarsi nel grande magma della Storia per raccontare una storia personale, sperando possa incidere”. Libro che “di certo non rappresenta un punto d’arrivo, ma una tappa” del percorso personale dell’artista. Tra qualche nota di tristezza e tante di ironia, Dix ha anche spiegato la scelta del suo nome d’arte, ispirato a un profeta biblico, Gioele che però, rispetto ad altri – ha scherzato – “ha fatto poche profezie” e dell’origine del proprio cognome, comune a entrambi i genitori. Nel finale dell’incontro, vi sono state diverse domande e interventi provenienti dal pubblico. Queste hanno dato l’occasione a Gioele Dix di confessare come l’aver “intervistato” il padre gli sia servito per “comprendere meglio il suo carattere, la sua personalità, il suo vissuto profondo”.  Tanto divertente quanto commuovente anche il racconto della reazione del padre – persona riservata e taciturna, come il nonno paterno – alla lettura della bozza del libro, suggellata da queste parole: “mi sono un po’ commosso a leggere questa storia”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2014

Gli eventi di oggi alla Festa del Libro Ebraico

29 Apr

logo FestaOggi si conclude il convegno “Conversos, marrani e nuove comunità ebraiche nella prima età moderna”, con due sessioni alle 9.30 e alle 14 nella Sala della Musica. Alle 12.30 (e alle 19) al Chiostro di San Paolo appuntamento con i “sapori di un aperitivo di ispirazione ebraico-ferrarese”, mentre per l’intera giornata verrà proiettato il servizio di Mauro Perani su “Il più antico Sefer Torah che si conosca (sec. XII-XIII) riscoperto presso la Biblioteca Universitaria di Bologna”.

Alle 16.15 Piero Dorfles presenta il suo “I cento libri”, da poco uscito per Garzanti, insieme a Riccardo Calimani, Presidente Fondazione MEIS. Alle 17.15, invece, Donatella Di Cesare parlerà del suo “Israele. Terra, ritorno, anarchia”, edito da Bollati Boringhieri, insieme al giornalista Gad Lerner e a Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire. A seguire alle 19 vi sarà un omaggio ad Arnoldo Foà, a cura di Alberto Rossatti, e alle 21 (in caso di maltempo in Sala Estense) “Il canto salvato. Il cammino della musica sefardita”, concerto di e con Miriam Meghnagi. Infine, alle 11 alla Libreria Sognalibro in via Saraceno e alle 16 e 17 al Chiostro di S. Paolo le visite guidate dell’“Itinerario nella Ferrara ebraica”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2014

Alcuni eventi della Festa del Libro Ebraico

28 Apr

2014-04-26 21.10.33Alcuni degli appuntamenti della Festa al Chiostro di S. Paolo. Oggi alle 9.30 e alle 15 e domani alle 9.30 e 14, nella Sala della Musica convegno “Conversos, marrani e nuove comunità ebraiche nella prima età moderna”. Alle 21 (in caso di maltempo Sala Estense) “La farfalla risorta”, reading concerto. Domani alle 16.15 Piero Dorfles presenta il suo “I cento libri” insieme a Riccardo Calimani, Presidente Fondazione MEIS. Alle 17.15 Donatella Di Cesare presenta invece il suo “Israele. Terra, ritorno, anarchia” insieme a Gad Lerner, giornalista e Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire. Mercoledì alle 10 (in caso di maltempo Sala della Musica) il secondo atto di “Ebrei a Ferrara – ebrei di Ferrara. Presentazione degli atti del convegno internazionale di studi del 3-4 ottobre 2013”. Alle 12 Corrado Israel De Benedetti presenta il suo “Un amore impossibile nella bufera” insieme ad Anna Quarzi, presidente ISCO Ferrara. Alle 17.30 l’incontro “I medici ebrei e la cultura ebraica a Ferrara”. Infine, giovedì alle 10.30 “Helena Rubinstein: la donna che inventò la bellezza” e alle 14 Leo Neppi Modona presenta “Barbari nel secolo XX. Cronaca familiare (settembre 1938 – febbraio 1944)”.

