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Buskers Festival, Gualandi espone il suo manifesto fatto di citazioni e richiami al passato

2 Ago
Manifesto Buskers Gualandi-2017

La locandina del Ferrara Buskers Festival 2017 realizzata da Claudio Gualandi

Un’immagine che richiama la storia e i simboli di Ferrara, dello stesso Festival e della Grande Mela. Il tutto armonizzato dalla creatività di Claudio Gualandi. La locandina realizzata per la 30° edizione del Ferrara Buskers Festival segna l’importante ritorno del noto grafico dopo 11 anni.

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Claudio Gualandi

«Sono stato io – ci spiega – a richiedere di poter progettare un’immagine fotografica», in passato scelta compiuta per le locandine delle edizioni del 2008, 2009, 2010 e 2013. Lo scatto, realizzato da Luca Pasqualini, immortala un giovane in piedi su una bicicletta, un one man band “armato” di diversi strumenti musicali. «Nell’immagine – prosegue Gualandi – autocito il mio manifesto dei Buskers del 1991», dove un grazioso personaggio ispirato alla ballerina di Fortunato Depero danza con sullo sfondo un Castello estense che richiama quello realizzato da Mimì Qulici Buzzacchi nel 1933 per la “Rivista di Ferrara”.

Manifesto Buskers Gualandi-1991

La locandina del Ferrara Buskers Festival 1991 realizzata da Gualandi

Nell’immagine pensata per quest’anno il busker è un 30enne (coetaneo quindi del festival) che porta sul taschino del gilet la stessa ballerina della locandina del 1991. E poi c’è una mela, simbolo di New York, città ospite, e richiamo al periodo d’oro di Ferrara, quand’era capitale europea per la produzione del frutto, apice raggiunto con la rassegna Eurofrut nel 1965, ’67 e ’69. lnoltre il giovane sul colletto della camicia porta una spilla a forma di mela rossa, con scritto “I love NY”.

I richiami al passato proseguono con i ricordi dei fasti rinascimentali, quando, per citare il motto dell’artista Andrea Amaducci, “Ferrara 500 anni fa era New York”, piccola grande mela, centro della civiltà europea e non solo. Periodo d’oro citato nelle lenti degli occhiali da sole indossati dal ragazzo, nei quali si vede, come riflessa, l’immagine del Castello.

 Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 agosto 2017

Da Ferrara a New York sempre in sella all’Ippogrifo

14 Ott

Orlando furioso, cinque giorni di simposio accademico nella Grande Mela. Verranno proiettati anche filmati di Antonio Sturla realizzati tra il 1928 e il ’33

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Illustrazione di Gustav Doré

La fama di Ludovico Ariosto e del suo più celebre capolavoro, l’Orlando furioso, supera di gran lunga gli angusti, seppur poetici, confini ferraresi, per arrivare addirittura oltre Oceano, niente di meno che nella città di New York. A partire da lunedì prossimo, per cinque giorni, la Grande Mela ospiterà infatti un prestigioso convegno internazionale di studi e alcune mostre bibliografiche e iconografiche. L’importante evento è organizzato dalla New York University e dalla City University of New York (CUNY) e si intitola “Ariosto after 500 years”.

Si inizia lunedì 17 quando al Graduate Center di CUNY a partire dalle 16.30 un ampio consesso di ricercatori presenterà le più recenti rivisitazioni e rielaborazioni del poema ariostesco, intervenendo sul destino dell’opera nel ventesimo e ventunesimo secolo. In questa prima parte, intitolata “Ariosto in Modern and Contemporary Perspective”, il prof. Alessandro Giammei, docente presso l’Università di Princeton, proietterà alcuni preziosi film prodotti a Ferrara durante un altro fastosissimo anniversario Ariostesco, quello del 1933: un maestoso dispiego di forze economiche e intellettuali che ha prodotto, tra l’altro, un’importante mostra della pittura ferrarese del rinascimento. I cortometraggi, di finissima qualità fotografica e assoluta rilevanza storica, sono opera di Antonio Sturla, pioniere del cinema italiano e testimone del revival rinascimentale voluto dall’amministrazione balbiana della città tra il 1926 e il 1938. Grazie alla collaborazione degli eredi del cineasta ferrarese, sarà possibile mostrare alla comunità accademica come si festeggiava il mito di Ariosto quasi un secolo fa, e come il profilo culturale e architettonico della città sia rimasto fedele alle sue radici rinascimentali. I documentari di Sturla, sempre per concessione dei figli Piero, Paolo e Francesco, resteranno disponibili agli studiosi americani presso la biblioteca/archivio/cineteca Firestone della Princeton University, che ne ha finanziato la digitalizzazione e il trasporto transoceanico. La famiglia Sturla, oltre ai documentari “Ferrara epica e cortese” (1928) e “Este viva” (1933), ha inviato anche altri tre documentari: “Storia dell’Università di Ferrara”, “Ferrara prima città moderna” e “Vacanze a Ferrara”, realizzati da Paolo Sturla Avogadri insieme al regista Fabio Medini nei primi anni ’60, quale inquadramento culturale-architettonico-urbanistico della città di Ferrara.

