Archivio | 14:27

“Voci dalle pietre”, domani l’ultimo incontro di approfondimento

17 Mar

generale_4“Da Roma a Ferrara: il sarcofago del Palazzo delle Poste” è il titolo della conferenza in programma domani alle 16.30, tenuto da Chiara Guarnieri, della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna, nel Salone delle Carte Geografiche del Museo Archeologico Nazionale, in via XX Settembre, 122 a Ferrara.
Il Palazzo delle Poste in viale Cavour, a ridosso del Castello Estense, fu inaugurato nel 1930. Al suo interno è possibile ammirare lo splendido sarcofago romano del 270-290 d.C., sul quale sono raffigurate le nove muse al cospetto di Apollo e Atena.
L’incontro rappresenta l’ultimo dei sei incontri di approfondimento (due svoltosi a Palazzo Bonacossi, i restanti a Palazzo Costabili, sede del Museo) legati alla mostra “Voci dalle pietre. Marmi romani e bizantini a Ferrara”, visitabile fino a domenica nello stesso Salone delle Carte Geografiche, e allestita, dal 22 gennaio al 19 febbraio, nel Salone d’onore del Palazzo Municipale. Coordinatori della mostra sono Fede Berti, Franco Cazzola, Francesco Guaraldi, Michele Pastore e Aniello Zamboni.
Anche domani, la conferenza sarà preceduta alle ore 16 da una visita guidata e gratuita dell’esposizione, a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 marzo 2016

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Toni Morrison e la fiscalità, rispettivamente oggi e domani in Ariostea

17 Mar

Palazzo Paradiso AriosteaSono i romanzi della scrittrice statunitense Toni Morrison, premio Nobel per la Letteratura nel 1993, i protagonisti del nuovo incontro di approfondimento organizzato dalla Compagnia del Libro per oggi alle 17, nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, in via Scienze. A cura di Silvia Lambertini e Alberto Amorelli, è promosso in collaborazione con l’Associazione culturale “Il Gruppo del Tasso” di Ferrara.

Domani, invece, sempre alle 17, nuovo incontro del ciclo “Le parole della democrazia”. organizzato da Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara sul tema della fiscalità. Realtore è Leonzio Rizzo, che sarà introdotto da Ilaria Baraldi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 marzo 2016

Le visioni cosmiche di Mantovani in parete al Rivellino

17 Mar

Sabato scorso alla Galleria il Rivellino, in via Baruffaldi a Ferrara, è stata inaugurata la mostra personale del pittore Enrico Mantovani, dal titolo ” Viaggio oltre”. Le opere presentate sono raffigurazioni cosmiche realizzate, per sua scelta, con materiali destinati a deteriorarsi nel tempo. Interessante, dunque, questa riflessione sulla caducità e la contingenza del cosmo intero.
La mostra sarà visitabile fino al prossimo 25 marzo.

Andrea Musacci

La pittura olandese nella Roma del primo Seicento

17 Mar
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“Vocazione di San Matteo”, H. ter Brugghen, 1620.

Martedì scorso, 15 marzo, alle ore 17 nel Salone d’Onore della Pinacoteca, si è svolto un nuovo incontro del ciclo “Il Museo. Dentro e Intorno”. Il Prof. Gert Jan van der Sman, che lavora presso l’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte a Firenze e dal 2007 insegna Storia del Disegno e dell’Incisione presso l’Università di Leiden, ha relazionato sulla presenza, nella Roma del primo Seicento, dei pittori olandesi e fiamminghi. L’intervento – dal titolo “Oltre Caravaggio. Pittori olandesi a Roma nel primo Seicento” – è stato introdotto da Maria Pietrogiovanna dell’Università di Padova.

Protagonisti a Roma nel primo Seicento furono infatti soprattutto artisti francesi, o appunto olandesi come Matthijs Bril (1550-1583), Paul Bril (1554-1626), Gerard van Honthorst (1592-1656), Dirck van Baburen (1595-1624), Hendrick ten Brugghen (1588-1629).

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Un momento dell’incontro

Riguardo a Ferrara, van der Sman ha parlato della presenza, nel Quattrocento, di un trittico di Rogier van der Weyden (1399-1464), mentre nell’Oratorio della Santissima Annunziata è presente la “Madonna della cintura” di Lambert van Noort (1520-1571). Infine, a Ferrara, tra il Quattrocento e il Cinquecento, erano presenti più arazzieri che pittori fiamminghi, vista l’abbondanza di quest’ultimi.

Andrea Musacci

La grazia della materia nelle opere di Luca Filippini

17 Mar

Nella sala d’attesa della clinica Ferrara Day Surgery, in via Giovanni Verga, 17, fino al 3 maggio è possibile visitare la personale del giovane artista Luca Filippini, dal titolo “Dalle metropoli alle foreste”, a cura di Francesca Mariotti. Gli orari di apertura della struttura sono dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19.

La natura si confonde con geometrie urbane e industriali, in un mosaico complesso, multidimensionale e multistratificato, fino ad arrivare, come per una necessaria evasione, nell’universo più remoto, o, per contrasto, ad alcuni, carnali, volti femminili mascherati.

Andrea Musacci

Gotti Tedeschi: «La Chiesa ultimo argine contro le degenerazioni della modernità»

17 Mar
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Ettore Gotti Tedeschi a Casa Cini

«La Chiesa è l’unico argine rimasto contro le degenerazioni della modernità e a difesa della vita». È stato un intervento breve ma coraggioso e incisivo quello tenuto giovedì scorso, 10 marzo, dall’economista ed ex Presidente IOR Ettore Gotti Tedeschi durante un incontro a Casa Cini. “Difendiamo la vita. Per comprendere il presente e progettare il futuro” era il nome dell’evento pensato in vista della VI Marcia per la Vita in programma l’8 maggio a Roma. L’incontro, organizzato dalla Diocesi, ha visto l’introduzione da parte di Virginia Coda Nunziante, portavoce e organizzatrice dell’evento pro-life.
Parte da quelle che, secondo lui, sono le basi dell’attacco alla vita, Gotti Tedeschi, dai fondamenti teorici che rintraccia nello gnosticismo, ovvero «nell’idea demoniaca di promettere la conoscenza assoluta senza nessun bisogno della grazia divina», quindi della rivelazione cristiana. Da qui, la critica alla teoria del gender, a quella neo-malthusiana, all’ambientalismo e all’animalismo, responsabili, secondo l’economista, di proporre una «svalutazione della dignità umana, rendendo di conseguenza la vita sfruttabile economicamente».

Gotti Tedeschi

Ettore Gotti Tedeschi

Le eresie che si sono susseguite nel corso della storia sfociano, quindi, in diverse forme negative di modernismo, che tendono a «creare un uomo manipolabile tecnologicamente ed economicamente, e a relativizzare la fede e la dottrina della Chiesa, ormai unica autorità morale rimasta contro questa deriva». In particolare, Gotti Tedeschi ha citato come fondamentali due testi, Caritas in Veritate di Benedetto XVI e Lumen fidei di Papa Francesco.
Infine, Mons. Negri ha concluso puntualizzando come non si possa «vivere la fede senza difendere sempre la vita nel suo valore assoluto, non subordinando, dunque, la novità del cristianesimo alla mentalità mondana».

Andrea Musacci