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Da Hong Kong a Ferrara per raccontare le “piazze della libertà”

7 Ott

Il 6 ottobre per “Internazionale” incontro con tre giornalisti attivi sul campo

_1153Hong Kong, regione amministrativa speciale della Cina, fino al ’97 colonia britannica, nel 2047 sarà destinata a rientrare totalmente sotto il dominio cinese. Una prospettiva vissuta con sempre maggiore paura da molti hongkonghesi, giovani e non solo. Per questo, sempre più persone sono scese nelle piazze per protestare rivendicando più libertà, ma la polizia locale, legata a quella cinese, vi si sta opponendo con una violenza sempre più preoccupante. Di questo si è discusso nell’incontro “La rivolta delle periferie. Le proteste a Hong Kong e la resistenza di Taiwan alle ingerenze cinesi nell’era di Xi Jinping”, svoltosi la mattina di domenica 6 ottobre in Sala Estense, all’interno del programma del Festival di “Internazionale”. Sono intervenuti tre giornalisti spesso presenti a Hong Kong per raccontare in prima persona quel che sta accadendo: Brian Hioe, taiwanese – fra i fondatori del sito “New Bloom”, nato nel 2014 durante le proteste contro il regime cinese -, Louisa Lim, dell’Università di Melbourne, e Jeffrey Wasserstrom, dell’Università della California. L’incontro è stato moderato dalla giornalista di “Internazionale” Junko Terao. Dalla scorsa primavera, migliaia di persone scendono in piazza per rivendicare maggiori libertà individuali e collettive: la scintilla iniziale è stata l’approvazione della legge sull’estradizione di criminali e dissidenti da Hong Kong verso la Cina, imposta dal governo locale. Ho vissuto a Honk Kong per i primi sei mesi del 2019”, ha spiegato Lim. “L’atmosfera è cambiata in modo drastico e catastrofico sotto i nostri occhi. Finora vi sono state 67 manifestazioni, sempre senza leader, di cui 13 non autorizzate, con 2.022 arresti, un terzo dei quali studenti. Fra le conseguenze, una sempre maggiore violenza da parte della polizia e la chiusura di molti luoghi pubblici, per contrastare, secondo il linguaggio del governo, le ‘adunate sediziose’. Non mancano poliziotti infiltrati tra i manifestanti”, ha proseguito. A tal proposito, quest’ultimi per smascherare i primi, infilano la camicia nei pantaloni, così da distinguersi dai poliziotti, i quali, per non farsi riconoscere come tali, nascondono la pistola lasciando fuori la camicia dai pantaloni. In generale, “a Hong Kong dal 2014 ho notato un sempre maggiore controllo e indottrinamento filo-cinese ad esempio nelle scuole e nei media”, sono ancora parole di Lim, oltre al controllo del territorio, “avendo raddoppiato a 12mila unità le forze militari”. Il tutto facilitato dal governo locale di Hong Kong sempre più dipendente alla Cina. Wasserstrom, presente in primavera per raccontare le proposte di Hong Kong, ha spiegato invece come “i manifestanti rivendichino un’identità propria, diversa da quella cinese” – che invece vorrebbe essere totalizzante -, “anche se ne riprendono alcuni aspetti, ad esempio il riferirsi alle proteste di piazza Tienanmen dell’89”, oltre a certo immaginario occidentale. Sempre più forte è anche “la richiesta di un’indagine imparziale sull’operato delle forze dell’ordine”, soprattutto dopo il grave ferimento con arma da fuoco di un manifestante 18enne a opera di un poliziotto. Hoei ha invece spiegato come “Taiwan, che ora gode di una certa indipendenza e democrazia” – seppur riconosciuto da pochi Stati, fra cui quello del Vaticano -, “sostiene i manifestanti di Hong Kong: a volte vi sono anche forme concrete di collaborazione fra questi e gli attivisti taiwanesi e cinesi: di quest’ultimi ne ho visti in piazza a Hong Kong”. Un’alleanza resistente, naturalmente temuta dal governo cinese. Governo che sogna “uno Stato monoculturale sotto Xi Jinping. Vedremo comunque – ha concluso – anche le conseguenze della guerra commerciale con gli USA”.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” dell’11 ottobre 2019

