Il vignettista Giannelli a Ferrara

10 Mag

giannelliStamattina alle 11.30 nell’Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara si terrà un incontro con il vignettista del Corriere della Sera Emilio Giannelli. Dopo il saluto del Rettore Pasquale Nappi e del Prof. Andrea Calamanti del Dipartimento di Economia, organizzatore dell’evento, Emilio Giannelli intratterrà il pubblico sul tema “DIVERSAMENTE ITALIA”. Giannelli, senese classe ‘36 ed ex Direttore Centrale del Monte dei Paschi di Siena, ha collaborato con l’inserto satirico de il quotidiano la Repubblica, chiamato da Giorgio Forattini e successivamente, nel ’91, al Corriere della Sera. Ha lavorato, tra gli altri, anche con l’Espresso, Epoca, Panorama. Ha pubblicato numerose raccolte di vignette dal 1985 in poi, tra le quali: “Fratelli d’Italia”, “Senza parole”, “Servo vostro” e “La banda larga”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 7 maggio 2014

Corso di scrittura creativa all’Università

10 Mag

10314766_402175593258157_3263709575157660711_n“La scrittura creativa. Dal testo letterario al copione teatrale e filmico”, è l’iniziativa culturale ideata e realizzata dall’associazione degli studenti universitari “A.U.A.M.” con il contributo del Fondo Culturale di Unife. Fino al 21 maggio ci saranno sei incontri con vari esperti professionisti degli ambiti scelti. Si inizia oggi alle 17.30, nell’aula H del Dipartimento Studi Umanistici in via Paradiso,12, con relatore Marco Teti, storico del cinema, introdotto da Carlotta Breda. Domani, stessa ora, stesso luogo, Giuseppe Lipani, storico del teatro, sarà invece introdotto da Myriam Totaro.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 maggio 2014

Festa del Libro Ebraico, riflessioni e idee. Ma ora si aspetta l’apertura del MEIS

3 Mag

2014-04-26 21.10.33Se la cultura ebraica ha lasciato, non solo a Ferrara ma in tutta Italia, segni forti della sua presenza, lo stesso si può dire, più in piccolo, della V edizione della Festa del Libro Ebraico. Festa ideata proprio per mantenere vive e feconde le tracce di ebraismo nel nostro tessuto culturale. Non può che essere positivo, quindi, il bilancio tracciato da Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS (Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah). “Tutti gli appuntamenti in programma sono andati benissimo. E, nonostante una leggera flessione dovuta al maltempo, molto bene anche le vendite alla libreria del Chiostro di San Paolo, che hanno raggiunto il picco nelle giornate di Sabato e Domenica”.

Nicola Zanardi, Presidente di Ferrara Fiera, organizzatore dell’evento insieme alla Fondazione MEIS, è dello stesso avviso: “Sono molto soddisfatto dell’impatto che la città ha avuto nei confronti della Festa. La mia percezione è che, quest’anno, l’abbia sentita più sua. L’obiettivo della Festa, che era quello di trasferire contenuti importanti, impegnativi, e di approfondire la conoscenza della cultura ebraica presso il pubblico più ampio, può dirsi completamente centrato”.

I numeri, d’altra parte, parlano chiaro: diciassette conversazioni e tredici incontri con gli autori, che hanno coinvolto complessivamente circa cinquanta tra scrittori, giornalisti e studiosi. Undici convegni su temi di grande interesse, tra i quali quello su conversos e marrani, quello sullo stato dell’arte del MEIS e sul dopo Shoah, con la partecipazione di figure di profilo internazionale. La mostra “Vita, colore, fiabe. Il mondo ebraico di Emanuele Luzzati”, a cura di Sergio Noberini (Museo Luzzati, Genova) e Michela Zanon (Comitato Scientifico della Fondazione MEIS), che proseguirà fino al 27 Luglio presso la sede del MEIS in via Piangipane, 81. Otto esibizioni tra concerti e spettacoli teatrali, con artisti di spicco come Miriam Meghnagi e il Ben Goldberg Trio, senza contare il cortometraggio “Nel silenzio” di Andrea Barra e Carlo Magri. Venti escursioni culturali e visite guidate nella Ferrara ebraica – dal ghetto al MEIS, dal cimitero di Via delle Vigne fino al quartiere ebraico di Cento – oltre a dieci degustazioni di piatti di ispirazione ebraico-ferrarese. Inoltre, due premi: il “Pardes”, per la valorizzazione e diffusione della conoscenza della cultura e tradizione ebraica in Italia e in Europa, assegnato a Lizzie Doron, Enrico Mentana e Gioele Dix, e quello alla memoria di Aron di Leone Leoni, studioso e autore di opere fondamentali sulla storia della diaspora sefardita. Ottimi anche i risultati in termini di accessi ‘virtuali’ al nuovo sito web del MEIS e della Festa del Libro Ebraico (www.meisweb.it) che, configurato come un portale, ha raccolto tutto quello che poteva servire per la fruizione online della manifestazione.

