Mentre chiudiamo quest’edizione della Voce, le famiglie sfollate (55 persone) dalla Torre B del Grattacielo di Ferrara hanno da poco trascorso la loro prima notte in alcune aule messe disposizione in maniera emergenziale dall’Associazione Viale K. Siamo in via Mura di Porta Po, poco distante dai due giganti al centro da giorni di una querelle anche politica. Altre 13 persone (5 famiglie, con 6 minori) sono state collocate in strutture grazie ad ASP e Comune.
Tutto ha avuto inizio (si fa per dire…) una settimana prima, la notte tra il 10 e l’11 gennaio: erano circa le 3 del mattino quando si è sviluppato un incendio alla base della Torre B, con le fiamme che sarebbero partite da un quadro elettrico e si sarebbero propagate ad alcuni locali commerciali attigui, sprigionando un denso fumo che ha reso necessario l’intervento immediato dei soccorsi. 84 gli appartamenti interessati, circa 200 le persone evacuate, delle quali una ventina intossicate e quindi portate al Pronto soccorso. Solo una parte degli sfollati ha potuto trovare accoglienza da amici e parenti mentre una 70ina di loro sono stati accolti al Palapalestre di via Tumiati, non distante dal Grattacielo. Chiusa la Torre B, mentre la A e la C saranno forse anch’esse oggetto di provvedimenti. Ricordiamo anche che dal portale Open Data del Comune di Ferrara, a fine 2024 (ultimi dati disponibili) risulta come nelle Torri A e B del Grattacielo risiedano 488 persone, di cui 56 under10, 40 over 65, 277 famiglie. Sono 367 gli stranieri, 299 i maschi e 189 le femmine. Ora si attendono gli sviluppi degli accertamenti nelle tre torri del Grattacielo e di capire come e dove gli sfollati potranno trovare una sistemazione dignitosa.
Resta, però, il problema di quei “giganti” di cemento armato, simbolo di una Ferrara che non esiste più, che forse non è mai esistita.Ci chiediamo se sia possibile immaginare un’area diversa, senza queste strutture che nulla hanno a che fare con l’architettura e l’urbanistica di Ferrara, e con la dignità e la sicurezza delle persone (avremo modo di parlarne in maniera più approfondita nei prossimi numeri). E ci chiediamo: se non ci fossero state Viale K e una rete solidale importante composta da singole persone e associazioni (Cittadini del mondo, soprattutto), che fine avrebbero fatto quelle persone? Domande lecite su questioni decisive per definire cosa significa davvero vivere in una comunità che faccia del mutuo aiuto e della sicurezza i suoi pilastri.
Andrea Musacci
Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 23 gennaio 2026
GIORNATA DELLA COLLETTA ALIMENTARE 2025. Tutta la Giornata di sabato 15 novembre sarà possibile donare in 120 punti vendita a Ferrara e provincia beni alimentari non deperibli per le persone e le famiglie povere del nostro territorio. Ecco la rete della carità ferrarese e tutte le iniziative in programma anche prima di sabato 15…
di Andrea Musacci
Sabato 15 novembre torna anche a Ferrara e provincia l’appuntamento con la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Banco Alimentare ETS per sensibilizzare la cittadinanza sul problema della povertà e in cui sarà possibile aiutare direttamente le persone bisognose acquistando alimenti non deperibili (ad es. olio, verdure e legumi in scatola, conserve di pomodoro e sughi pronti, tonno e carne in scatola, alimenti per l’infanzia e riso).
POVERTÀ: I NUMERI
Sfiora il 10% della popolazione il numero di italiani che non può acquistare cibo o altri beni per vivere dignitosamente, secondo i dati recentemente pubblicati dall’Istat (relativi al 2024). Dati che parlano di 2 milioni e 200mila famiglie in stato di povertà assoluta, vale a dire 5,7 milioni di persone. Il 35,2% delle famiglie indigenti è composta totalmente da stranieri, il 6,2% da soli italiani. In Emilia-Romagna, i dati del Rapporto Istat 2025 dicono invece di 139mila famiglie che vivono in povertà relativa, pari al 6,8% del totale regionale e, tra queste, il 20% delle famiglie monogenitoriali con madre sola è più esposto al rischio di povertà assoluta. Inoltre, in Emilia-Romagna risultano attivi circa 50 tavoli che riguardano imprese operanti nelle province della regione e in quasi tutti i settori produttivi. Tavoli che coinvolgono circa 10 mila lavoratrici e lavoratori. E nei primi 6 mesi del 2025 in Emilia-Romagna sono state autorizzate quasi 34 milioni di ore di cassa integrazione, in aumento del 20% rispetto al 2024 e addirittura del 102% rispetto allo stesso periodo del 2023.
NEL FERRARESE
A Ferrara e provincia sono 120 i punti vendita nei quali si potrà fare la Colletta, con un coinvolgimento di circa 1300 volontari (lo stesso numero nel 2024, anche se ogni anno vi sono sempre nuove persone che scelgono di collaborare). Oltre al Responsabile provinciale Giuseppe Salcuni, la Colletta è resa possibile grazie all’impegno di 11 responsabili/coordinatori sparsi su tutto il territorio provinciale. Nel Ferrarese l’anno scorso, il 16 novembre, sono stati donati 70478 kg di beni alimentari a lunga conservazione, mentre nel 2023 erano stati 67050 kg e nel 2022, 61460. Una tendenza positiva che speriamo possa proseguire anche quest’anno.
