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Inaugura “Atelier”, la personale di Caselli Nirmal

4 Lug

13557908_1111949595515020_9211376454197311967_nQuarant’anni di esperienza artistica negli scatti di un maestro come Marco Caselli Nirmal. “Atelier” è il nome della personale del noto fotografo ferrarese, che inaugura martedì alle 18.30 nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45.

Fino al 31 luglio dalle 9 alle 19.30 sarà possibile ammirare una selezione delle innumerevoli fotografie scattate da Caselli, in una mostra anomala per Cloister, fino ad ora spazio adibito a personali e collettive di pittura e scultura.

Come scrivono gli organizzatori, “di fianco allo scatto che isola e trasforma in opera d’arte il gesto teatrale e di fianco all’eleganza di architetture, spicca il tema della comunicazione dell’esperienza artistica”. L’esposizione sarà anche un’occasione per omaggiare il Maestro Claudio Abbado e l’ex vicedirettore del Teatro Comunale di Ferrara Paolo Natali.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 luglio 2016

La collettiva “Visioni” inaugura domani a Palazzo Spisani

2 Lug

13512001_1805103329725399_8236267584281105217_nLa Galleria Artè Primaluce di Ferrara diretta da Nadia Celi insieme alla Galleria d’arte Transvisionismo di Stefano Sichel e la Galleria polacca Labirynt inaugurano domani alle ore 17.30 la mostra collettiva di pittura, scultura e fotografia “Visioni – Wizje (Italia-Polonia)”. Luogo scelto per l’esposizione, Palazzo Spisani in via G. Byron, 10 a Ferrara. In parete, opere dei seguenti artisti: Marco Bellagamba, Malgorzata Bielecka, Camilla Biella, Alessandra Bisi, Fausta Dossi, Agnieszka Gamza, Daniela Gilardoni, Maria Gioia Dall’Aglio, Maciej Gryglaszewski, Monika Kusak-Lesniak, Zbigniew Ladygin, Maria Mantegna, Monstfur, Nicolas Navoni, Giovanni Battista Pedrazzini, Gian Reverberi, Renata Rychlik, Anna Schumacher, Stefano Sichel, Fedora Spinelli, Edward Syty, Anna Teresa Slusarek, Piort Woroniec, Teresa Zebrowska.

La mostra è visitabile fino al prossimo 11 luglio, tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 luglio 2016

“Camera con vista”, le foto di Benedetti alla Dogana

2 Lug
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Foto di Massimo Benedetti

“Camera con Vista” è il nome della personale di fotografia di Massimo Benedetti che inaugura oggi alle 18 nel Ristorante “Dogana” in via della Luna, 30 a Ferrara. L’esposizione rappresenta la quarta delle sette facenti parte del programma di “Dogana in fotografia”, rassegna ideata da Stefano Bottoni e dalla sua “Officina dei Bottoni” e partita lo scorso febbraio.

Il titolo della mostra – lo stesso di un libro che l’artista sta realizzando – gioca sul doppio significato di “camera”, tanto ambiente con finestre, quanto, in inglese, “fotocamera”. Come spiega lo stesso Benedetti, sono, dunque, «entrambi un punto di osservazione del mondo».

Per le sue creazioni fotografiche, Benedetti predilige, inoltre, il bianco e nero. Come spiega sempre lui stesso, «il bianco e nero mi aiuta ad estrarre l’anima dalle cose, a capire meglio cosa c’è dietro alla patina della realtà. È minimalista e non mente, non si lascia distrarre dalla mondanità del colore».

La mostra rimarrà in parete fino al prossimo 28 agosto, e sarà visitabile a ingresso libero e gratuito dalle 09 alle 15.30 e dalle 18.30 alle 24. La prossima mostra di “Dogana in fotografia”, di Joe Oppedisano, inaugurerà il prossimo 3 settembre.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 luglio 2016

Pane ed eros, immagini dalla mostra “L’anatomia della coppia”

1 Lug

Qui la mia recensione della mostra.

Sarà visitabile fino al prossimo 25 settembre la personale di fotografia di  Maria Chiara Bonora, ferrarese classe 1980, dal titolo “L’anatomia della coppia”, allestito nel doppio spazio dell’Hotel Annunziata (Piazza della Repubblica, 5) e Poltrona Frau di Paolo Gavioli (Corso Porta Mare, 8/a). Ventiquattro fotografie per questa provocatoria esposizione a cavallo tra sessualità e gastronomia, curata da Francesca Occhi, anch’essa giovane e promettente fotografa, nonché ideatrice del progetto “Occhio al talento”, nel quale rientra la mostra.

