Tag Archives: Leonardo Delmonte

A S. Paolo inaugura “Your time is up”

3 Lug

your time is up

Videoarte, urban graffiti e installazioni nella cornice quattrocentesca del Chiostro di San Paolo a Ferrara. È questo “Your time is up”, mostra organizzata da Basso Profilo, Zuni e Arci Ferrara, da oggi al 5 luglio, dalle 18 alle 24. Mercoledì 3 luglio, durante la vernice della mostra alle ore 18 vi sarà la presentazione delle opere esposte, e dalle ore 18.30 sarà possibile partecipare ad un garage sale curato da “I’m Still Alive”. Il titolo del progetto, “Your Time is Up”, rimanda al brano dai Pink Floyd “Come in number 51, Your Time is Up”, realizzato ad hoc per la scena finale del  di Michelangelo Antonioni del 1970.  La scelta di questo titolo vuole da un lato sottolineare l’inscindibile rapporto tra l’immagine e la musica nella filmografia antonioniana, dall’altro invitare a riflettere sul significato della conclusione del film, vale a dire la deflagrazione  che riduce in cenere la villa di un uomo d’affari americano. L’evento è organizzato in collaborazione con Cluster Theory, Alterazioni Video, Viaindustriae, Eleven Damage e Articiok. La mostra, parte del “Piano Michelangelo Antonioni: la ricerca di un posto nel paesaggio”, si avvale del patrocinio del Comune, della Provincia e dell’Università degli Studi di Ferrara ed è realizzata nell’ambito del progetto “Dentro le Mura”-Creatività Giovanile, promosso e sostenuto dal Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’ ANCI -Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 luglio 2013

A Roma premiate le “eccellenze” ferraresi di Wunderkammer e Dante Bighi

18 Mag

IMG_6608

Giovedì pomeriggio presso la Casa dell’Architettura a Roma, il Presidente del Consorzio Wunderkammer Leonardo Delmonte ha presenziato, in rappresentanza dell’APS Basso Profilo, alla cerimonia di premiazione del concorso d’idee “Spazio Pubblico/network/innovazione sociale”, sezione “altre discipline”, categoria “La città sociale”, per il progetto “Wunderkammer. Recupero degli ex magazzini fluviali di Ferrara”, che è risultato uno dei cinque progetti vincitori. All’incontro hanno partecipato Mario Spada (coordinatore della Biennale dello Spazio Pubblico), Livio Sacchi (Presidente f.f. dell’Ordine degli Architetti di Roma), Alfonso Giancotti (Presidente Casa dell’architettura di Roma) e Alessandro Ridolfi (Presidente Consulta Giovani Architetti di Roma).
La premiazione è consistita nella consegna di una pergamena e nella possibilità di partecipare alle 14 di ieri al convegno interno alla Biennale dal titolo “La città Open Source”, presso la Facoltà di Architettura Roma Tre, per partecipare ai lavori di costruzione di una piattaforma nazionale condivisa sui temi dell’innovazione sociale e della riconquista dello spazio pubblico. Anche il Centro Studi Dante Bighi di Copparo è stato insignito di un premio, come vincitori nella categoria “Edifici ad uso collettivo e spazi per la cultura”. La delegazione copparese era formata dal sindaco Nicola Rossi, da Elena Bertelli e dagli architetti Diego Farina e Maurizio Bonizzi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 maggio 2013

(nella foto, Leonardo Delmonte)

