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Radioamatori, la storia è in onda

7 Apr

2014-04-04 17.12.49In occasione del novantesimo anniversario della fondazione della Società Ferrarese Amici delle Radiocomunicazioni, venerdì è stata inaugurata la mostra “Ferrara e i suoi radioamatori – 90 anni di radiotelegrafia all’ombra del Castello Estense”, in collaborazione con la Provincia e con i patrocini del Comune e della Fondazione Guglielmo Marconi. In Italia sono circa 30 mila i radioamatori, una parte di questi ancora attiva nonostante la telegrafia non sia più usata dalle istituzioni civili e militari. La sezione ferrarese dell’ARI (Associazione Radioamatori Italiani), con il presidente Dario Grossi, ci ha accompagnato in questo viaggio nel tempo e nella storia della nostra città attraverso telegrafi, tasti semiautomatici, chiavi elettroniche, radiotrasmittenti, oltre a foto e documenti d’archivio dedicati ad esempio al primo presidente dell’ARI locale, Pietro Lana o a Franco Moretti. Infine, la IARU (International Amateur Radio Union, l’unione mondiale dei radioamatori) sta portando avanti una battaglia affinché l’UNESCO riconosca la Telegrafia come “bene immateriale dell’umanità”. La mostra è visitabile fino a oggi nella sala Alfonso I d’Este del Castello Estense di Ferrara dalle 9.30 alle 17.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 aprile 2014

Guidetti, poliedrica artista nel libro della Faust edizioni

3 Apr

È da poco uscito il volume “Mirella Guidetti Giacomelli. Arte senza confini” dedicato all’artista ferrarese, curato da Gina Nalini Montanari ed edito da Faust Edizioni. Una sessantina di pagine che permettono di avvicinarsi alla quasi quarantennale esperienza artistica della Guidetti attraverso una presentazione della Nalini, alle immagini di alcune creazioni e all’elenco delle opere pubbliche e delle mostre personali. Le prime esposizioni risalgono al 1975, per alcuni anni limitate prevalentemente al territorio ferrarese. Nel ’78 la Guidetti rimane colpita dalla figura del nuovo pontefice, Karol Wojtyla, tanto da dedicargli un busto in bronzo conservato in Vaticano. Sarà l’inizio di un viaggio in giro per il mondo alla ricerca di sempre nuovi stimoli, di una spiritualità profonda e mai banale. Percorso che la porterà, ad esempio, a ricevere da Israele, in occasione del Giubileo del 2000, l’invito a realizzare un “Holy Land Logo” che simboleggiasse l’unità delle religioni cristiane. L’estro della Guidetti spazia però anche in ambiti tematici differenti. Prova ne sono, ad esempio, un busto dell’ ’84 dedicato al Presidente della Repubblica Sandro Pertini o la partecipazione, nel ’91, alla collettiva “Donne di pace” organizzata dall’UDI in Russia. Un’artista, dunque, di respiro internazionale ma che non ha mai dimenticato la propria terra. Nel 2012 crea “Io sono la via, la verità e la vita”, medaglione in terracotta patinata per la mostra “L’uomo e il bisogno di Dio” indetta dalla Biblioteca Apostolica Vaticana che ha acquisito l’opera. Sul medaglione, una scritta: “Il Risorto: terremoto 2012”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 aprile 2014

Warburg e Schifanoia, un legame indissolubile

23 Mar

P1000102 - CopiaIl nome di Palazzo Schifanoia rimarrà in eterno legato a quello di Aby Warburg, che nel 1912 presentò la sua ricerca “Arte italiana e astrologia internazionale nel Palazzo Schifanoia di Ferrara”, in occasione del X Congresso Internazionale di Storia dell’Arte all’Accademia dei Lincei di Roma.

