Tag Archives: Fabbriano

Morto il pittore “Fabbriano”, da Ferrara alla Grande Mela

14 Dic

Ivano Fabbri, 83 anni, era ammalato da tempo. Il ricordo di artisti e amici. Il suo talento scoperto da Oscar Kokoschka, poi le mostre in Italia e all’estero

fabbriano 1

In molti, anche fra gli ex amici e colleghi, hanno appreso della sua scomparsa solo nella tarda mattinata. Perché Ivano Fabbri, in arte Fabbriano, classe ‘ 36, era noto, oltre che per la sua bontà, anche per il carattere estremamente riservato. Caratteristica che l’ha accompagnato, possiamo dirlo, fino all’ultimo.
La notizia del suo decesso, a 83 anni, avvenuto la notte scorsa, ha iniziato a diffondersi nelle prime ore di ieri. Fabbri, aggravatosi per una malattia che lo accompagnava da tempo, da alcuni mesi era ricoverato al “Betlem” di Ferrara. Le sue ultime mostre le ha ospitate Ferrara, città che non sempre ha saputo dedicargli lo spazio che meritava: subito dopo due esposizioni a Copparo (Villa Bighi e galleria A. Costa), nell’ottobre 2015 l’ultima personale, e tra febbraio e marzo 2016 una sua opera nella collettiva dedicata a S. Sebastiano, entrambe negli spazi della Banca Mediolanum di via Saraceno.
“E’ a inizio anni ’60 che diventa ‘Fabbriano’…”: a raccontarcelo è un suo amico di lungo corso, Giampietro Macalli, storico restauratore e corniciaio in via Ripagrande. “Dal 1957, quando avevo 15 anni, ho iniziato a lavorare nella bottega con mio padre Carlo. Ivano l’ho conosciuto nei primissimi anni ’60, quando ancora lavorava come operaio alla Montedison”. Dopo poco decide di licenziarsi per lavorare a tempo pieno come pittore. Da qui inizia a firmare col suo nome d’arte.
A fine sessanta, il grande pittore Oscar Kokoschka nota i suoi quadri in una galleria di Monaco di Baviera: decide quindi di segnalarlo, permettendogli così di esporre nel 1970 alla Galerie Eichinger in Maximilianstrasse. Esporrà anche in Spagna, in Austria, a Mosca, a New York (solo per citarne alcune), in importanti gallerie italiane, da Cortina a Matera, e, nel ’74, con una personale al Centro Attività Visive di Palazzo dei Diamanti.
“Ha precorso i tempi”, ci spiega il critico e curatore Lucio Scardino. “Volevo coinvolgerlo nel progetto espositivo collettivo su San Giorgio dei mesi scorsi, ma non sono mai riuscito a contattarlo, perché stava già molto male”. “Una persona squisita, e un artista non sempre compreso nella sua patria, Ferrara”, commenta invece Gianni Cerioli.
Fabbriano era, come detto, noto per il suo carattere schivo. “Ero – ci racconta ancora Macalli – uno dei pochi che poteva andare nel suo studio, una specie di scantinato in via Mentessi, vicino al Boldini. Lo ricorderò sempre come un uomo di una serietà e professionalità infinite”.
Fabbri lascia la moglie, Adriana Mastellari, scultrice. Sarà possibile dargli l’ultimo saluto domenica mattina e lunedì nella camera mortuaria di Cona. Alle 10.30 di lunedì il feretro verrà accompagnato verso la chiesa della Certosa per una breve cerimonia con inizio alle 11.
“Conoscere Fabbriano – scriveva nel 2014 Elena Bertelli, curatrice della mostra copparese all’Alda Costa – ha fatto maturare in me la consapevolezza che certi segreti, in Arte come in Natura, per quanto possano essere indagati, vogliono restare impenetrabili”. E così era Fabbriano, impenetrabile per carattere, ma che ha saputo lasciare in amici e colleghi un ricordo vivo e carnale, lo stesso che emanano le sue opere sempre all’insegna di un originale espressionismo.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Nuova Ferrara” il 14 dicembre 2019

