La Gipsoteca Vitali di Cento riaperta per essere la casa della cultura

11 Mar

8[Qui sul sito de la Nuova Ferrara la mia galleria fotografica della gipsoteca]

Un luogo d’arte privato che aspira a diventare un punto di riferimento per la città di Cento. Una collezione di calchi in gesso (circa 170) – ma anche di centinaia di foto, dipinti, disegni realizzati dall’artista e imprenditore Guerrino Vitali (1917-1990) – che può diventare centro per numerose attività culturali.
È questa la Gipsoteca Vitali in via Santa Liberata, 11, inaugurata il 3 settembre 1988, e in seguito chiusa e riaperta più volte. Ora Donatella Cavicchi, nuora di Guerrino, e Linda Cavicchi, nipote di Donatella, sono più che mai determinate a omaggiare tanto la memoria di Vitali quanto la storia di Cento. Lo scorso 22 novembre, 25° anniversario dalla scomparsa del fondatore e circa un mese dopo la morte del figlio Giorgio (marito di Donatella), hanno infatti riaperto lo spazio alla presenza di circa 250 persone.
I calchi presenti sono copie di opere di diverse epoche, dall’antichità fino a Michelangelo, del quale spicca la Pietà Bandini, ma anche, ad esempio, di fregi ornamentali del XV-XVI secolo.
La produzione pittorica di Vitali, invece, è una vera e propria dichiarazione di amore a Cento. Basti pensare alle due versioni della Danza dei sette veli di Salomè. In essa, l’artista ha rappresentato i protagonisti con i volti di alcuni noti centesi, tra cui Ugo Montanari, Preside dell’Istituto Magistrale e del Liceo Cevolani. Lo stesso artista si rappresentò nell’opera, come fece anche in un dipinto del ciclo Cento Dipinta, realizzato tra gli anni ’70 e gli anni ‘80. Come ci spiegano Donatella e Linda Cavicchi, «le opere hanno un forte valore documentario, sono importanti per la memoria storica».
6Vi sono poi i disegni – raffiguranti per lo più figure femminili, ballerine, ma anche figure maschili per studi anatomici – e le centinaia di foto scattate a Cento, ad esempio durante il Carnevale, raccolte nella camera oscura. «Vorremmo catalogarle per fare un archivio – ci spiegano –, e pensiamo anche di raccogliere i suoi molti libri d’arte». Le idee, di certo, non mancano alle due nuove guide della gipsoteca. «Abbiamo anche pensato alla possibilità di usare questo luogo per spettacoli teatrali, incontri letterari, mostre fotografiche e concerti». Già lo scorso gennaio, quattro classi della Scuola Elisabetta Renzi sono venute qui per un laboratorio di sculture in gesso. Ora la speranza è che la gipsoteca diventi la casa culturale di tutti i centesi.

[Qui la pagina de la Nuova Ferrara con l’articolo]

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 marzo 2016

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