Il nome di Aby Warburg in Italia, e non solo, è legato a quelli di Massimo Cacciari e Marco Bertozzi, i quali  venerdì alle 18.30 nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia in via Scandiana, 23 hanno presentato gli atti della XIV Settimana di Alti Studi organizzata dall’Istituto di Studi Rinascimentali nel 2012 e dedicata a “I molti Rinascimenti di Aby Warburg”. Prima di entrare nel merito della conferenza, Bertozzi ha voluto dedicare un ricordo commosso a due personalità accademiche recentemente scomparse: l’italianista Ezio Raimondi e il prof. Mario Miegge, “amico e collega” all’Università di Ferrara. Il saggio di Carlo Ginzburg presente negli atti ha permesso al prof. Bertozzi di introdurre il tema delle “formule del pathos”. Questo “ebreo di sangue, amburghese di cuore, d’anima fiorentino” – come si definì lo stesso Warburg – si soffermò su queste formule tipiche dell’arte rinascimentale e dell’antica Grecia, un elemento “fortemente tragico, dionisiaco”. Da qui l’attenzione per la “fede nell’astrologia, una sorta di eccesso empatico, un’enfatizzazione empatizzante”. Massimo Cacciari ha proseguito su questa scia, soffermandosi sul tema dell’immagine, partendo dalla scoperta, da parte di Warburg, di Giordano Bruno. Da qui l’intuizione fondamentale della superiorità dell’immagine sulla parola, sull’espressione verbale. “L’immagine – ha proseguito Cacciari – è più divina della parola, in quanto sa innamorare con più potenza”, permette cioè un approccio più profondo e totale con la realtà.

L’incontro, inserito nel ciclo di conferenze “Schifanoia: il salone mostra i suoi mesi”, è stato promosso dallo stesso Istituto di Studi Rinascimentali in collaborazione con i Musei civici di Arte antica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 marzo 2014

(nella foto, da sinistra : Massimo Cacciari, Marco Bertozzi e Tiziano Tagliani)

Otello Ceccato e il ciclo della canapa in mostra al MAF

21 Mar

P1000094Al Centro documentazione del Mondo agricolo ferrarese (Maf) di San Bartolomeo in Bosco, in via Imperiale 263, fino al 27 aprile è visitabile la mostra “Otello Ceccato. Il ciclo della canapa. Racconto per immagini”, a cura di Galeazzo Giuliani, Corrado Pocaterra e Paolo Volta. Venti acquerelli con storie di collettività, di uomini e donne impegnati nelle diverse fasi di raccolta e lavorazione della canapa. Un universo che il pittore, padovano d’origine e copparese d’adozione, è riuscito a rappresentare in tutte le sue sfaccettature, compreso l’amore e la maternità. In Italia il declino della lavorazione della canapa comincia negli anni ‘60. Nel ’72 Renato Sitti, insieme a Mario Roffi, fonda il Centro Etnografico ferrarese. Sei anni dopo, nel ’78, lo stesso Sitti e Franco Farina organizzano una grande esposizione sulla lavorazione della canapa, che assegnano a Ceccato. «L’idea alla base di questo progetto – ci racconta Corrado Pocaterra – è quella di preservare e valorizzare la storia dell’agricoltura e la tradizione contadina del nostro territorio». Ceccato crea ventisei grandi tele, una delle quali, dedicata a uno sciopero dei braccianti, viene però esclusa. Dopo il ’78 creerà venti acquerelli dai disegni preparatori delle tele, dai quali sono stati ricavati le litografie esposte al MAF. Alcune di queste tele verranno esposte al MAF domenica 23 marzo in occasione dell’incontro in programma alle 15.30 “La canapa. Tra coltura e cultura di un territorio”. L’esposizione, a ingresso libero e promossa dal Comune di Ferrara, dal Maf e dall’associazione omonima, è visitabile nei seguenti orari: da martedì a venerdì, 9-12, domenica e festivi, 15:30-18.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 marzo 2014