Conclusasi dunque questa fortunata edizione della Festa, Riccardo Calimani si proietta già nel futuro. La Festa, dice, “di sicuro andrà avanti fino a quando non verrà aperto il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. I fondi per completare il primo lotto ci sono e, una volta inaugurato il MEIS, si tratterà di ragionare sulla programmazione museale. A quel punto – prosegue –, la Festa dovrà necessariamente ‘cambiare pelle’. Non potrà più essere un evento estemporaneo, annuale, ma dovrà diventare in un certo senso permanente, in linea con il duplice carattere del Museo: in parte esposizione, in parte – soprattutto – laboratorio di idee, in cui convogliare tutte le energie che finora sono state assorbite dalla Festa”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 3 maggio 2014

La lunga tradizione dei medici ebrei nella nostra città

1 Mag

P1000121Ieri in un’affollatissima Sala della Musica del Chiostro di S. Paolo ha avuto luogo la tavola rotonda “I medici ebrei e la cultura ebraica a Ferrara”, libro appena uscito per Faust edizioni. Ha moderato l’incontro Massimo Masotti (Presidente Associazione de Humanitate Sanctae Annae, Ferrara) e sono intervenuti Stefano Arieti (Università di Bologna), Fausto Braccioni (Azienda USL Ospedale del Delta – Lagosanto, Ferrara), Mauro Martini (Università di Ferrara), Riccardo Modestino (Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Anna, Ferrara), Andrea Finzi (Past Presidente Associazione Medica Ebraica – AME, Milano), Carlo Magri (Dirigente delle Professioni Sanitarie dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara), Andrea Nascimbeni (Giornalista freelance, Ferrara) e Germano Salvatorelli (Università di Ferrara). Nascimbeni ha evidenziato il “profondo legame tra la visione integrale dell’uomo tipica dell’ebraismo e i medici ebrei”. Da non dimenticare, ha aggiunto, che nell’ebraismo il medico cura ma – com’è scritto nell’Esodo – solo Dio è “colui che ti guarisce”. Mentre Arieti ha parlato della figura del medico Amato Lusitano e Salvatorelli di quella di Isacco Lampronti e di alcuni suoi discendenti, Modestino ha posto l’accento sull’importanza della comunità ebraica “nella costruzione dell’identità culturale ferrarese”. Ciò è stato possibile grazie alla “strettissima e peculiare interdipendenza tra gli ebrei e altre culture”. La figura del medico Elia Rossi Bey, morto nel 1891, è stata invece al centro della relazione di Martini, mentre la seconda relazione di Modestino ha riguardato Alberto Michelangelo Luzzato, vissuto a cavallo tra Otto e Novecento. Infine, negli ultimi due interventi, Braccioni e Magri hanno rispettivamente affrontato la straordinaria figura del medico Fernando Rietti – uomo di profonda “onestà intellettuale, di grande cultura e con un forte senso religioso”, scomparso sessant’anni fa – e quella di Maria Zamorani, una delle poche donne mediche a Ferrara dopo la Grande Guerra e tra queste forse l’unica ebrea.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 1 maggio 2014

