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Campagna acqua pubblica, «ora Comune e Regione rispondano»

20 Giu

Il Forum Ferrara Partecipata ha raccolto 633 firme in soli tre mesi. Ora tocca alle istituzioni agire. Tanti gli studenti coinvolti

Sono 633 le firme raccolte in tre mesi dal Forum Ferrara Partecipata per la campagna per la ripubblicizzazione del servizio idrico in tutta la provincia di Ferrara. A fare il punto  sono stati, lo scorso 12 giugno, Corrado Oddi, Francesca Cigala Fulgosi e Maria Teresa Pistocchi (foto) in un incontro con la stampa nella sede del Centro Documentazione Donna.

«Ci siamo fermati qui perché bastano 100 firme per una petizione – ha spiegato Oddi – ma sarebbero state molte di più se avessimo deciso di proseguire coi banchetti». Ora le firme sono state consegnate alsindaco Alan Fabbri e al consiglio comunale: una voce chiara dei cittadini/e ferraresi sulla volontà che l’acqua sia considerata bene comune e quindi gestita come tale. IlSindaco ora ha 60 giorni di tempo per rispondere

L’incontro con la stampa locale è caduto quel giorno perché il 12-13 giugno del 2011 – esattamente 15 anni fa – ci fu il referendum sull’acqua pubblica e sul nucleare, che vide una partecipazione importante, con un’affermazione del “sì” per l’acqua pubblica; e a Ferrara andarono a votare circa 65mila cittadini/e, pari al 95% dei voti validamente espressi. «Un risultato nazionale e locale – ha commentato Oddi – del tutto disatteso da tutti i Governi che si sono succeduti in questi anni». «Il tradimento di questo referendum – ha aggiunto Pistocchi – è una ferita aperta nella democrazia italiana. La battaglia per l’acqua pubblica è una battaglia di civiltà». «Vogliamo ricostruire – ha commentato Cigala Fulgosi – quell’ondata di movimento del 2011 a livello locale.Da settembre proporremo altre iniziative pubbliche».

La campagna del Forum ferrarese serve innanzitutto a ricordare come a fine 2027 scadono le concessioni del servizio idrico in provincia di Ferrara (oltre che a Bologna, Modena e Parma), con 11 Comuni del Basso Ferrarese dove opera CADF (a totale capitale pubblico), mentre nel Comune di Ferrara e in altri 9 dell’Alto Ferrarese il servizio è gestita da Hera, spa multiutility mista pubblico-privato, quindi quotata in Borsa. Manca un anno e mezzo alla scadenza ufficiale, ma la decisione verrà sicuramente presa nei prossimi mesi. La prima proposta del Forum è di «un’unica azienda pubblica» in tutta la nostra provincia, composta da CADF e ACOSEA Impianti srl – anch’essa a totale capitale pubblico -, che ha la gestione amministrativa e finanziaria delle reti idriche, degli impianti e di altre dotazioni. Alternativa a ciò, potrebbe essere quella di mantenere CADF nel Basso Ferrarese, e nel Comune di Ferrara e nell’Alto Ferrara sostituire Hera con ACOSEA Impianti. «Ora – ha detto Oddi – è quindi solo questione di volontà politica». Una mano alla campagna «potrebbe venire da RECA», la Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia-Romagna, che assieme a Legambiente ha avanzato alla Regione quattro proposte di legge, fra cui una sulla ripubblicizzazione del servizio idrico. Si avrà una risposta entro agosto di quest’anno. 

In questi mesi è stata, quindi, forte l’opera di sensibilizzazione del Forum sul tema e il coinvolgimento delle scuole:«nell’Istituto Navarra – ha spiegato Pistocchi – grazie ad alcuni insegnanti siamo riusciti a parlare del tema con alcuni classi 3^, 4^ e 5^. E abbiamo indetto un concorso di grafica rivolto a studentesse e studenti della 4^ Q dell’Einaudi, 17 ragazze/i, dal titolo “Siamo la stessa acqua”». Concorso in cui «abbiamo chiesto loro di disegnare il logo della campagna, il titolo e le card promozionali per la campagna social». Il titolo/headline scelto è “Ogni goccia conta.Aiuta l’acqua ad essere di tutti”. Il logo scelto lo trovate qui sopra. Per il prossimo anno scolastico alle scuole verrà proposto un altro progetto: per ora sono quattro quelle coinvolte (Roiti, Carducci, Bachelet, Navarra). E gli studenti «li coinvolgeremo anche attraverso giochi di ruolo, passeggiate tematiche sul territorio, studio dei toponimi e proiezioni di film».

Andrea Musacci

Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 19 giugno 2026

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«Ripubblicizzare il servizio idrico a Ferrara e provincia»

26 Mar

A fine 2027 scadono le concessioni del servizio idrico in provincia di Ferrara. La proposta del Forum Ferrara Partecipata: «un’unica azienda pubblica provinciale»

di Andrea Musacci

Togliere la gestione dell’acqua, bene primario, alla privatizzazione e al mercato: è questo l’obiettivo della nuova campagna pubblica del Forum Ferrara Partecipata, che si pone come obiettivo quello della ripubblicizzazione del servizio idrico a Ferrara e provincia. La mattina del 22 marzo – Giornata Mondiale dell’Acqua – in via Mazzini, ang. via Vignatagliata, il Forum era presente con un banchetto informativo e per l’inizio della raccolta firme. Raccolta firme presentata in un incontro con la stampa lo scorso 19 marzo, al quale sono intervenuti Corrado Oddi, Roberto Piccioli e Marino Pedroni (foto). 

