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Il tedesco cattivo e l’italiano bravo?

28 Nov

Il libro di Filippo Focardi, “Il cattivo tedesco e il bravo italiano. La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale” verrà presentato oggi alle 17 alla libreria Ibs.it di Ferrara. L’autore dialogherà con Anna Quarzi, direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea . Il saggio, edito quest’anno per Laterza, analizza l’eredità “costituente” lasciata dal conflitto mondiale nella costruzione della memoria collettiva. In particolare si discuterà della rimozione delle responsabilità del popolo italiano, causa dello stereotipo del “bravo italiano” contrapposto al “cattivo tedesco”. Un tema spinoso, che è utile riprendere nel corso delle celebrazioni in ricordo degli eccidi di novembre.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 novembre 2013

«Le sconfitte servono a cambiare»

26 Nov

Sorgi Ibs“Il mio libro è la storia di una serie di sconfitte della sinistra italiana, non solo di quella siciliana. Ma queste sconfitte, come recita il titolo, non sono state inutili, non lo sono mai.” Domenica alle 17.30 alla libreria Ibs.it in p.zza Trento e Trieste Marcello Sorgi – ex direttore del TG1 e de La stampa – ha presentato il suo ultimo libro, “Le sconfitte non contano”, edito da Rizzoli. Per l’occasione ha dialogato con Augusto Barbera, dell’Università di Bologna e Giuditta Brunelli, dell’Università di Ferrara. Si tratta di un romanzo storico e autobiografico nel quale la storia del padre dell’autore, Nino, noto avvocato penalista, si interseca con la Storia della Sicilia e dell’Italia, dall’antifascismo alle lotte dei contadini per la terra. L’incontro, che ha coinvolto più di settanta persone, è stato un continuo susseguirsi di aneddoti e di storie – divertenti e commuoventi – che ben hanno ricostruito la situazione politica, sociale e culturale di una terra, la Sicilia, tanto affascinante quanto maledetta. Diversi, ad esempio, gli aneddoti che Sorgi ha dedicato alle vicende di Luchino Visconti sull’isola durante le riprese de “Il gattopardo”, concluso poi in Abruzzo e uscito nel ’63. “Le sconfitte non contano, servono sempre a cambiare le cose. Sono una prova di intelligenza, non segno di una resa. Ci sono battaglie che valgono per la qualità in sé che hanno.” E’ questo lo spirito del libro, che l’autore riprende dal coraggio del padre Nino e dei tanti “eroi”, da Danilo Dolci a Francesco Rosi, da Placido Rizzotto a Giovanni Falcone. Tra la nonna Irina, “matematica razionalista, ma religiosa” e Portella della Ginestra, dalle parole di Sorgi si srotolano immagini, ricordi vissuti e tramandati, testimonianze di lotte giuste, “che vanno fatte comunque”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 novembre 2013

Presentazione del libro “Guarda Fellini-Guarda Secchiaroli”

23 Nov

Alla Porta degli Angeli oggi alle 18 vi sarà la presentazione del libro “Guarda Fellini- Guarda Secchiaroli” della prof.ssa Paola Spinozzi, docente dell’Università degli Studi di Ferrara. L’evento, che rientra nel contesto della mostra “Fellini 8 e mezzo e altri sogni….dopo vent’anni “, comprende anche alcune letture di Ludovico Parenti accompagnato al violoncello da Eugenio Squarcia.

Tazio Secchiaroli è una figura centrale nell’universo felliniano, nel mondo della dolce vita romana a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. Fu lui ad inventare la “fotografia d’assalto”, genere inusuale per i tempi, grazie alla quale immortalava i divi contro la loro volontà. Da qui Fellini prese numerosi spunti per “La dolce vita”, soprattutto per il personaggio di Paparazzo. La mostra delle opere di David Parenti rimarrà esposta alla Porta degli Angeli in via Rampari di Belfiore, 1 fino al 1 dicembre prossimo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 novembre 2013