LA COLLETTA…PRIMA DELLA COLLETTA
Per il sesto anno, questa settimana (dal 10 al 14 novembre) la Colletta viene svolta anche nella sede di ACER in c.so Vittorio Veneto a Ferrara, col sostegno dell’Azienda. Marco Cassarà, Agnese Travasoni e Cristina Sulsenti sono i responsabili dell’iniziativa. Le prime cinque edizioni in ACER hanno permesso di raccogliere 590 kg di generi alimentari (60 kg nel 2019, 120 nel 2021, 124 nel 2022, 154 nel 2023, 132 nel 2024); beni poi distribuiti, attraverso gli Enti associati al Banco Alimentare Emilia-Romagna, a famiglie povere in Provincia.
La Colletta il 13 e 14 novembre viene svolta anche nella sede ferrarese dell’Agenzia delle Entrate (via mons.Maverna), grazie ad alcuni dipendenti che fanno i volontari per la Colletta anche nei supermercati.
Anche diverse scuole del Ferrarese sono coinvolte: per quanto riguarda le Secondarie di primo grado, quelle di Poggio Renatico, Santa Maria Codifiume, oltre alla San Vincenzo e alla Bonati di Ferrara, mentre tra le Secondarie di secondo grado studenti e studentesse dell’ITI Copernico-Carpeggiani, del Carducci e del Dosso sono coinvolti come volontari in alcuni iper e supermercati. Lo stesso vale per alcuni insegnanti e bambini dell’Istituto Dante Alighieri. Alla San Vincenzo di Ferrara, invece, la mattina di venerdì 14 si fa la Colletta dentro la scuola, con il coinvolgimento delle famiglie dal Nido alle Secondarie di primo grado (da cui in tanti andranno anche a fare i volontari il 15 nei punti vendita). Idem per l’infanzia e la primaria della Sant’Antonio. E diverse scuole del nostro territorio sono coinvolte anche nel progetto “Dona cibo”, progetto simile alla Colletta organizzato a livello nazionale da Federazione nazionale Banchi di solidarietà, a cui il Centro di Solidarietà-Carità ferrarese aderisce.
POPOLO COINVOLTO
Queste invece le parrocchie, gli enti e le associazioni coinvolte per la Giornata della Colletta 2025 (gli stessi dell’anno scorso): Comune di Ferrara: Croce Rossa Italiana – Ferrara, Il Mantello, Viale K, Caritas Pontelagoscuro, Caritas Porotto, parrocchia Pontelagoscuro, parrocchia Perpetuo Soccorso, Scout Agesci, parrocchia Santo Spirito, parrocchia San Benedetto, SAV, parrocchia Porotto, Associazione Nazionale Alpini, parrocchia Immacolata, Rotary, Lions club, parrocchia Pontegradella, Azione Cattolica. Alto Ferrarese: Cento Solidale, Scout Cento e Casumaro, Rotary Cento, Lions Cento, Caritas Penzale, CL Cento, Associazione Nazionale Alpini – Protezione Civile, Croce Rossa Cento, Caritas Renazzo, Caritas Terre del Reno. Poggio Renatico: parrocchia, Caritas, AVIS, Rotary, parrocchia Gallo. Caritas di Vigarano Mainarda e di Bondeno. Medio Ferrarese: Associazione “Mons. A. Crepaldi” di Voghiera, Caritas di Portomaggiore, Lions di Portomaggiore, Emporio Solidale Argenta, Lions e LeoClub Argenta. Basso Ferrarese: Caritas parrocchia Jolanda di Savoia, Pro Loco Jolanda di Savoia. Parrocchie di Ostellato, Dogato, Rovereto, San Giovanni. Scout di Mesola. Copparo e Tresignana: Lions, Croce Rossa, Caritas parrocchiali, Associazione Bersaglieri, Auser, Centro Aiuto alla Vita, Scout. Comacchio: parrocchia, Lions, Scout, Aiutiamoli a Vivere Odv, Cuccu trasporti, Istituto di Istruzione Superiore “Remo Brindisi”, Cicli Casadei (S. Giuseppe di Comacchio), parrocchia di Porto Garibaldi. E nel Santuario di S.Maria in Aula Regia la Colletta “prosegue” anche il giorno dopo, il 16, col pranzo di fraternità e la raccolta di alimenti nelle chiese alle S. Messe, raccolta che andrà avanti fino a Natale.
LA DISTRIBUZIONE
La raccolta della Colletta è strettamente collegata al sistema di raccolta e distribuzione di beni alimentari, resa possibile grazie al Centro di Solidarietà-Carità (CSC), nato nel 1999 – dieci anni dopo la nascita del Banco Alimentare nazionale – e formato da 60 volontari e tre magazzini. Massimo Travasoni – Responsabile dei due magazzini del CSC di via Trenti (Mercato Ortofrutticolo) a Ferrara (il terzo è a Comacchio, in via Bonafede, 112) e vicepresidente dello stesso CSC guidato da Fabrizio Fabrizi – ci aggiorna sui dati dei destinatari degli alimenti, costanti da tre anni: sono circa 13mila le persone (di cui circa la metà nel Comune di Ferrara) che chiedono beni alimentari di prima necessità alle nostre parrocchie, alla Caritas, ad altre associazioni o enti; beni che questi ricevono dal Banco Alimentare di Imola (una decina di Associazioni/enti) o tramite il CSC (67 Associazioni/enti, di cui 26 nel Comune capoluogo, per 11730 persone, delle quali 6mila nel Comune di Ferrara). Si tratta, in un anno, di circa 1200 tonnellate di beni alimentari donati.