L’omaggio di Gualandi a Ferrara nelle sue illustrazioni

21 Mar

Paolo Volta e Claudio GualandiIl talento di Claudio Gualandi e della moglie Linda Mazzoni rappresentano una risorsa importante per la nostra città. Sabato si è svolta l’inaugurazione della mostra di Gualandi “Disegnoinsegno. Ferrara nelle illustrazioni” alla Galleria del Carbone di Ferrara nell’omonima via al 18/A. Gualandi ha fatto da Cicerone tra le sue opere anche al sindaco Tiziano Tagliani, presente all’evento insieme alla moglie. Un ulteriore attestato di stima al genio di questi due artisti. Tra le opere, si possono ammirare le illustrazioni (e relative bozze) raffiguranti i maggiori monumenti della città (Palazzo Schifanoia, Teatro Comunale, Cattedrale, Castello Estense, Palazzo Diamanti, Biblioteca Ariostea), quattro locandine ufficiali del Buskers Festival, il “Giocaegira” e una locandina dell’AVIS. Le opere rimarranno in parete fino al 30 marzo prossimo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 marzo 2014

(Nella foto, da sinistra: Paolo Volta e Claudio Gualandi)

Con “Disegnoinsegno” in parete le opere di Claudio Gualandi

16 Mar

Alla Galleria del Carbone di Ferrara nell’omonima via al 18/A oggi alle 18 inaugura la mostra “Disegnoinsegno. Ferrara nelle illustrazioni” di Claudio Gualandi. Le opere rimarranno in parete fino al 30 marzo prossimo. Gualandi, insieme alla moglie Linda Mazzoni, gestisce uno studio di grafica, pubblicità e allestimento con sede in via Carlo Mayr, 205. Durante la “24 ore di poesia” in programma il 21 e 22 marzo alla Biblioteca Comunale Ariostea, Gualandi presenterà in anteprima l’illustrazione di Palazzo Paradiso. L’opera verrà successivamente aggiunta alle altre in mostra alla Galleria del Carbone.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 marzo 2014

Scuola “Alda Costa”, in mostra i volti della nostra storia

4 Mar

Alda CostaTre sezioni, settanta pannelli fotografici per rivivere la storia di un pezzo della nostra città. Sabato alle Grotte del Boldini in via Previati, 18 ha inaugurato la mostra “80 anni di vita per la scuola Umberto I – Alda Costa”, facente parte del progetto “Alda Costa Ottanta”, vincitore del III concorso “Io amo i Beni Culturali” dell’IBC regionale. Questo viaggio tra i volti e i luoghi della nostra storia inizia negli anni ’30-’40 con la costruzione dell’allora scuola Umberto I da parte dell’Ing. Carlo Savonuzzi. Non possono mancare le foto delle classi maschili e di quelle femminili, le aule e i corridoi, la visita del Ministro fascista Giuseppe Bottai, i balilla e la foto del Duce dietro la cattedra. Andando avanti negli anni, si possono anche trovare foto degli alunni in maschera, il Maestro Beniamino Biolcati e la scala a chiocciola della torre. A suggellare la bella mostra una fotografia inedita dall’archivio privato di Lydia Paparella, nipote di un maestro della scuola: nella foto di gruppo degli insegnanti, vi è anche la stessa Alda Costa, maestra ed eroina della Resistenza antifascista. La mostra sarà visitabile fino a giovedì 6 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 marzo 2014

Mostra per gli 80 anni della Scuola “Alda Costa”

1 Mar

All’interno di “Alda Costa Ottanta”, il progetto didattico e culturale per l’anniversario dell’inaugurazione della scuola elementare di via Previati, oggi alle 11 alle Grotte del Boldini verrà inaugurata la mostra fotografica “80 anni di vita per la scuola Umberto I – Alda Costa”. L’esposizione, realizzata grazie al contributo di Lions club Ferrara, si articola in tre sezioni, con settanta pannelli fotografici sulla storia dell’edificio scolastico, con immagini in gran parte inedite appartenenti all’archivio della scuola stessa. La mostra sarà visitabile fino a giovedì 6 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Nella sede dell’Ics Alda Costa in via Previati, 31, di fronte alle Grotte del Boldini sarà possibile anche visitare l’allestimento storico “Cattedra e banchi della scuola di ieri”.