Per “Linea circolare” una presentazione diversa

22 Nov

Fausto + Debora BruniQuando si ha la possibilità di entrare, liberamente, in un carcere, si inizia a vedere la realtà, sia quella detentiva sia quella esterna, con occhi diversi. Debora Bruni, ferrarese, è una conducente di linea per l’azienda Tper. Lo scorso aprile grazie a Faust Edizioni è riuscita a pubblicare il suo primo libro, “Linea circolare. Vizi e virtù del grande popolo dei trasporti pubblici”. Lunedì mattina, alle 09:30, ha vissuto la sua prima esperienza tra le mura della Casa Circondariale di Ferrara, in occasione della presentazione del suo libro ai detenuti, organizzata dall’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea e dal Comune di Ferrara. Oltre alla Bruni erano presenti alcune educatrici, Luisa Martini, Responsabile della Biblioteca Bassani di Barco, Licia Vignotto e Maria Fadda, degli Amici della Biblioteca Ariostea. Le abbiamo chiesto di raccontarci questa mattinata inusuale. Dopo le pratiche d’identificazione, nell’area pedagogica arrivano i detenuti “in una processione di ‘Buongiorno’ che – dice – mi ricorda tanto la disciplina imposta dalla mia anziana maestra delle scuole elementari.” La prima, istintiva reazione è di cercare il marchio della loro infamia: “li scruto e cerco i segni della colpa, del peccato, del rimorso, della cattiveria innata. Ma non li trovo.” E così può iniziare un confronto autentico, libero, sincero, nel quale si scopre la loro personalità, la loro umanità. Continua, infatti, la Bruni, raccontando dell’intervento di uno di loro: “Fuori non ho mai letto un libro. Adesso leggo e ho cominciato a scrivere dieci, anche quindici pagine al giorno. Quando scrivo sono libero”. E così, chi è dentro quel “non-luogo” può, grazie alla lettura e alla scrittura, scoprire una sua libertà. E chi, come la Bruni, può conoscere persone “educatissime e rispettose”, “disponibili ad ascoltare, con senso critico e autoironia”. In una parola, conclude, “ho trovato persone!”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 novembre 2013

Nel libro di Pontecorboli gli ebrei in fuga dal fascismo

22 Nov

pontecorboli-maisto MEISUn libro per ricordare i tanti ebrei italiani costretti all’esilio dopo la promulgazione delle leggi razziali fasciste del ’38. “America nuova terra promessa. Storie di ebrei italiani in fuga dal fascismo” è il saggio di Gianna Pontecorboli da poco uscito per Brioschi Editore, presentato ieri alle 16.30 nella Sala Polivalente del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) in via Piangipane, 81 a Ferrara. Assieme all’autrice ha dialogato Massimo Maisto, Consigliere Fondazione MEIS e Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara. Il dibattito ha coinvolto direttamente le numerose persone presenti, le quali hanno, insieme a Maisto, posto diverse domande all’autrice. I temi sviscerati hanno riguardato, tra l’altro,il ruolo negativo svolto dalla maggioranza degli intellettuali italiani durante il Ventennio, le cifre degli ebrei italiani emigrati negli Usa e di quelli ritornati dopo la fine della guerra (circa un terzo dei 2.000 esiliati). Tra questi, figure di spicco come quelle di Max Ascoli, attivo nella Mazzini Society, Emilio Segrè,Premio Nobel per la fisica nel ’59, Leo Castelli e Mario Castelnuovo-Tedesco. Soprattutto, però, tanti gli “sconosciuti”, soprattutto giovani, intellettuali e benestanti, tra cui anche un rabbino e un dentista di Genova. Figure troppo spesso dimenticate, e che il libro della Pontecorboli ha il merito di ricordare. Nelle conclusioni l’Assessore Maisto ha sottolineato uno dei fini del MEIS, vale a dire quello di mettere in risalto i rapporti secolari tra la cultura ebraica e quella italiana.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 novembre 2013

Oggi al MEIS le storie di ebrei italiani in America

21 Nov

“America nuova terra promessa. Storie di ebrei italiani in fuga dal fascismo” è un saggio di Gianna Pontecorboli da poco uscito per Brioschi Editore. Oggi alle 16.30 verrà presentato nella Sala Polivalente del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) in via Piangipane, 81 a Ferrara. Assieme all’autrice dialogherà Massimo Maisto, Consigliere Fondazione MEIS e Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara. Centinaia di ebrei italiani alla promulgazione delle leggi razziali del 1938 si rifugiarono negli Stati Uniti. Il libro ripercorre le storie drammatiche di questi esuli, professori universitari, medici, avvocati, scienziati, giornalisti e artisti, molti dei quali hanno ricostruito la propria vita nella “terra promessa”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 novembre 2013

Le storie dei desaparecidos in un libro e una mostra

20 Nov

Stranieri nella loro terra

Lunedì pomeriggio a Palazzo Paradiso, sede della Biblioteca Comunale Ariostea, si è svolto l’evento “Stranieri nella loro terra. Racconti e immagini ispirati all’Argentina del silenzio”.