http://lavoce.epaper.digital/it/news

https://www.lavocediferrara.it/

“(Th)ink” di Xu Ke in mostra a Cloister

2 Ago

3398_276cab2eafcbc3bafdce01963c6c0090L’antica tradizione della pittura cinese interpretata in modo informale da un artista al debutto in Italia. Si intitola “(Th)ink – Storie di inchiostri” la mostra personale di Xu Ke, che inaugura oggi alle 18.30 nella Galleria d’arte Cloister in via Corso Porta Reno, 45 a Ferrara.
Le opere di Xu Ke, nato a Shanghai nel 1958, sono frutto di una ricerca raffinata, che attinge all’antica arte calligrafica, di cui ne cerca l’essenza, traducendola in un linguaggio contemporaneo. Al centro del suo lavoro vi è la ricerca della risonanza dello spirito, uno dei Sei Principi della pittura cinese stabiliti nel V secolo.
I suoi strumenti appartengono a questa tradizione: inchiostro, pennelli, carta di riso e seta. Cresciuto artisticamente nel contesto della Grande Rivoluzione Culturale, Xu Ke si avvicina alla pittura studiando e copiando i poster della propaganda sovietica. È però anche profondamente affascinato dalla secolare tradizione della pittura cinese di paesaggio e dalla sua tecnica shui-mo (acqua e inchiostro).
La mostra, organizzata con l’associazione culturale Yuanfen e con la galleria Fqprojects di Shanghai, è visitabile fino a fine mese da lunedì a sabato dalle 9 alle 19.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 1° agosto 2017

“Soffio d’Oriente”, inaugurata la collettiva alla Porta degli Angeli

4 Apr
Giorgio Cattani, gli artisti, Veronica Zanirato ed Erika Scarpante

Giorgio Cattani, 4 dei 5 artisti, Veronica Zanirato ed Erika Scarpante

[Qui la mia galleria fotografica della mostra sul sito de la Nuova Ferrara]

Cinque giovani artisti cinesi che hanno scelto l’Italia per studiare, sono i protagonisti della collettiva “Soffio d’Oriente”, inaugurata sabato alla Porta degli Angeli di via Rampari di Belfiore a Ferrara. La mostra, organizzata da Evart presieduta da Erika Scarpante, vede la curatela dell’artista ferrarese Giorgio Cattani, docente di Tecniche Pittoriche all’Accademia di Belle Arti di Brera. Proprio nell’ateneo milanese, Cattani conosce i cinque talentuosi creativi, di età compresa fra i 25 e i 28 anni e provenienti da diverse regioni della Cina.

Come ha spiegato il curatore, i cinque «usano un linguaggio tanto globale e contemporaneo quanto tradizionale e identitario». Mentre Yan JiaNing presenta alcune tele dove sprazzi di luce aurorale sono segno di positività, Gao Lan riflette con ironia su apparenza e realtà, su come «spesso l’abito sia gentile, ma il cuore meschino». Le incisioni di Li ChenXi spaziano, invece, tra metafisica e surrealismo, in atmosfere oniriche a là De Chirico. Infine, vi sono i disegni miniaturisti di Zhou XuanYi, e gli inchiostri su carta di Zhang Meng, che riflette su quel semibuio di incompiutezza della ricerca, rappresentato anche dal viaggio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 aprile 2016

Le inaugurazioni artistiche nelle gallerie della città

2 Apr

gDiverse le inaugurazioni artistiche nella giornata di oggi.

Si inizia alle 17 ad Argenta, dove per il finissage della mostra “Nella soglia del visibile: Trasparenza e traslucenza”, al Centro Culturale Mercato in P.zza Marconi viene presentato il catalogo dell’esposizione di Emanuela Fiorelli e Paolo Radi. Nella pubblicazione vi sono le foto delle opere, realizzate nel Mercato dai fotografi de “il Girasole” di Voghiera. All’iniziativa saranno presenti l’Assessore alla Cultura Giulia Cillani, i due artisti, Alberto Zanchetta, Direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Lissone e il curatore Andrea Fabbri. L’evento sarà arricchito dalla chitarra acustica di Giorgio Golini.

A Ferrara, invece, alle 17.30 nella Galleria del Carbone (in via del Carbone, 18/a) l’artista francese Joseph Auquier inaugura la personale di dipinti e disegni “I sogni del signor Moreau”, visitabile fino al 17 aprile. La mostra è visitabile dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Sempre alle 17.30 nello Spazio d’arte l’Altrove in via de’ Romei, 38, Francesca Mariotti inaugura la collettiva “La vita è colore”, visitabile fino al 18 aprile dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19.30. In parete, opere di Valentina Pozzati, Guido Forlani, Cinzia Vaccari, Polina Georgieva Stoizeva, Conte, Mario Esposito, Arianna Toselli, Rodolfo Lepre, e sculture raku di Odo Camillo Turrini.

Gao Lan, Yan JiaNing, Li ChenXi, Zhang Meng e Zhou XuanYi, invece, alle 18 presentano la mostra “Soffio d’Oriente”, a cura di Giorgio Cattani, alla Porta degli Angeli in via Rampari di Belfiore a Ferrara. La mostra è visitabile fino al 25 aprile, il venerdì dalle 15 alle 18, sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18, per visite su appuntamento e info: 347-2441042.

Infine, sempre alle 18 nel Cafè Teatro in c.so Giovecca, 1 l’artista Carlo “Alo” Andreoli presenta la sua personale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 aprile 2016

Cinafrica, interrogativi sul nuovo sodalizio

3 Ott

Gli osservatori divisi: «I cinesi sono gli ultimi colonialisti». «Iniezione di forza per l’Africa»

cinafrica 2La forte presenza cinese nel continente africano è da intendersi come una forma inedita di colonialismo o come opportunità di riscatto per l’Africa?