Andrea Musacci

Viaggio nelle gallerie della nostra città

28 Feb

Pagina gallerie d'artePer gli amanti dell’arte

Ferrara è terra molto fertile.

Sette associazioni rispondono a tre quesiti sul panorama artistico estense.

Sette spazi e gallerie d’arte, sette luoghi nel centro storico di Ferrara dove persone diverse fra loro per età e per formazione continuano a far vivere e a promuovere l’arte. Li abbiamo incontrati per rivolgere loro alcuni quesiti sulla loro attività, sulla città e sul rapporto tra questa e l’ambito artistico – culturale. È venuto fuori un dibattito aperto, sincero e con proposte molto utili e interessanti. Ed è venuto fuori anche un mosaico di immagini che ben rappresentano lo splendore e l’unicità di Ferrara, le sue potenzialità e i suoi limiti.

DOMANDE 

1) Qual è il contributo della sua galleria al fermento artistico ferrarese?

2) Nei prossimi anni le istituzioni cosa dovrebbero cambiare per rendere più attrattiva Ferrara dal punto di vista artistico?

3) Se dovesse convincere un non ferrarese a visitare Ferrara cosa gli direbbe?

IDEARTE GALLERYIdearte Gallery (Paolo Orsatti)

1) Cerchiamo continuamente di intrecciare all’arte anche altre discipline di carattere culturale: presentazione libri, convegni e corsi. L’intento è la creazione di sinergie e contaminazioni con la città alternando artisti emergenti di livello nazionale ad eventi di carattere locale.

2) Uscire dal verticismo decisionale creando una consulta delle arti, della musica e dello spettacolo che possa affiancare le istituzioni, che sia fonte di proposte e di consulenza, con l’intento democratico di allargare ad associazioni o singoli operatori del settore relativamente alle scelte della cultura in città. Pubblicare inoltre sui siti istituzionali pagine dedicate in modo specifico alle gallerie ferraresi e creare una rete fra le gallerie stesse.

3) Venire a scoprire luoghi segreti ed inconsueti fuori dai tradizionali percorsi turistici, apprezzare i fenomeni della cosiddetta arte minore: chiese, conventi, affreschi. Assaggiare, infine, le  tradizionali  specialità gastronomiche.

ASSOCIAZIONE RROSE SÉLAVYAssociazione Rrose Sélavy (Chiara Sgarbi, Giovanna Mattioli)

1)  La nostra galleria è sede di un’associazione che promuove l’arte attraverso mostre, laboratori e incontri. È quindi anche un luogo di produzione per avvicinare quante più persone possibile ai linguaggi dell’arte. In particolare abbiamo un occhio di riguardo verso le ingiustamente dette “arti minori”.

2)  In città esiste tutto un sottobosco di artisti, poco o per niente conosciuti, che meriterebbero attenzione, spesso molto giovani, con pochi mezzi e isolati. Ci piacerebbe che le Amministrazioni Pubbliche contribuissero a far emergere questo interessante mondo sommerso, mettendo a disposizione spazi adeguati e promovendo le relazioni e gli scambi.

3)      Per convincere un non ferrarese a venire a conoscere la nostra città gli direi che, guardando tra le pieghe dell’immediatamente evidente, potrebbe trovare anche un fermento culturale ormai raro a incontrarsi. Potrebbe scovare persone coraggiose e cariche di entusiasmo che portano avanti progetti interessanti in tutti i campi delle arti.

TERRY MAY HOME GALLERYTerry May Home Gallery

1) Un po’ è provocatorio e un po’ controcorrente. La vera provocazione è nel dire agli artisti di aprire i propri studi, di crearsi a loro volta una propria Home Gallery, di oltrepassare la finta critica d’arte e le gallerie che promettono fama in cambio di soldi. L’aspetto controcorrente è di tornare alle origini, a quando per essere artisti serviva essenzialmente il mestiere e il fare arte.