Andrea Musacci

Collettiva temporanea all’Idearte Gallery

30 Giu

Immagini dalla collettiva in parete per alcune settimane nell’Idearte Gallery in via Terranuova, 41 a Ferrara.

Andrea Musacci

A Palazzo Turchi il popolo Sahrawi è in mostra

29 Giu

sahrawi_2_scale_600x300Domani alle ore 18 a Palazzo Turchi di Bagno (in c.so Ercole I d’Este, 31) verrà ufficialmente inaugurata la mostra dal titolo “Sahrawi. La dignità di un popolo”, organizzata dal Centro per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale di Ateneo, dal Sistema Museale di Ateneo, dal Comune di Albinea (RE) e dall’Università degli Studi di Tifariti (R.A.S.D.), con il contributo della Regione Emilia Romagna e il patrocinio del Comune di Ferrara. Da alcuni anni questi enti lavorano insieme a un progetto regionale di cooperazione internazionale a sostegno delle attività del laboratorio di produzione farmaci “M. Embarek Fakal-la”, nei campi di rifugiati sahrawi in Algeria.

La mostra intende raccontare la storia del popolo sahrawi e i risultati del suddetto progetto, attraverso fotografie di Stefano Montesi, fotoreporter professionista. Del popolo Sahrawi si intende raccontare tanto la sua lotta, la sua cultura, le sue tradizioni, quanto la difficile quotidianità dei profughi nei campi e per le conseguenze della guerra. La mostra è accompagnata anche da testi contenenti alcune basilari informazioni sul Sahara occidentale e sul popolo Sahrawi, oltre che per diffondere i risultati del progetto di cooperazione decentrata.

Nel progetto sono coinvolti anche l’Associazione Jaima Sahrawi, l’Ausl e l’Associazione Farmacisti Volontari di Reggio Emilia, Comunicare spa di Reggio Emilia, l’Associazione Informatici senza frontiere, la Parafarmacia S. Paolo di Parma, FNP-CISL e ISCOS Emilia Romagna. La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino a venerdì 22 luglio con i seguenti orari di apertura: lunedì, giovedì, domenica dalle 10 alle 18, venerdì dalle 9 alle 17.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 giugno 2016

La Biennale d’Arte Contemporanea chiude i battenti

26 Giu

Qui sotto alcune mie immagini di parte delle opere in mostra.

L’ottava edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Ferrara, inaugurata venerdì nelle Sale Imbarcadero del Castello, oggi chiude i battenti. Cinquantotto gli artisti selezionati per questo evento ideato nel 2000 e organizzato fino al 2014 dall’Associazione Pro Art di Paolo Orsatti, con sede all’Idearte Gallery in via Terrranuova. Alcuni mesi fa Orsatti – vista la mancanza di sponsor e collaboratori – ha deciso di cedere l’organizzazione a Francesco Dau, artista informale, curatore e gallerista originario di Sassari ma residente dallo scorso novembre a Mantova, dove dirige, tramite l’Associazione Giotto Art, lo spazio d’arte contemporanea Muses Art Gallery.Venerdì l’inaugurazione dell’evento alla presenza del critico d’arte Giorgio Grasso.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 giugno 2016

 

 

“L’anatomia della coppia”: quando il pane diventa osé

26 Giu

[Qui la pagina de la Nuova Ferrara con l’articolo]

Gli scatti fotografici di Maria Chiara Bonora indagano l’erotismo della Ciupèta. L’allestimento curato da Francesca Occhi sarà inaugurato martedì in doppia sede

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Maria Chiara Bonora e Francesca Occhi

Linee sinuose di corpi umani o di fragranti croste di pane, primissimi piani di forme calde, ambiguamente a cavallo tra appetito carnale e desiderio di gola. Maria Chiara Bonora, ferrarese classe 1980, torna a esporre il suo progetto fotografico “L’anatomia della coppia”, allestito nel doppio spazio dell’Hotel Annunziata (Piazza della Repubblica, 5) e Poltrona Frau di Paolo Gavioli (Corso Porta Mare, 8/a) e che verrà inaugurato martedì alle 18.30, rimanendo poi in parete fino al 25 settembre.

Ventiquattro fotografie per questa provocatoria esposizione a cavallo tra sessualità e gastronomia, curata da Francesca Occhi, anch’essa giovane e promettente fotografa, nonché ideatrice del progetto “Occhio al talento”, nel quale rientra la mostra. Protagonisti dell’esposizione sono tanto gli orli e i solchi di corpi umani, quanto, in una confusione piacevolmente ironica, la coppia ferrarese, detta anche “ciopa” o “ciupeta”, dal colore dorato e dal profumo invitante. I suoi “grustin” e “mulinott” assumono le sembianze di braccia, seni e labbra di carne, in una poetica per nulla didascalica, banale o volgare. Le immagini della Bonora riescono, anzi, a essere raffinate e mai leziose, tanto esplicite quanto stimolanti le fantasie più segrete, sensuali ma mai aggressive. Non bisogna, dunque, immaginarsi il linguaggio ormai stereotipato e pruriginoso di certi spot pubblicitari, che strumentalizzano la sessualità per ammiccare al consumo.

