Dalla Boari la vita di Adriana Valles

27 Giu

le-orme-dell-orso-htmlOggi alle 19 al Circolo dei Negozianti, a Palazzo Roverella in C.so Giovecca, 47 a Ferrara, vi sarà l’ottava presentazione del romanzo di Francesca Boari, “Le orme dell’orso”. L’opera della Boari racconta alcune vicende fondamentali della vita di Adriana Valles, fondatrice del salone Valles parrucchieri. Attraverso uno stile passionale e mai scontato, la Boari racconta dell’abbandono e della riscoperta, dell’angoscia e della bellezza che hanno dominato la vita della Valles. Attraverso un cammino di fede, le vicende narrate portano a un perdono che sembrava impossibile, alla riscoperta di sé.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 giugno 2014

Workshop pratico sul make up

27 Giu

10474735_10152485298174820_6077944996690960385_nPer gli amanti del make up, oggi dalle 15 alle 19.30 nei locali de “La Camera” in via Carlo Mayr, 36 a Ferrara avrà luogo il workshop “Il sogno di Afrodite – L’origine della Bellezza e il segreto dei 7 Colori Biodinamici”.

Il laboratorio – diviso in una parte teorica e in una pratica, tra loro interconnesse – sull’arte del make-up sarà tenuto da Eugenio Squarcia, scrittore artista e graphic designer, e Tobias Tran, make-up artist e make-up expert di origini vietnamite ma di fama internazionale. L’evento sarà unico nella nostra città e la quota di partecipazione (senza pre-iscrizione) è di € 20.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 giugno 2014

Biennale d’arte, il via della prima rassegna

23 Giu

OstwaldSabato al Chiostro di San Paolo in p.zzetta Schiatti ha avuto luogo l’inaugurazione della settima edizione della Biennale Internazionale d’Arte organizzata dall’Associazione Culturale “Ferrara Pro Art”, con la curatela di Paolo Orsatti. Undici gli artisti presenti nella prima delle nove mostre in programma fino al 15 dicembre prossimo: Dai Chaoqun, Ludmilla Swarczewskaja, Marcel Klein, Fabio “Snoze” D’Agostino, Enrico Dalfiume, Dario Barsottelli, Annamaria Di Nitto, Brigitte Ostwald, Morgan Zangrossi, Anna Rita Cacciatore, Iris Paoletti.

L’esposizione prende avvio dai collage provocatori del tedesco Klein, con la sua lettura delle contraddizioni del contemporaneo. Le figure femminili surreali di Barsottelli e le opere materiche di D’Agostino propongono subito altri stili originali. La natura è presente, invece, nelle opere della Di Nitto, attraverso l’uso di elementi quali il legno o nei dipinti di Iris Paoletti. Brigitte Ostwald, austriaca residente a Ravenna, propone invece opere fortemente materiche per andare “oltre il visibile”. Si conclude con Dai Chaoqun e la sua inquietante farfalla e con le opere di Dalfiume dedicate alle forme del femminile. Il finale è affidato ai sette stupendi arazzi dell’artista estone Swarczewskaja.

La performance multimediale dal titolo “Robotomo”, condotta dal musicista Andrea Lovato, dall’artista performer Nicola Capiluppi e dalla vocalist Anna Morandi, ha inaugurato l’evento. Un altro elemento tradizionale, oltre alla cornice del Chiostro, è stato il buffet con prodotti tipici del territorio, in dialogo con le sperimentazioni artistiche presentate in questo avvio della Biennale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 giugno 2014

(Nell’immagine, opera di Brigitte Ostwald)