2) Posizionare delle calamite in vari punti strategici. Già ce ne sono, ma a volte la loro potenza attrattiva viene indebolita da scelte artistiche “sconsiderate”. Mancano le competenze, le idee e il coraggio di osare. Bisogna accendere i riflettori su artisti che vengono oscurati per far spazio a operazioni di mercato.

3) Ferrara è un altro mondo. E’ magica davvero. La sua mappa richiama la carta astrologica di uno degli Este ed è stata costruita posizionando “calamite”, quali il Castello o il Palazzo dei Diamanti, e tenendo conto del cielo e delle stelle. Ciò la proietta, la manda in alto.

GALLERIA DEL CARBONEGalleria del Carbone (Paolo Volta)

1) Penso che, dopo quattordici anni di mostre, di aver contribuito a mantenere unite le diverse individualità artistiche ferraresi.

2) Più che le istituzioni, direi cosa potremmo fare assieme, ma assieme veramente, per attirare a Ferrara non solo turismo “anonimo”, ma gente interessata alla nostra città e al nostro territorio. Assieme potremmo pensare iniziative a costi bassi sfruttando le grosse potenzialità associative esistenti, e certi spazi pubblici mal utilizzati.

3) Direi di non visitare i monumenti più importanti – ad esempio il numero più elevato di visitatori è al Castello estense, non a Palazzo dei Diamanti con le sue mostre –  ma camminando per Ferrara a passi lenti avere la possibilità di scoprire l’architettura minore, i diversi paesaggi della nostra provincia, ed alcuni musei come il Museo della Cattedrale (poco visitato perché non sufficientemente promosso e organizzato).

MLB HOME GALLERYMaria Livia Brunelli Home Gallery

1) Fin dall’apertura, nel 2007, abbiamo legato la nostra programmazione alle mostre di Palazzo dei Diamanti, creando un dialogo tra arte contemporanea e arte moderna che facilita l’accesso all’arte anche ai non addetti ai lavori. Sia alle nostre inaugurazioni sia nei due giorni di apertura al pubblico vengono moltissimi visitatori, italiani e stranieri. La MLB ha da subito puntato molto in alto, collaborando con alcune tra le gallerie più importanti a livello nazionale e internazionale.

2) Cercare di creare più sinergie tra la rete museale e le associazioni. Noi siamo molto attivi anche fuori dalla galleria: dal rinoceronte appeso nella Rotonda Foschini, alle installazioni con gli animali di Faunal Countdown, fino alle collaborazioni con musei, scuole, università. Eventi trasversali che stimolano l’arrivo di nuovi visitatori in città.

3) Ferrara è ricca di cose un po’ nascoste e sorprendenti da scoprire: se iniziate questo affascinante viaggio dalla MLB, ve ne sveleremo qualcuna.

 SPAZIO D’ARTE L’ALTROVESpazio d'Arte L'Altrove (Francesca Mariotti)

1) Lo Spazio d’arte è nato per essere un luogo in cui poter trovare o portare ciò che più anima gli animi “sensibili” e “creativi” della città e non solo, stimolando lo scambio di idee ed opinioni sul mondo culturale in senso lato.

2) Ferrara è un vero gioiello, storicamente parlando, che di poco avrebbe bisogno, se non una buona “cura e pulizia”. Le manca la voglia di poter rimanere una grande città d’Arte anche sul Contemporaneo, valorizzando e “investendo” per creare una folla di nuovi talenti, come avviene in molti paesi del nord Europa.

3) Quello che un qualsiasi straniero può trovare a Ferrara è un’aria magica, eterea, che avvolge le nostre piazze e i nostri bellissimi Palazzi del centro storico. Camminare nelle piccole vie, dissestate e malmesse, ma tanto intriganti nel percorso asimmetrico e nuovo ad ogni passaggio, in cui il tempo si è fermato e nello stesso tempo ha proseguito il suo passo con i lampioncini aranciati della sera che ne valorizzano il caldo colore del “cotto ferrarese”.