Il verbo “consumare” può essere applicato tanto al cibo quanto al sesso, ma sarebbe riduttivo usarlo per un simbolo della cultura gastronomica ferrarese come la “ciupeta”, quanto per l’amore carnale e per la stessa arte.

Il piacere dei cinque sensi nel progetto di Maria Chiara Bonora fa intrecciare, dunque, nutrimento ed erotismo, corporeità umana e fisicità del cibo. L’idea alla base della mostra può far riflettere sulle possibilità non nutritive, dietetiche o moralistiche legate alla gastronomia, ma di richiamo a un immaginario storico e culturale. Basti pensare, nei legami tra cibo e corpo, all’importanza del pane nel sacramento eucaristico cristiano: “Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo»” (Mt 26, 26).

Ma come nasce l’idea di questo progetto? «L’intuizione – ci spiega la Bonora – l’ho avuta nel 2008 facendo un esperimento in un circolo fotografico. È stata una sorpresa anche per me scoprire elementi dell’anatomia umana nel pane ferrarese». Da qui prende avvio la fase di ricerca, che la porta a scoprire come una delle teorie più diffuse sul significato delle forme della coppia ferrarese sia quella di una rappresentazione degli organi sessuali maschili e femminili, o di una coppia di amanti. È lei stessa a confermarci come, per via della forma inconfondibile, «non avrei potuto usare un altro tipo di pane per il progetto». Durante la fase di sperimentazione, la Bonora ci spiega, dunque, come riusciva a dar vita a «sfumature e contrasti tra dettagli appuntiti e linee morbide».

Infine, due parole su “Occhio al talento”, progetto ideato da Francesca Occhi finalizzato alla valorizzazione di nuovi talentuosi fotografi ferraresi. Forte, come si nota nel caso della mostra della Bonora, il legame col nostro territorio e l’idea che un progetto espositivo serio non possa non nascere senza una profonda fase di studio e di ricerca. Anche per questo, il prossimo autunno avranno luogo tre workshop con fotografi di qualità come Andrea Samaritani, Mustafa Sabbagh e Silvia Camporesi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 giugno 2016

“Visioni di città” tra pittura e letteratura

24 Giu
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Lucia Boni e Alessandro Tagliati

Letture e riflessioni tra le opere di Paolo Volta. Ieri pomeriggio, a partire dalle 18.30, nella Galleria d’arte Cloister in c.so Porta Reno, 45 si è svolto l’aperitivo letterario del giovedì, ogni mese legato alla mostra mensile. Tema dell’incontro, “Visioni di città. Sguardi raccontati con parole”, con proposte di letture a partire da Giorgio Bassani, a cura di Lucia Boni e Alessandro Tagliati. Diversi i temi trattati del rapporto tra soggetto e città (soprattutto Ferrara, ma non solo): la soggettività di chi guarda, la nostalgia, la memoria, i suoni e gli odori, la differenza tra l’ammirare un luogo camminando o rimanendo fermi, l’infelicità congenita di Ferrara. Tra gli autori scelti per le letture, Filippo de Pisis, Giorgio Bassani, Vittorio Sgarbi e Umberto Saba.La mostra di Paolo Volta, “La mia Marilyn” rimarrà in parete a Cloister fino al prossimo 2 luglio.

Andrea Musacci

Livelli mutevoli di Zidane in mostra all’Alchimia r&b

24 Giu

Fino al prossimo 18 agosto è possibile ammirare la personale di Mesin Zidane, artista originaria di Casablanca, dal titolo “Levels”, nell’Alchimia r&b in via Borgo dei Leoni, 122 a Ferrara. La personale di Zidane è a cura di Barbara Vincenzi e Robert Carlo Phillips, in collaborazione con Angelo Andriuolo e “Ars Imago Dei”, e può essere visitata a ingresso libero e gratuito.

I vari livelli di plexiglas interloquiscono costantemente con l’ambiente espositivo e col punto di vista dell’osservatore: i vari giochi e riflessi di luce e ombre dissolvono l’identità dell’opera, non più statica ma cangiante. La stessa posizione dei livelli di plexiglas è, inoltre, continuamente modificabile, rendendo ancora più precaria la definizione delle opere esposte, la loro riconoscibilità.

Andrea Musacci