Andrea Musacci

Festa del Libro Ebraico, “un inizio per sviluppare altre domande”

28 Apr

2014-04-26 21.10.15Un pubblico numeroso ha presenziato sabato alle 21 al Chiostro di San Paolo all’inaugurazione della V edizione della Festa del Libro Ebraico in Italia e della IV Notte Bianca Ebraica d’Italia. Un forte riconoscimento dell’importanza della cultura ebraica e una conferma della volontà di dialogo della nostra città nei confronti di una tradizione ricca di fascino. Una comunità, quella ebraica, “anarchica e atipica” – per usare le parole di Riccardo Calimani, Presidente MEIS Ferrara – ma “vitale e utile per tutta l’Italia”. Per questo, una serie di laboratori “aperti e anticonformisti” come quelli della Festa e del MEIS sono “utili e fecondi” in uno spirito di apertura. “La Festa”, ha proseguito Calimani, “si presenta dunque non per dare risposte definitive, ma come inizio per sviluppare altre domande”. Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha proseguito sottolineando “l’importanza della Festa nel fare luce sul ruolo della comunità ebraica nella nascita e formazione dello Stato italiano”. Tra convivenza pacifica e forti discriminazioni, gli ebrei sono presenti nella nostra penisola da più di duemila anni e “anche a Ferrara da alcuni secoli sono parte integrante del tessuto cittadino”. Dopo i saluti della Prof.ssa Giuditta Brunelli, a nome dell’Università di Ferrara, e di Patrizia Bianchini, Assessore della Provincia di Ferrara, ha preso la parola il Rav Luciano Caro, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Ferrara. Caro ha ricordato le discriminazioni subite dagli ebrei, anche nella nostra città, fino al ventennio fascista, e l’importanza del libro come “parte del nostro dna e simbolo dello stretto rapporto tra passato, presente e futuro”. Una cultura – come ha spiegato Massimo Mezzetti, Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna – “del dialogo e del dubbio”, una comunità che – ha ricordato Tiziano Tagliani, Sindaco di Ferrara – ha regalato alla nostra città personalità come Paolo Ravenna e Giorgio Bassani”. Per questo, ha proseguito Tagliani, “il MEIS vuol essere casa dell’ebraismo, per la memoria, lo studio e l’esperienza” e la nostra città si pone come “soggetto attivo per riscoprire questa storia e farla propria”.

La serata è proseguita alle 21.45 al Chiostro di San Paolo col concerto, presentato da Annalisa Lo Piccolo, a cura degli alunni e insegnanti del Conservatorio “G. Frescobaldi”, con la soprano Mara Paci e la contralto Ilaria Scarponi. I presenti si sono, successivamente, divisi tra chi, dalle 22.45 nella Sala della Musica del Chiostro ha assistito allo spettacolo teatrale “Un grembo due nazioni molte anime. Parole e musiche degli ebrei d’Italia”, di e con Manuel Buda e Miriam Camerini, e chi, dalle 23 si è radunato in P.zza Trento Trieste per l’escursione culturale “Storie della Ferrara ebraica ed estense passeggiando per le piazze più belle del centro”, guidata da Francesco Scafuri. Infine, all’una nel cortile del Castello Estense vi sono state degustazioni di sapori di ispirazione ebraico-ferrarese.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 aprile 2014

Giornata di libri e giochi al MAF di S. Bartolomeo in Bosco

27 Apr

servizi2Un pomeriggio all’insegna della cultura ferrarese, attraverso letture, oltre a giochi e riti del passato. Oggi alle 16 al MAF (Mondo Agricolo Ferrarese) in via Imperiale, 265 a San Bartolomeo in Bosco avrà luogo l’evento “Dai libri agli antichi giochi del periodo pasquale”. Si inizierà con la presentazione di alcuni libri: “Zirudelle” di Raimondo Baraldi (Baraldi Editore, Cento, 2013); “Gli ultimi luoghi dove ancora si parla e altri racconti” (Arstudio, Portomaggiore, 2012) e “Una Triste Felicità” (Arstudio, 2010), romanzi e racconti di Luciano Montanari con letture di Gabriella Veroni Munerati. A seguire, il Rito – Gioco pasquale del Coccetto (in dialetto, “al Scuzét”) nel quale i partecipanti si contenderanno il sesto Trofeo in palio cercando di rompere la punta dell’uovo degli avversari. In conclusione buffet riservato a tutti gli intervenuti. Dalle 15.30 alle 18.30 è anche possibile visitare l’esposizione del museo divisa in tre sezioni, “La Meccanizzazione agricola”, “La Casa Rurale” e “Il borgo”. Il MAF è anche sede di un Centro Documentazione nato agli inizi degli anni ‘80 grazie alla collaborazione tra Guido Scaramagli e il Centro Etnografico del Comune di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 aprile 2014