Il programma della giornata conclusiva della Festa del Libro Ebraico

1 Mag

logo FestaEcco gli eventi della giornata conclusiva. Alle 9.30 al Chiostro di San Paolo George Tabori presenta il suo “Le Variazioni Goldberg”, con  Laura Forti e Marco Castellari. Alle 10.30 (in caso di maltempo Sala della Musica) vi sarà l’incontro “Helena Rubinstein: la donna che inventò la bellezza” con Nicola Zanardi (Presidente Ferrara Fiere), Michèle Fitoussi (Giornalista e scrittrice) e Vincenza Maugeri (Vicedirettore Museo Ebraico di Bologna). Alle 11.30 appuntamento con “Riflettendo sull’antigiudaismo e sull’antisemitismo cattolico: un dialogo”, con Riccardo Calimani (Presidente Fondazione MEIS), Francesco Margiotta Broglio (Università di Firenze), Giorgio Fabre (Storico e giornalista culturale). Dopo la pausa delle 12.30 con “Sapori di un aperitivo di ispirazione ebraico-ferrarese”, alle 14 Leo Neppi Modona presenta il suo “Barbari nel secolo XX. Cronaca familiare (settembre 1938 – febbraio 1944)” insieme a Caterina Del Vivo, Lionella Neppi Modona Viterbo e Simonetta Savino. In Sala Estense alle 15 chiusura con “Io odio i talent show” con Mario Luzzatto Fegiz. Infine dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17 al Chiostro visite guidate “Nella Ferrara ebraica: dall’antico ghetto al MEIS”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 1 maggio 2014

Gad Lerner, “la verità è nell’inappropriabilità della terra”

30 Apr

Lerner 3Ieri pomeriggio nella Sala della Musica del Chiostro di S. Paolo nell’ambito della Festa del Libro Ebraico Donatella Di Cesare ha presentato il suo “Israele. Terra, ritorno, anarchia”, da poco uscito per Bollati Boringhieri. Insieme all’autrice era presente Gad Lerner, giornalista, scrittore e conduttore televisivo e Shulim Vogelmann il quale nella sua breve introduzione ha accennato alla speranza che “Israele in futuro diventi teatro di pace”. Gad Lerner nel corso del proprio intervento ha riflettuto, con rara acutezza, sui temi centrali del libro. “La relazione con la terra, l’esservi, l’abitarla da forestieri” è tratto distintivo dell’ebraismo, della Promessa essenziale “al senso, all’aspirazione messianica di Redenzione” di questo popolo. È, potremmo dire, condizione universale dell’essere umano su questa terra, per sua essenza mortale, “provvisorio”. “L’inappropriabilità” della terra, dunque, come antidoto alla sua “idolatria, a una degenerazione statolatrica del sionismo dal quale questo libro ci mette in guardia”. Idolatria che, anche oggi, porta a una “militarizzazione delle coscienze”, a “un’autoghettizzazione”, una “sacralizzazione della proprietà” antitetica all’idea di terra come dono divino, come tappa verso l’aldilà.  Di Cesare ha ripreso il filo del discorso parlando della “tragicità” del sionismo, un non-nazionalismo affetto appunto da “statolatria”, e dello Stato d’Israele nato, paradossalmente – come diceva Hannah Arendt – nel periodo di declino degli Stati-nazione. La terra, ogni terra, al contrario “appartiene sempre all’altro”, a chi ce l’ha donata e a chi la doneremo. Per questo Israele può diventare – riprendendo il pensiero di Vogelmann – un futuro “laboratorio di globalizzazione”, una comunità – non uno stato, nè due stati – di pace e di dialogo.