Oltre alla Colletta, i beni arrivano da donazioni dall’industria, dall’ortofrutta e dall’AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che si occupa del Fondo europeo FEAD e Del Fondo nazionale). Nel 2024 Fondazione Banco Alimentare denunciò il ritardo nella definizione dei nuovi bandi triennali AGEA, ritardo che quasi “svuotò” le riserve del magazzino di Ferrara e di altre località, e che quindi l’anno scorso e quest’anno rende ancor più importante la Giornata della Colletta. Inoltre, un dato sempre in aumento (seppur lieve) da anni è quello delle famiglie che ricevono il pacco alimentare o direttamente nei magazzini di Ferrara e di Comacchio o tramite i volontari del CSC che glielo consegnano a domicilio: sono 195 (oltre 550 persone, italiane e non).
IN EMILIA E IN ITALIA
Nel 2024 la Colletta in Emilia Romagna ha visto l’adesione di 17.145 volontari ed ha portato alla raccolta di oltre 888 tonnellate di prodotti in 1.121 punti vendita. Anche per l’edizione 2025 i punti vendita aderenti sono oltre 1.100. Quanto verrà raccolto giungerà, tramite le 722 organizzazioni convenzionate con il Banco nella nostra regione, a 132.300 persone in condizioni di bisogno.
A livello nazionale, sono invece quasi 12 mila i supermercati aderenti, oltre 155.000 i volontari impegnati e ca. 7.600 le organizzazioni territoriali convenzionate con Banco Alimentare, che accolgono oltre 1.755.000 persone in difficoltà. Dal 15 novembre al 1° dicembre sarà possibile donare la spesa anche online su alcune piattaforme dedicate: per conoscere le varie modalità di acquisto dei prodotti e i punti vendita aderenti all’iniziativa è possibile consultare il sito http://www.bancoalimentare.it
Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 14 novembre 2025
“Accoglienza” non è solo il nome di un’associazione, ma un progetto di vita: vi raccontiamo la comunità di Salvatonica che dà una speranza a chi ne ha bisogno
di Andrea Musacci
Un nome semplice, affermativo, che dice molto del senso di una vita. Si chiama “Accoglienza” ODV l’associazione di Salvatonica, un piccolo paese nel bondenese, a due passi dal Po. Tre strutture attigue alla chiesa aperte 30 anni fa e gestite dal parroco don Giorgio Lazzarato. La sua, è una vita spesa al servizio di persone in difficoltà – senza lavoro o che lo hanno perso, immigrati, donne sole con i loro bambini, famiglie, persone con problemi psichiatrici. Don Giorgio, classe ’52, ordinato sacerdote nel 1977, è anche parroco o amministratore in frazioni vicine: Ravalle, Porporana, San Biagio di Bondeno e Settepolesini.
Oltre che dalle rette dei servizi sociali, i finanziamenti ad “Accoglienza” arrivano in parte dai soci dell’associazione e dall’8×1000 alla Chiesa Cattolica.
L’associazione nasce nel 1992, durante i mesi estivi della grande ondata migratoria dall’Albania. Ma già da fine anni ’80, don Giorgio organizzava campi per ragazzi da tutta Italia, e campi IBO con giovani provenienti da diversi Paesi europei. Nel ‘91 arriva anche nella nostra Diocesi la richiesta di accogliere 11 minori provenienti dall’Albania, sbarcati con altre 20mila persone nel porto di Bari a bordo della nave Vlora. L’allora Sindaco di Bondeno Daniele Biancardi propose a don Marcello Vincenzi, ai tempi parroco nello stesso Comune, di ospitarne alcuni. «A quest’ultimo – ci racconta don Giorgio – proposi di portarli in una sede a San Biagio. Iniziai quindi a vivere giorno e notte con loro in questa struttura. Poi a Salvatonica ho iniziato a organizzare la cucina per loro, e successivamente ho messo a disposizione anche alcune stanze». Uno di questi ragazzi arrivati 30 anni fa è Parid Cara, all’epoca 14enne («aveva 14 anni e mezzo», si ricorda ancora, con precisione, don Giorgio): dopo essersi iscritto all’Itis Copernico, ha iniziato a lavorare e successivamente ha diretto con successo (occupandosi delle vendite) per anni la Cmp Impianti di Bondeno, per poi tentare anche fortuna in politica candidandosi nel 2013 per le elezioni parlamentari in Albania.
«Da quel momento – prosegue don Giorgio -, sempre più persone venivano a bussare alla mia porta per chiedere aiuto. Ho quindi pensato di creare l’associazione e di strutturare ancor di più l’accoglienza».
Attualmente nella canonica e nelle due strutture ad essa attigue sono ospitate una trentina di persone bisognose. «Sono situazioni al limite: gente senza lavoro, o che il lavoro ce l’avevano ma l’hanno perso, immigrati, persone con problemi psichici di varia natura, detenuti a fine pena. Ma ognuno di loro nella nostra struttura si mette a disposizione per fare qualcosa per gli altri, spesso si aiutano vicendevolmente». Insomma, una vera comunità, in cui ognuno fa quello che può. A pranzo, la cucina è gestita da Edi, albanese, da 20 anni al fianco di don Giorgio. Della cena, invece, se ne occupano Salvatore e Lidia. Un’”ospite”, ma in realtà, come tutti, membro della famiglia “Accoglienza”, si occupa della posta, un uomo accompagna gli altri dal medico o per delle visite, due signore – italiane – si occupano dell’amministrazione e della segreteria, un’altra delle pulizie.