“Soggetti multipli” in mostra

23 Giu

10006613_10202863844849481_1231013557379322853_nOggi alle 18 nella sede del Dipartimento di Architettura a Palazzo Tassoni Estense in via della Ghiara, 36 avrà luogo l’inaugurazione della mostra “Soggetti multipli”, che raccoglie le opere prodotte dagli studenti e dalle studentesse dell’Università degli Studi di Ferrara durante i due corsi di fotografia. L’esposizione sarà visitabile fino a venerdì 27 giugno. Da novembre dell’anno scorso fino a febbraio di quest’anno ha avuto luogo il primo dei due corsi di fotografia, tenuto dal fotografo ferrarese Luciano Boschetti e organizzato dal sindacato studentesco Rete Universitaria Attiva-UDU di Ferrara. Il secondo corso, invece, si è svolto dal 6 marzo scorso fino al 12 giugno 2014 nella sede del Dipartimento di Architettura. I corsi, svoltosi anche durante il precedente anno accademico, sono stati possibili grazie al finanziamento del Fondo per le attività culturali dell’Università degli Studi di Ferrara. Durante le lezioni sono stati illustrati vari tipi di tecniche e stili fotografici. Luciano Boschetti, docente del corso, è un fotografo professionista ferrarese diventato famoso nell’ambito del fotoritocco grazie ai suoi video-tutorial sull’uso di Photoshop pubblicati su Youtube.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 giugno 2014

La Gerontocrazia di Catani. Oggi si presenta il libro all’IBS

23 Giu

5664400Oggi alle 17.30 alla libreria Ibs.it in p.zza Trento e Trieste a Ferrara, Sandro Catani presenterà il suo “Gerontocrazia. Il sistema economico che paralizza l’Italia”, appena uscito per Garzanti. Insieme all’autore interverranno Stefano Zambon, Beppe Cova e Monica Talmelli. Il libro affronta il tema, finora poco approfondito, di quelle quattrocento persone ai vertici del potere economico italiano: le principali banche e assicurazioni, le imprese quotate alla Borsa di Milano, le aziende pubbliche, i vertici del sistema cooperativo, i grandi studi legali, le società di consulenza strategica. Queste persone sono accomunate da alcune caratteristiche: sono maschi, hanno molti incarichi e guadagni molto elevati e la loro età media è prossima ai 70 anni. Essi, secondo l’autore, rappresentano un sistema bloccato “in cui le relazioni contano più del merito, il ricambio generazionale procede lentamente e solo per cooptazione, e il nepotismo rappresenta una pratica comune e accettata”. Il libro accompagna a questa triste situazione esempi di leader illuminati del presente e del passato, capaci di innovare e competere, vincendo, sul mercato globale, con uno sguardo ai giovani e alle donne.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 giugno 2014

“L’immaginario, il sogno, lo spirito” in mostra a l’Altrove

22 Giu

spazio l'altroveLo Spazio D’arte L’Altrove, con sede in via De’ Romei, 38 a Ferrara presenta oggi una nuova tappa del progetto espositivo “Tensioni e paradossi del contemporaneo”. Alle 18 avrà infatti luogo l’inaugurazione della mostra “L’immaginario, il sogno, lo spirito”, pensata e curata dalla Dott.ssa Francesca Mariotti con la Dott.ssa Silvia Greggio e visitabile fino al 5 luglio. Questi gli artisti in parete: Buci Sopelsa, Tommaso Santucci, Annamaria Gagliardi, Roberto Rossi, Barbara Pellandra, Raffaella Procaccia, Fabio Righi e Marianna Merler. Vi sarà inoltre lo spettacolo di teatro e musica “Pa’am Achat….C’era una volta”, scritto e diretto da Emanuele Scataglini e Barbara Rosenberg, sulla cultura ebraica e nomade. La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle 17 alle 20, il giovedì dalle 10.30 alle 13.30 e sabato su appuntamento.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 giugno 2014

La Cina è l’ospite d’onore alla Biennale Internazionale d’Arte

21 Giu

10288777_10152618190777150_6781384590042588717_nProprio quattordici anni fa nacque l’idea di una Biennale Internazionale d’Arte nella nostra città. Oggi alle 18.30 al Chiostro di San Paolo in p.zzetta Schiatti inaugura la settima edizione di questo grande evento organizzato dall’Associazione Culturale “Ferrara Pro Art”, che intende far incontrare più di sessanta artisti, tra  talenti emergenti e altri già affermati. L’edizione 2014 – che si svolgerà in varie sessioni fino al 15 dicembre prossimo con nove eventi totali – è dedicata all’arte della Cina, con la presenza di un gruppo d’artisti cinesi operanti a livello internazionale. La manifestazione è spalmata in varie locations storiche della città, creando un continuo e sempre nuovo raccordo tra arte antica e arte contemporanea.