GALLERIA IL RIVELLINOGalleria Il Rivellino (Leopoldo Bon, Cristina Lucchetti, Benito Pasqualini)

1) In quanto Associazione siamo più “agevolati” poiché proponiamo modi diversi di interagire con la cittadinanza: non solo con le mostre ma anche attraverso l’avviamento alla pratica artistica, grazie all’Accademia di San Nicolò, e ad altre forme artistiche (poesia, saggistica ecc.). Inoltre, cerchiamo sempre una simbiosi tra arte tradizionale e contemporanea.

2) Il Comune o la Provincia dovrebbero organizzare un calendario promozionale degli eventi artistici cittadini, sia in formato digitale sia in formato cartaceo. Questa forma di coordinamento eviterebbe, ad esempio, la sovrapposizione degli orari delle inaugurazioni delle mostre.

3) Gli direi di apprezzare il luogo, ma di dare tempo ai ferraresi: questi, infatti, all’inizio sono diffidenti, sono critici e poco espansivi, non coinvolgono immediatamente. Un non-ferrarese, dunque, non dovrebbe soffermarsi subito sui difetti della nostra gente, ma aspettare e col tempo vedrà che Ferrara merita davvero d’essere visitata.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 febbraio 2014

Lezioni sulla cristianità a Casa Cini

24 Feb

portici6Cinque sono gli incontri organizzati dall’Istituto diocesano di cultura Casa G. Cini e l’Ufficio diocesano di Arte Sacra e Beni Culturali per riscoprire e approfondire le prime tracce della presenza cristiana nel territorio ferrarese durante l’epoca costantiniana e tardo imperiale, attraverso i rinvenimenti archeologici e le fonti scritte. Le lezioni saranno tenute da importanti archeologi e storici alle 17 presso l’Istituto di Cultura Casa G. Cini in via Boccacanale di Santo Stefano. Un percorso, questo, che rientra pienamente nella “Nuova Evangelizzazione” promossa da Papa Francesco, riscoprendo le antiche evangelizzazioni e dunque le nostre radici più profonde.

La prima lezione, dal titolo “Prime tracce di presenza cristiana nel nostro territorio: Comacchio” si è tenuta lunedì 17 febbraio con la relazione del prof. Sauro Gelichi, ordinario di archeologia medievale presso l’Università Cà Foscari di Venezia. Oggi, invece, avrà luogo il secondo incontro, “Prime tracce di presenza cristiana nel nostro territorio: zona ferrarese”, tenuto dalla dott.ssa Fede Berti, archeologa e già direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara. La dott.ssa Berti focalizzerà l’attenzione sul tema delle prime tracce cristiane nella zona attorno a Ferrara illustrando gli scavi da lei condotti a Voghenza, a Santa Maria in Padovetere vicino a Lagosanto e nella necropoli dei Fadieni a Gambulaga. Continuando nel programma, il 10 marzo lo studioso Alberto  Andreoli terrà la lezione dal titolo “Implantatio ecclesiae: S. Cassiano e S. Giorgio”, nel quale verrà messa in luce l’origine delle basiliche cattedrali della nostra diocesi.

Il 24 marzo invece don Paolo Cavallari, parroco della Concattedrale di Comacchio, parlerà – nell’incontro “Dall’eremo alla missione” – dei monaci di Sant’Alberto in Pereo i quali, nell’alto medioevo, si trasferirono nei territori dell’attuale Polonia con un intento evangelizzatore. Infine, l’ultimo incontro in programma si svolgerà il 7 aprile e vedrà Antonio Manfredi, vicedirettore della Scuola Vaticana di Biblioteconomia, confrontarsi con il tema “Pomposa: spiritualità e cultura”. Per informazioni consultare il sito http://www.casacini.altervista.org.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 febbraio 2014