La città estense ricorda Balboni: era un pittore professionista

14 Ott
g-s

Giorgio Balboni insieme a Vittorio Sgarbi

La morte del pittore Giorgio Balboni, classe 1943, il cui corpo senza vita è stato ritrovato domenica mattina dai Vigili del fuoco nella sua abitazione in via Cammello, ha lasciato sgomenti amici e artisti. Nonostante negli ultimi anni avesse scelto una vita appartata, ebbe un certo spazio nella pittura contemporanea. Grande amico di Vittorio Sgarbi (fu anche ritrattista della famiglia del noto critico), appassionato di lirica, amico di Luciano Pavarotti (al quale fece anche un ritratto) e di Claudio Villa, fu tra i fondatori del Circolo “Amici del Frescobaldi”. Dopo un breve periodo al Dosso Dossi, si diplomò all’Istituto Venturi di Modena. Tra le sue mostre ricordiamo quella a Palazzo dei Diamanti nel 1978, e alla fine degli anni ’80 al Castello di Ferrara e a quello di Mesola. Nel 2011 viene invitato a esporre al Padiglione Italia per la 54° Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

La critica Laura Rossi lo ricorda come «un autentico maestro che riusciva a coniugare lo stile antico e quello moderno. Ciò che mi affascinava era la sua modestia, la sua umiltà». Paolo Volta, direttore della Galleria del Carbone, ricorda come proprio lì nel 2006 fece la sua ultima personale, con presentazione in catalogo di don Franco Patruno.

Si dichiara «costernato» Gianfranco Goberti, suo amico da una vita, che lo ricorda cone «un tipo solitario e molto ironico». Sentiti anche i ricordi di Gianni Guidi, Sergio Zanni, che ne sottolinea il  «carattere determinato» e di Ivano Fabbri (Fabbriano), suo caro amico.

Lucio Scardino è stato l’ultimo a coinvolgerlo in una esposizione, la collettiva “San Sebastiano ferrarese” esposta lo scorso febbraio nella Sala Mediolanum di via Saraceno.  «Era una persona  intelligente, caustica e amara, ma capace di grande tenerezza» come nel caso della sua allieva, Maria Luisa Onestini. «Ricordo  – prosegue – un incidente che avemmo in macchina mentre una sera nebbiosa seguivamo Vittorio Sgarbi che guidava veloce per accompagnarci nella sua casa di Ro». Infine, Gabriele Turola lo ricorda come «un artista  professionale, distaccato non nel senso di freddo ma di serio».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 ottobre 2016

A Copparo la mostra “Tempeste” del pittore Fabbriano

7 Nov

Mostra Copparo FabbrianoDomani alle 17 inaugura la mostra del pittore Fabbriano dal titolo “Tempeste”, personale che raccoglie le sue opere più significative dagli anni ’90 ad oggi. Sarà la Galleria Civica Alda Costa, in via Roma, 36 a Copparo, a ospitare quest’esposizione organizzata dal Centro Studi Dante Bighi, con il supporto di Comune di Copparo e Teatro De Micheli.

La mostra, visitabile fino al 7 dicembre, raccoglie una quarantina di tele di questo pittore espressionista, al secolo Ivano Fabbri, nato a Ferrara nel ’36. Già alla fine degli anni ’60 viene apprezzato dal pittore Oskar Kokoschka, che gli permette di esporre, nel ’70, alla Galerie Eichinger a Monaco di Baviera. Nel ‘77 è inserito nell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia, e ha esposto, tra l’altro, a Palazzo Barberini a Roma nell’ ‘84. La mostra sarà visitabile il mercoledì e il sabato dalle 15.30 alle 18.30 o su appuntamento, chiamando i numeri 0532-861339/ 0532-864633.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 novembre 2014