“Incredibol!” mette Ferrara al centro dell’attenzione

16 Mag

P1020033

Incredibol! – l’Innovazione Creativa di Bologna, è un bando promosso dal Comune di Bologna per favorire la crescita del settore creativo a Bologna e in Emilia-Romagna. Il progetto è stato presentato martedì a Ferrara, nella sede di Wunderlkammer in via Darsena, 57, dall’associazione Basso Profilo. Il bando, giunto alla terza edizione, offre una serie di opportunità a sostegno di progetti imprenditoriali innovativi e creativi, tra i quali uno sportello di orientamento, consulenze, formazione, spazi gratuiti e contributi. Alle 18.30 si è svolta la tavola rotonda “La conquista dello spazio”, riguardante il tema dell’industria culturale e le best practice di riuso creativo degli spazi. Giorgia Boldrini, responsabile del progetto, ha spiegato come l’aiuto per i vincitori del bando consista più che altro in spazi e servizi (ad es., legali), mentre Basso Profilo è stata presentata da Fabio Venneri, il quale ha accennato anche ad altri due esempi di riuso di spazi urbani a Ferrara, lo Spazio Grisù e il Teatro Verdi. Temporiuso, invece, è un’associazione milanese per la promozione di progetti di riuso di spazi in abbandono, rappresentata da Matteo Persichino. Prima dell’intervento dell’Arch. Luca Emanueli dell’Università di Ferrara, è intervenuto Leonardo Delmonte, direttore di Basso Profilo, Presidente del Consorzio Wunderkammer, progetto che ha presentato, a partire dal nome (camera delle meraviglie come presenza di oggetti ed eventi differenti e in continua trasformazione), e dal tipo di attività (musicali, informatiche, pittoriche, teatrali, solo per citarne alcune). In seguito, è avvenuta la proclamazione del progetto vincitore del contest “Planar Design 3D Modeling” e la presentazione del prototipo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara del 16 maggio 2013

A Wunderkammer incontro sul (neo) realismo magico di Antonioni

19 Apr

Finiss wunder

La riflessione sul cinema di Antonioni non finisce mai di partorire sempre nuovi stimoli, nuovi punti di vista. Ciò anche grazie agli eventi inclusi nel Piano Michelangelo Antonioni. Domenica 14 aprile alle 18 presso Palazzo Savonuzzi in via Darsena 57 a Ferrara si è chiusa ‘Is Michelangelo dead?’, mostra omaggio ad Antonioni di quattro giovani artisti, Daniele Cestari, Enrico Pambianchi, Denis Riva e Silvia Forese. La mostra è stata curata dal Centro Studi Dante Bighi in collaborazione con UXA, Ufficio per l’Architettura, APS Basso Profilo e Consorzio Wunderkammer. Alle ore 18.30 è stato proiettato il  documentario “Ritorno a lisca bianca”, a cui è seguito l’incontro dal  titolo ‘Nuovi paesaggi: dal neorealismo al realismo magico’. Alessandro Scarsella (dell’Università Ca’ Foscari di Venezia) ha delineato gli aspetti fondamentali del cosiddetto (neo)realismo magico di Antonioni, nel quale “l’elemento magico non annienta la logica, ma sovrappone ad essa un’altra logica”, più immaginifica. Gianpiero Ariola (critico della rivista ‘Sensi&Dissensi’) ha interloquito col prof. Scarsella e col pubblico spiegando come in Antonioni “non sia assente né la componente empatica né quella emotiva”, in quanto nel suo cinema “non è presente un’inattività dei corpi, ma al contrario i corpi parlano, hanno un loro linguaggio” con un continuo passaggio dalla stasi alla cinetica, e dall’attrazione alla dispersione di forza, di energia. Alle 21, al piano primo  nell’Aula Magna della Scuola di Musica Moderna di Ferrara, ha infine avuto luogo il concerto di Mary Cutrufello, songwriter e chitarrista.

Andrea Musacci

L’estetica del paesaggio nel cinema di Michelangelo Antonioni

19 Apr

doris-gatti

Martedì 9 aprile si è tenuta l’ultima conferenza del ciclo “Sinfonie Urbane. La ricerca di un posto nel paesaggio”,  a cura di Doris Cardinali, nell’ambito del Piano Michelangelo Antonioni. La conferenza, dal titolo “Finis terrae: i margini del mondo. L’estetica del paesaggio in Michelangelo Antonioni”, è stata tenuta dal prof. Andrea Gatti dell’Università degli Studi di Ferrara. Nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea, dopo l’introduzione di Doris Cardinali, il docente ha spiegato come “la riflessione filosofica possa aiutarci ad analizzare i film di Antonioni”. In particolare si può notare rispetto ai suoi primi film il passaggio “da una visione pratica, concreta ad una visione estetica, ideale del paesaggio, da un certo neo-realismo ad un’accezione visionaria e astratta del paesaggio”. L’estetica del paesaggio come disciplina specifica è un’invenzione inglese del ‘700, anche se oggi è da molti considerata obsoleta. Il prof. Gatti ha proseguito esponendo la sua preferenza per la svolta internazionale nella filmografia antonioniana, quella, cioè, da Blow-up (1966) a Professione:reporter (1975). L’intervento si è concentrato su Zabriskie Point (1970): per il docente, innanzitutto, il regista ha scelto la Death Valley come paesaggio per questo film in quanto “luogo sublime e pieno di estreme contraddizioni che scuotono le nostre certezze”. È un luogo vivo e morto al tempo stesso, è un luogo sterile, ma dal quale può nascere una forza creatrice. Per concludere, nell’estetica del paesaggio di Antonioni il concetto di “margine” è un concetto molto presente. Egli, infatti, usa spesso “paesaggi che sono luoghi di margine”, in quanto in questi “può avvenire l’incontro tra opposti, tra reale e irreale, tra reale e immaginazione”.

