Un’occasione per riflettere sul complesso e tormentato periodo che va dalla fine degli anni ’70 ai giorni nostri, passando per la svolta del PSI, Tangentopoli e la Seconda Repubblica. Oggi alle 17 alla libreria Ibs.it in p.zza Trento e Trieste verrà presentato “Ricordati di vivere” (Bompiani, 2013), l’ultima fatica di Claudio Martelli, nel quale l’ex dirigente socialista racconta le vicende salienti degli ultimi trent’anni del nostro Paese attraverso il punto di vista privilegiato di protagonista. È nel ’76 che Bettino Craxi lo chiama ad entrare nella direzione nazionale del partito. Da qui l’ascesa che lo porterà nel ’79 ad essere eletto deputato, nell’84 a diventare vicesegretario del PSI, poi europarlamentare e nell’89 vicepresidente del Consiglio dei ministri del governo Andreotti. Nel 1991 diventa Ministro di Grazia e Giustizia: sarà lui a chiamare Giovanni Falcone a dirigere la Direzione Generale degli Affari Penali, e insieme a lui a progettare la Superprocura antimafia. Nel 1993 è costretto a dimettersi dalla guida del Ministero di Grazia e Giustizia dopo aver ricevuto un avviso di garanzia sulla vicenda della bancarotta del Banco Ambrosiano. Sempre durante Tangentopoli è stato condannato, dopo aver confessato, per aver ricevuto 500 milioni di lire nel caso della maxitangente Enimont. Da qui l’inizio del declino politico: nel 1998 diventa consulente del Ministro Livia Turco nella commissione per le politiche d’integrazione degli immigrati e della consulta degli immigrati, nel ’99 viene eletto eurodeputato per lo SDI, partito che abbandonerà nel 2001 per fondare il Nuovo PSI. Infine, dal 2005 al 2009 conduce vari programmi sulle reti Mediaset.
Andrea Musacci
Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 marzo 2014

Più di 20.000 fedeli “seguaci” su Facebook, oltre 10.000 su Twitter. Una foto in bianco e nero con Giorgio Napolitano ed Enrico Berlinguer durante una riunione del glorioso Partito Comunista Italiano. Così si presenta “L’Apparato”, creazione di alcuni “compagni” italiani che da un oltre anno sta spopolando sui social network, riscuotendo successo soprattutto tra i giovani. E sono proprio i Giovani Democratici ferraresi, giovanile del PD, ad aver organizzato per oggi alle 18 alla Libreria Ibs.it di p.zza Trento e Trieste a Ferrara la presentazione del “Libretto Grigio”, testo “ufficiale” de “L’Apparato” uscito nel novembre scorso per Editori Riuniti. Sarà il bolognese Giacomo Bottos ad avere l’onore e l’onere di presentare questo “Libretto”, non più rosso come quello di Mao Tse-tung, ma irrimediabilmente grigio. È uno “stato dell’anima, una forma di vita passata o possibile”, più che un partito o una struttura organizzata. Un profilo virtuale, ma non troppo, dunque, ironico ma serio, frivolo e nostalgico al tempo stesso. In ogni caso, precisano sul profilo Facebook, “l’Apparato è in grado di esprimere l’essenziale tanto in una relazione di sei ore quanto in 160 caratteri.”
“E gioia sia. Il segreto per la felicità” è il titolo del libro di Chiara Amirante che verrà presentato stasera alle 21 al Monastero del Corpus Domini in via Pergolato, 4 a Ferrara. L’evento rientra all’interno delle celebrazioni per l’ottavario di Santa Caterina Vegri. Chiara Amirante, classe ‘66 è una scrittrice cattolica, oltre ad essere la fondatrice e presidente della Comunità Nuovi Orizzonti, movimento internazionale di laici interno alla Chiesa Cattolica che interviene in tutti gli ambiti del disagio sociale, realizzando azioni di solidarietà a sostegno di chi vive situazioni difficili.
Oggi alle 17.30 presso la libreria Ibs.it di Ferrara avrà luogo la presentazione del libro “Il viandante e lo sciamano. Diario di viaggio e formazione tra le Ande dell’Ecuador”. Carlo e Ghila Pancera, autori del testo nonché padre e figlia, dialogheranno insieme ad Anita Gramigna dell’Università di Ferrara e Riccardo Roversi, di Este edition. Il libro narra le vicende di questo viaggio compiuto, oltre che dai due autori, anche da Annalisa, compagna di Carlo, nel 2009. Il libro contiene anche alcuni racconti di Ghila ispirati a certi eventi e incontri fatti in quell’occasione, e una Prefazione epistemologica del padre, nonché Note e schede con suggerimenti per un uso didattico del testo in sede universitaria. Il testo è dunque utilizzabile anche in corsi di pedagogia interculturale, educazione comparata e antropologia culturale.

