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Gli amori e i dolori di Clelia Farnese nel libro della Fragnito

19 Nov

Ibs Clelia Farnese

“Se non è la più gradevole, senza confronto è la più amabile donna che può esserci al momento a Roma”, disse di lei Montaigne. Clelia Farnese, nata in Francia nel 1556 e morta a Roma nel 1613, fu donna di grande fascino e coraggio, ma anche vittima dei soprusi del padre. Sabato alle 17.30 alla libreria Ibs.it in P.zza Trento e Trieste a Ferrara ne hanno parlato Gigliola Fragnito, Miguel Gotor, Gianni Venturi e M. Teresa Sambin De Norcen. L’occasione era la presentazione della biografia della Fragnito, “Storia di Clelia Farnese. Amori, potere, violenza nella Roma della Controriforma”. Figlia della duchessa Claude De Beaune e del cardinale Alessandro Farnese, nel 1570 fu data in sposa al nobile Giangiorgio Cesarini, e dal matrimonio nacque Giuliano. Dopo la morte del Cesarini nel 1585 il padre la costrinse a sposare Marco Pio di Savoia. Clelia si trova al centro di una rete di ambizioni e interessi che la rende al tempo stesso “inciampo e pedina” dei disegni politici e dinastici del padre, come ha spiegato Gotor. Un “libro di storia politica”, insomma, quello della Fragnito, e un’opera “di erotia e d’interesse”, per citare Gadda. La modernità di Clelia Farnese, in particolar nel suo rapporto col padre, il marito, il figlio e nella sua “malattia” (l’anoressia) è stata, invece, al centro dell’intervento della stessa Fragnito.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 novembre 2013

(nella foto, da sx: Miguel Gotor, Gigliola Fragnito, M. Teresa Sambin De Norcen, Gianni Venturi)

“Storia di Clelia Farnese” all’Ibs.it

16 Nov

“Storia di Clelia Farnese. Amori, potere, violenza nella Roma della Controriforma” è il titolo del saggio di Gigliola Fragnito, che oggi viene presentato alle 17.30 all’Ibs.it in P.zza Trento e Trieste di Ferrara. Insieme all’autrice intervengono Miguel Gotor, Gianni Venturi e M. Teresa Sambin De Norcen. Figlia naturale del cardinale Alessandro Farnese, Clelia (1557-1613) viene fatta sposare a 14 anni a Giovan Giorgio Cesarini, gonfaloniere di Roma, per le ambizioni papali del padre. E, una volta morto il marito, a Marco Pio di Sassuolo, che la portò via da Roma e dal suo amante, Ferdinando I de’ Medici, nemico del padre.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 novembre 2013

La “tentacle erotica” giapponese spiegata da Carbone

13 Nov

“Tentacle erotica. Orrore, seduzione, immaginari pornografici” è un saggio edito da Mimesis, con la prefazione di Massimo Fusillo. Oggi alle 17 verrà presentato a Ibs.it in p.zza Trento e Trieste a Ferrara. Marco Teti, dell’Università di Ferrara, dialogherà con l’autore, Marco Benoît Carbone. Per “tentacle erotica” si intende un genere pornografico d’origine giapponese, il quale integra elementi di pornografia tradizionale con temi del genere horror e fantascientifico. Da non molti anni questo genere si è diffuso anche negli USA e in Europa.

Marco Benoît Carbone si occupa di studi sul mito, i media e l’immaginario. É dottorando alla University College London e collabora con «Segnocinema». È tra gli ideatori e redattori di «GAME – Games as Art, Media, Entertainment» e ha fondato e dirige la rivista «Gorgòn».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 novembre 2013

Lunghi applausi per “Luce nell’ombra”

29 Ott

foto Alberto Gigante 3

Un lungo applauso finale ha suggellato l’anteprima dello spettacolo “Luce nell’ombra”, svoltosi sabato sera al Teatro Cortázar di Pontelagoscuro, e ispirato ai Diari e alle Lettere, del ’41-’43, di Etty Hillesum. Natasha Czertok si è esibita nei panni di Etty, insieme a Chiara Galdiolo e Greta Marzano e accompagnate dalle musiche dal vivo di Luca Ciriegi, in omaggio a questa giovane ebrea olandese morta ad Auschwitz a soli 29 anni. Il rumore ossessivo dei timbri della burocrazia segna l’inizio di questo martirio cercato non per odio verso se stessi, ma per una profonda, spirituale necessità di testimoniare il dolore e l’Amore in prima persona. Etty spogliata e perlustrata, Etty in preda ai propri incubi, ai propri tormenti, ai dubbi della fede. Un’eroina di carne e sangue, insomma, mossa dalla convinzione che “la disperazione è il vero peccato mortale”, e che “l’indignazione morale” debba espandersi al mondo, non ridursi alla salvezza dei propri miseri corpi. E così la preghiera diventa fondamento di questo dialogo con Dio, e con se stessi: “Mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento, ne esco fuori più ‘raccolta’, concentrata e forte.” Ad accompagnarla la luce di una candela, viva anche nel buio finale, nella notte della morte. Notte alla quale, in un vortice di timore e di speranza, seguirà, per Etty, un’alba di resurrezione, apoteosi di quella vita “ricca e piena di significato”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 ottobre 2013