«A volte – prosegue il sacerdote – sono loro stessi a venire direttamente da me per chiedermi aiuto, altre volte me li mandano i servizi sociali, non solo di Bondeno ma anche di altri Comuni della provincia. Spesso sono stranieri – afghani, pakistani, africani di diversi Paesi, o bulgari, rumeni, ad esempio. Molti di loro fanno i rider, altri lavorano in campagna o si arrangiano con altri lavoretti».
È molto importante cercare di rendere queste persone in difficoltà il più possibile autonome, in modo che possano rifarsi una vita. Anche per questo, oltre ai corsi di italiano, la prossima primavera nella vicina S. Biagio, dove c’era la trattoria “Dal pret” don Giorgio avvierà una scuola per pizzaioli pensata per i giovani, sei mesi all’anno, tre in primavera e altrettanti in autunno.
Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 4 novembre 2022
Don Vasyl (a destra) e alcuni uomini della comunità ucraina ferrarese prima della spedizioni di aiuti in Ucraina
Ferrara a fianco del popolo ucraino e in appoggio alla comunità cattolica ucraina guidata da don Vasyl Verbitskyy: la possibilità di donare cibo e medicine da spedire in Ucraina, le bandiere solidali realizzate dalla parrocchia di Comacchio, la preghiera in piazza a Ferrara, quelle nella chiesa di via Cosmè Tura e a Copparo, il sit in della Rete per la Pace…
di Andrea Musacci
La rabbia e l’orgoglio di un intero popolo, la risposta solidale e nella preghiera della città di Ferrara e dell’intera Arcidiocesi.
Anche nel nostro territorio i circa 3500 ucraini residenti vivono giorni di angoscia e di paura per i tanti cari in Ucraina e per il loro amato popolo. Oltre alla nostalgia della terra lontana, grande è ora il dolore per l’invasione russa scatenata il 24 febbraio dal Presidente Vladimir Putin.
Cibo e medicine: chi vuole può donare
La comunità cattolica ucraina di Ferrara da giovedì scorso sta raccogliendo generi alimentari a lunga conservazione (pasta piccola, sughi, biscotti, latte, tonno, caffè, zucchero, carne in scatola ecc.), medicinali (antidolorifici tipo oki, tachipirina, ibufrofene e similari) e materiali di primo soccorso (garze, bende, cerotti, disinfettanti ecc.) da spedire in Ucraina. Tutto quanto raccolto verrà trasportato via terra attraverso corridoi sicuri già attivi, che possono garantire il recapito diretto, il tutto in sinergia con Caritas diocesana e Caritas italiana. Sabato sera sono partiti i primi tre furgoni carichi di donazioni, arrivati alla chiesa della comunità greco-cattolica a Ternopil, nell’ovest del Paese. Altri sono partiti domenica. Come ci spiega don Vasyl, «una famiglia che conosciamo porterà parte dei beni raccolti con un pulmino alla dogana sul confine con la Polonia. La maggior parte del materiale raccolto, invece, verrà portato in Ucraina grazie alla Caritas dell’Esarcato apostolico ucraino in Italia», il cui Direttore don Volodymyr Medvid risiede a Cattolica.
Il materiale da donare si può portare nella chiesa di via Cosmé Tura oppure si può far avere chiamando don Vasyl al 366-3958892.
Anche diversi studenti universitari di Unife in questi giorni stanno aiutando gli ucraini nella raccolta del materiale e nella chiusura degli scatoloni da spedire. Il Comune, inoltre, si sta organizzando tramite le Farmacie comunali per donare farmaci, mentre Iper Tosano e altri supermercati cittadini doneranno alimentari.
Il gesto da Comacchio: bandiere e foulard fatti a mano
Il desiderio di aiutare il popolo ucraino ha stimolato la creatività di molti. Da Comacchio don Guido Catozzi ci spiega l’idea di alcune parrocchiane di realizzare a mano bandiere dell’Ucraina e foulard con gli stessi colori che chiunque può acquistare a offerta libera. Il ricavato verrà dato a don Vasyl per l’acquisto di beni alimentari e medicine da inviare in Ucraina. Un’iniziativa, questa, portata avanti dalla comunità di Comacchio insieme alle Chiese di Cervia, Cesenatico e di altre della Romagna.
S. Maria dei Servi santuario di pace
Da giovedì 24 febbraio la chiesa di Santa Maria dei Servi in via Cosmé Tura, 29 a Ferrara è diventata il punto di riferimento non solo per i tanti ucraini in città ma anche per tanti non ucraini che hanno scelto di esprimere la loro vicinanza. Anche questa settimana la chiesa è sempre aperta, dalla mattina alla sera. Lo scorso fine settimana dalle ore 9 alle 22 non è mai mancata una presenza. Si sono susseguite le preghiere per la pace, i Rosari, la Divina Liturgia. Sabato pomeriggio la preghiera ha visto anche la presenza di don Giacomo Granzotto, Responsabile dell’Ufficio liturgico diocesano, di p. Massimiliano Degasperi (parroco di S. Spirito) e di Marcello Panzanini, alla guida dell’Ufficio ecumenico.