DorflesUn’ora prima, alle 16.15,  Piero Dorfles, ha presentato il suo “I cento libri”. Ne ha discusso con l’autore Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS e Shulim Vogelmann. Dorfles, noto per il suo ruolo di divulgatore letterario in radio e televisione, ha iniziato ricordando i suoi antenati, originari della Bassa Sassonia e ha spiegato il titolo del suo libro, che raccoglie testi che hanno in qualche modo influenzato le espressioni del linguaggio comune e l’immaginario collettivo. “Il libro mette in moto una capacità analitica, decretativa” estranea a qualsiasi altra opera d’arte o medium. Per questo, “la lettura anche di un solo libro comporta un’astrazione assoluta” e dunque “un lavoro, un processo complesso”, comunque “antinaturale”, ma ineguagliabile. I libri che sopravvivono nel tempo sono quelli ricchi di “archetipi di comportamento umano ancor’oggi universali e vivi”, come ad esempio “Pinocchio” di Carlo Collodi e “Delitto e castigo” di Fedor Dostoevskij. La forza della letteratura deriva dal suo essere fondata “sull’immaginazione intesa come fantasia creatrice” e molta della forza dello stesso ebraismo risiede nel fatto che da oltre duemila anni questa cultura continua a  produrre letteratura. Tra Grazia Deledda e Alberto Moravia, Franz Kafka e Romain Rolland, la relazione di Dorfles è stata un utile stimolo non solo a leggere autori d’origine ebraica, ma un incentivo a riconoscere nella lettura una fonte inesauribile di conoscenza, un piacere alla portata di tutti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 aprile 2014

(Nelle foto: Donatella Di Cesare e Gad Lerner;

Riccardo Calimani, Piero Dorfles e Shulim Vogelmann)

Gli eventi del penultimo giorno della Festa

30 Apr

logo FestaOggi per l’intera giornata al Chiostro di San Paolo verrà proiettato il cortometraggio “Nel silenzio” di Andrea Barra e Carlo Magri. Alle 10 (in caso di maltempo Sala della Musica) vi sarà “Il secondo atto di ‘Ebrei a Ferrara – Ebrei di Ferrara’. Presentazione degli atti del convegno internazionale di studi, 3-4 ottobre 2013”. Alle 12 Corrado Israel De Benedetti presenta il suo “Un amore impossibile nella bufera” uscito nel 2013 per Claudiana, del quale parlerà con Anna Quarzi, Presidente ISCO Ferrara. Dopo la pausa alle 12.30 (con replica alle 19) con i “Sapori di un aperitivo di ispirazione ebraico-ferrarese”, alle 15 vi sarà “Giacomo Castelbolognesi (1844-1918) e la finanza internazionale tra Italia liberale ed età giolittiana” e alle 17 alla libreria Sognalibro in via Saraceno “Sefer umatkon – ‘Libri e ricette’ ” con Rav Luciano Caro, Rabbino Capo di Ferrara. Alla stessa ora al Chiostro Valentina Pisanty presenta il suo “L’irritante questione delle camere a gas. Logica del negazionismo” mentre alle 17.30 ci sarà l’incontro “I medici ebrei e la cultura ebraica a Ferrara”. Dalle 19 alle 21 verrà proiettato il video messaggio di Herbie Hancock per celebrare il Giorno Internazionale del Jazz, e  alle 21 (in caso di maltempo Sala Estense) il concerto del “Ben Goldberg Trio”. Infine, alle 16 e alle 17 sempre al Chiostro proseguono le visite guidate di “Itinerario nella Ferrara ebraica: dall’antico ghetto al MEIS”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 aprile 2014