Queste le locations cittadine che ospiteranno le diverse mostre: Porta degli Angeli, Ex Refettorio del Complesso di S.Paolo, Sala S.Francesco, Castello Estense, Palazzo Roverella-Atelier Roverella, Palazzo Scroffa – Il Camerone, Galleria Idearte, Grotte del Boldini, Chiostro Grande di San Paolo. Questa caratteristica tipica della Biennale, di essere ospitata in luoghi sempre diversi, è un’occasione, quindi, per turisti e ferraresi di apprezzare, oltre alle varie espressioni estetiche, luoghi dimenticati ed insoliti della città estense. Undici sono gli artisti che apriranno la prima esposizione alla 7° Biennale: Dai Chaoqun, Ludmilla Swarczewskaja, Marcel Klein, Fabio “Snoze” D’Agostino, Enrico Dalfiume, Dario Barsottelli, Annamaria Di Nitto, Brigitte Ostwald, Morgan Zangrossi, Anna Rita Cacciatore, Iris Paoletti.

L’inaugurazione di oggi sarà accompagnata da un cocktail a buffet con assaggio di specialità ferraresi e dalla performance multimediale dal titolo “Robotomo” condotta dal musicista Andrea Lovato e dall’artista performer Nicola Capiluppi. Vi saranno Andrea Lovato (voice, looper, effects), Nicola Capiluppi Art (Art Performer e Noiser) e Anna Morandi (voice).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 giugno 2014

Stasera la musica di Madaski e Bunna

21 Giu

10394477_652593698144755_2151789688714470224_nStasera alle 21 in occasione della riapertura del “Camelot café” al Parco Urbano G. Bassani di via Bacchelli a Ferrara, avrà luogo il concerto di Madaski e Bunna, anime storiche del gruppo reaggae/dub Africa Unite. L’evento fa parte del programma della Giornata Mondiale del rifugiato, organizzata dalla Cooperativa sociale Camelot – Officine Cooperative dal 19 al 22 giugno a Ferrara e Cento. Ad aprire il concerto degli Africa Unite – System of a Sound (questo il nome completo del nuovo progetto)sarà il gruppo ferrarese Le pietre in tasca, formato da: Ilaria Boselli (voce), Andrea Marchesin (basso), Massimo “Bistek” Ragazzi (batteria), Paolo Finessi (percussioni), Elia Delli Carri (chitarra) e Alessio Bettoli (Dub Master). Il gruppo è nato appena due anni fa, nel 2012. Nel lontano 1981, invece, a Pinerolo, vicino Torino, Bunna e Madaski, allora adolescenti, si unirono per formare gli Africa Unite, ispirandosi all’omonima canzone di Bob Marley, proprio nell’anno della sua scomparsa. Il primo disco sarà Mjekrari nel 1987, al quale seguiranno altri dieci album studio, due live e diverse raccolte. L’anno scorso è stato il ventesimo anno dell’album di successo “Babilonia e poesia” e per celebrare questo importante anniversario, gli Africa Unite da aprile a settembre hanno portano in tour quel disco con la stessa formazione di vent’anni prima.

Questo il programma completo della Giornata: alle 16:30, laboratorio artistico “Scavalchiamo i muri che ci dividono”, alle 17, tavola rotonda “La civiltà dell’accoglienza: ruolo dei media ed esperienze di condivisione”, con Luigi Manconi, Valentina Brinis, Tahar Lamri e ‘Occhio ai media’. Alle 19 aperitivo con djset, alle 21 Le Pietre in Tasca e alle 22 Africa Unite – System of a Sound. Domani, invece, alle 17 nuovamente il laboratorio artistico, mentre alle 18 Wu Ming e Girolamo De Michele presentano “L’armata dei sonnambuli” e alle 21 live “Wu Ming Contingent”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 giugno 2014

Dall’assenza di Dio alla verità nella speranza. Testo intervento presentazione “Il sangue di Abele”, 17/06/2014.