Anche i Campanari Ferraresi hanno portato il proprio contributo suonando una volta al giorno da venerdì a domenica.
Domenica c’è stata anche una preghiera speciale, quella delle “Mamme in preghiera”, un gruppo della comunità ucraina ferrarese che da oltre 10 anni prima della Messa domenicale si ritrova per leggere e meditare un brano del Vangelo e per rivolgere una preghiera per i propri figli e nipoti in Ucraina. Un gesto che in questi giorni assume un significato ancora maggiore.
Ma non solo: mercoledì 2 marzo alle ore 19.30 nella chiesa di Copparo don Vasyl parteciperà a una preghiera per la pace invitato dal parroco don Daniele Panzeri. A Copparo da tanti anni risiede un nutrito gruppo di persone di origine ucraina. La sera del 25 febbraio diversi giovani si sono trovati a Casa Cini con don Paolo Bovina per un Rosario per la pace. Domenica 20 febbraio la comunità ucraina ferrarese si era ritrovata nella chiesa di S. Agostino per una veglia di preghiera trasmessa in tutto il mondo. In tante chiese in Diocesi si susseguono preghiere per la pace. La mattina di domenica 27 altro sit in spontaneo di una 30ina di ucraini in piazza Municipale.
«Non ci abbandonate!»
Nel tardo pomeriggio di venerdì 25 febbraio oltre 200 persone si sono ritrovate in piazza Repubblica per un momento di preghiera organizzato dalla comunità ucraina cattolica di tradizione bizantina guidata dal Cappellano don Vasyl Verbitzskyy. Lui stesso ci confessa che da quel maledetto giovedì non dorme, e come lui, tanti. Il pensiero è sempre al suo Paese, in particolare ai suoi genitori che vivono nell’ovest dell’Ucraina. Nei giorni scorsi, don Vasyl e altri si sono trovati di sera, di notte: «nessuno di noi riusciva a dormire, così invece almeno ci facevamo compagnia e ci sostenevamo a vicenda».
Il 25 presenti anche il Sindaco, il suo vice e alcuni Assessori. L’orgoglio patriottico e la profonda fede degli ucraini hanno trovato una spontanea espressione nei canti – civili e religiosi – intonati dai tanti presenti, molti fra le lacrime. Molti anche i bambini e i giovani, e tante quelle bandiere blu e gialle del loro amato Paese, gli stessi colori coi quali è stata illuminata la fontana della piazza.
Oltre all’orgoglio, però, c’è la rabbia. «È una vergogna che l’Europa non ci appoggi», grida una signora squarciando il silenzio fattosi pesante. «Non state zitti, ci sentiamo abbandonati. Ascoltate l’Ucraina!». Il suo grido è quello di un popolo martoriato che combatte fino alla morte contro l’invasore russo. “Stop alla guerra!”, urlano i presenti, una guerra non cercata né provocata.
«Siamo qui per testimoniare la nostra volontà di pace», ha detto don Vasyl. «Il popolo ucraino è il popolo cristiano. Vi invito a pregare insieme a noi nella chiesa di via Cosmé Tura. Dio vi aspetta. Con Dio ci può essere la pace perché Dio è pace».
Sit in per la pace (26 febbraio 2022) – Foto Andrea Musacci
Il sit in della “Rete per la pace”
Tantissime le persone che nel pomeriggio del 26 febbraio hanno riempito piazza Castello per il sit-in per la pace promosso dalle confederazioni sindacali e da diverse associazioni e partiti. Toccante, in particolare, la testimonianza di una donna ucraina che tra le lacrime ha raccontato di suo figlio soldato in Ucraina, richiamato nell’esercito lo scorso gennaio.
Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 4 marzo 2022
Supermercati di Ferrara e provincia aperti alla carità. Si può donare anche online. Ecco i numeri dell’emergenza nel nostro territorio: ancora alto il numero dei bisognosi (e quello delle donazioni)
La situazione è stabile, ma non per questo positiva. I numeri delle famiglie bisognose della nostra provincia che ci arrivano dal “Centro Solidarietà-Carità” (CSC) di Ferrara ci dicono di una situazione che si mantiene costante da inizio anno, dopo la preoccupante impennata causata dalla pandemia, con la chiusura, momentanea o definitiva, di molte aziende e attività.
I numeri
Ci sono storie, esistenze e sofferenze dietro le cifre che torniamo a fornirvi: sono circa 190 le famiglie nel ferrarese direttamente aiutate dal CSC, soprattutto con beni alimentari di prima necessità e una prossimità non meno importante fatta di parole e affetto. In totale, parliamo di oltre 550 persone. Per quasi tutto il 2020, in piena pandemia, questi numeri erano schizzati addirittura a 280 famiglie seguite per un totale di oltre 800 persone. Riguardo a queste famiglie, Massimo Travasoni, Responsabile del magazzino del CSC in via Trenti (e vicepresidente del CSC, guidato da Fabrizio Fabrizi), ci spiega come «cerchiamo sempre più di rispondere ai loro bisogni anche nell’aiuto del pagamento delle bollette e nel vestiario». Senza dimenticare i fondi straordinari stanziati anche per il CSC nei mesi scorsi, le donazioni di associazioni del territorio e i buoni spesa, che hanno permesso a questi nuclei famigliari di acquistare anche beni alimentari diversi (come ad esempio la carne fresca), prodotti per l’igiene personale e materiale scolastico.Inoltre, sempre a livello provinciale, ricordiamo che il CSC, in convenzione con la Fondazione Banco Alimentare di Imola, rifornisce costantemente di generi alimentari 72 Associazioni/Enti caritativi, permettendo loro di raggiungere e assistere più di 10mila bisognosi nella nostra provincia, oltre la metà dei quali aiutati da Caritas parrocchiali. Entro fine anno vi sarà il rinnovo della convenzione.