Proseguendo, il pomeriggio di martedì 19, presso l’istituto italiano di cultura di New York, i maggiori traduttori di Ariosto in inglese si incontreranno per discutere la lingua del poema e le sfide della sua trasposizione, per la sezione del convegno denominata “Language and Translation of Orlando Furioso”. Poco prima, alle 13.30 verrà inaugurata l’esposizione di copie dell’Orlando furioso, tra cui una ritrovata dell’edizione del 1516, mostra visitabile fino al prossimo 28 ottobre. Inoltre, lo stesso giorno, alle ore 19, avrà luogo “The Cavalieri Copy of the 1516 Orlando Furioso”. A seguire, tra il 20 e il 21 ottobre, presso il Graduate Center di CUNY e la Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, alcuni tra i maggiori studiosi di rinascimento italiano discuteranno l’eredità di Ariosto nelle arti, nella musica, e nella letteratura successiva. Tra i relatori sarà presente anche Lina Bolzoni, professoressa della Scuola Normale Superiore di Pisa, che presiede il comitato internazionale del centenario ariostesco e ha recentemente pubblicato per l’istituto dell’enciclopedia italiana un corposo volume di studi sulle molte rappresentazioni nate dal Furioso. Dal 17 al 19 ottobre, sempre al Graduate Center, sarà possibile visitare la mostra dal titolo “Le donne, i cavalier, le arme, gli amori. Orlando Furioso Through its Images “, a cura della stessa Bolzoni.

Per maggiori informazioni e per leggere il programma completo, è possibile visitare il sito internet ufficiale del convegno all’indirizzo https://symposiumariostoafter500years.wordpress.com.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 ottobre 2016

Un “Totem” da Ferrara a New York

25 Apr

Il pittore ferrarese Gilberto Sossella espone fino a domenica la sua opera all’importante fiera Artexpo

sossella 2Un artista ferrarese da oggi fino a domenica sbarca a New York. Stiamo parlando di Gilberto Sossella, pittore classe ’52, che avrà l’onore di rappresentare Ferrara nella Grande Mela partecipando all’Artexpo, una delle più importanti fiere d’arte contemporanea. Sullo stesso sito (www.artexponewyork.com), la grande esposizione viene definita “il più grande mercato d’arte del mondo”.

Due sono i canali artistici che hanno permesso a Sossella di portare una sua opera, “Totem” (acrilico su tela, 60×80 cm., al prezzo di $ 1.990) in un palcoscenico così prestigioso. Innanzitutto, il “Premio Celeste”, web community internazionale nata per promuovere a livello internazionale tanti artisti spesso ingiustamente sconosciuti. Sossella, inoltre, farà parte della collettiva di una trentina di artisti della prestigiosa “Coronari 111 Art Gallery” di Roma, in collaborazione col festival ARTItaly.

"Totem", Gilberto Sossella

“Totem”, Gilberto Sossella

Gilberto Sossella si diploma, oltre che all’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” cittadino, anche alla Scuola Superiore di Disegno Anatomico presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna. Successivamente ottiene la maturità artistica all’Istituto Statale d’Arte della stessa città nella sezione di Decorazione Pittorica e il Diploma Biennale di Illustrazione all’Istituto Europeo del Design a Milano. Ha, inoltre, frequentato il corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, col Maestro Walter Lazzaro. Diverse le tecniche da lui utilizzate: oltre a quelle tradizionali – acquerello, olio, acrilico, collage e tecniche miste -, da qualche anno si dedica alla sperimentazione nella Computer Art.

Oggetto di ottime recensioni da parte del critico d’arte Oscar Tunioli, Sossella è stato selezionato e invitato nel 2001 e 2002 con un proprio stand alla “Kunstmesse Salzburg”, prestigiosa fiera d’arte di Salisburgo. Sempre nel 2002 è stato premiato al V Trofeo di Arte contemporanea “Remo Brindisi” tenutosi a Roma presso la Galleria “Il Ponte”. Suoi disegni sono pubblicati sull’Enciclopedia Medica Italiana e ha inoltre lavorato nell’ambito della pubblicità farmaceutica, oltre a essere presente nel Dizionario Internazionale degli Illustratori Contemporanei. Infine, tra novembre e dicembre del 2014 ha partecipato all’ “ArtItaly&ArtWorld”,  progetto espositivo svoltosi alla “Domagk Ateliers” di Monaco di Baviera.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 aprile 2015