Intorno a questo interrogativo è ruotato l’incontro “Benvenuti in Cinafrica”, svoltosi ieri alle 16.30 al Teatro Comunale. Edoardo Vigna del Corriere della Sera ha introdotto il dibattito portando tre esempi che ben spiegano come la Cina in un solo triennio sia diventato il primo partner commerciale del continente africano: la metro ad Addis Abeda costruita in tempi record , una grande diga in Kenya e la città-fantasma in Angola. «Un rapporto asimmetrico e distribuito in modo anomalo» la cui interpretazione divide decisamente gli esperti.

Da una parte Howard French, giornalista statunitense, convinto dello spirito imperialista dei cinesi, «gli ultimi colonialisti», con nessun altro scopo che «quello di difendere i propri interessi». Non bisogna illudersi sulla bontà dei cinesi, intenti solo a «prendere il posto dei vecchi colonialisti».

Di parere opposto Serge Michel, Le Monde Afrique, che ha cercato di dimostrare come la Cina sia mossa da «un approccio positivo», e come cio può dare una prospettiva a quel continente.

In una posizione intermedia Parselelo Kantai, The Africa Report, che è partito dall’ « umiliazione subita per secoli dagli africani e la conseguente voglia di riscatto», grazie anche alla Cina che rinnova tutte le vecchie infrastrutture. Sicuramente il rapporto Cina-Africa è «di tipo imperialistico», ma ciò dipende anche dalla «possibile iniezione di forza» che la prima può dare alla seconda.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 ottobre 2015

In castello le opere della fusione tra Cina ed Europa

30 Nov

Damiano TaurinoUna proficua simbiosi tra culture e stili diversi, giovani artisti e maestri che s’incontrano negli Imbarcaderi del Castello Estense per “La Cina è vicina”, 7° rassegna della Biennale Internazionale d’arte organizzata dall’Associazione Pro Art. La collettiva, visitabile fino alle 17.30 di oggi, propone una trentina di artisti da ogni parte d’Italia, dalla Turchia e dalla Serbia, oltre a una nutrita comitiva di giovani creativi dal paese del Dragone. Oltre a Dai Chao Qun, che vive a Firenze, numerosi sono gli allievi dell’Accademia di Brera: Yang Chun Meng con tre “Lolita”, Ting Ting Chen con “Il vento”, Hai Shu Wang con “Buco bianco” e Xiao Jin Chen con due disegni, oltre a Song Chen, Ai Lin Xiong, Ou Yang Lin, Wang Xin Xing e Liu Xin Xing. Opere raffinate, atmosfere oniriche nel tentativo, riuscito, di fusione tra la cultura cinese e quella europea. Tra gli italiani ricordiamo il modenese Simone Marmiroli con cinque grandi tele, le dissacranti opere di Debora Rossi, l’omaggio all’arte tipografica del ferrarese Nando Stevoli, le sculture del leccese, naturalizzato cesenate, Damiano Taurino, e le affascinanti foto in bianco e nero di Marta Fiorentini.

Infine, gli altri italiani presenti sono Matteo Grasso, Maria Rosa Crepaldi, Gabriella Dumas, Alberto Tanduo, Federica Aiello Pini, Gisella Mura, Maria Micozzi, Fabio Zagolin, Silvana Maddalosso, Rossella Cea, Fiorella Gelain, Marco Isidoro Ginosa e Andrea Molteni.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 novembre 2014

Nella foto: opera di Damiano Taurino.

In Castello collettiva di artisti per un incontro fra Italia e Cina

28 Nov

La Cina è vicinaUna collettiva di artisti internazionali per un incontro tra Italia e Cina all’insegna della creatività. Oggi alle 15.30 negli Imbarcaderi del Castello Estense di Ferrara viene inaugurata “La Cina è vicina”, 7° rassegna della Biennale Internazionale d’arte di Ferrara, visitabile fino a domenica e organizzata dall’Associazione Pro Art.

La collettiva ospita diversi artisti cinesi (Ai Lin Xiong, Hai Shu Wang, Yang Chun Meng, Song Chen, Ting Ting Chen, Ou Yang Lin, Chao Qun Dai e Xiao Jin Chen), un turco (Tunç Gençer) e un’artista serba (Nera Matijevic). Gli italiani, invece, saranno Matteo Grasso, Maria Rosa Crepaldi, Gabriella Dumas, Alberto Tanduo, Federica Aiello Pini, Marta Fiorentini, Gisella Mura, Debora Rossi, Simone Marmiroli, Maria Micozzi, Nando Stevoli, Fabio Zagolin, Silvana Maddalosso, Rossella Cea, Fiorella Gelain, Marco Isidoro Ginosa, Andrea Molteni e Damiano Taurino.

Domani e domenica si potrà visitare la mostra dalle 10 alle 17.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 novembre 2014