Dall’altra parte, però, Travasoni almeno può tirare un sospiro di sollievo avendo visto aumentare negli ultimi mesi di circa il 25% le donazioni provenienti dall’industria (a causa anche dell’invenduto nel pieno della pandemia), dall’ortofrutta, dall’AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che si occupa dei fondi europei). «Inoltre – prosegue Travasoni – ci vengono consegnate per essere donate anche tipologie di prodotti che prima non ricevevamo, come caffè, cioccolata, carne in scatola, olio evo, fette biscottate». Altra nota positiva riguarda l’aumento degli studenti universitari che si propongono come volontari del CSC per comporre i pacchi alimentari e consegnarli alle 190 famiglie povere del nostro territorio: attualmente sono 30 i giovani coinvolti in questo gesto caritatevole.
La Colletta il 27 novembre
E poi, come ogni anno, c’è la Colletta Alimentare, che permette a chiunque di donare beni alimentari di prima necessità per i più bisognosi. A Ferrara e provincia il responsabile è Giuseppe Salcuni. La 25° Giornata nazionale della Coleltta vede coinvolti in tutta Italia 11mila supermercati aderenti all’iniziativa dove 145mila volontari, distanziati e muniti di green pass, inviteranno a comprare prodotti a lunga conservazione: omogeneizzati alla frutta, tonno e carne in scatola, olio, legumi, pelati. I prodotti donati saranno poi distribuiti alle 7.600 strutture caritative convenzionate con Banco Alimentare (mense per i poveri, comunità per i minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza ecc.) che sostengono quasi 1.700.000 persone. Per chi non riuscisse a recarsi in uno dei punti vendita aderenti, sarà possibile donare la spesa anche online dal 29 novembre al 10 dicembre su Amazon.it/bancoalimentareDa domenica 28 novembre a domenica 5 dicembre 2021 la Colletta continuerà anche attraverso le Charity Card di Epipoli, da 2, 5 o 10 euro, che potranno essere acquistate nei supermercati aderenti all’iniziativa oppure online sul sito www.mygiftcard.it. Le donazioni saranno poi convertite in alimenti. Una possibilità, quest’ultima, ereditata dall’anno scorso, quando, per la prima volta, a causa dell’emergenza sanitaria, la Colletta non potè svolgersi in presenza.
Andrea Musacci
Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 19 novembre 2021
La sede di IBO Italia inaugurata ufficialmente lo scorso 23 maggio in via Boschetto nell’ex Scuola Banzi: la scommessa di chi vuole coniugare legalità e solidarietà
Un anno fa nasceva la non facile fase di ristrutturazione dell’ex edificio scolastico all’inizio di via Boschetto, zona San Giorgio. Una genesi alquanto travagliata, avvelenata da polemiche utili solo alla propaganda di alcune forze politiche. Ma con tenacia e pazienza, Dino Montanari, Direttore di IBO, e i tanti operatori e volontari, si sono rimboccati le maniche e mese dopo mese hanno ridonato bellezza e agibilità a quella che fino a una ventina di anni fa era la Scuola Banzi, già di per sé dunque luogo di educazione, legalità e accoglienza. Ora “Casa IBO” è ufficialmente un nuovo, pacifico “avamposto” di educazione alla bellezza dell’incontro con l’altro, di costruzione, seppur lenta e mai facile, di relazioni, dal “vicino di casa” poco “dialogante” fino a persone bisognose in ogni angolo del mondo. Da metà aprile scorso, IBO quindi è di fatto operativo nella struttura di via Boschetto, ma solo giovedì 23 maggio scorso si è svolta la cerimonia ufficiale d’inaugurazione. Dopo lo scoprimento della targa all’ingresso, da parte del Presidente IBO Alberto Osti, il taglio del nastro da parte del Sindaco Tiziano Tagliani e la benedizione di don Emanuele Zappaterra, Assistente Spiriturale dell’Associazione, Montanari ha presentato il progetto e lasciato spazio a diversi interventi. A partire proprio da quello dell’ormai ex primo cittadino Tagliani, che ha posto l’accento su questa “scommessa”, per ora vinta, di una nuova sede in una zona differente (la precedente, lo ricordiamo, era in via Montebello). “Oggi inauguriamo – ha spiegato – un centro importante per l’intera città e per sviluppare relazioni in tutto il mondo. Non esistono barriere, siamo qui per sottolineare anche l’importanza della ricchezza culturale, in una città come la nostra aperta a diversi contributi, in un mondo composto da realtà diversificate, a volte contrapposte tra loro: ma proprio per questo è importante imparare le regole della convivenza”. Don Zappaterra ha invece elogiato lo “spirito che accompagna questi giovani e volontari” e “l’importanza di costruire relazioni”. Dopo l’intervento di Alessandra Genesini, Dirigente del Servizio Patrimonio del Comune di Ferrara, ha preso la parola Laura Roncagli, presidente di Agire Sociale: “oggi il termine solidarietà non va di moda, incredibilmente le ONG vengono considerate come qualcosa di