Andrea Musacci

La Londra di Antonioni rivive agli “Occhiali d’oro”

19 Apr

swinging city

Originale scelta del luogo per la presentazione di domenica 7 aprile del libro “Swinging City. Londra centro del mondo” di Valentina Agostinis. “Gli occhiali d’oro”, negozio di ottica in via Contrari, 7 ha ospitato, infatti, l’evento, ed è stato allestito facendo rivivere l’atmosfera degli anni ’60, attraverso testi, immagini, articoli ed oggetti dell’epoca. L’evento fa parte del “Piano Michelangelo Antonioni”, coordinato da Leonardo Delmonte e Doris Cardinali, la quale ha introdotto gli interventi dell’autrice e di Giorgio Rimondi. Proprio quest’ultimo ha elogiato la ricostruzione svolta nel saggio dello “strano intreccio tra la personalità di Antonioni, il film Blow-up e il contesto pop inglese di quegli anni”. Come in tutti i suoi film, anche in questo il regista ha svolto un lavoro puntiglioso, quasi maniacale sui luoghi e sull’immagine, come ad esempio – ha proseguito Agostinis – per riprodurre il “bisbiglio del vento tra le fronde nella scena del parco”, sensazione vissuta da Antonioni in un suo sopralluogo mattutino. Il film, secondo Rimondi, “è anche un romanzo di formazione, ma non nel senso di educazione sentimentale, ma riguardo alla formazione visiva, al potere dello sguardo, un potere tragico e straniante”. Lo stesso titolo Blow-up – ha ripreso l’autrice – significa “sia l’ingrandimento di uno scatto fotografico, sia l’esplosione, in questo caso dell’immaginario prodotto”.

Andrea Musacci

Un concerto per il genio di Antonioni a Wunderkammer

14 Apr

wunder

Stasera alle 18.00 presso Palazzo Savonuzzi in via Darsena 57 a Ferrara – si chiude ‘Is Michelangelo dead?’, mostra omaggio ad Antonioni di quattro giovani artisti, Daniele Cestari, Enrico Pambianchi, Denis Riva e Silvia Forese. Alle ore 18.30 verrà proiettato il  documentario “Ritorno a lisca bianca” e ci sarà l’incontro dal  titolo ‘Nuovi paesaggi: dal neorealismo al realismo magico’. Alle 21, al piano primo  nell’Aula Magna della Scuola di Musica Moderna di Ferrara, ci sarà il concerto di Mary Cutrufello, songwriter e chitarrista. L’ingresso al concerto è riservato ai soci Roots Music Club (10 euro), AMF (7 euro) e Wunderkammer (7 euro, tesseramento gratuito). La mostra, a cura del Centro Studi Dante Bighi in collaborazione con UXA, Ufficio per l’Architettura, APS Basso Profilo e Consorzio Wunderkammer, nell’ ambito del Piano Michelangelo Antonioni: la ricerca di un posto nel paesaggio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 aprile 2013

Incontro sul cinema. Conferenza della Dott.ssa Diletta Pavesi su L’avventura e Picnic ad Hanging Rock