Una giornata per ricordare Stefano Tassinari

27 Ott

La Sala Auditorium della Scuola di Musica Moderna, in via Darsena, 57, è intitolata alla memoria di Stefano Tassinari, scomparso nel maggio 2012 a soli 56 anni. E proprio questa sala ospiterà, domani alle 10, un incontro dal titolo “Luci della scrittura, le parole di Stefano Tassinari fra giornalismo e narrativa”. L’incontro sarà centrato soprattutto sul suo lavoro giornalistico, quello svolto a Ferrara (sua città natale) con “Luci della città”, e poi con Rete 7 e il quotidiano “Liberazione”, senza dimenticare la rivista “Letteraria” da lui fondata, e diretta fino alla morte.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Ordine regionale dei giornalisti e dall’Associazione stampa Ferrara, con il fondamentale sostegno della Scuola di musica moderna di Ferrara. Hanno annunciato la loro partecipazione e il loro contributo numerosi amici che con Stefano Tassinari hanno condiviso uno straordinario percorso di vita, illuminato dalla cultura come faro dell’impegno civile. Interverranno Stefania De Salvador, Francesco Lavezzi, Gerardo Bombonato; Massimo Maisto; Roberto Formignani; Laura Magni; letture di brani di Stefano da Luci (Barbara Diolaiti, Fabio Mangolini, Sergio), Luca Gavagna, Filippo Vendemmiati, Alberto Bertoni (lettura brani poemetto dedicato a Stefano e illustrazione progetto Letteraria); Pier Damiano Ori (ricordo di Stefano). Quindi audio letture di Stefano (suoi brani narrativi).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 ottobre 2013

“Luce nell’ombra”, anteprima al Cortázar

26 Ott

etty-hillesum“Luce nell’ombra” è il nome dello spettacolo ispirato ai Diari di Etty Hillesum che stasera verrà presentato in anteprima alle 21 al Teatro Julio Cortázar, in via Ricostruzione, 40 a Pontelagoscuro.

Quest’anno ricorre il 70° dalla morte e il prossimo gennaio il centenario dalla nascita di questa giovane scrittrice ebrea morta ad Auschwitz a soli 29 anni.

Natasha Czerok, regista e ideatrice dello spettacolo, si esibirà insieme a Chiara Galdiolo e Greta Marzano, dopo il successo del 27 aprile scorso con lo spettacolo, sempre ispirato ai Diari, “L’ora migliore del giorno”, svoltosi alla Sala Estense in occasione della Festa del Libro Ebraico.

Per “Luce nell’ombra” ha contribuito anche Roberto Cazzola, curatore dell’edizione integrale delle “Lettere” del 1941-1943, la cui uscita è prevista il prossimo mese per Adelphi. Un ulteriore contributo per far conoscere sempre meglio la tragica e straordinaria storia di questa ragazza, autentica martire della fede e della libertà.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 ottobre 2013

All’Ariostea incontro sull’ultimo Foucault

20 Ott

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L’incontro sul tema “L’‘etica del sé di Michel Foucault” si è svolto venerdì pomeriggio nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea. Matteo Distaso ha introdotto la relazione di Filippo Domenicali, studioso ferrarese classe ’80, il quale si è concentrato sulle ultime due opere del filosofo, “L’uso dei piaceri” e “La cura di sé”, usciti nel 1984, anno della sua morte. I suoi studi, sempre incentrati non sul potere ma sull’analisi del soggetto, su una “genealogia del soggetto moderno”, negli ultimi anni producono il concetto di “gouvernement ‘par’ la verité”, una “verità comune” ai governanti e ai governati, già negli anni ’80 rappresentata dal neo-liberalismo. Da qui le riflessioni sull’ “etica del sé”, alla ricerca di una nuova soggettivazione, di nuovi spazi di libertà nel soggetto, finalizzati a una “politica di noi stessi” che possa essere realmente liberatrice.

