Palazzo Bonacossi, sede della Direzione dei Musei Civici di Arte Antica, della Biblioteca d’arte, della Fototeca e del Musei Riminaldi, da ieri ospita anche altre numerose opere, veri e propri capolavori accolti in attesa della totale riapertura di Palazzo Schifanoia. “Aspettando Schifanoia…si espone a Bonacossi”, dunque, con dipinti di arte sacra del Cinque e Seicento di grandi maestri ferraresi come Sebastiano Filippi detto il Bastianino o Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino, appartenenti al deposito degli ex Orfanotrofi e Conservatori o provenienti dalla Chiesa della Madonnina.
Quattro le sezioni presenti in questa mostra curata da Elisabetta Lopresti, Elena Bonatti e Maria Teresa Gulinelli: oltre ai dipinti vi sono i restauri e proposte (con la Madonna del Cedro), le novità del Museo Riminaldi e il busto di Leopoldo Cicognara scolpito da Antonio Canova. Angelo Andreotti, Direttore dei Musei Civici d’Arte Antica e storico-scientifici, dopo aver brevemente presentato l’esposizione, ha ipotizzato in massimo quattro anni il periodo che ci separa dalla riapertura totale di Palazzo Schifanoia. Più “ottimista”, invece, l’Assessore Massimo Maisto che ha calcolato i tempi necessari in massimo tre anni. Tornando al presente, o comunque al futuro più immediato, Elisabetta Lopresti ha sottolineato come questo percorso espositivo voglia essere uno “spaccato della cultura ferrarese, di periodi ed espressioni diverse”. Ha dunque proseguito spiegando al pubblico presente (un centinaio di persone) i vari traslochi e i lavori di schedatura e conservazione riguardanti le opere del deposito ex Orfanotrofi.
Le novità presenti nel Museo Riminaldi sono state, invece, illustrate da Maria Teresa Gulinelli, la quale ha elogiato la Dott.ssa
Bonatti per il lavoro di ricerca che ha permesso l’apertura del Museo circa dieci anni fa. La stessa Bonatti ha concluso la serie degli interventi spiegando le vicende legate al Busto di Cicognara scolpito da Canova, e in particolare il legame del primo con Ferrara, oltre all’amicizia e alla collaborazione tra i due, fino alla morte del Canova, avvenuta nel ’22 a Venezia. É seguita, infine, la visita guidata di questi autentici capolavori da ieri finalmente riportati alla luce e ammirabili da tutti.
Infine, oggi alle 11 nel salone d’onore del Palazzo vi sarà la conferenza “La Madonna del Cedro. Un capolavoro ritrovato”, con relatori Elisabetta Lopresti e Fabio Bevilacqua. Gli orari di visita sono lunedì dalle 9 alle 13 e dal martedì al sabato dalle 9 alle 18. Chiuso Domenica.
Andrea Musacci
Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 ottobre 2014








È da poco uscito il volume “Mirella Guidetti Giacomelli. Arte senza confini” dedicato all’artista ferrarese, curato da Gina Nalini Montanari ed edito da Faust Edizioni. Una sessantina di pagine che permettono di avvicinarsi alla quasi quarantennale esperienza artistica della Guidetti attraverso una presentazione della Nalini, alle immagini di alcune creazioni e all’elenco delle opere pubbliche e delle mostre personali. Le prime esposizioni risalgono al 1975, per alcuni anni limitate prevalentemente al territorio ferrarese. Nel ’78 la Guidetti rimane colpita dalla figura del nuovo pontefice, Karol Wojtyla, tanto da dedicargli un busto in bronzo conservato in Vaticano. Sarà l’inizio di un viaggio in giro per il mondo alla ricerca di sempre nuovi stimoli, di una spiritualità profonda e mai banale. Percorso che la porterà, ad esempio, a ricevere da Israele, in occasione del Giubileo del 2000, l’invito a realizzare un “Holy Land Logo” che simboleggiasse l’unità delle religioni cristiane. L’estro della Guidetti spazia però anche in ambiti tematici differenti. Prova ne sono, ad esempio, un busto dell’ ’84 dedicato al Presidente della Repubblica Sandro Pertini o la partecipazione, nel ’91, alla collettiva “Donne di pace” organizzata dall’UDI in Russia. Un’artista, dunque, di respiro internazionale ma che non ha mai dimenticato la propria terra. Nel 2012 crea “Io sono la via, la verità e la vita”, medaglione in terracotta patinata per la mostra “L’uomo e il bisogno di Dio” indetta dalla Biblioteca Apostolica Vaticana che ha acquisito l’opera. Sul medaglione, una scritta: “Il Risorto: terremoto 2012”.