negativo”. Anche per questo è importante un luogo come “Casa IBO”, “la cooperazione si concretizza in ogni parte del mondo, anche in situazioni di povertà estrema, grazie a un volontariato formato, giovane, che vuole mettersi in gioco, nel rispetto delle culture e delle tradizioni. Siamo tutti cittadini del mondo – ha concluso -, penso ad esempio a Sofia, volontaria IBO a Panciu”, in Romania. A seguire sono stati ringraziati Giorgia Fregatti, volontaria IBO, alcuni rappresentanti della contrada di San Giorgio, don Onesimo Venansio, in rappresentanza dell’omonima parrocchia, e un pensionato residente su via Comacchio, a pochi passi da Casa IBO. Presenti all’inaugurazione anche una rappresentanza del Comando provinciale dei Carabinieri, della Polizia di Stato, don Paolo Cavallari e diversi assessori e consiglieri comunali. Il Presidente Osti ha preso dunque la parola per sottolineare come ormai “siamo entrati integralmente nel quartiere, i residenti nel tempo hanno imparato ad accoglierci”, prima di citare una frase di don Primo Mazzolari: “è pagano nell’anima chi accetta l’ingiustizia e l’oppressione col segreto proposito di riuscire a mettersi tra i privilegiati e gli oppressori”. Infine, ha preso la parola una vera e propria istituzione di IBO Italia, il suo fondatore ed ex presidente, Padre Angelo Marcandella, che nel 1957 portò anche nel nostro Paese l’esperienza nord europea di Soci Costruttori. “Spero che in questa sede – ha spiegato – si realizzino tante cose belle, iniziative in aiuto ai più deboli, per andare incontro a chiunque ha bisogno, indifferentemente dal colore della pelle o dalla nazionalità”. “Con grande piacere abbiamo visto la rinascita di questo luogo, per noi è un pezzo di cuore”, raccontano, invece, a “la Voce”, Santina e Fiorella, madre e figlia, dal ’63 residenti in via Boschetto nel condominio di fronte all’ex Banzi. “Ci ricordiamo del lungo periodo di degrado in cui versava”, proseguono, “IBO invece rappresenta qualcosa di davvero positvo in ambito sociale. La paura di alcuni residenti della zona – prosegue Fiorella – nasce da pregiudizi e da un clima oggi putroppo dominante. Noi abbiamo parlato con Dino [Montanari, ndr], ci siamo informate sul progetto di Casa IBO. Alcuni nostri vicini hanno cambiato in meglio la propria opinione su questo progetto, altri no. Noi addirittura stiamo pensando di chiedere di poter fare in questa sede le nostre riunioni condominiali”. Entusiasta della nuova sede è anche la volontaria Giorgia Fregatti: “lavoro qui vicino, alla Fitofarmaci San Giorgio, e mia nonna abita poco distante. Il prossimo 24 giugno partirò per un’esperienza di volontariato a Catania”. Rosa, invece, è originaria di Manfredonia, nel Gargano, ed è iscritta a Scienze dell’educazione all’Università di Ferrara. “A fine febbraio scorso – spiega a “la Voce” – ho iniziato il Servizio civile in IBO, dove mi occupo di social media e comunicazione. Era da tempo che volevo fare un’esperienza di volontariato e qui è proprio un bell’ambiente, c’è un clima accogliente”. Infine, Eugenio, fresco di laurea all’Ateneo di Bologna su una tesi dedicata agli interventi educativi per minori, svolge incontri e laboratori nelle scuole medie e superiori della città: anche lui da febbraio svolge il suo anno di Servizio Civile con IBO, per fare esperienza e un giorno poter lavorare in ambito educativo. La mattinata inaugurale si è conclusa con un rinfresco a cura dell’associazione “Lo Specchio”. Il giorno seguente, venerdì 24, nel pomeriggio si è tenuta l’Assemblea Annuale dei Soci di IBO Italia, mentre sabato 25 è stata interamente dedicata all’accoglienza delle numerose persone accorse per visitare la sede e conoscere i volontari. La mattina stessa è stata celebrata la Santa Messa, seguita dal pranzo con i volontari e cooperanti IBO partiti per il Burundi e altri paesi africani dagli anni ’70 agli anni ’90.
Andrea Musacci
Pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 31 maggio 2019
Per il ciclo di incontri “Le parole della democrazia”, oggi alle ore 17 in Biblioteca Ariostea (in via Scienze, 17) si discuterà sul concetto di “solidarietà” con l’ex Sindaco di Ferrara Gaetano Sateriale e la presentazione di Davide Nanni. L’evento, organizzato da Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, verterà su questo termine noto, usato e spesso abusato, la cui etimologia deriva dall’obbligo di pagare somme intere, “solidum”, a garanzia del creditore. Chi e cosa ha portato la parola “solidarietà” a trasformarsi da freddo termine giuridico a termine così pieno di senso etico collettivo, al punto da poter essere identificato come fondante delle grandi organizzazioni sociali del XX secolo? A questa e altre domande si tenterà di dare una risposta nell’incontro di oggi.
Da sinistra: Laura Pezzini, Riccardo Bizzarri e Nicola Magnanini.