L’urgenza c’è, anche se non parrebbe: a fine 2027 scadono le concessioni del servizio idrico in provincia di Ferrara (oltre a Bologna, Modena e Parma), con 11 Comuni del Basso Ferrarese dove opera CADF (a totale capitale pubblico), mentre nel Comune di Ferrara e in altri 9 dell’Alto Ferrarese il servizio è gestita da Hera, spa multiutility mista pubblico-privato, quindi quotata in Borsa; tradotto: «più attenta a utili e dividendi che al servizio per i cittadini», dicono dal Forum. Manca un anno e mezzo alla scadenza ufficiale, ma «la decisione verrà sicuramente presa nei prossimi mesi». La prima proposta del Forum è di «un’unica azienda pubblica» in tutta la nostra provincia, composta da CADF e ACOSEA Impianti srl – anch’essa a totale capitale pubblico -, che ha la gestione amministrativa e finanziaria delle reti idriche, degli impianti e di altre dotazioni. Alternativa a ciò, potrebbe essere quella di mantenere CADF nel Basso Ferrarese, e nel Comune di Ferrara e nell’Alto Ferrara sostituire Hera con ACOSEA Impianti.

«I Sindaci del Basso Ferrarese stanno già interloquendo con la Regione per mantenere la gestione pubblica del servizio, e noi con le forze politiche», spiega Oddi. Il Forum dimostra poi – dati alla mano – come la gestione pubblica sia anche più efficiente rispetto a quella privata: «nel 2025, per una famiglia composta da 3 persone, una bolletta con CADF è di media di 480 euro, mentre con Hera di 545». Inoltre, «CADF investe di più rispetto a Hera, soprattutto per ridurre il più possibile le perdite della rete idrica (174 euro per abitante all’anno di investimenti, contro i 75 di Hera)». E «le perdite idriche sono di 5,71 m3 / km / giorno, contro gli 8,72 di Hera. Perdite che paghiamo noi con le nostre bollette».

Tutto ciò per non dimenticare un principio fondamentale: l’acqua (e il servizio che la rende disponibile) è il bene comune per eccellenza e quindi il suo accesso un diritto umano fondamentale. Un bene di tutti e non risorsa per i profitti di qualcuno. «Oggi oltre 2 miliardi di persone al mondo non accedono all’acqua potabile necessaria», sono ancora parole di Oddi. Inoltre, «l’acqua è una risorsa sempre più scarsa a causa dei cambiamenti climatici, cambiamenti che non vengono sufficientemente contrastati, con la conseguenza dell’alternarsi di fenomeni siccitosi a quelli alluvionali, oltre allo scioglimento dei ghiacciai e all’innalzamento del livello del mare». E nel Ferrarese ultimamente si è molto parlato dell’erosione della costa e degli effetti nei nostri lidi. Nei prossimi 5 anni, a livello globale, «verrà superato il limite critico dell’innalzamento di temperatura di 1,5° fissato nel 2015 dalla Conferenza di Parigi». Oddi ha poi ricordato il referendum del 12 e 13 giugno 2011, in cui 26 milioni di italiane/i decisero che «sull’acqua non si sarebbe potuto più fare profitto». Un referendum in molti casi tradito, ma che a Ferrara e provincia vide la partecipazione di 65mila elettori, con ben il 94,3% di “Sì” a favore dell’acqua pubblica. «Nel 2011, in occasione del dibattito per il referendum – aggiunge Piccioli -, ci dicevano che la privatizzazione del servizio idrico avrebbe risolto il problema delle perdite idriche: non solo non è andata così, ma oggi – con metà del servizio sul territorio nazionale privatizzato -, queste sono addirittura aumentate dal 30% di 15 anni fa a oltre il 40% di oggi». Inoltre, nel nostro Paese «esistono esempi importanti di servizi idrici pubblici, fra cui i Comuni di Milano, Torino, Napoli e il servizio pugliese».

Pedroni ci tiene poi a ribadire come «l’acqua per sua natura non possa essere considerata una merce ma debba essere gestita dalla comunità, in maniera partecipata»: rimane un trauma la notizia che ci raggiunse, il 7 dicembre 2020, della finanziarizzazione integrale dell’acqua con il lancio alla Borsa di Chicago (la CME – Chicago Mercantile Exchange, la principale Borsa del mondo in questo settore) del primo “future” (contratto) sull’acqua/merce. L’acqua, dunque, «è diventata vettore di potere, mentre è un bene comune e in quanto tale va preservato per le future generazioni, secondo il principio di solidarietà».

Infine, guardando al futuro prossimo, il Forum sta lavorando a un incontro pubblico ad aprile sul tema acqua pubblica, coinvolgerà le scuole del territorio in alcuni momenti formativi e organizzerà altri banchetti per la raccolta delle firme.

Per ulteriori informazioni: mail forumferrarapartecipata@gmail.com

Sito: https://ferrarapartecipata.it/

Facebook: Forum Ferrara Partecipata.

Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 27 marzo 2026

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