18 Giu

Il-sangue-di-abele-frontIeri sera, 17 giugno, sono stato invitato a relazionare per la presentazione del libro di Padre Zef Pllumi, “Il sangue di Abele”, curato da Keda Kaceli.

Tra i relatori, oltre a me, era presente la stessa Kaceli, Fausto Tagliani e Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Don Massimo Manservigi ha introdotto la serata.

Questo il testo del mio intervento.

“Buonasera a tutti. Ringrazio innanzitutto Don Manservigi, Mons. Negri e Keda Kaceli per avermi invitato stasera.

C’è un grido che esce istintivo dalla bocca di Padre Zef: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», lo stesso grido di Gesù sulla croce (Mt 27,46). E in effetti il racconto di quegli anni nell’Albania comunista sembra dimostrare in modo netto la vittoria, il dominio del male, del maligno, attraverso una visione materialista e nichilista dell’uomo. Uomo che – come nei campi di concentramento nazisti o in quelli staliniani – è ridotto a pura materia inerme, a mero oggetto da chi aveva – per usare le parole di Hannah Arendt – una «pretesa di dominio assoluto sull’uomo» (“Le origini del totalitarismo”, 599). È il male radicale, insomma. Sembra che Dio sia assente, lontano, silente.

Tanti sono gli esempi che potrei fare, descritti con coraggio e precisione nel libro: ribelli anticomunisti bruciati vivi nei fienili, le unghie dei prigionieri strappate con delle tenaglie, altri prigionieri costretti a bere la propria urina per non morir di sete, altri ancora sepolti vivi nel fango, l’uso di scariche elettriche…e mi fermo qui, ma c’è anche di peggio…«Per me tutto era solo buio e tenebra» (130), dice Padre Zef a un certo punto del libro.

Sono situazioni disumane che molti cristiani hanno vissuto e vivono ancora oggi. Alcuni cristiani, come ha ricordato Papa Francesco lo scorso 4 marzo durante un’omelia a Santa Marta, infatti ancora oggi semplicemente «sono condannati perché hanno una Bibbia. Non possono [nemmeno] fare il segno della croce».

Solo poche settimane fa l’associazione “Open Doors” (ong nata negli USA) ha pubblicato l’ennesimo rapporto sulle persecuzioni anticristiane nel mondo in un periodo di tempo limitato – dal primo novembre 2012 al 31 marzo 2014. Complessivamente, in un lasso di tempo di soli 17 mesi, nel mondo sono stati 5.479 i fedeli cristiani uccisi, con una media di 322 al mese. Tra chiese, negozi e abitazioni si contano 3.641 edifici distrutti e 13.120 atti di violenza…e c’è da considerare che queste stime sono al ribasso e non considerano paesi quasi inaccessibili dove le persecuzioni sono difficili da quantificare come Corea del Nord, Eritrea, Iran e Cina.

Anche in Occidente sempre di più cresce un ‘fastidio’ verso i cristiani, verso le radici più profonde della nostra cultura – italiana, europea e occidentale. Esistono cioè anche modi ‘non violenti’ per sradicare la religione da un popolo, da una terra, da una storia. Non voglio dilungarmi troppo su questo punto ma cito solo un passaggio – emblematico – di un’intervista rilasciata pochi mesi fa da Paolo Flores d’Arcais, filosofo e direttore della rivista MicroMega: «Va negato radicalmente – dice Flores d’Arcais – e in modo sistematico ogni ruolo pubblico delle religioni nella democrazia, perché qualsiasi [loro] ruolo pubblico minaccia e mette a repentaglio elementi essenziali del sistema democratico». Egli auspica, di conseguenza, per Dio l’«esilio dorato nella sfera privata della coscienza». Benedetto XVI in “Deus caritas est” (2009) definiva questo umanesimo che esclude Dio un«umanesimo disumano».