Alle 17 in Sala Agnelli è stato presentato il libro di Fabrizia Lotta, “Stranieri nella loro terra”, che raccoglie racconti ambientati nell’Argentina degli anni ’70 e ’80. Hanno dialogato con l’autrice, Francesca Mariotti, Presidente dell’Associazione Olimpia Morata, organizzatrice dell’evento, e Mirian Mansilla, Ambasciatrice Sociale per l’Argentina, e vittima della dittatura argentina. Ha raccontato, con la voce che a tratti si spezzava per l’emozione del ricordo, quegli anni di terrore, i cadaveri degli oppositori nei fiumi, la vicenda del suo fidanzato, uno dei circa 30.000 desaparecidos scomparsi, il suo periodo di clandestinità. La stessa autrice ha ripercorso i suoi primi contatti con alcune vittime della “guerra sporca”, avvenuti a Roma grazie, anche se casualmente, al regista Monicelli. E poi l’incontro con l’ “amica” Mansilla. L’incontro si è concluso con la lettura, da parte dell’autrice, di alcuni passi del libro.

A seguire, alle 18, in Sala Ariosto, ha avuto luogo l’inaugurazione dell’esposizione fotografica “Parole scritte e sognate”, composta da venti immagini, della stessa Lotta, ispirate al libro presentato. Un omaggio a “La Camera Chiara” di Roland Barthes, visitabile fino al 21 dicembre.

Andrea Musacci 

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 novembre 2013

Gli amori e i dolori di Clelia Farnese nel libro della Fragnito

19 Nov

Ibs Clelia Farnese

“Se non è la più gradevole, senza confronto è la più amabile donna che può esserci al momento a Roma”, disse di lei Montaigne. Clelia Farnese, nata in Francia nel 1556 e morta a Roma nel 1613, fu donna di grande fascino e coraggio, ma anche vittima dei soprusi del padre. Sabato alle 17.30 alla libreria Ibs.it in P.zza Trento e Trieste a Ferrara ne hanno parlato Gigliola Fragnito, Miguel Gotor, Gianni Venturi e M. Teresa Sambin De Norcen. L’occasione era la presentazione della biografia della Fragnito, “Storia di Clelia Farnese. Amori, potere, violenza nella Roma della Controriforma”. Figlia della duchessa Claude De Beaune e del cardinale Alessandro Farnese, nel 1570 fu data in sposa al nobile Giangiorgio Cesarini, e dal matrimonio nacque Giuliano. Dopo la morte del Cesarini nel 1585 il padre la costrinse a sposare Marco Pio di Savoia. Clelia si trova al centro di una rete di ambizioni e interessi che la rende al tempo stesso “inciampo e pedina” dei disegni politici e dinastici del padre, come ha spiegato Gotor. Un “libro di storia politica”, insomma, quello della Fragnito, e un’opera “di erotia e d’interesse”, per citare Gadda. La modernità di Clelia Farnese, in particolar nel suo rapporto col padre, il marito, il figlio e nella sua “malattia” (l’anoressia) è stata, invece, al centro dell’intervento della stessa Fragnito.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 novembre 2013

(nella foto, da sx: Miguel Gotor, Gigliola Fragnito, M. Teresa Sambin De Norcen, Gianni Venturi)

“Storia di Clelia Farnese” all’Ibs.it

16 Nov

“Storia di Clelia Farnese. Amori, potere, violenza nella Roma della Controriforma” è il titolo del saggio di Gigliola Fragnito, che oggi viene presentato alle 17.30 all’Ibs.it in P.zza Trento e Trieste di Ferrara. Insieme all’autrice intervengono Miguel Gotor, Gianni Venturi e M. Teresa Sambin De Norcen. Figlia naturale del cardinale Alessandro Farnese, Clelia (1557-1613) viene fatta sposare a 14 anni a Giovan Giorgio Cesarini, gonfaloniere di Roma, per le ambizioni papali del padre. E, una volta morto il marito, a Marco Pio di Sassuolo, che la portò via da Roma e dal suo amante, Ferdinando I de’ Medici, nemico del padre.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 novembre 2013

La “tentacle erotica” giapponese spiegata da Carbone

13 Nov

“Tentacle erotica. Orrore, seduzione, immaginari pornografici” è un saggio edito da Mimesis, con la prefazione di Massimo Fusillo. Oggi alle 17 verrà presentato a Ibs.it in p.zza Trento e Trieste a Ferrara. Marco Teti, dell’Università di Ferrara, dialogherà con l’autore, Marco Benoît Carbone. Per “tentacle erotica” si intende un genere pornografico d’origine giapponese, il quale integra elementi di pornografia tradizionale con temi del genere horror e fantascientifico. Da non molti anni questo genere si è diffuso anche negli USA e in Europa.

Marco Benoît Carbone si occupa di studi sul mito, i media e l’immaginario. É dottorando alla University College London e collabora con «Segnocinema». È tra gli ideatori e redattori di «GAME – Games as Art, Media, Entertainment» e ha fondato e dirige la rivista «Gorgòn».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 novembre 2013