Questa volta Gioele Dix si fa serio

29 Apr

3Dnn+9_2C_pic_9788804634119-quando-tutto-questo-sara-finito_originalPer la Festa del Libro Ebraico ieri alle 18 nella Sala della Musica del Chiostro di San Paolo l’attore Gioele Dix ha presentato il suo libro “Quando tutto questo sarà finito. Storia della mia famiglia perseguitata dalle leggi razziali”, da poco uscito per Mondadori.  Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS, ha dialogato col comico milanese che, con ironica malinconia, ha affrontato un ambito delicato come quello delle proprie radici. David Ottolenghi, questo il suo vero nome, classe ’56, ha condiviso col numeroso pubblico presente le vicende della propria famiglia, di origini ebraiche, durante gli anni delle leggi razziali fasciste. Una spinta profonda a voler “riscoprire le mie radici”, interrogando il proprio padre del quale “avevo bisogno della complicità assoluta per scrivere questo libro”. Figura centrale è stata anche la figura del nonno paterno, “simpatizzante fascista” e che quindi con le leggi razziali ricevette “una doppia stangata, come italiano e come ebreo”. Il giorno dopo andò a consegnare la tessera del PFN, ma “non l’accettarono e non seppi mai perchè”. Gioele Dix ha dunque proseguito tentando di spiegare come “la mia famiglia recepì la discriminazione antiebraica, soprattutto con gli occhi di mio padre, che nel ’38 aveva dieci anni”. Scopo dell’opera è “di infilarsi nel grande magma della Storia per raccontare una storia personale, sperando possa incidere”. Libro che “di certo non rappresenta un punto d’arrivo, ma una tappa” del percorso personale dell’artista. Tra qualche nota di tristezza e tante di ironia, Dix ha anche spiegato la scelta del suo nome d’arte, ispirato a un profeta biblico, Gioele che però, rispetto ad altri – ha scherzato – “ha fatto poche profezie” e dell’origine del proprio cognome, comune a entrambi i genitori. Nel finale dell’incontro, vi sono state diverse domande e interventi provenienti dal pubblico. Queste hanno dato l’occasione a Gioele Dix di confessare come l’aver “intervistato” il padre gli sia servito per “comprendere meglio il suo carattere, la sua personalità, il suo vissuto profondo”.  Tanto divertente quanto commuovente anche il racconto della reazione del padre – persona riservata e taciturna, come il nonno paterno – alla lettura della bozza del libro, suggellata da queste parole: “mi sono un po’ commosso a leggere questa storia”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2014

Gli eventi di oggi alla Festa del Libro Ebraico

29 Apr

logo FestaOggi si conclude il convegno “Conversos, marrani e nuove comunità ebraiche nella prima età moderna”, con due sessioni alle 9.30 e alle 14 nella Sala della Musica. Alle 12.30 (e alle 19) al Chiostro di San Paolo appuntamento con i “sapori di un aperitivo di ispirazione ebraico-ferrarese”, mentre per l’intera giornata verrà proiettato il servizio di Mauro Perani su “Il più antico Sefer Torah che si conosca (sec. XII-XIII) riscoperto presso la Biblioteca Universitaria di Bologna”.

Alle 16.15 Piero Dorfles presenta il suo “I cento libri”, da poco uscito per Garzanti, insieme a Riccardo Calimani, Presidente Fondazione MEIS. Alle 17.15, invece, Donatella Di Cesare parlerà del suo “Israele. Terra, ritorno, anarchia”, edito da Bollati Boringhieri, insieme al giornalista Gad Lerner e a Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire. A seguire alle 19 vi sarà un omaggio ad Arnoldo Foà, a cura di Alberto Rossatti, e alle 21 (in caso di maltempo in Sala Estense) “Il canto salvato. Il cammino della musica sefardita”, concerto di e con Miriam Meghnagi. Infine, alle 11 alla Libreria Sognalibro in via Saraceno e alle 16 e 17 al Chiostro di S. Paolo le visite guidate dell’“Itinerario nella Ferrara ebraica”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2014

“The swimmer”, il film alla Porta degli Angeli

28 Apr

TheSwimmer03_GiovanniBasso-700x368“The Swimmer”, film uscito l’anno scorso, scritto e diretto da Giovanni Basso e prodotto da Magnet Films, racconta la storia di Sam, un bambino che tenta di superare le proprie paure dopo essere stato attaccato da uno squalo. Oggi dalle 20.30 alla Porta degli Angeli in Rampari di Belfiore, 1 verrà presentato e proiettato alla presenza dell’autore. Giovanni Basso è un regista e produttore nato nell’84 a Ferrara. Nel 2010 si trasferisce a Perth in Western Australia. Appassionato di cinema, nel 2012 consegue un diploma presso la UCLA di Los Angeles e fonda la Magnet Films. Infine, alle 22.30 vi sarà il concerto della band “Pietra muta” che, dopo “Niente e Nessuno” (2011) e “Stazione Radio” (2012) lancia il suo terzo disco “La sveglia che non suona” dove la sperimentazione elettronica si mescola alle vecchie sonorità acustiche.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 aprile 2014