Berlinguer nell’Italia di oggi

19 Apr

BerlinguerL’11 giugno del 1984, quattro giorni dopo l’ictus che lo colpì durante un comizio a Padova, morì Enrico Berlinguer, indimenticato segretario nazionale del PCI. Ieri con la presentazione del libro “Casa per casa, strada per strada. La passione, il coraggio, le idee” nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea in via Scienze, 17, l’Istituto di Storia Contemporanea e l’Istituto Gramsci di Ferrara hanno reso omaggio a uno dei politici che più hanno segnato la storia della Repubblica italiana. Sono intervenuti Fiorenzo Baratelli, Presidente Istituto Gramsci Ferrara, Federico Varese, Professore Oxford University, Pierpaolo Farina, curatore del libro e fondatore di enricoberlinguer.it, e ha moderato Roberto Cassoli dell’Istituto Gramsci cittadino. Secondo Baratelli dopo trent’anni “non vi è ancora un giudizio equanime sulla figura di Berlinguer”, politico che, nel solco “della sua storia, del suo mondo, quello comunista”, è stato forse il più grande innovatore. Ripercorrendo i suoi anni alla guida del PCI, Baratelli analizza alcuni dei temi principali del pensiero berlingueriano: l’austerità, l’idea della democrazia come “valore universale”, lo scambio epistolare con Mons. Bettazzi, la questione morale. Varese, invece, ha impostato il proprio intervento sull’analisi – scientifica, etica, politica – del marxismo e del pensiero berlingueriano, e sulla loro attualità nella crisi dell’odierno mondo globalizzato.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 aprile 2014

(Nella foto, da sinistra: Federico Varese, Pierpaolo Farina, Fiorenzo Baratelli e Roberto Cassoli)

“Lo squadrismo raccontato dai fascisti” in mostra fino al 2 giugno

19 Apr

2014-04-15 16.31.32Sabato scorso al Museo del Risorgimento e della Resistenza in c.so Ercole I d’Este, 19 è stata inaugurata la mostra in tre sezioni “Lo squadrismo raccontato dai fascisti – Il ‘Diario 1922’ di Italo Balbo e altre fonti”, a cura di Antonella Guarnieri. La seconda sezione dal tema “Controcanto”, a cura di Delfina Tromboni, è esposta nella stessa sala mostre del Museo. La terza, invece, “Documenti originali sullo squadrismo ferrarese dai fondi dell’Archivio di Stato di Ferrara”, curata da Davide Guarnieri, è visitabile nella sede dell’Archivio di Stato in c.so Giovecca, 146. Grazie a diverse testimonianze di protagonisti, “Controcanto” si occupa degli assalti a Cooperative, Case del Popolo e Camere del Lavoro a Ferrara e provincia (Copparo, Dosso ecc.) dal 1921. Insulti, bastonate, aggressioni, bombe, attentati, con morti e feriti, un vero bollettino di guerra. Antonella Guarnieri, invece, nella sua sezione dedica ampio spazio alla figura di Balbo, del quale spesso si dimentica il ruolo nelle violenze squadriste, il fatto che fu uno dei maggiori artefici dello squadrismo padano. Due eventi fra i tanti sono emblematici di quel periodo: l’assalto il 18 dicembre ’20 ai danni di Augusto Niccolai, socialista e presidente del Consiglio Provinciale, bastonato da fascisti, a cui seguiranno scontri con sei morti tra fascisti e socialisti; quattro mesi dopo, l’assalto e la distruzione da parte di fascisti delle case del popolo (e di tutta la documentazione dentro) di Burana, Lezzine, Pilastri e Gavello. La mostra resterà aperta nelle due sedi fino al 2 giugno nei seguenti orari: Museo Risorgimento e Resistenza, martedì-domenica ore 9.30-13 e 15-18; Archivio di Stato, lunedì-sabato ore 9.30-13.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 aprile 2014

Oggi in Castello l’ANPI presenta “Bisognava farlo”

18 Apr

66fdb04d7f6a13dc42d656f5f2894a87fdb36Oggi alle 17.30 si svolgerà il terzo dei quattro incontri del Festival della letteratura resistente, a cura dell’ANPI provinciale. Nella Sala Alfonso I d’Este del Castello Estense ci sarà la presentazione del libro “Bisognava farlo. Il salvataggio degli ebrei internati a Finale Emilia”, di Maria Pia Balboni, la quale dialogherà con Daniele Civolani, presidente ANPI Ferrara. Maria Pia Balboni è una studiosa di storia locale della Bassa modenese che ha incentrato le proprie ricerche sulla comunità ebraica di Finale Emilia. Il volume ripercorre le vicende relative al salvataggio degli ebrei stranieri che, trovandosi in Italia al momento della promulgazione delle leggi razziali e successivamente dello scoppio delle ostilità, furono dapprima internati e, dopo l’armistizio, perseguitati dalle autorità della RSI e dalla polizia nazista. La grande storia si intreccia con la piccola storia della provincia di Modena quando, nel corso del 1941-‘42, giungono a Finale Emilia una decina di famiglie sfuggite al genocidio nazista. Qui fanno conoscenza con Don Benedetto Richeldi, che avrà un ruolo fondamentale nelle loro vite future, come anche nella storia della Resistenza nella Bassa modenese.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 aprile 2014