L’incontro, organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, fa parte del ciclo di conferenze dal titolo “Europa una vecchia, buona idea. Percorsi etici nel ‘900 europeo”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 ottobre 2013

(nella foto, da sx: Matteo Distaso e Filippo Domenicali)

La città dei Governatori nel volume di Zagagnoni

18 Ott

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Acquistare una casa nel centro storico di Ferrara, entrarci e ritrovarsi nella Ferrara del IX secolo d.c..

È questa l’idea alla base del romanzo storico di Simone Zagagnoni, presentato mercoledì sera presso la birreria “La Corte” di via Saraceno, 36. “La città dei Governatori”(sottotitolo: “Cosa faresti se trovassi il modo di attraversare il tempo e andare nel IX secolo?”) è ambientato nel periodo “carolingio” della città estense. Il protagonista, Giovanni, è accompagnato in questa sua avventura dal Governatore Timoteo de’ Bendedei e dal suo consigliere Mastro Gontardo. Come ha spiegato lo stesso autore, la storia gli è stata “ispirata” in sogno, circa un anno e mezzo fa, poche settimane dopo il sisma che ha colpito le nostre zone. Durante l’incontro, lo studioso Paolo Sturla Avogadri ha elogiato l’opera, sottolineando come l’autore in essa sia riuscito “a far collimare due mondi così diversi, senza mai uscire dai canoni storiografici”. Ha, inoltre, sottolineato lo stile “accattivante, intrigante” del testo, in un connubio ben riuscito tra cronaca storica e fantasia, che ha dato vita ad “un’opera di fantastoria, più che di fantascienza.” Alessandro Gulinati, presidente della Pro Loco cittadina ha, invece, sottolineato come il periodo anteriore all’anno 1000 d.c. sia spesso “difficilmente rievocabile”, per cui anche testi come quello di Zagagnoni possono stimolare l’interesse per nuove ricerche e nuove ipotesi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 ottobre 2013

“La Corte” ospita una storia cittadina vista da Zagagnoni

16 Ott

Il nuovo romanzo di Simone Zagagnoni, “La città dei Governatori” verrà presentato oggi alle 21 presso la birreria “La Corte” di via Saraceno 36 a Ferrara. Il volume verrà introdotto dallo studioso Paolo Sturla Avogadri e dal presidente della Pro Loco e guida turistica locale Alessandro Gulinati.

Il racconto, ambientato nella Ferrara di epoca carolingia, all’incirca nel IX secolo, è ispirato alle storie ferraresi di Alfonso Maresti del XVIII secolo e agli studi del professor Carnevale, il quale difende la teoria secondo la quale Carlo Magno fosse italiano e che la sua Aquisgrana si trovasse in Italia. L’opera di Zagagnoni è un avventuroso romanzo storico, un avvincente viaggio nel passato della nostra città. Durante la serata saranno anche disponibili copie del testo presentato e al termine verrà offerto un aperitivo ai presenti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 ottobre 2013

La storia di Etty Hillesum all’Ariostea

13 Ott

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Una giovane olandese, una donna normale, e per questo eccezionale. Come “normale” e al tempo stesso eccezionale è il Male che ha dovuto affrontare. Venerdì pomeriggio alla Biblioteca Ariostea si è svolto il nuovo incontro del ciclo “Italiani brava gente – Rileggere i caratteri degli italiani”, promosso dall’Istituto Gramsci, dall’ISCO di Ferrara e dalla Cgil di Ferrara, nell’ambito delle iniziative del 70º della morte di Etty Hillesum e della presentazione dell’edizione integrale del “Diario 1941-1943” di questa scrittrice ebrea morta nel 1943 ad Auschwitz, a soli 29 anni.

Nadia Neri ha spiegato le tre virtù principali per Hillesum: l’indignazione, la semplicità e la compassione. Tre antidoti all’odio, a quel Male che rischia di accomunare vittime e carnefici. Di conseguenza si rivela necessario riconoscere l’errore di proiettare questo Male sempre e solo al di fuori di noi, quando invece è necessario innanzitutto “guardarsi dentro”, per estirparlo prima di tutto dalla nostra anima. Oltre a Nadia Neri, hanno partecipato all’incontro Roberto Cassoli e Natasha Czertok. Proprio quest’ultima ha letto alcuni passi molto emozionanti dei diari, nei quali forte è la spiritualità di questa giovane donna che crede “in Dio e negli uomini” e osa dirlo “senza pudore”: due atti di fede autenticamente rivoluzionari, nell’inferno di Auschwitz.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 ottobre 2013