21 Feb

foto (18) - Copia

Due giovani donne che scompaiono come inghiottite dalla Natura, un mistero che la ragione non può comprendere: questo il cuore della conferenza “Smarrirsi nel mistero del paesaggio: un confronto fra L’avventura e Picnic ad Hanging Rock di Peter Weir” tenuta dalla dott. Diletta Pavesi alla Biblioteca Ariostea per le “Sinfonie urbane” all’interno del “Piano Michelangelo Antonioni. La ricerca di un posto nel paesaggio”, curato da Doris Cardinali e Leonardo Delmonte. Le sparizioni sono simbolo di una drammatica rottura del rapporto fra uomo e mondo, nella quale, come spiega la Pavesi: «L’uomo scopre la sua posizione periferica, la sua irrilevanza, e in ultimo il carattere fittizio della sua identità», mentre il mondo si mostra come kaos. Ne “L’avventura” i borghesi dell’Italia del boom ben presto rimuovono il dionisiaco, con il suo fascino e la sua violenza. In “Picnic”, invece, nonostante l’alterità dell’esperienza panica rimanga, la disciplina vittoriana subisce uno scacco non sanabile. Insomma, una natura che non è regno di una “felicità perduta” ma maestoso luogo sintesi di grazia e di terrore.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 febbraio 2013

Grandi registi a confronto. Le opere di Antonioni e Weir

19 Feb

avventura-2picnic-at-hanging-rock

Il prossimo incontro del “Piano Michelangelo Antonioni. La ricerca di un posto nel paesaggio” avrà luogo oggi alle ore 17 presso la Biblioteca comunale Ariostea, con la conferenza della dottoressa Diletta Pavesi dal titolo “Smarrirsi nel mistero del paesaggio: un confronto fra l’avventura e Picnic ad Hanging Rock di Peter Weir”. Una curiosa rete di analogie sembra collegare L’avventura (1960) di Michelangelo Antonioni a Picnic ad Hanging Rock (1975) di Peter Weir, un vero e proprio capolavoro australiano. Tanto L’avventura quanto Picnic ad Hanging Rock sviluppano il loro racconto a partire da un’inspiegabile scomparsa. In entrambe le opere, lo scenario in cui si consuma l’evento misterioso è il paesaggio naturale: l’isola di Lisca Bianca ne L’avventura e l’imponente roccia vulcanica di Hanging Rock in Picnic. Si consiglia vivamente la partecipazione. Come ha rilevato la maggior parte dei commentatori, è istintivo supporre che Peter Weir, regista da sempre sensibile al cinema d’autore europeo, abbia tratto ispirazione dal celebre film di Antonioni.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 febbraio 2013

 

La vita dei netturbini e il loro lavoro: “N.U. Nettezza Urbana” di Antonioni

28 Dic

foto n.u.FERRARA La vita dei netturbini durante e oltre il loro lavoro, e l’importanza dei rifiuti nel definire l’identità di ognuno: sono questi alcuni dei temi affrontati nella serata di domenica a Palazzo Savonuzzi durante l’incontro “N.U. Nettezza Urbana”. Tematiche queste che han cercato di portare nuovi significati al tema più generale del Piano Antonioni all’interno del quale rientra l’iniziativa: “La ricerca di un posto nel paesaggio”. Leonardo Delmonte, co-curatore insieme a Doris Cardinali del Piano, ha introdotto e diretto la serata iniziata con la proiezione del documentario “N.U. Nettezza Urbana” del regista ferrarese, vincitore del Nastro d’Argento nel 1948 come miglior documentario. È seguita la proiezione di “Waste Land” di Lucy Walker sull’opera dell’artista Vik Muniz e sulla vita dei catadores, poverissimi spazzini di Rio de Janeiro. La prima parte della serata si è conclusa con il reading di Marco Sgarbi, attore, che ha letto passi de “Tutte le anime” di Javier Marias (1989), dove capiamo come «quello che scartiamo ci dà la misura di quello che siamo», e di Monica Pavani, che ha letto un testo della poetessa polacca Wislawa Szymborska “Un tale che osservo da un po’ di tempo”. Gli interventi, seguiti da un ricco dibattito e da un altrettanto ricco buffet, sono stati aperti dal prof. Paolo Veronesi, il quale ha sottolineato l’importanza in N.U. dell’ “eco delle cose”, piuttosto che delle azioni in sé, nonché dell’atipicità di questo documentario per quanto riguarda la quasi assenza di una voce fuori campo e l’assenza di una visione cronologica a favore di flash, di “lampi”, di micro-storie. Ha concluso il prof. Sandro Sproccati, il quale ha ribadito come N.U. sia un documentario molto avvincente nonostante sia “un racconto in assenza di storia”, senza cioè una trama specifica come invece avviene nei film fiction, e come – tema centrale del Piano – il paesaggio in N.U. e in tutti i film di Antonioni sia luogo che assorbe la psiche dei personaggi, sia riflesso di questa.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 dicembre 2012