All’asta anche le maglie autografate da Messi, Totti, Tevez e Valentino Rossi
Nel 2007 l’ONU ha istituito per il 2 aprile la Giornata Mondiale dell’Autismo. In vista di questa ricorrenza, il 23 marzo alle 20.30 nella palestra comunale di Masi Torello avrà luogo un’asta di beneficenza il cui ricavato andrà all’Associazione “Dalla Terra alla Luna” Onlus Autismo Ferrara, per la costruzione della prima fattoria sociale nel nostro territorio.
Ieri mattina nella Sala Consiliare del Comune si è svolta la conferenza stampa di presentazione, alla quale hanno partecipato il Sindaco Riccardo Bizzarri, Nicola Magnanini, organizzatore, Mariella Ferri e Laura Pezzini, rispettivamente vicepresidente e presidente dell’Associazione.
Tra gli oggetti all’asta vi saranno numerose maglie autografate di club calcistici: Juventus (con autografi di Pirlo, Vidal, Tevez, Llorente, Buffon e Marchisio), Milan (tutta la squadra), Roma (Totti), Inter (Handanovic, Zanetti e Ranocchia), Barcellona (Messi), Chelsea (Mourinho e tutta la squadra), Fiorentina, Torino e SPAL.
Inoltre, vi saranno due maglie autografate da Valentino Rossi, un pallone da rugby con gli autografi dei giocatori della Nazionale Italiana, della Mobyt (Michele Ferri), i guantoni usati da Alessandro Duran e alcuni dipinti degli artisti Enrico Pambianchi, Alberta Grillanda, Moira Buzzolani, Christian Benazzi e Fulvio Poltronieri. Banditore d’asta sarà Andrea “Sax” Poltronieri, affiancato dal comico Paolo Franceschini. Sarà presente anche Thomas Cheval, protagonista del programma RAI “The voice of Italy”.
Pezzini ha spiegato come l’Associazione unisca genitori di persone (di ogni età, da tutta la provincia) affette da diverse forme di autismo, per sensibilizzare sempre più sulla loro situazione. Infatti, ha proseguito Ferri, “in molti casi, una volta raggiunta la maggiore età e terminata la scuola dell’obbligo, molti ragazzi si scontrano con un’incapacità dei servizi sociali di prendersi seriamente cura di loro”. Da qui l’idea della fattoria sociale, primo caso nella nostra provincia, luogo lontano dai rumori dei centri abitati, vicino a Malborghetto di Boara, dove queste persone potranno essere impegnate in attività occupazionali e dunque mantenere o acquisire capacità, compiendo lavori domestici o prendendosi cura degli orti e di alcuni animali.
Il Festival Provinciale APS, Associazioni di promozione sociale, giunto quest’anno alla terza edizione, avrà luogo domani e domenica al Giardino delle Duchesse, con entrata da via Garibaldi, 6.
L’evento – ad ingresso gratuito – serve a divulgare le attività svolte dalle Associazioni di Promozione Sociale del nostro territorio. Per questo vi saranno numerosi approfondimenti, punti d’incontro e di ristoro, oltre ad animazioni e spettacoli. Il Festival permette alle Associazioni di presentarsi usufruendo di spazi in cui allestire banchi espositivi aperti ai visitatori, nei quali poter esibire i loro materiali: dai fascicoli informativi riguardanti le iniziative ai veri e propri prodotti e spettacoli realizzati dalle Associazioni stesse oltre alle modulistiche a disposizione di chi desideri associarsi.
Il programma di domani prevede alle ore 11 l’apertura dei punti d’incontro tra il pubblico e le Associazioni di Promozione Sociale aderenti al Festival. Dalle 12 alle 14.30 verrà aperto il punto di ristoro SLURP e nel pomeriggio via agli spettacoli: dalle 17.30 la Società Danza Ottocentesca con l’esibizione di danza storica “Sulle ali di Strauss”. Dalle 18 l’esibizione-presentazione attività del Centro Sociale ANCESCAO, mentre dalle 18.30 “Impulseart. La notte delle Tastiere” e dalle 19 presentazione dell’attività dell’Associazione L.I.L.T. Lega Italiana per la Lotta ai Tumori. Infine, dalle 21.15 alle 22.45 l’Associazione Musicisti di Ferrara propone l’esibizione-spettacolo della Scuola di Musica Moderna. Domenica, il Festival riapre alle 11 e alla sera vi sarà il Gran Galà con i finalisti di Emilia e Veneto del concorso nazionale “Una Voce per Sanremo 2014”.
“Pinzini sotto il campanile” anche quest’anno si è confermata un’attrattiva irresistibile per diverse centinaia di persone, ferraresi e non, molte di esse anche dall’estero, accorse in città per il Buskers Festival. L’iniziativa benefica – organizzata dall’Associazione “Noi per Loro” e finalizzata all’aiuto di carcerati ed ex detenuti poveri – ha replicato il successo di l’anno scorso, richiamando ogni sera, sotto il campanile del Duomo, tantissime persone. Esposte anche le pirografie realizzate da Marilena Alvoni.
Mi chiamo Andrea Musacci.
Da aprile 2014 sono Giornalista Pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna.
Sono redattore e inviato del settimanale "la Voce di Ferrara-Comacchio" (con cui collaboro dal 2014: http://lavoce.e-dicola.net/it/news - www.lavocediferrara.it), e collaboro con Filo Magazine, Periscopio e Avvenire.
In passato ho collaborato con La Nuova Ferrara, Listone mag e Caritas Ferrara-Comacchio.
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"L'unica cosa che conta è l'inquietudine divina delle anime inappagate."
(Emmanuel Mounier)