Eppure, nonostante tutto, tante persone come Padre Zef e come tanti cattolici albanesi, di cui il libro parla, hanno continuato fino all’ultimo a testimoniare la propria fede, non hanno abdicato al ‘pensiero unico’ che il Potere imponeva loro. Hanno, cioè, al contrario di Pilato, continuato a porsi la domanda «Che cos’è la verità?» (Giovanni 18,38). Invece, secondo molti oggi la ricerca della verità è diventata qualcosa di futile o di pericoloso per il vivere comune. La verità impaurisce il Potere, il Potere di quegli uomini che si credono Dio.

La ricerca della verità però non può non essere collegata al concetto di speranza. San Paolo, nella “Prima lettera ai Tessalonicesi” (4,13), dice loro: Non dovete «affliggervi come gli altri che non hanno speranza». La speranza, insomma, sembra poter vincere, sembra poter avere l’ultima parola sul Male.

Trattando dei primi martiri della chiesa, Benedetto XVI nell’enciclica “Spe Salvi”, parla di due basi, di due sostanze della vita dell’uomo. Dice che i martiri hanno sopportato le persecuzioni «perché comunque ritenevano questa sostanza materiale [la loro vita terrena], trascurabile. Potevano abbandonarla, perché avevano trovato una ‘base’ [una sostanza] migliore per la loro esistenza – una base – dice Benedetto XVI – che rimane e che nessuno può togliere». Questa ‘base migliore’ è la fede, una fede forte nella verità.

In conclusione,vorrei citare le parole di un giornalista [de La Stampa], Domenico Quirico, rapito il 9 aprile 2013 mentre si trovava in Siria come inviato di guerra, poi liberato l’8 settembre 2013, dopo cinque mesi di sequestro: dice di aver provato «il silenzio di Dio», ma «essendo io credente, avevo accanto a me qualcosa […]: la presenza di Dio, l’atto semplicissimo del pregare. Questa è stata presente per tutti i 152 giorni della mia detenzione: Dio era lì […], non mi ha mai abbandonato».

Ho finito, grazie a tutti.”

Andrea Musacci

Il Credito Fiscale, soluzione per l’economia italiana

16 Giu

Chi crea moneta“Chi crea la moneta e come? Analisi degli scenari e soluzioni possibili per cittadini e imprese” è il nome dell’incontro pubblico patrocinato dal Comune di Ferrara e promosso da un gruppo di cittadini e dalla Comunità Emmaus di S. Nicolò (Fe) svoltosi venerdì sera. Nella sala San Francesco in piazza San Francesco, 7 a Ferrara gli economisti Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi, hanno presentato il loro libro “La soluzione per l’euro. 200 miliardi per rimettere in moto l’economia italiana” (Ed. Hoepli, 2014). L’Italia, secondo Cattaneo, oggi dovrebbe sfruttare “quel poco di sovranità monetaria che ancora le è rimasta.” Citando il grande economista Keynes, “lo Stato in periodi di crisi come l’attuale – ha proseguito – deve agire, aumentando il potere d’acquisto, deve insomma emettere moneta, o con investimenti diretti o dando soldi ai cittadini.” La proposta pratica dei due autori è di creare una nuova categoria di titoli di stato, “i Certificati di Credito Fiscale, che sarebbero proporzionali al reddito di chi li riceve”, e utilizzabili per pagare tasse, imposte ecc.

Zibordi ha proseguito spiegando come “questa proposta serva a rimettere 200 miliardi di euro nell’economia italiana non dando, come sempre, soldi al mercato finanziario”. Un’idea che permetterebbe, hanno specificato i due, all’Italia di non uscire dall’eurozona e di conseguenza di non far saltare l’impianto dell’UE.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 giugno 2014

(Nella foto, da sinistra: Marco Cattaneo, Giovanni Zibordi e uno degli organizzatori)