Al Rrose Sélavy le foto di dura vita africana scattate da Rangel

5 Ott

2014-10-03 20.17.08Fino al 15 novembre prossimo l’Associazione culturale Rrose Sélavy, con sede in via Ripagrande, 46 a Ferrara, propone la mostra fotografica dal titolo “Lo sguardo perturbante”, di Ricardo Rangel, fotogiornalista mozambicano morto nel 2009. L’esposizione è stata  inaugurata ieri alle 18 alla presenza del curatore Alfredo Sorrini, docente al Liceo Artistico “Francesco Arcangeli” di Bologna. Egli, grazie al progetto “L’etica è ospitalità: esperienze di scambio scolastico tra Italia e Mozambico”, l’anno scorso si è recato, insieme a Gerardo Fulginiti e a quattro studenti, a Maputo (Mozambico), per studiare il lavoro di Rangel. Quattordici sono le foto in bianco e nero proposte dalla Rrose Sélavy, oltre a spezzoni di un documentario dedicato all’artista, dal titolo “Ferro em brasa”, di Licinio De Azevedo. Una delle particolarità di Rangel sta nel fatto che spesso, per non influenzare troppo le persone da fotografare, teneva la macchina fotografica all’altezza della pancia. Negli scatti esposti, si possono vedere prostitute, sole o con i propri clienti bianchi, bambini che dormono per strada, un ragazzino marchiato a fuoco dal padrone per aver smarrito una pecora, oltre a giochi e balli tribali. Immagini, in ogni caso, che non possono lasciare indifferenti, che scavano nel profondo dei soggetti raffigurati.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 ottobre 2014

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